Il Governo Grindeanu è stato dimesso tramite mozione di censura

0
208

Mercoledì 21 giugno 2017, la vita politica della Romania ha assistito a un’anteprima. Per la prima volta dal 1989, un governo è stato dimesso tramite una mozione di censura deposta proprio dai partiti che ne hanno sostenuto l’investitura, PSD e ALDE. Così, i socialdemocratici guidati da Liviu Dragnea hanno fatto cadere il loro stesso premier e i loro stessi ministri a nemmeno sei mesi dall’investitura del Gabinetto Grindeanu.

La mozione di censura contro il premier Sorin Grindeanu è stata adottata dal Parlamento con 241 voti a favore e 10 voti contrari.

Il voto con le biglie, sebbene avrebbe dovuto essere segreto, secondo quanto stabilito dalla Costituzione, è avvenuto sotto gli occhi di tutti. Alcuni parlamentari del PSD però si sono astenuti dal voto. PNL e PMP hanno fatto lo stesso, trattandosi di un problema interno al partito. I parlamentari dell’UDMR non erano nemmeno presenti in sala. La differenza l’avrebbero fatta i voti delle minoranze nazionali, altre rispetto a quella magiara.

Il dibattito della mozione di censura, avviata da PSD e ALDE contro il primo ministro Sorin Grindeanu si è concluso dopo circa un quarto d’ora, tempo in cui nella sala della plenaria del Parlamento sono riecheggiati fischi contro Liviu Dragnea, i socialdemocratici hanno lasciato la sala durante il discorso di Raluca Turcan, e Tariceanu ha spento il microfono durante i discorsi di PNL e USR.

Nella sala della plenaria erano presenti 385 senatori e deputati, per il dibattito sulla mozione di censura. Sebbene avessero annunciato che non avrebbero votato contro o in favore del Premier Sorin Grindeanu, PNL e USR sono stati presenti in aula, perché si raggiungesse il quorum.

I senatori e deputati liberali si sono presentati in sala con dei fogli A4, su cui c’era scritto “Vergogna PSD”, e che non hanno perso l’occasione di mostrare soprattutto durante il discorso del leader PSD, Liviu Dragnea, contro cui si sono levati grida e fischi.

Il deputato PNL del Maramures, Corneliu Olar, è entrato nella sala della plenaria con un costume tradizionale indosso e con un tulnic in mano.

Quando il deputato PNL, Raluca Turcan, ha iniziato il suo discorso, Liviu Dragnea si è alzato dal suo posto e si è diretto al centro dell’aula plenaria, per parlare con i socialdemocratici. Pensando che il capo del partito stesse lasciato la sala, una parte dei parlamentari PSD si è alzata ed è uscita dall’aula della plenaria.

Perché non superassero il tempo destinato al gruppo di cui fanno parte, Raluca Turcan (PNL) e Dan Barna (USR) si sono ritrovati col microfono spento all’improvviso. Non è successa la stessa cosa con Varujan Vosganian (ALDE).

Mentre i dibattiti della plenaria andavano avanti, circa 100 persone portate lì dal PSD hanno assistito dalle logge del Parlamento.

Il testo della mozione di censura è stato pubblicato mercoledì pomeriggio sulla Gazzetta Ufficiale, momento a partire dal quale, il Gabinetto condotto da Sorin Grindeanu dispone di funzioni limitate fino alla nomina di un nuovo governo.

Il testo della mozione di censura “La Romania non può essere confiscata! Difendiamo la democrazia e il voto dei romeni”, adottata mercoledì dal Parlamento, è stata immediatamente inviata alla Gazzetta Ufficiale, con le firma dei presidenti della Camera dei Deputati e del Senato, che le ha pubblicate.

La dimissione del governo Grindeanu è descritta nell’articolo 110 della Costituzione, che prevede come “il Governo è dimesso alla data del ritiro della fiducia accordatagli da parte del Parlamento (…). Il Governo il cui mandato sia terminato, compirà solo gli atti necessari all’amministrazione degli affari pubblici, fino alla deposizione di giuramento da parte dei membri di un nuovo Governo”.

Discorsi prima del voto

Grindeanu: Siamo nel più misterioso dei momenti. Pensate bene al perché siamo qui con tutta l’Europa a guardarci

Prima di votare la mozione, Grindeanu ha dichiarato alla plenaria riunita del Parlamento di trovarsi “nel più misterioso dei momenti”, in cui Liviu Dragnea depone una mozione di censura contro il Governo PSD, e ha chiesto ai parlamentari di pensare bene al perché della loro presenza lì, mentre tutta la Romania e l’Europa li guardano.

“Ve lo dico nel modo più chiaro, non capisco perché oggi siamo in Parlamento e credo che nemmeno i romeni lo capiscano, non capisco il perché di tanta confusione nel PSD. Le cose vanno benissimo e anche il governo. Vi guardo e vedo che anche buona parte di voi non capisce. Mi chiederete perché il Premier da così tante spiegazioni in merito alla vita interna al PSD. Perché in 21 anni, vivo il più misterioso dei momenti, in cui Liviu Dragnea depone una mozione contro il suo stesso governo, senza che sia l’opposizione a chiederla”, ha dichiarato Grindeanu ai parlamentari presenti al dibattito sulla mozione.

“Ho preso la decisione di non rassegnare le dimissioni perché avrei fatto due grandi errori. Non ho dato le dimissioni perché il PSD rischiava di perdere la maggioranza e arrivare nuovamente a dipendere dalla decisione del Presidente Iohannis. Ho creduto che la Romania fosse ad un bivio la settimana scorsa – possiamo tornare all’epoca prima del 1989 o possiamo pensare al futuro dei nostri figli. Non desidero tornare indietro”, ha aggiunto Grindeanu.

“Come Premier, chiedo scusa del momento che la Romania sta attraversando”

Sorin Grindeanu ha chiesto scusa dalla tribuna del Parlamento per la situazione che la Romania sta vivendo, per questa crisi ufficiale. “Avrei voluto che oggi fosse stata invitata l’opposizione a criticare i nostri progetti, e non che fossimo qui a litigare gli uni con gli altri, all’interno dello stesso partito”.

“Avrei voluto che oggi fosse stata invitata l’opposizione a criticare i nostri progetti, e non che fossimo qui a litigare gli uni con gli altri, all’interno dello stesso partito. Chiedo scusa per il momento che la Romania sta attraversando”, ha affermato il Premier, mostrando come questo avvenga in un momento in cui il paese registra una crescita economica e gode della disponibilità delle maggiori cancellerie. “Questa crisi ufficiale si verifica nel momento peggiore per la Romania”, ha affermato il Premier.

La mia prima risposta al premierato è stata “No”, ma i colleghi hanno insistito e Dragnea ha detto che mi sarebbe stato amico

Mercoledì, di fronte alla plenaria riunita del Parlamento, Sorin Grindeanu ha inoltre sostenuto come la sua prima risposta, quando gli è stato proposto di essere premier, fosse stata “No”, perché aveva progetti per Timisoara, ma gli amici di partito l’hanno pregato e Liviu Dragnea gli ha promesso gli sarebbe stato amico e che avrebbero costituito un governo di persone competenti.

Grindeanu dalla tribuna del Parlamento ha affermato che, nel dicembre 2016, proprio quando il PSD vinceva le elezioni “con un risultato storico”, i socialdemocratici seguivano “con il cuore in gola” il modo in cui Klaus Iohannis, Presidente della Romania, avrebbe nominato o no, secondo la Costituzione, un premier del PSD. Egli ha ricordato come la prima opzione, Sevil Shhaideh, sia stata respinta e le due settimane successive in cui la Romania è rimasta senza budget e nell’incertezza.

Lo stesso ha inoltre dichiarato come nel gennaio 2017, Liviu Dragnea l’abbia pregato di accettare la funzione di Premier.

“E sapete, cari colleghi, quale sia stata la mia prima risposta: “No”, ha concluso Grindeanu, menzionando i motivi dei suo iniziale rifiuto: aveva vinto le elezioni, era presidente CJ Timis e la sua famiglia viveva a Timisoara.

Sorin Grindeanu ha spiegato come, dopo il primo rifiuto, i suoi amici del PSD, colleghi che vede tra i banchi del Parlamento, abbiano insistiti su fosse necessario da parte sua accettare per la stabilità, perché era un uomo onesto e lavoratore, “uno del Banato, che fa il suo dovere”.

“E allora ho detto Sì, anche perché Liviu Dragnea mi ha promesso di essermi amico, di sostenermi, che avremmo formato un governo di ministri competenti”, ha aggiunto Grindeanu.

Non ho mai preso parte a una campagna negativa come hanno fatto contro di me alcune colleghe e alcuni colleghi”

Allo stesso tempo, durante la plenaria del Parlamento, Grindeanu ha sottolineato come, in 21 anni di attività politica, non abbia mai preso parte a nessuna campagna negativa come quella portata avanti ora da “alcune colleghe e alcuni colleghi” contro di lui.

“Vi dico molto chiaramente che non capisco perché siamo oggi in Parlamento e credo che neppure i cittadini lo capiscano. Vi guardo e mi rendo conto che nemmeno una gran parte di voi lo capisce (…). Vogliamo far cadere il Governo con una nostra mozione, senza che sia l’opposizione a chiederlo, per arrivare in mano al Presidente”, ha detto Sorin Grindeanu ai parlamentari presenti al dibattito per la mozione.

Grindeanu ha dichiarato come gli sembri il più misterioso dei momenti quello in cui Liviu Dragnea avvia una mozione di censura contro il governo PSD che lui stesso ha proposto. “Vi prego di pensare con molta attenzione al perché ci troviamo qui oggi, mentre tutta la Romania e tutta l’Europa ci guardano”, ha affermato il Premier.

“Non ho mai preso parte a una campagna negativa come quella che alcune colleghe e colleghi del PSD hanno avviato contro di me”, ha affermato il Primo Ministro.

Grindeanu ha dichiarato come gli attacchi al Governo da parte di Dragnea abbiano perturbato l’attività governativa. “Una parte dei colleghi ministri è venuta a dirmi di subire questa pressione. E che tuttiquelli dei ministeri non sanno più cosa credere. L’Istituto Nazionale di Statistica e l’EUROSTAT nel frattempo ci dicevano quanto l’economia andasse bene, che viviamo la maggiore crescita economica d’Europa, che abbiamo più di 100.000 posti di lavoro appena creati. E, nonostante questo, il governo doveva essere analizzato e riorganizzato. Cari colleghi, vi parlo con la massima chiarezza: non capisco perché oggi siamo qui, in Parlamento. E altrettanto chiaramente, vi dico che nemmeno i romeni lo capiscono. E nemmeno l’opposizione! Non capisco il perché di tanta confusione all’interno del PSD a nemmeno 6 mesi dalla vittoria delle elezioni, con un risultato eccezionale!”, ha dichiarato Sorin Grindeanu.

Egli ha espresso preoccupazione rispetto al fatto che il PSD dipenderà dalla buona volontà del Presidente Klaus Iohannis, perché il nuovo premier sia un socialdemocratico. “Non ho dato le dimissioni perché il PSD rischia di perdere il governo e di arrivare di nuovo nelle mani di Klaus Iohannis. Nel novembre del 2015, quando il PSD aveva una grande maggioranza in Parlamento, Liviu Dragnea si è presentato da Klaus Iohannis con un premier ed è stato respinto! E abbiamo avuto un governo tecnico. E abbiamo visto cos’è successo. Poi, nel dicembre del 2016 ha voluto essere lui Premier e aveva ragione, visto che il PSD aveva vinto le elezioni con grande margine. Ma non è stato possibile. Ha proposto allora la signora Shhaiden, senza consultarsi col partito. E il presidente gli ha risposto di nuovo NO! La stessa cosa succederà anche ora, se passerà questa mozione. Il Presidente dirà, NO! E allora avremo perso il governo! E con lui, il lavoro di centinai di migliaia di membri di campagna. Chi ci garantisce che se questa mozione di autocensura passerà, Klaus Iohannis nominerà un premier PSD? Avrei voluto sentire Liviu Dragnea darcene garanzia! E non ce ne ha date! Neppure una!”, ha aggiunto Grindeanu.

Dragnea, prima del voto: Ho creduto con la massima serietà in Sorin Grindeanu. Quanto accaduto lunedì e martedì, con i nostri colleghi chiamati alla DNA non è una coincidenza

Il Presidente della Camera dei Deputati, Liviu Dragnea, mercoledì ha dichiarato alla plenaria riunita di aver creduto con la massima serietà in Sorin Grindeanu, come la miglior soluzione in quel momento.

“Ho creduto molto in Sorin Grindeanu. Non era uno scherzo, ma una cosa seria, ho creduto fosse la miglior soluzione per noi in quel momento. Purtroppo ora si attacca alla poltrona in modo del tutto illegittimo. Non è diventato Premier grazie a quelli che si sono barricati dentro Palazzo Victoriei, e nemmeno grazie a quanti si sono riuniti stanotte a Vila Lac 1. È arrivato lì perché i due partiti vincitori hanno deciso di accordargli un voto di fiducia, la stessa struttura statutaria che ha deciso di ritirare il suo sostegno politico. Probabilmente più tardi sarà accusato di un comportamento privo d’onore, privo di responsabilità verso di noi e verso i romeni”, ha affermato Liviu Dragnea.

Allo stesso tempo, Dragnea ha mostrato di non poter fingere rispetto a quanto successo lunedì e martedì, con Badalau e Tutuian chiamati alla DNA come testimoni, non sia stata “solo una coincidenza”, e come non lo sia nemmeno il fatto che “un collega, che ha smosso le acque con una valutazione” sia stato prelevato da casa sua dalle forze speciali.

“Anche se, durante la campagna elettorale noi tutti siamo stati in tv e abbiamo attraversato il paese per presentare ai romeni il programma vincitore per la Romania – e proprio per questo abbiamo vinto con quel risultato –, oggi quelli che vogliono confiscare tutto questo e che s’incatenano al palazzo del Governo dicono che Liviu Dragnea è troppo autoritario”, ha affermato Dragnea.

Il leader del PSD ha affermato di esser forse troppo autoritario per aver detto che la politica debba essere separata dai servizi o che sia necessario assicurare l’indipendenza della giustizia.

“Sono autoritario perché ho detto sia necessario separare la politica dai servizi? Sono autoritario forse perché ho chiesto di restituire alla Giustizia la sua indipendenza? E, a proposito dell’indipendenza della Giustizia… non possiamo far finta che quanto accaduto lunedì e martedì a tre nostri colleghi sia solo una coincidenza. Lunedì e martedì, il presidente esecutivo del PSD e il presidente della Commissione di controllo SRI – certo, una commissione non importante, sono stati chiamati alla DNA come testimoni, per l’immagine. Ieri, un altro nostro collega, che capisco oggi abbia disturbato parecchio per aver presentato una valutazione, è stato prelevato da casa sua, dalle forze speciali. Questa è la strada da percorrere, all’infinito? E questo paese rimarrà sotto il controllo di forze che non partecipano alle elezioni?”, ha affermato Liviu Dragnea.

“Lasciare le cose così significherebbe fallire coscientemente, prendere in giro noi stessi e i romeni”

Il Presidente PSD, Liviu Dragnea, ha tenuto a rilevare in plenaria come la determinazione e il ritmo del Premier non siano stati quelli che si aspettava e che sperava, e che lasciare le cose così come sono, avrebbe significato il fallimento consapevole del PSD e una presa in giro per i romeni. Lo stesso ha affermato di non aspettarsi che Grindeanu, “il nostro ex collega”, reagisse con tale caparbietà.

“Il ritmo e la determinazione del Premier non sono stati come noi tutti speravamo e ci saremmo aspettati”, ha dichiarato Liviu Dragnea.

Egli ha sostenuto che lasciare le cose così, sarebbe stato un fallimento cosciente per il PSD e una presa in giro per i romeni.

“Lasciare le cose così, avrebbe significato fallire in modo consapevole, prendere in giro noi stessi e i romeni, e perfino Sorin Grindeanu. Non ci aspettavamo che il nostro ex collega avrebbe reagito con tanta caparbietà, (…), a volte proprio senza razionalità”, ha aggiunto Dragnea.

NO COMMENTS