Il calendario voluto dal PSD per il passaggio della mozione di censura, sebbene strettissimo, rientra nelle disposizioni costituzionali e regolamentari

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Il termine stretto, voluto dal PSD per presentare, dibattere e votare la mozione di censura contro il suo stesso Governo, sebbene sia inusuale, rientra nelle disposizioni della Costituzione e del Regolamento delle attività comuni della Camera dei Deputati e del Senato, si mostra in un’analisi Mediafax.

Il Presidente del Consiglio Nazionale del PSD, Mihai Fifor, venerdì notte ha annunciato che il Parlamento sarà convocato domenica, alle ore 16:30, per la lettura della mozione di censura. Il giorno prima, il PSD aveva annunciato che la lettura del documento di fronte alla plenaria riunita sarebbe avvenuta lunedì, e il voto mercoledì. Fifor non ha precisato se mercoledì si voterà, spiegando solo la necessità per la Romania di tornare “in breve tempo” un paese in cui si governa legittimamente.

Il nuovo Segretario Generale del Governo, Victor Ponta, venerdì considerava impossibile che la mozione di censura preconizzata dal PSD fosse votata mercoledì, poiché contravverrebbe al termine sancito dalla Costituzione.

“Non si può proporre una mozione di censura che sia votata mercoledì, credo conosciamo tutti il testo della Costituzione. Lo so perché ho proposto qualche mozione in vita mia. Questo significa 3+5, e cioè che otto giorni è l’opzione più rapida, e questo vuol dire che il signor Grindeanu dovrà assicurare il funzionamento del Governo per lo meno ancora 2 o 3 settimane, nel caso in cui la mozione passasse, altrimenti rimarrà Primo Ministro”, ha dichiarato Victor Ponta.

Ad ogni modo, sebbene la convocazione della plenaria riunita domenica per la presentazione della mozione di censura, che sarà deposta probabilmente lo stesso giorno, non sia usuale, tale procedura è permessa dalle disposizioni del Regolamento.

Per assicurare il quorum, i parlamentari PSD hanno ricevuto un SMS venerdì notte, ottenuto da News.ro, in cui si fa presente che la loro presenza è “obbligatoria”. Se il PSD riuscirà ad assicurare il quorum domenica, e la procedura regolamentare di lettura della mozione durante la plenaria sarà realizzata, i socialdemocratici dovranno aspettare tre giorni da questa data, obbligatori nella Costituzioni, fino al voto, nel tentativo di far cadere il Governo. Perciò, mercoledì si potrebbe realmente votare.

Secondo la Costituzione, il ritiro della fiducia accordata al Governo avviene adottando una mozione di censura nella plenaria riunita del Parlamento, con voto di maggioranza di deputati e senatori.

La mozione di censura potrà essere avviata minimo da un quarto del numero totale di deputati e senatori, e sarà comunicata al Governo la data di consegna della stessa. In questo caso, ci sarà bisogno di 116 firmatari, su un totale di 464 parlamentari.

Per l’adozione della mozione di censura, c’è bisogno di 233 voti. In questo momento, il PSD ha 221 parlamentari, il PNL 98, l’USR 43, l’UDMR 30, l’ALDE ne ha 26, come il PMP, la minoranza ne ha 17, mentre gli ultimi 3 parlamentari sono indipendenti. PSD e ALDE raggiungono insieme 247 parlamentari, più del numero necessario a far cadere il Governo.

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