Chi vincerà la guerra nel PSD? La fazione di Grindeanu o quella di Dragnea?

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La mozione di censura contro il Governo Grindeanu sarà votata mercoledì

La mozione di censura contro il Governo Grindeanu, firmata da 222 parlamentari PSD e ALDE, e intitolata “La Romania non può essere confiscata! Difendiamo la democrazia e il voto dei romeni”, è stata letta domenica pomeriggio durante la plenaria riunita del Parlamento, durata circa un quarto d’ora. Alla seduta hanno partecipato solo 216 parlamentari, di PSD e ALDE. La maggioranza ha bisogno di 233 voti per far cadere il proprio governo, e il voto sarà espresso mercoledì.

La mozione di censura contro il Governo Grindeanu sarà dibattuta e votata durante la plenaria del Parlamento, mercoledì, dalle ore 11:00, ha annunciato il Presidente della Camera dei Deputati, Liviu Dragnea, durante la plenaria di domenica.

Dragnea ha dato quest’annuncio prima di dichiarare conclusa la seduta plenaria riunita, durante la quale è stata letta la mozione di censura.

L’assemblea plenaria di domenica è durata circa un quarto d’ora e alla seduta hanno partecipato solo 216 parlamentari, di PSD e ALDE. La mozione di censura è stata letta da Mihai Fifor.

Il Premier Grindeanu non era presenta all’assemblea plenaria.

Il testo della mozione di censura, documento composto da poco più di tre pagine, è stata scritta dai parlamentari di PSD e ALDE domenica a pranzo.

Nella mozione si menziona come, a cinque mesi dall’insediamento del Governo, la coalizione di governo abbia realizzato una valutazione dell’attività svolta dall’Esecutivo, a seguito della quale si è deciso il ritiro del sostegno politico offerto al Gabinetto. La decisione ha portato alla dimissione di 25 dei 27 membri del Gabinetto, che hanno compreso “correttamente la responsabilità politica che spetta loro all’interno di una democrazia costituzionale”, menziona il testo.

Il documento riguarda “il Governo” Ponta-Jianu-Grindeanu, accusato di disprezzare le regole democratiche del funzionamento istituzionale.

Gli iniziatori sostengono non si tratti di una mozione PSD-ALDE ma di “un atto di responsabilità politica che il Parlamento della Romania deve fare per preservare la costituzionalità del funzionamento democratico dello stato, il rispetto delle leggi e del voto dei cittadini della Romania”.

Sebbene il termine per la presentazione, il dibattito e il voto della mozione di censura contro il Governo Grindeanu sia estremamente ristretto, situazione inedita finora, rientra nelle disposizioni della Camera dei Deputati e del Senato.

I parlamentari PSD sono stati convocati alla seduta parlamentare di domenica con un SMS già da venerdì notte, in cui il leader del gruppo li avvisava del fatto che la presenza è “obbligatoria”.

Inoltre, il presidente della Camera dei Deputati, Liviu Dragnea, ha inviato un SMS anche ai deputati dell’opposizione, per informarli del programma parlamentare di domenica e pregandoli di essere presenti.

L’opposizione ha annunciato che non avrebbe partecipato alla riunione di domenica, elemento irrilevante ai fini della mozione, dal momento che non era necessario raggiungere il quorum alla seduta, durante la quale si è solo letto il testo.

Liviu Dragnea: Ho già gestito una mozione di censura, è importante il voto di mercoledì, che dovrà essere compatto

Il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, subito dopo la lettura della mozione di sfiducia durante la seduta plenaria, ha dichiarato che “il voto di mercoledì dovrà essere compatto” e di avere fiducia nel fatto che la mozione passerà. “La maggior parte dei non firmatari non era presenta ma hanno parlato con me. Alcuni arriveranno stanotte, altri domani, altri lunedì o martedì. Quelli con cui ho parlato – ho ritenuto necessario non rovinargli i piani oggi. Giovedì avevamo stabilito di deporre la mozione lunedì, ed è così che la maggioranza si è organizzata. Abbiamo deciso di accorciare il periodi di incertezza e di assenza di governo”, ha dichiarato il leader del PSD domenica, dopo la lettura in Parlamento del testo della mozione.

Ponta: se la mozione non passa, Sorin Grindeanu discuterà con PSD e ALDE di un nuovo Gabinetto giovedì

Il capo del Segretariato Generale del Governo (SGG), Victor Ponta, presente domenica nel gruppo PSD della Camera dei Deputati, ha dichiarato che il Premier Sorin Grindeanu discuterà giovedì con PSD e ALDE della formazione di una Gabinetto Grindeanu 2, nel caso in cui la mozione non passasse.

“Abbiamo parlato all’interno del gruppo e ringrazio il signor Ciolacu, che mi ha dato la parola. Ho trasmesso un mio punto di vista, come ex presidente, ex premier, in merito al fatto che l’effettiva deposizione della mozione è una guerra atomica in cui il PSD perderà e sarà Iohannis a vincere. C’è ancora tempo. A nome del Premier, vi dico che se la mozione non raggiungerà il numero necessario, Sorin Grindeanu intende discutere con la leadership PSD e ALDE della formazione di un Governo Grindeanu 2”, ha dichiarato Victor Ponta.

Questi ha affermato che nel caso si realizzasse l’altro scenario, se la mozione passerà, allora “la sola persona che potrà nominare il Premier è Iohannis”.

Daniel Constantin: Se la mozione non passa il voto del Parlamento, sarà possibile discutere anche dei presidenti delle due Camere

L’ex copresidente ALDE, Daniel Constantin, che ha avuto un incontro con Sorin Grindeanu domenica, ha dichiarato durante una trasmissione di Digi 24 che, se la mozione di censura non otterrà i voti del Parlamento, si potrà discutere anche del cambiamento dei presidenti delle Camere, Liviu Dragnea e Calin Popescu Tariceanu.

“Se mercoledì succederà quello che penso succederà e la mozione non passerà, allora tutte le opzioni saranno possibili, perfino il cambiamento dei presidenti delle due Camere. Io credo sarà un’azione naturale e mi aspetto un’assunzione di responsabilità personale”, ha affermato Daniel Constantin.

Alla domanda se crede di poter ricoprire una carica nel Governo, Constantin ha risposto: “Non tengo alle cariche, credo di essere molto utile lì dove sono, in Parlamento. Sosterrò Grindeanu”.

Lo stesso si è dichiarato convinto che la mozione di censura proposta da PSD-ALDE non passerà.

“Ogni ora che passa, i parlamentari si rendono conto che ciò che il partito li costringe a fare non va bene. Non sono stato al telefono, per lo meno io personalmente, a convincere uno o l’altro, però ho ricevuto molte telefonate di persone che non intendono più fare politica in questo modo, ascoltando con lo sguardo vitreo cosa dice il leader del partito”, ha sostenuto Constantin.

Alla domanda su quanti saranno i parlamentari PSD-ALDE a non votare la mozione, egli non ha saputo rispondere con un numero esatto.

“Se sarà compreso il momento chiave che la Romania sta vivendo, posso dirvi che ho la certezza del fatto che questa mozione di censura non passerà. Ad oggi, sono più di 13 o 14 quelli che non voteranno la mozione. Non so come si comporteranno, però so che disapprovano questo modo di fare politica, promosso dal signor Dragnea e dal signor Tariceanu”, ha dichiarato Daniel Constantin.

Egli ha aggiunto di aver parlato personalmente con quelli dell’UDMR ma non ha precisato quali siano state le conclusioni delle discussioni con i leader dell’Unione.
Quali possibilità ha la mozione? l’UDMR avrà un ruolo principale

La fazione del Premier dice di essere convinta che, almeno 15 membri del partito, non si presenteranno al voto.

D’altra parte, il Partito Social Democratico si prepara a sanzionare drasticamente quanti, con il loro comportamento, sosterranno Sorin Grindeanu nel mantenere la propria carica.

“Tutti i parlamentari PSD che non voteranno e che faranno parte e sosterranno il Governo, saranno espulsi. Io personalmente ho chiamato i parlamentari che si è detto non sarebbero venuti e non avrebbero votato, e tutti hanno confermato si tratti di disinformazione”, ha affermato Florin Iordache, vicepresidente della Camera dei Deputati.

Gli avversari di Liviu Dragnea contraddicono Florin Iordache. L’europarlamentare Catalin Ivan ha annunciato che “in questo momento ci sono quindici parlamentari, tra deputati e senatori PSD della Moldova e non solo, con cui ho parlato solo io, che non intendono appoggiare la mozione.

Il Senatore Robert Cazanciuc, sebbene considerato vicino a Victor Ponta, schieratosi a sua volta con Sorin Grindeanu, dichiara fermamente di sostenere la mozione dei suoi colleghi.

“Continuo a credere che una mozione di censura sia la soluzione legale ma credo che rassegnare le dimissioni d’onore sia il gesto che tutti i membri del partito di cui parlava il signor Grindeanu si aspettino da lui”, ha affermato Robert Cazanciuc.

“Sorin Grindeanu ha dimenticato il partito e la direzione CEx che l’hanno sostenuto. La sua attenzione è stata rivolta ad altro, e questo lo rende solo un primo ministro attaccato alla poltrona”, ha dichiarato Viorel Bancila, europarlamentare.

Ricevuto tra congratulazioni e applausi nella filiale di Timis, Sorin Grindeanu si è mostrato anch’esso incredulo del voto del Parlamento.

Negoziazioni intense in entrambe le fazioni, l’UDMR sembra di nuovo la soluzione

Venerdì, dopo l’annuncio sulla lettura della mozione, entrambe le fazioni hanno avviato le discussioni di negoziazione mentre l’UDMR sembra essere la nuova soluzione.

Con un semplice calcolo, la Maggioranza in questo momento dispone di un sostegno che supera di 14 unità il numero necessario di voti, 233, perché la mozione passi. Nonostante questo, i leader della coalizione di governo hanno bisogno anche del sostegno di un altro partito, soprattutto perché nell’altra fazione sono state annunciate intense negoziazioni con i membri PSD.

L’UDMR, che potrebbe nuovamente essere l’elemento chiave della crisi politica, ha rifiutato di offrire soluzioni e tiene in scacco entrambe le parti.

“Ho fatto un’analisi della situazione politica, PSD-ALDE non sono riusciti a gestire la situazione. La responsabilità è della coalizione, il Governo dovrà essere politico, sostenuto da una maggioranza parlamentare. Per la situazione creatasi, spiacevole, assolutamente da Guinness dei primati, la responsabilità è della maggioranza. Ho ottenuto un mandato per discutere con quanti desiderino discutere con noi, da lunedì, con i rappresentanti del Governo, della coalizione di governo PSD-ALDE, non possiamo decidere in merito ai conflitti del PSD, non vogliamo essere arbitri. È probabile che prenderemo una decisione sulla mozione di censura mercoledì, prima del voto, e fino ad allora discuteremo, negozieremo ogni giorno, vogliamo vedere il testo della mozione, e i nostri colleghi domani non saranno a Bucarest durante la lettura della mozione”, è stato il messaggio trasmesso dal leader dell’UDMR, Kelemen Hunor, sabato da Cluj.

Alla domanda se il PSD intenda negoziare con l’UDMR, Mihai Fifor ha dichiarato si tratti di un compito del partito. E anche Sorin Grindeanu ha riconosciuto l’esistenza di conversazioni telefoniche, senza dare però altri dettagli.

È intervenuto anche Traian Basescu, presidente del PMP, con un messaggio per l’UDMR.

“Mescolare qualsiasi partito parlamentare in questo affare tra clan interni al PSD, non farebbe altro che peggiorare ancora la qualità della gestione governativa. Perciò, credo che l’UDMR non dovrebbe intervenite in questa disputa interna. È giusto che il regolamento dei conti tra i clan del PSD sia netto, strettamente interno al PSD, anche se questo avverrà sotto la cupola del Parlamento”, ha scritto Traian Basescu sulla sua pagina Facebook.

L’ex presidente ha dichiarato che nessuna formazione negozierà con il PSD. Un atteggiamento simile è stato adottato anche dall’Unione Salvate la Romania (USR), che ha annunciato ai membri della formazione che non intende partecipare al voto di mozione di censura, “perché crediamo sia un circo montato da due gruppi, più esattamente da Dragnea e Grindeanu. Non vogliamo prendere parte a questo circo”, ha dichiarato il presidente ad interim dell’USR, Elek Levente.

Appena eletto presidente dei liberali, Ludovic Orban ha fatto sapere che il PNL non parteciperà domenica alla seduta plenaria comune, convocata da PSD-ALDE per la lettura della mozione di censura. Quanto al voto, il PNL deciderà se non presentarsi alla seduta o se i parlamentari liberali saranno presenti senza votare.

Così, già da domenica mattina si è prefigurato un elevato assenteismo alla lettura della mozione, dal momento che, accanto ai liberali, anche i rappresentanti di PMP, USR e UDMR hanno annunciato la propria assenza.

In merito alle possibilità che la mozione passi, la soluzione rimane nelle mani dell’UDMR e nel rendere blindato il voto del PSD. Proprio per lanciare un messaggio di unità, il PSD, il giorno prima della lettura della mozione, ha annunciato che tutte le organizzazioni PSD del paese hanno votato una dichiarazione comune che prende le distanze dal “colpo di stato” di Palazzo Victoriei, ad eccezione di due filiali, di Timis e di Caras-Severin, quest’ultima perché non si è riunita.

“Sorin Grindeanu e Victor Ponta non rappresentano il partito nel tentativo di prendere il potere esecutivo dello stato con la forza. Oggi, tutte le organizzazioni PSD del paese hanno votato una Dichiarazione comune tramite cui prendere le distanze dal colpo di stato di Palazzo Victoriei. Fanno eccezione solo due filiali, quella di Timis, presidente Sorin Grindeanu, e quella di Caras-Severin, perché non si è riunita ancora in vertici direttivi per prendere una decisione, poiché il loro presidente, Ioan Mocioalca, non era della regione”, è menzionato nel comunicato PSD.

E sempre il PSD fa sapere che un membro dell’organizzazione rimasta fedele a Grindeanu, quella di Timis, voterà a favore della caduta del Governo.

“Il deputato del PSD di Timis, Matei Suciu, prende le distanze dalle azioni illegali di Sorin Grindeanu e annuncia che voterà la mozione di censura, accanto a tutti i colleghi parlamentari del paese”, menziona il PSD nel comunicato.

Secondo Suciu, “quello che succede ora è un colpo di stato da parte di un gruppo meschino di interesse che risponderà di fronte alla legge e ai romeni per l’attacco di questi giorni”.

Grindeanu ha sostegno anche in Moldova, dichiara Catalin Ivan. L’europarlamentare PSD sabato ha scritto su Facebook che 15 deputati PSD della Moldova voteranno contro la mozione.

Alla domanda sul sostegno nel PSD, Sorin Grindeanu non ha avanzato cifre, dichiarando tuttavia di avere dalla sua parte numerose organizzazione di socialdemocratici.

“Chiederei siano rispettate tutte le regole legate al voto in Parlamento, che il voto rimanga segreto. Vedrete mercoledì, o quando ci sarà la mozione di censura, come le cose prenderanno una piega realmente incredibile, sebbene per ora io aspetti solo di vedere come il PSD depone una mozione contro il PSD. Questo credo entrerà nella storia. A questo siamo arrivati grazie alla gestione del signor Dragnea”, ha affermato Sorin Grindeanu.

Un segnale è arrivato anche da parte di Victor Ponta, prima che fosse nominato Segretario Generale del Governo (SGG). L’ex premier dichiarava mercoledì che, nel caso si arrivi a una mozione di censura, costituirà un gruppo di parlamentari PSD che voti contro.

Venerdì, nella prima apparizione pubblica come capo della Segreteria Generale del Governo, Victor Ponta ha annunciato nuovamente discussioni in corso con parlamentari e leader politici.

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