Un partito al bivio

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Appena rieletto presidente dell’Unione Salvate la Romania, Nicusor Dan lascia il partito. Dopo mesi di lacerazioni, l’ex presidente non è più riuscito a gestire la spaccatura tra progressisti e conservatori. Il suo gesto inaspettato giunge dopo la decisione della Direzione Nazionale, presa con una leggera maggioranza di voti, di schierare il partito contro la proposta di revisione della costituzione, nel senso di una più precisa definizione del matrimonio. Nicusor Dan parla di una questione di fede e di scelte individuali, che bisogna rispettare. La verità è che adesso tutti gli altri partiti sono ufficialmente favorevoli a questa revisione e manca una voce politica forte per chi sia contrario. L’Unione Salvate la Romania ha cercato di accettare tendenze diverse, ma un partito non può andare avanti per anni senza idee chiare. Molti politici sono opportunisti e preferiscono non perdere l’appoggio dell’elettorato conservatore, contrario ai matrimoni omosessuali. Sono in pochi a rifiutarli perché la religione li proibisce. Non è del tutto chiaro se Nicusor Dan sia uno di questi o la sua azione sia frutto di un calcolo politico. In ogni caso, la decisione della Direzione Nazionale riguarda piuttosto il rifiuto di una politica populista. È un’opportunità per il partito di dimostrare la propria scelta di lottare per dei valori oggi minoritari in Romania. Ma probabilmente l’ex presidente si è anche reso conto che, prima o poi, i conflitti interni saranno tali da dividere il partito in modo definitivo. C’è poi il problema irrisolto di Dacian Ciolos, che molti vedono come un leader migliore per una futura e più popolare Unione Salvate la Romania. Ma Ciolos non è un politico di sinistra, come buona parte dei membri del partito. E il suo rapporto d’amore con l’Unione Salvate la Romania potrebbe finire prima del previsto.

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