La legge sui salari adottata: slitta l’aumento per i salari di professori e medici, non anche per i parlamentari

0
158

I sindacati sono insoddisfatti

Il controverso testo unico sulle retribuzioni è stato adottato mercoledì dalla Camera dei Deputati in qualità di foro decisionale, con 188 voti a favore, 28 contro e 47 astenuti, a dispetto delle insoddisfazioni dei sindacati che, il giorno precedente all’adozione, erano venuti a conoscenza del fatto che gli aumenti salariali sarebbero giunti in ritardo.

E appena il giorno successivo all’annuncio che ha infiammato i sindacalisti di Sanità ed Educazione, vale a dire la dichiarazione del Ministro del Lavoro in cui si annunciava che medici e professori non riceveranno gli aumenti integralmente ma a tappe, il Presidente della Camera dei Deputati, Liviu Dragnea, ha dichiarato alla plenaria della Camera che la legge è buona e che il governo mantiene le sue promesse.

Il progetto di legge sarà inviato al presidente della Romania per la promulgazione, nel caso in cui non sarà attaccato dalla Corte Costituzionale, sebbene l’Unione Salvate la Romania (USR) martedì sera, dopo l’adozione del rapporto alla Commissione di lavoro della Camera, abbia annunciato che intende interpellare la CCR in merito alla Legge sui salari di cui, ha denunciato, non si conosce ancora l’impatto sul budget e rispetto al quale i membri del Governo “improvvisano” perché non lo sanno neanche loro.

Il Presidente Klaus Iohannis, il 29 maggio, ha definito “un po’ fuori luogo” la speranza che si possa chiedere una modifica della Legge sui salari, giacché questa legge è un progetto del PSD, che per altro ne risponderà “integralmente e definitivamente”.

“La legge è nel programma di governo del PSD, che ha detto fin dall’inizio di volere questa legge. Il PSD ha la maggioranza in Parlamento, ha il Governo, è una legge la cui responsabilità integrale e definitiva appartiene al suo iniziatore, vale a dire al PSD. È bene non dimenticare questo elemento. Aspettare che sia io a modificare la legge, mi sembra un po’ fuori luogo”, ha dichiarato Klaus Iohannis, aggiungendo che avrà commenti più estesi in merito alla legge quando questa sarà promulgata.

Iohannis ha avvertito come la possibilità di chiedere un riesame della Legge sui salari non sia garanzia del fatto che il Parlamento avvalli la richiesta. “Anche nel caso in cui rimandassi la legge in Parlamento, se chi riceve la legge vuole che rimanga così, così rimarrà”, ha dichiarato il Presidente.

Dragnea in plenaria: Mi dispiace che il Ministro delle Finanze non sia venuto a sostenere la Legge sui salari; sarebbe stato bene ci fosse anche il Premier

Mercoledì, il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, alla plenaria della Camera dei Deputati, si è lamentato del fatto che il Ministro delle Finanze, Viorel Stefan, non fosse presente al dibattito a sostengo del progetto di Legge sui salari, ed ha aggiunto che avrebbe voluto fosse presente anche il Premier Grindeanu.

“È un problema che oggi il Ministro della Finanza non sia venuto in Parlamento a sostenere questa legge, nonostante ne avesse il tempo. Ho il potere politico di prendermene la responsabilità e chiedo scusa, come presidente del PSD, che un membro del Governo che avrebbe dovuto essere qui oggi, non sia venuto. È un problema che risolveremo all’interno della coalizione in cui anche il leader del gruppo si assume la responsabilità del fatto che sarebbe venuto il Ministro delle Finanze a sostenere la legge. Sarebbe stato un bene ci fosse stato anche il Premier. Si tratta forse della legge più importante di quest’anno”, ha dichiarato Liviu Dragnea, dopo il voto dato per Legge sui salari.

Dragnea si è largamente riferito anche alle accuse mosse dall’opposizione. “È una legge che farà la storia. Ho seguito con attenzione tutta la campagna mendace che intendeva snaturare il senso e il contenuto della legge. È la prima volta in cui una legge che aumenta le entrate dei romeni sia presentata come fosse un fatto negativo e che, sebbene aumenti i salari, in realtà li riduce. Certo, in aritmetica è molto complicato da spiegare, ma se hai una gran faccia tosta, lo puoi fare”, ha affermato il presidente del PSD.

L’assenza del Ministro delle Finanze e del Premier Grindeanu è stata criticata dal liberale Victor Paul Dobre fin dall’inizio della seduta plenaria di mercoledì, durante la quale è stata votata la Legge sui salari. Il presidente della seduta, il socialdemocratico Florin Iordache, ha risposto al deputato PNL che il Premier e il Ministro delle Finanze erano in visita ufficiale in Francia. Il Premier era proprio nel Palazzo del Parlamento, dove partecipava a un forum.

“Il PNL ha chiesto due volte la presenza del Ministro delle Finanze al dibattito sulla sostenibilità di questa legge. La maggioranza PSD fa ostruzionismo. Abbiamo richiesto la presenza del Premier per questo momento. Oggi, a un dibattito così importante, non c’è né il Premier e nemmeno il Ministro delle Finanze. Credo che in un dibattito di questo tipo sia necessario ci venga presentato il punto di vista del Governo e credo che il Ministro delle Finanze debba rispondere a due domande: se questa legge sia sostenibile e dei motivi per cui la sua applicazione sia stata posticipata rispetto al programma di governo”, ha dichiarato il deputato PNL, Victor Paul Dobre.

Grindeanu: Esiste la risorsa finanziaria

“Vi parlo, in generale, di quello che ora rappresenta probabilmente il dibattito pubblico numero 1 – la Legge sui salari – e che oggi spero riceva il voto della Camera dei Deputati, in quanto Camera decisionale. Dal Senato è passata, ha ottenuto questo voto. Chiaramente, ieri (martedì – N.d.R.) ho avuto una discussione anche con il Ministro delle Finanze, la copertura di circa 76 miliardi per l’anno prossimo è sostenibile, perché altrimenti – saremo estremamente diretti nel dire: no, non si sostiene”, ha dichiarato il Premier.

Sorin Grindeanu ha aggiunto che “tutto ciò che il Governo s’impegna a fare tramite parere positivo è sostenibile”.

Vasilescu: I salari diminuiscono in cima

“La legge è conforme al programma di governo approvato dal Parlamento della Romania e prevede una crescita per tappe dei salari statali del 56%, con una copertura budgetaria di 32 miliardi di lei fino al 2020, e di 43 miliardi di lei fino al 2022. Alla base della piramide salariale, le crescite sono superiori al 100% e raggiungono anche il 300%, come nel caso della difesa, ma diminuiscono in cima, lì dove certi salari erano talmente alti da rendere la differenza impossibile da correggere, nemmeno entro l’anno 2022”, ha dichiarato Lia Olguta Vasilescu.

Essa ha smentito le affermazioni fatte durante la plenaria dall’opposizione, che ha criticato le crescite salariali per i dignitari, affermando che in realtà i salari di alcuni dignitari saranno diminuiti.

“Voglio dirvi che i salari di chi si trova in cima alla piramide, per esempio i ministri, il Presidente della Romania, la direzione della Camera dei Deputati e del Senato diminuiranno”, ha affermato il Ministri del Lavoro.

PMP: Che aumentino i salari per Sanità ed Educazione dal 1 luglio e dei politici dal 2018

A loro volta, quelli del Partito Movimento Popolare (PMP) hanno denunciato non sia corretto che i salari dei parlamentari siano aumentati dal mese prossimo, mentre quelli di professori e medici sia posticipato all’anno prossimo.

“Non vorreste aumentare i salari dei parlamentari a partire dal 2022 e i salari dei professori dal 1 luglio 2017?”, ha chiesto il deputato Robert Turcescu ai suoi colleghi del Governo.

 

I funzionari pubblici si rivolgono al Presidente Klaus Iohannis

Il Sindacato Nazionale dei Funzionari Pubblici (SNFP) chiede al Presidente Klaus Iohannis, all’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, e alla Corte Costituzionale di intervenire nel caso della legge sui salari, per “correggere le ingiustizie e per eliminare le discriminazioni tra le stesse categorie di dipendenti”, che appariranno all’entrata in vigore di questa legge, per la quale esso reclama la mancanza di unità nell’atto normativo, informa Romania TV.

I rappresentati del Sindacato Nazionale dei Funzionari Pubblici, in un comunicato stampa trasmesso venerdì, affermano che una legge “costruita sulla menzogna, su favoritismi e malafede, violando i suoi stessi principi elencati nel testo”, non possa essere una legge giusta, che permetta la correzione del sistema salariale dei dipendenti statali in Romania.

“La mancanza di una negoziazione reale della legge, che metta in connessione gli statali con una politica salariale del Governo e aumenti la fiducia dei dipendenti nel datore di lavoro pubblico, l’arroganza con cui i parlamentari hanno trattato i sindacati nella commissione di specialità di Senato e Camera dei Deputati, mostrando il disprezzo che quelli arrivati al potere hanno nei confronti dei partner sociali, come anche l’incostituzionalità delle disposizioni di legge, che non si vuole siano corrette per molte categorie di funzionari pubblici e soprattutto per i dipendenti dell’amministrazione locale, tutto questo, divenuto tramite la pressione del livello salariale, decisa degli eletti locali, strumento per realizzare interessi politici, ci spinge a chiedere al Presidente della Romania, Klaus Iohannis, all’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, e ai membri della Corte Costituzionale di venire in nostro sostegno, assumendo un atteggiamento, ciascuno nei limiti delle funzioni che detiene, atto a correggere queste ingiustizie e ad allontanare le discriminazioni anche maggiori tra le stesse categorie di dipendenti, che appariranno all’entrata in vigore di questa legge”, mostra il Sindacato Nazionale dei Funzionari Pubblici.

I rappresentanti SNFP, organizzazione sindacale cui appartengono i membri del sindacato dell’amministrazione pubblica locale e centrale, chiedono un intervento “per prevenire un disastro nel sistema salariale dei dipendenti statali, generato dalla mancanza di carattere unitario della legge e dalla sfida mossa alla decisione della CCR n. 794/2016, che obbliga il legislatore a legiferare i salari in modo unitario al livello della famiglia occupazionale o della categoria professionale di cui fa parte, a prescindere dall’istituzione o dall’autorità pubblica”.

I dipendenti dell’amministrazione pubblica locale, nelle ultime settimane, hanno organizzato numerose azioni di protesta – scioperi e meeting in Parlamento – in merito alla legge sui salari, reclamando di essere i soli statali privi di una griglia salariale e perché il salario potrà essere stabilito tramite decisioni dell’amministrazione locale, fatto che viola la Costituzione e su cui fanno leva l’Avvocato del Popolo, il capo dello stato e i parlamentari dell’opposizione, che li sosterranno nell’iter alla Corte Costituzionale.

NO COMMENTS