La chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova di Campina, in attesa delle benedizione dei gigli

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Ogni anno, per una certa comunità di cattolici di Prahova, il mese di giugno è quello più importante. Si tratta della comunità di Campina, municipio in cui esiste una chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, festeggiato il 13 giugno, giorno in cui è celebrata la benedizione dei gigli. Grazie anche ad alcuni oggetti in esso contenuti, realizzati con materiali provenienti o fabbricati in Italia, il luogo di culto è considerato un monumento unico, tanto per originalità, quanto anche per bellezza. Situata su strada Golesti n.10, la Chiesa Romano-Cattolica “Sant’Antonio da Padova” di Campina è una costruzione di estrema bellezza. È stata edificata nel 1906, dalla comunità tedesca, austriaca e italiana. L’ingegnere petrolifero tedesco Anton Raky ha elaborato i progetti della chiesa, delle strutture annesse, e sempre lui ha comprato il terreno per l’edificazione della struttura. La chiesa ha una superficie di oltre 2000 mq. È costruita in stile romanico, con pronao, naos e presbiterio, con muratura in pietra, mentre i telai di porte e finestre sono anch’essi in pietra. Interessante è come questa chiesa detenga anche una serie di oggetti realizzati con materiali prodotto in Italia o lì fabbricati. Così, la vetrata presente nel pronao, rappresentante il battesimo di Gesù, due vasi in marmo bianco e una fonte battesimale monumentale in marmo di Carrara, provengono dall’Italia. All’interno della chiesa ci sono tre altari in marmo, mentre nel presbiterio, sullo sfondo, appare un gruppo di tre statue. E al centro, come una sorta di dedica alla statua originale della Cattedrale di Sant’Antonio da Padova in Italia, si erge la statua di Sant’Antonio da Padova col Bambino Gesù in braccio – patrono della chiesa, alla sua sinistra – la statua di Santa Barbara, e alla sua destra – la statua di San Giuseppe. Alle finestre vicine all’altare ci sono due vetrate che rappresentano angeli in adorazione e, sul lato sinistro, frontalmente, è possibile ammirare il pulpito decorato con i bassorilievi dei quattro evangelisti. Allo stesso modo, le statue e il pulpito provengono dagli atelier italiani Stufflesser Gardena. Sui piani laterali dell’arcata che sovrasta l’altare, dal 2001, esistono due grandi dipinti dai temi: “Gesù c’insegna” e “Gesù ci nutre”. Nel naos si ergono le colonne, la decorazione interna e gli ornamenti in fine stucco, sulla sinistra ci sono pitture a olio di grandi dimensioni, con la rappresentazione di Gesù sulla Croce e immagini classiche, mentre a destra c’è un grande bassorilievo del gruppo edenico con la Madonna. Sulle pareti laterali, 14 immagini rappresentano le sofferenze di Gesù Cristo lungo il Cammino della Croce (Via Crucis), in bassorilievo, 7 su ogni lato.

Dedicata a Sant’Antonio da Padova, il giorno del suo patrono, il 13 giugno è la data in cui avviene, a metà del mese di giugno, anche la benedizione dei gigli. La parte più bella della funzione, in cui si festeggia il patrono, è quella in cui i bambini presenti nella chiesa ricevono una benedizione speciale, e i gigli nelle mani sollevate dei parrocchiani sono benedetti. Ma la messa stessa è diversa dalle altre già solo per l’odore speciale di questi fiori bianchi, giacché nessuno varca la soglia del luogo di culto senza un fiore di giglio in mano. I petali di questi gigli benedetti, una volta secchi, saranno messi da parte con cura, poiché considerati d’aiuto per guarire le malattie e per calmare le forze della natura. È una festa assai attesa dai fedeli di questa chiesa, visto che ogni anno, in quest’occasione, sono ricordate la vita e l’attività di Sant’Antonio da Padova, considerato uno dei maggiori santi romano-cattolici. Sant’Antonio è considerato un santo universale, e la sua popolarità ha reso noti anche i suoi miracoli. Si ritiene fosse un grande realizzatore di miracoli, che aiutasse i poveri e fosse in grado di trovare gli oggetti perduti, e quest’ultima caratteristica gli è stata attribuita perché, a differenza di altri santi, consolava e aiutava chi, colpevole o meno, avesse perso oggetti preziosi o utili e desiderasse ritrovarli.
In omaggio a questo santo, sul sagrato della chiesa di Campina è stata costruita una sua statua – con Gesù bambino in braccio mentre tiene in mano un giglio – attrezzata apposta per l’accensione di candele.

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