Avv. Daniele Iàcona, studio legale Schoenherr: da 10 anni con le imprese italiane

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Discutiamo con l’Avv. Daniele Iàcona, avvocato italiano specializzato in diritto commerciale, in Romania dal 2007

Avvocato, dopo oltre 10 anni di esperienza professionale in Romania, come valuta l’attuale presenza imprenditoriale italiana?

Più numerosa ma non per questo molto diversa da quella che avevo trovato nel 2007. La Romania, invece, è cresciuta molto.

Dal 2007, anno del mio arrivo in Romania, il numero di aziende italiane è cresciuto di oltre 15.000 unità (da 25.000 a poco più di 40.000), Bucarest e Timisoara continuano a rappresentare i centri principali degli interessi italiani e l’interscambio commerciale è rimasto sostanzialmente stabile.

La Romania, al contempo, si è evoluta in modo esponenziale ed ha ancora importanti margini di miglioramento.

Che tipo di assistenze legali ha prestato in tali anni?

Molto eterogenee, aspetto che rende tale mestiere interessante e mai noioso. Ho assistito società in attività straordinarie, come l’acquisito o la cessione di aziende, accesso al credito od attività di ristrutturazione interne ma anche in attività ordinarie come questioni di diritto del lavoro, fiscali o processuali. Nonostante la mia specializzazione in fusioni ed acquisizioni devo ammettere che, nel tempo, ho dovuto estendere l’orizzonte dei miei interessi legali.

Che pregi e difetti trova nelle aziende italiane di oggi? 

La fantasia è di certo il principale pregio, ma anche le capacità commerciali ed il gusto non sono da meno. Dei difetti degli altri non mi piace parlarne ma, se proprio devo indicarne uno, credo sia la presunzione. Capita di assistere aziende che, per presunzione, hanno deciso di effettuare un investimento in modo autonomo, senza consultare i dovuti professionisti o limitandosi a consulenze improvvisate. Potrà immaginare che riparare un danno già realizzato non è cosa semplice. L’avvocato andrebbe consultato in fase di pianificazione dell’investimento, non durante o dopo, è rappresenta una sorta di assicurazione per l’imprenditore. Forse non tutti se ne rendono conto e reputano la consulenza un semplice costo.

In quali settori le imprese italiane potrebbero fare di più?

Probabilmente nei settori con grandi capacità di export. Il settore auto, ad esempio, esporta circa il 90% della produzione locale e oggi vale oltre 17 miliardi di euro/anno (il principale dell’economia rumena). Delle circa 600 aziende attive in tale settore neanche il 5% è italiano ma, sperando che sia di buon auspicio, recentemente abbiamo assistito un’azienda filo-italiana nell’acquisto di una società rumena specializzata nello sviluppo di software per auto. In secondo luogo menzionerei la produzione agro-alimentare poiché, nonostante la bassa produzione per ettaro, la Romania si posiziona tra i principali produttori europei di materie prime come grano, girasole e colza. Infine, a livello locale, il settore ambientale (e.g. gestione dei rifiuti e dei sistemi idrici). In tale segmento, infatti, la Romania appare in ritardo rispetto alle medie europee e sono certo che presto subirà pressioni da parte di Bruxelles.

Che clientela seguite?

Le principali attività dello studio sono gestite dai dipartimenti di diritto societario, immobiliare, bancario e contenzioso/arbitrati. Oltre a questi, avendo una squadra di oltre 55 avvocati e 40 collaboratori solo a Bucarest, essenziali attività di collaborazione vengono svolte dai dipartimenti di diritto della concorrenza, alimentare, fiscale, lavoro, energia, IT e telecomunicazioni.

A titolo esemplificativo posso menzionare che negli ultimi dodici mesi abbiamo assistito: i. nel settore alimentare i due più importanti produttori di latte nella vendita in favore di un colosso francese; ii. nel settore immobiliare, uno dei più complessi gruppi agricoli italiani nella rispettiva ristrutturazione interna; iii. nel settore bancario diversi istituti, anche italiani, nella cessione dei c.d. crediti deteriorati (NPL’s); iv. infine, nel settore manifatturiero, due aziende italiane nella cessione dell’intero pacchetto azionario in favore di due aziende straniere, rispettivamente americana e giapponese.

Che evoluzione ha avuto il mercato legale rumeno in tali anni?

Il numero degli studi legali è cresciuto molto e, con questi, anche la qualità media. Allo stesso tempo gli onorari hanno subito una leggera flessione e solo gli studi con un certo grado di specializzazione possono oggi contendersi collaborazioni stimolanti.

E l’Italian desk da Lei coordinato?

L’italian desk che coordino dal 2008, oggi composto da 10 persone distribuite in diversi paesi del centro-est, è nato come un progetto pilota che nel tempo è divenuto un progetto solido ed internazionale. Inizialmente non è stato facile (ero l’unico italiano dell’intero gruppo) ma, attraverso una buona dose di capacità di adattamento e con un gruppo solido e strutturato alle spalle, le cose si son messe nel verso giusto. Oggi la clientela italiana dello studio è dislocata in quasi tutti i paesi di nostra competenza (14) ed apprezza la possibilità di potersi rivolgere ad un unico legale per qualsiasi problematica riguardante l’Europa orientale. Se a questo si aggiunge che il tutto si può svolgere in lingua italiana e nel rispetto della nostra cultura del lavoro, credo che sia facile capire perché – ex post – le cose siano andate bene.

Come reputa la Romania all’interno dell’area del centro-est Europa?

Tra i paesi più rilevanti, trattandosi del terzo paese per popolazione dopo Turchia e Polonia. La Turchia ha parzialmente perso l’interesse degli investitori che oggi cercano soluzioni per mitigare il rischio paese. La Polonia, al contrario, è un paese che corre ad una velocità paragonabile alla Germania. Allo stato attuale la Romania si situa solo dopo la Polonia, anche per ragioni strategiche, ma davanti al resto dei paesi dell’area del centro-est.

Infine, una curiosità: è complicato svolgere la sua professione all’estero?

Non è così semplice come forse potrebbe sembrare. Per esercitare tale professione mi sono iscritto presso l’Albo degli avvocati di Reggio Calabria, avendo superato il rispettivo l’esame in Italia. Inoltre, esercitando all’estero, ho sostenuto un nuovo esame in Romania per potermi iscrivere presso l’Albo professionale di Bucarest in qualità di avvocato straniero. Secondo quando rappresentatomi dal consiglio dell’ordine di Bucarest sono tra i pochi avvocati italiani che hanno richiesto il titolo di avvocato straniero a Bucarest (i.e. di solito, in modo deontologicamente discutibile, avviene il contrario). Infine la conoscenza delle lingue, i contatti locali e qualche capello bianco in più mi hanno permesso di seguire una carriera di cui non mi pento affatto.

d.iacona@schoenherr.eu

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