Dossier sulla campagna elettorale del 2009. Elena Udrea, Ioana Basescu e Dan Andronic, rinviati a giudizio

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Udrea: Perché non analizziamo l’intera campagna, anche quella degli altri candidati?

L’Ex ministro del Turismo, Elena Udrea, è stata rinviata a giudizio insieme a Ioana Basescu, Dan Andronic, Gheroghe Nastasia, Victor Tarhon e Silviu Wagner nel caso riguardante il finanziamento della campagna elettorale del 2009, secondo la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA).

Elena Udrea, dopo esser stata rinviata a giudizio in una nuova inchiesta della DNA, sostiene che uno dei bersagli dell’accusa è l’ex presidente Traian Basescu. L’ex parlamentare sostiene che i fatti di cui è accusata non siano di natura penale.

“Per prima cosa, io credo si tratti di un’inchiesta strumentalizzata in quel momento, con lo scopo di influenzare la campagna elettorale, ma non tanto la mia campagna quanto quella del PMP e di Traian Basescu, perché è un’inchiesta sul finanziamento della campagna elettorale 2009, sia quella presidenziale quanto anche della campagna elettorale per il referendum, per 300 parlamentari. Le accuse, dal mio punto di vista, non sono di natura penale, riguardano la legge sul finanziamento dei partiti politici, però è evidente che i procuratori abbiano preferito la possibilità di un’accusa di natura politica in questo caso, perché si riferisce alla campagna del 2009 dell’ex presidente. Se si tratta di dieci cartelloni, perché non si analizza l’intera campagna del 2009, perché non analizziamo tutta la campagna anche degli altri candidati? (…) Il bersaglio è Traian Basescu, visto che è accusata Ioana Basescu, e poi, certamente, anch’io”, ha dichiarato Elena Udrea per B1TV dopo l’annuncio della DNA.

I procuratori della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) hanno rinviato a giudizio, sotto controllo giudiziario, Elena Udrea, alla data dei fatti Ministro dello Sviluppo Regionale e del Turismo, per l’istigazione a corruzione (2 reati) e riciclaggio di denaro (5 reati), Gheorghe Nastasia, alla data dei fatti segretario generale del Ministero dello Sviluppo Regionale e del Turismo, per corruzione, Victor Tarhon, alla data dei fatti presidente del Consiglio Regionale di Tulcea, sempre per corruzione, Ioana Basescu, notaio pubblico, figlia del presidente della Romania, in carica in quel momento, per incitamento ad appropriazione indebita e incitamento al riciclaggio di denaro (2 reati), Silviu Wagner, alla data dei fatti direttore generico di un’associazione commerciale con capitale a maggioranza statale, per appropriazione indebita e Dan Andronic, in libertà, per falsa testimonianza e favoreggiamento del colpevole.

“Durante l’anno 2009, durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, sono state raccolte somme di denaro prevenienti da reati di corruzione, appropriazione indebita ed evasione fiscale, utilizzate in seguite, per pagare alcuni servizi prestati durante la campagna elettorale. La connessione tra le persone che ottennero il denaro illegalmente e i prestatori di servizi legati alla campagna è stata realizzata dall’imputata Udrea Elena Gabriela. La stessa dirigeva uno staff di campagna elettorale informale per uno dei candidati e, con questa funzione, coordinava tanto le acquisizioni di servizi per la campagna, quanto anche le persone che hanno agito da intermediari per i pagamenti effettuati, in modo che le somme di denaro giungessero alla società prestatrice”, mostra la DNA in un comunicato stampa.

I procuratori dichiarano che la remissione del debito illegale sia stata nascosta tramite contratti fittizi, stipulati con aziende che prestavano realmente servizi durante la campagna elettorale, come pubblicità stradale, stampa di manifesti, pubblicità sui media, realizzazione di pagine internet, monitoraggio della stampa, organizzazione di spettacoli e prestazione di servizi di consulenza.

Elena Udrea, all’epoca Ministro dello Sviluppo Regionale e del Turismo, è accusata di aver spinto, nel periodo ottobre-novembre 2009, Gheorghe Nastasia, all’epoca segretario generale del Ministero, a chiedere e ricevere la somma di circa un milione di lei da un imprenditore, in cambio dell’assicurazione di pagamento dei contratti che la società in merito aveva attivi.

I contratti, per un valore di 50 milioni di euro, erano stati stipulati con le autorità locali finanziate dal Ministero del Turismo per la costruzione di aree sciistiche e telecabine, nell’ambito del programma “Sci in Romania”.

La DNA ha inoltre accusato Elena Udrea di aver spinto, nello stesso periodo, tra l’ottobre e il novembre del 2009, anche Victor Tarhon, a quel tempo presidente della Commissione Regionale di Tulcea, a chiedere e ricevere dall’imprenditore circa 700.000 lei, per garantire la buona riuscita di alcuni contratti. Il denaro è stato chiesto nelle condizioni in cui la società dell’imprenditore aveva precedentemente stipulato con il Consiglio Regionale di Tulcea numerosi contratti finanziati dal Ministero dello Sviluppo Regionale e del Turismo.

In merito a Ioana Basescu, i procuratori della DNA affermano che, nel dicembre del 2009, avrebbe chiesto a Silviu Wagner, direttore generale di una società commerciale con capitale a maggioranza statale, di saldare una fattura fiscale che avrebbe detto essere legata alle spese restanti della campagna elettorale per le elezioni presidenziali, svoltesi nell’autunno dello stesso anno.

In seguito, il 30 dicembre 2009, la società rappresentata da Wagner avrebbe stipulato un contratto fittizio di prestazione di servizi con un’azienda, per un valore di 419.000 lei, e il prezzo menzionato all’interno del contratto sarebbe stato indicato dalla figlia dell’ex presidente della Romania, Traian Basescu. D’altra parte, Ioana Basescu ha gestito la stipulazione della transazione.

A due giorni dall’incasso del denaro, l’azienda in questione ha versato 100.000 lei nel conto della società amministrata da Francesco Giovanni- Mario, in quel periodo compagno di Ioana Basescu.

Nel febbraio del 2010, il denaro ottenuto è stato usato per gli interessi personali di Ioana Basescu e Francesco Giovanni-Mario, per l’acquisizione del controvalore di un viaggio a Cuba e delle spese di viaggio.

“In data 1 luglio 2009, l’imputato Francesco Giovanni-Mario, in qualità di amministratore e unico associato dell’azienda, ha stipulato un contratto di prestazione di servizi con una società media, il cui oggetto era la presentazione di due emittenti televisive di carattere musicale e la messa a disposizione di attrezzature e apparati audio-video. In conformità con il contratto, nella prestazione di tali servizi, la società amministrata dall’imputato Francesco Giovanni-Mario ha incassato dall’azienda in questione una somma di 2.500.000 lei. Le entrate e la tassa sul valore aggiunto, conseguite nel modo summenzionato, non appaiono nelle dichiarazioni fiscali, e le imposte equivalenti non sono state versate allo stato. In questo modo, il budget dello stato è stato vittima di pregiudizio per una somma totale di 735.098 lei (IVA nel quantum di 399.160 lei, e imposte sul profitto nel quantum di 335.938)”, si spiega ancora nel comunicato.

In questo modo, la somma ottenuta è stata usata da Francesco Giovanni-Mario per pagare alcuni servizi prestati nella campagna elettorale, svoltasi durante l’anno 2009 per le elezioni presidenziali in Romania.

Ioana Basescu è inoltre accusata di aver spinto Francesco Giovanni-Mario, nel periodo ottobre-novembre 2009, a realizzare operazioni fittizie tramite cui, la somma di 735.098 lei, proveniente da evasione fiscale, sarebbe stata trasferita a tre aziende, per saldare i servizi prestati durante la campagna elettorale in favore di un candidato alle elezioni presidenziali.

I versamenti sono stati realizzati grazie alla mediazione di Elena Udrea e Ioana Basescu, che hanno comunicato a Francesco Giovanni-Mauro i dati delle società a favore delle quali avrebbe eseguito i pagamenti.

Dan Andronic è stato rinviato a giudizio in questo caso per falsa testimonianza e favoreggiamento del colpevole, dopo essere stato interrogato.

“In data 22.09.2016, ascoltato come testimone nella presente inchiesta, l’imputato ANDRONIC Dan Catalin ha rilasciato diverse affermazioni false in merito alle circostanze essenziali della causa, trcona cui ha cercato di coprire la responsabilità penale delle imputate Udrea Elena Gabriela e Basescu Ioana. Così, l’imputato ha sostenuto che la somma di 668.304 lei, ricevuta nei mesi novembre-dicembre 2009 dalle due società amministrate da Francesco Giovanni-Mario, rappresentasse il prezzo di servizi di consulenza, senza alcun legame con la campagna elettorale, servizi che non sono più stati prestati, e per i quali non ha potuto restituire le somme incassate perché non sarebbe riuscito a mettersi in contatto Francesco Giovanni-Mario. Allo stesso modo, ha sostenuto che Udrea Elena Gabriela e Basescu Ioana non avrebbero avuto alcuna implicazione nella realizzazione di tali pagamenti e che, durante le indagini, non avrebbe intrattenuto alcuna conversazione con queste”, affermano i procuratori.

Dalle prove, emerge però che i due contratti abbiano avuto un carattere fittizio, e che i versamenti siano stai realizzati su richiesta di Elena Udrea e Ioana Basescu per pagare i servizi di consulenza politica prestati al candidato da parte di Dan Andronic e di una società straniera.

La DNA ha inoltre accusato il giornalista di aver inviato una copia del contratto a Ioana Basescu, dopo l’avvio delle indagini, tramite Elena Udrea, perché lo mostrasse alle autorità.

Allo stesso tempo, dopo aver incassato la somma, Dan Andronic avrebbe trasferito alla società straniera di consulenza la somma di 125.000 dollari, che rappresentavano un premio di buona riuscita per la vincita delle elezioni.

In questa inchiesta, i procuratori hanno posto sotto sequestro i beni appartenenti a Elena Udrea, fino alla concorrenza dell’importo di 1.609.893,63 lei, i beni appartenenti a Ioana Basescu, fino alla concorrenza dell’importo di 119.000 lei e i beni appartenenti a Francesco Giovanni-Mario, fino alla concorrenza della somma di 735.098 lei, rapportate all’evasione fiscale, per il recupero dei danni.

Il dossier è stato rinviato all’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, con la proposta di mantenimento delle misure di assicurazione disposte nella causa.

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