Azione coraggiosa del Ministro della Giustizia: La lista di quanti hanno visitato l’archivio SIPA è stata pubblicata

0
134

Tudorel Toader: Si tratta di numerose visite, esistono anche altri due rapporti

In base all’interesse apparso nello spazio pubblico in merito all’archivio del Servizio di Informazione e Protezione Anticorruzione (SIPA), in seguito alle rivelazioni di Evenimentul Zilei, il Ministero della Giustizia (MJ) ha pubblicato giovedì scorso una lista di quanti abbiano visitato quest’archivio, che nasconde i segreti dei magistrati. Un’azione coraggiosa del Ministro Tudorel Toader ma lontana dal chiarire la situazione e che sembra rendere ancora più grande i misteri e le domande che aleggiano intorno a questo delicato argomento. Tra i nomi apparsi sulla lista, è presente quello di Laura-Iulia Scantei, vicepresidente del Senato, e Horia Georgescu, ex caso dell’Agenzia Nazionale di Integrità (ANI). Secondo la lista citata, nel 2013, si è entrati una sola volta nell’archivio, il 13 dicembre, e hanno avuto accesso Florian-Teodor Andronache, Marius Sef, Adrian Oltenas e Nicolae Tiliban.

“L’archivio SIPA è stato smantellato tramite DG n. 127/26.01.2006 (Decisione Governativa –N.d.R.). Dopo lo smantellamento dell’archivio, un numero di 22 «visite» sono state registrate in 22 verbali redatti «in occasione del sigillamento e dissigillamento degli spazi in cui è stato depositato l’archivio». I 22 verbali registrano la data della visita, il Decreto del Ministro della Giustizia che permette l’accesso all’archivio, la composizione della commissione, la firma dei membri della commissione, come anche la menzione «Dopo la verifica e l’ispezione della condizione dei documenti, in vista del futuro svolgimento dei lavori della commissione, si è proceduto al sigillamento delle finestre, al nuovo sigillamento delle porte delle due camere, come anche delle porte d’accesso a queste» ed è indicato anche il numero del sigillo utilizzato”, si precisa nel documento pubblicato dal Ministero della Giustizia.

Il MJ menziona anche il fatto che dai documenti non risultino le attività svolte nel 2006.

Horia Georgescu, il cui nome appare sulla lista del MJ: La mia attività di membro della commissione SIPA è avvenuta all’interno dei limiti e del mandato dato nel decreto ministeriale

L’ex presidente dell’Agenzia Nazionale di Integrità (ANI), Horia Georgescu, il cui nome appare sulla lista delle persone entrate nell’archivio SIPA, dichiara, nella sua qualità di membro della commissione SIPA, di aver svolto la propria attività “nei limiti e all’interno del mandato dato dal decreto ministeriale, con l’applicazione delle leggi incidenti”.

Egli ha fatto tali precisazioni su Facebook, prima della pubblicazione della lista da parte del Ministero della Giustizia.

“Non è un segreto che ho fatto parte della commissione SIPA (la terza) come membro, accanto ad altri colleghi del ministero, così come ho comunicato pubblicamente anche due settimane fa, sempre rispondendo alla richiesta fatta da alcuni rappresentanti dei mass media (i decreti ministeriali di nomina e la composizione delle commissioni hanno carattere pubblico e possono essere consultati da chiunque, a richiesta, in base alla legge 544). La mia attività come membro si è svolta nei limiti del mandato stabilito dal decreto ministeriale di applicazione delle leggi incidenti. Ho concluso l’attività nella commissione quando sono stato sostituito da Catalin Predoiu, che ha nominato un’altra commissione per  portare avanti l’attività, dopo la sua nomina come ministro e il mio allontanamento dall’ANI”, dichiara Horia Georgescu.

Scantei: Alcuni dossier SIPA sono stati copiati. Chiedo pubblicamente al Ministro Toader di spiegare come i documenti classificati siano giunti sui giornali

Il Senatore del Partito Nazional Liberale (PNL), Iulia Scantei, membro della commissione che ha redatto il rapporto sull’archivio SIPA, giovedì ha dichiarato a News.ro di aver constatato come alcuni documenti dell’archivio in questione siano stati copiati prima dell’inizio dell’attività della commissione, nel giugno 2007, ed ha chiesto pubblicamente al Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, di spiegare come sia possibile che un documento classificato appaia sui giornali, riferendosi al rapporto della commissione, redatto nel 2008.

“Esistevano menzioni su fatto che alcuni (dossier dell’archivio SIPA – N.d.R.) sarebbero stati fotocopiati”, ha affermato Iulia Scantei per News.ro.

Alla domanda se siano esistiti incidenti di sicurezza nel periodo giugno-dicembre 2007, quando la stessa faceva parte della commissione che ha inventariato l’archivio SIPA, Scantei ha risposto di non essere a conoscenza di casi simili, ed ha spiegato come nessun membro della commissione avesse accesso da solo all’archivio ma, in base alle regole di funzionamento, bisognava essere sempre accompagnati per lo meno da un altro membro.

Scantei critica la fuga di notizie sui giornali del rapporto della commissione, che ritiene essere un incidente di sicurezza al livello del Ministero della Giustizia e chiede a Tudorel Toader spiegazioni.

“L’unico incidente di sicurezza che ho notato è l’apparizione sui giornali del rapporto classificato «segreto d’ufficio» prima della sua declassificazione. Il signor ministro dovrebbe continuare la sua attività. Dopo aver passato in rivista i verbali lasciati dal ministero nel gabinetto del ministro, dovrebbe analizzare il suo corpo di controllo e verificare i suoi incidenti di sicurezza, che sembrano essere gravi incidenti di sicurezza. Quando durante un’azione, anche giornalistica, appaiono sulla stampa documenti che compromettono informazioni classificate, prima dello svolgimento delle procedure di declassificazione, mi scusi, un Ministro della Giustizia dovrebbe per prima cosa rendersene conto. Gli chiedo pubblicamente di dirci come sia possibile che un documento classificato durante il suo mandato arrivi sui giornali. Non ho problemi rispetto al fatto che i giornali abbiamo ottenuto l’informazione, il problema non è nellala stampa ma all’interno del Ministero della Giustizia”, ha aggiunto il Senatore PNL.

Il Ministro della Giustizia: Sarebbe un peccato distruggere l’archivio, istituiremo una sorta di CNSAS

In seguito, giovedì, il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha affermato che nell’archivio SIPA ci sono state più visite rispetto alle 22 presenti sulla lista pubblicata quella mattina.

“Tutte le visite non sono 22, sono molte di più. Io ne ho contate 22 in base ai permessi trascritti e ai dati. Di certo sono molte di più, ci sono anche i rapporti ancora segreti, che desecretizzeremo (…), tramite cui verrete a conoscenza di molte più informazioni e, di certo, di molte più visite (…). Grazie a quella lista, cosa si sa esattamente – chi sia fisicamente entrato nell’archivio, chi conosca le verità custodite nell’archivio. Finora era ignoto chi fossero… e ora, abbiamo la lista e sappiamo che a, b e c sono persone che conoscono i segreti, le verità dell’archivio”, ha dichiarato giovedì Toader, presso il Palazzo del Parlamento.

Il Ministro della Giustizia ha menzionato come, per prima cosa, desideri vedere il regime di questi rapporti. “Per prima cosa, voglio vedere il regime, uno è segreto di stato. I segreti di stato non entrano nelle competenze del ministero per la desecretizzazione ma dev’essere presa una decisione dal Governo. Avvieremo una decisione, probabilmente il Governo l’approverà, declassificheremo e pubblicheremo nella modalità che conoscete già”, ha affermato.

A suo parere, è un peccato che l’archivio SIPA vada distrutto. Toader ha annunciato che intende costituire “una sorta di CNSAS” per aiutare quelli dell’Amministrazione Nazionale dei Penitenziari (ANP) con i documenti dimostrativi per la pensione.

“L’archivio SIPA sarebbe un peccato distruggerlo, perché costituisce un segmento della storia meno piacevole della Giustizia. L’archivio SIPA contiene documenti riguardanti le attività svolte dai funzionari con statuto speciale, con quelli dell’ANP, vi rendere conto, quelle persone non potrebbero dimostrare la loro anzianità, andare in pensione, come lo si può distruggere? L’archivio SIPA ha come seconda categoria, elementi che riguardano la vita privata e che rispetteremo e non divulgheremo. Contiene probabilmente informazioni coperte dal segreto d’ufficio, che entra nella competenza del Ministero, e che intendo declassificare. Le altre informazioni segrete, qualora ci siano, sono di competenza del Governo e forse del CSAT se arriverà fin lì. Faremo una sorta di CNSAS (Consiglio Nazionale per lo Studio degli Archivi della Securitate – N.d.R.), incaricheremo tre o quattro funzionari dell’ANP, del Ministero della Giustizia, che hanno accesso ai segreti di stato e la prima cosa da fare sarà restituire i documenti al personale dell’ANP, perché possa andare in pensione. Vedremo quali sono le informazioni, seguiremo il loro regime, le desecretizzeremo e le conoscerete”, ha spiegato Tudorel Toader.

 

Il rapporto Chiuariu-Predoiu sul SIPA: I documenti sono stati copiati o distrutti, altri consegnati a Monica Macovei e forse non restituiti.

Il rapporto della Commissione che ha analizzato l’archivio SIPA/DGPA nel 2007, costituita dal Ministro Tudor Chiuariu, pubblicato da Evenimentul Zilei, mostra gravi irregolarità nell’attività delle commissioni simili, costituite da Monica Macovei come Ministro della Giustizia, compresa la copia e la distruzione di alcuni documenti, ma anche la loro sottrazione dall’archivio al livello del Ministero della Giustizia e loro consegna a Monica Macovei, senza che esistesse garanzia della loro restituzione. Il rapporto, classificato “segreto d’ufficio”, indica le violazioni delle ordinanze ministeriali e di alcune decisioni governative rispetto all’inventario e alla vidimazione dell’archivio, menzionando come i documenti SIPA debbano essere dissigillati per essere verificati nuovamente.

La commissione per la verifica dell’archivio SIPA è stata costituita dal Ministro della Giustizia Tudor Chiuariu il 31 maggio 2007, dopo quasi due mesi dall’assunzione della carica. Questa è stata attiva nel periodo giugno-dicembre 2007, mentre il rapporto finale è stato consegnato all’inizio dell’anno 2008, quando il Ministro della Giustizia era già Catalin Predoiu, dopo le dispute tra i presidenti di allora, Traian Basescu, e il Premier Calin Popescu Tariceanu in merito al sostituto di Chiuariu. Il capo dello Stato aveva bloccato a quel tempo la nomina di Norica Nicolai dalla sua funzione, caso giunto anche sulla scrivania dei giudici della CCR.

L’ex Ministro della Giustizia, Monica Macovei, che ha deciso lo smantellamento SIPA, prima della pubblicazione su Evenimentul Zilei del rapporto Chiuario-Predoiu, ha sostenuto fosse necessario declassificare i documenti riguardanti l’archivio, anche il rapporto Predoiu-Chiuariu, redatto nel 2008 in merito a questo Servizio, per interrompere la “perdita di credibilità” della giustizia.

“Non ho ricevuto alcuna informazione dall’archivio DGPA/SIPA, non ho ricevuto nessun dossier dall’archivio DGPA/SIPA, non ho visto nessun dossier proveniente dall’archivio DGPA/SIPA, non ho copiato nessun dossier dell’archivio DGPA/SIPA, non ho sottratto nessun dossier dall’archivio DGPA/SIPA, non ho copiato o distrutto nessun hard-disk, non ho dato a nessuno l’ordine di sottrarre, distruggere, copiare nessun dossier dell’archivio DGPA/SIPA o hard-disk”, continua a dichiarare l’europarlamentare.

Reazioni:

Catalin Predoiu, ex Ministro della Giustizia, nel cui mandato è stato elaborato il rapporto SIPA: L’ho trasmesso al CSAT e l’ho classificato. Non conosco il contenuto dell’archivio.

Giovedì, l’ex Ministro della Giustizia Catalin Predoiu ha dichiarato per MEDIAFAX di aver proceduto in modo corretto, inviando il rapporto sull’archivio SIPA al CSAT e classificandolo, ed ha affermato di non conoscere il contenuto dell’archivio, di aver agito legalmente e di non aver fatto nessun passo senza prima conoscere la posizione del CSAT.

“Ho agito correttamente, inviando il documento al CSAT. Sono entrato nel Ministero nella primavera del 2008. Il rapporto pubblicato dalla stampa descrive le attività della commissione formata dal Ministro Chiuariu. L’hanno redatto dopo l’abbandono della carica di quest’ultimo e me l’hanno messo sul tavolo, prima di lasciare a loro volta il ministero. Io ho osservato come la Legge sulla sicurezza nazionale n. 51/1991 dica che: a) il Ministero della Giustizia organizza le proprie strutture d’informazione (art. 9, lett. a)), b) l’attività di tali strutture si svolge in conformità alla legge sulla sicurezza nazionale (art. 9, lett. b)), c) l’attività per la sicurezza nazionale è coordinata dal CSAT (art. 6, par. (2)). In più, ho osservato come in base al DG 127/2006 i documenti della Commissione che si è occupata dell’inventario fossero da consegnare all’Archivio Nazionale con il parere del CSAT (art. 2, par. 4)). Perciò, di nuovo è menzionato il CSAT, in entrambe le leggi che stavano alla base dell’intera procedura. La conclusione logica in cui credo in assoluta buona fede è che il rapporto sarebbe dovuto arrivare al CSAT. Per cui, l’ho inviato al Segretariato CSAT”, ha dichiarato l’ex Ministro della Giustizia, Catalin Predoiu.

Cazanciuc, sulle persone che sono entrate nell’archivio SIPA nel 2013: Hanno cambiato una lampadina; si è trattato di operazioni strettamente amministrative

Giovedì, in Parlamento, l’ex Ministro della Giustizia, Robert Cazanciuc, in merito alle persone che hanno avuto accesso all’archivio SIPA nel 2013, durante il suo mandato da ministro, tra cui ci sarebbe anche il suo ex consigliere Florin Teodor Andronache, ufficiale del Servizio Romeno di Informazione (SRI) all’epoca dei fatti, ha dichiarato si sia trattato di una commissione che aveva il dovere di recarsi nel corridoio nella zona in cui si trova quest’archivio per cambiare una lampadina, senza aver accesso a nessun documento. Il social democratico ha sostenuto si sia trattato di un’operazione “strettamente amministrativa”.

“Non erano quattro persone, era una commissione costituita in seguito a segnalazioni giunte al Ministero della Giustizia, i sistemi di sorveglianza indicavano fosse successo qualcosa al sistema di illuminazione. Per ordine del Ministero è stata approvata una commissione che verificasse quelle installazioni di illuminazione. I membri della commissione, tutti con diverse funzioni e responsabilità per la zona dei documenti classificati, sono stati i soli a entrare nel corridoi della zona in cui era depositato l’archivio SIPA. Hanno verificato le illuminazioni, hanno cambiato una lampadina e hanno lasciato la zone, dopo aver constatato che tutti i sigilli delle camere in cui erano depositati i documenti fisicamente fossero intatti. Non hanno avuto accesso a nessun documento, ad assolutamente nulla presente nell’archivio SIPA, è stata un’operazione strettamente amministrativa. Hanno lasciato il posto dopo aver consegnato un verbale sulla faccenda”, ha affermato Robert Cazanciuc.

Grindeanu: La declassificazione dei rapporti sul SIPA può essere fatta rapidamente; Toader deve presentarsi al Governo quanto prima

Giovedì, il Premier Sorin Grindeanu ha dichiarato in Parlamento che la desecretizzazone degli altri due rapporti riguardanti l’archivio SIPA potrà avvenire in modo “piuttosto rapido”, motivo per cui il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, dovrà presentarsi “rapidamente” di fronte al Governo per adottare quella Decisione necessaria alla desecretizzazione.

“Abbiamo avuto una breve discussione con il Ministro Toader prima di venire qui, ho capito che oggi è stato fatto un primo passo, un passo importante nel processo di desecretizzazione dell’archivio SIPA, un primo passo necessario. Ci saranno, così come mi ha comunicato il signor Ministro, altri passi (…). Di certo oggi, e va benissimo, si è fatto un primo passo”, ha affermato il Premier.

Alla domanda sulla necessità di un’inchiesta, tenendo presente l’apparizione sulla stampa del rapporto del 2008, che sarebbe dovuto essere coperto dal segreto d’ufficio, Sorin Grindeanu ha affermato che, chiunque abbia violato la legge dovrà pagare.

Lo stesso ha inoltre affermato di desiderare che i due rapporti riguardanti SIPA siano declassificati, motivo per cui il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, dovrà presentarsi rapidamente al Governo per l’adozione di una Decisione in questo senso.

Lazar sui magistrati ricattati con le informazioni contenute nell’archivio SIPA: Sono speculazioni di alcuni

Il Procuratore generale della Romania, Augustin Lazar, ha affermato giovedì che le discussioni sulla possibilità che i magistrati siano ricattati con le informazioni contenute nell’archivio SIPA “sono speculazioni di alcuni”.

Alla domanda dei giornalisti in merito all’ipotesi che alcuni magistrati siano stati ricattati con le informazioni dell’archivio SIPA, Augusti Lazar ha risposto: “Ne dubito. (…) Sono speculazioni di alcuni”.

Egli ha aggiunto che, nel caso in cui sarà sporta denuncia, sarà risolta.

“L’archivio appartiene al Ministero della Giustizia e saranno prese, non ne dubito, misure legali per risolvere il problema. (…) Il Procuratore generale non può risolvere questo problema. (…) Se qualcuno desidererà sporgere una denuncia, la risolveremo”, ha dichiarato Augustin Lazar.

Tarcea: Io non sono mai stata ricattata da nessuno

Il Presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), Cristina Tarca, giovedì, in riferimento alla possibilità che i magistrati siano ricattati con le informazioni presenti nell’archivio SIPA, ha dichiarato di non essere stata mai ricattata da nessuno e di non aver mai sentito nulla in merito a una situazione del genere.

Il Presidente ICCJ ha affermato sia necessario capire ciò che bisogna o non bisogna declassificare nell’archivio SIPA.

“Credo non dovremmo avere fretta quando parliamo di declassificazione. Di certo, il primo impulso, la reazione del momento, le discussioni nello spazio pubblico ti portano automaticamente e per prima cosa a pensare alla desecretizzazione, ma non bisogna dimenticare che lo scopo iniziale di questa entità non era quello di sorvegliare i giudici, altri erano gli scopi, con un reale interesse per la sicurezza nazionale. Perciò, bisogna soppesare con attenzione le parole. Credo di essere caduta anch’io in questo errore, senza pensarci troppo. Bisogna vedere cosa è necessario declassificare e cosa no. In funzione di questo, bisognerà agire”, ha aggiunto Tarcea, alla domanda su quali potrebbero essere gli effetti della declassificazione.

NO COMMENTS