La caccia

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Il figlio del presidente americano è venuto in Romania. Donald Trump jr. ama cacciare e questa volta ha scelto di uccidere animali dei nostri boschi. Qualcuno ha pensato che forse Klaus Iohannis lo abbia accompagnato. Ma la sua risposta è degna di essere ricordata: “Amo gli animali, ma vivi”. Con il suo senso dell’umorismo, il nostro presidente è riuscito a fare anche una battuta politica. Perché la gran parte dei politici romeni di spicco ama cacciare. Per l’ex premier Adrian Nastase era quasi un vizio. Ma anche il suo successore di oggi alla leadership socialdemocratica è un gran cacciatore. Alcuni dicono che a invitare qui Donald Trump jr. sia stato proprio Liviu Dragnea, che spera così d’incontrare di nuovo suo padre a Washington. Ma, al di la di simili oscure strategie politiche, c`è una realtà semplice: la caccia. Probabilmente non si tratta solo del piacere di uccidere animali, ma è anche un privilegio di classe, come una volta per i nobili. Neanche l’ex presidente Traian Basescu amava gli animali. Per risolvere il problema dei cani randagi di Bucarest, il sindaco di allora non ha avuto pietà. Per lui era un modo di mostrare la sua risolutezza e molti l’hanno percepito come un leader provvidenziale. Ma almeno lui non era un fiero cacciatore come Adrian Nastase. Ed è riuscito a sconfiggerlo nella sfida elettorale forse anche perché, nel confronto televisivo, Nastase non è stato capace di promettere che non caccerà più. I romeni sono diventati più sensibili simili argomento. Perciò un politico che va spesso a caccia non può essere che un prepotente di cui non fidarsi. Il padre di Donald Trump jr. è un “presidente-cacciatore”: non ci pensa due volte quando vuole sbarazzarsi di un nemico politico. Per lui meglio dell’intesa è la lotta. A qualsiasi prezzo. Una mentalità molto lontana dai valori aristocratici. Se l’abito non fa il monaco, neanche la caccia fa il nobile.

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