Il Ministro della Giustizia: Il progetto di modifica dei codici penali sarà trasmesso al Governo e al Parlamento perché sia discusso

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Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, martedì ha annunciato che questa settimana invierà in Parlamento, perché sia discusso, il progetto di legge riguardante la modifica dei quattro codici, Codice penale e di procedura penale, il Codice civile e quello di procedura civile, dopo averlo presentato al Governo.

“Lunedì, alla data del 15, è pianificato e annunciato sul site il secondo dibattito con gli specialisti professionisti di diritto del Codice Penale, del Codice di procedura penale, l’accordo con le decisioni della Corte Costituzionale, la trasposizione delle direttive sulla confisca estesa, la trasposizione della direttiva sulla protezione delle vittime di infrazioni. Quindi, il secondo dibattito, dopo di che la settimana prossima presenterò il progetto di legge al Governo e lo invierò in Parlamento perché se ne discuta”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia al Parlamento.

Allo stesso modo, Tudorel Toader ha precisato che si sta lavorando al pacchetto delle tre leggi sulla giustizia, vale a dire: la Legge sullo statuto di giudici e procuratori, la Legge sull’organizzazione giudiziaria e la Legge sul Consiglio Superiore della Magistratura.

“Ad oggi lavoriamo al pacchetto di leggi sulla giustizia – le tre leggi”, ha precisato il Ministro della Giustizia, aggiungendo che questo arriverà in Parlamento probabilmente tra due settimane.

Il Ministro della Giustizia in merito alla legge sul perdono: Tutti hanno limiti di competenza da esercitare con lealtà di fronte ai valori costituzionali

Martedì, il Ministro della Giustizia, Tudore Toader, in merito agli emendamenti proposti in Parlamento per il progetto di legge sul perdono e poi ritirati, ha dichiarato in Parlamento che tutti hanno dei limiti di competenza che vanno esercitati in base a un generale principio che si chiama lealtà nei confronti dei lavori costituzionali, riaffermando il proprio sostegno per la forma iniziale del progetto di legge trasmesso dal Governo.

“Non potrei dire se fossero necessarie o meno (le modifiche – N.d.R.) perché io, come Ministro della Giustizia, lì dove sono competente, avvio a livello ministeriale progetti di legge, appoggio altre iniziative. Tutti abbiamo dei limiti di competenza che dobbiamo esercitare in base a un principio generale che di chiama lealtà verso i valori costituzionali. Non chiedete a me cosa fanno gli altri”, ha affermato il Ministro della Giustizia.

In merito alle accuse apparse nello spazio pubblico, secondo cui il progetto di legge sulla grazia nella variante del Governo favorirebbe alcuni leader politici, Toader ha affermato che, quanti abbiano rilasciato affermazioni simili dovrebbero anche argomentarle.

“Esiste un principio generale: chi fa delle affermazioni deve anche motivarle, argomentarle. Non so chi abbia fatto le affermazioni cui vi riferite. Chiedetelo all’autore delle affermazioni”, ha risposto il Ministro della Giustizia.

Egli ha ribadito che il Ministero della Giustizia “sostiene il progetto iniziale per la legge sul perdono, con limiti ridotti di pena e senza fatti di corruzione”.

 

La Legge sul perdono, inviata nuovamente dalla plenaria del Senato alla Commissione giuridica perché sia adottata nella forma inviata dal Governo

La plenaria del Senato ha deciso lunedì scorso, con la maggioranza dei voti, il nuovo invio in Commissione giuridica del progetto di legge sul perdono affinché questo sia adottato nella forma inviata al Parlamento dal Governo il 31 gennaio. A favore della ritrasmissione della legge alla commissione, hanno votato il PSD e l’ALDE (61 voti), mentre PNL e USR (41 voti) hanno votato contro, e questi ultimi hanno chiesto il dibattito e il rifiuto della legge sul perdono.

La proposta di nuovo invio alla Commissione giuridica è stata avanzata durante la plenaria dal leader del gruppo ALDE, Ionut Sibinescu, senza averne dato alcuna spiegazione.

La richiesta ALDE è stata sostenuta dal PSD, tramite la voce del capo gruppo, Serban Nicolae.

“La percezione che si possa andare avanti in tutta fretta o che si potrebbero evitara le discussioni pubbliche o i dibattiti in Parlamento è sbagliata (…). Non vorrei che anche questa faccenda diventi motivo di discussione perché avremo tutto il tempo per discutere quando la legge prenderà una forma in rapporto al dibattito della plenaria e supereremo questo momento grazie a una discussione parlamentare razionale, senza ostacoli o chichirau”, ha dichiarato Nicolae, in riferimento al deputato USR, Cosette Chichirau, che protestava dal balcone contro l’adozione della legge, mentre quest’ultimo parlava dalla tribuna del Senato.

Contro il nuovo invio alla commissione giuridica della legge sul perdono si sono pronunciati, tanto i senatori PNL, quanto quelli dell’USR.

E il senatore PMP, Traian Basescu, autore degli emendamenti più controversi, tra cui la scarcerazione dei condannati per corruzione, per abuso di servizio e conflitto d’interesse, come anche delle donne condannate per corruzione a dieci anni di reclusione, ha criticato la forma della legge sul perdono adottata dalla commissione giuridica.

“Vi dico sinceramente che non c’è motivo per cui questa legge torni in commissione. Dev’essere ritirata dal Governo. È fatta male al punto da ottenere come risultato la liberazione, faccio io una stima per la forma in cui è ora, dei ladri dai domiciliari, dalle corti, dagli autobus, dalle società commerciali e, d’altra parte, lascerà in carcere medici e professori. Non mi riferisco ai politici, per loro c’è la legge 78, che conferisce loro un regime speciale, ma credo che, dal punto di vista concettuale, il progetto sia sbagliato. Sarebbe un’ottima idea del Governo quella di ritirare la legge oppure saremo noi a respingere questa legge”, ha dichiarato Traian Basescu.

I senatori giuristi non hanno a disposizione moltissimo tempo per costituire un nuovo rapporto della legge sul perdono da sottoporre al dibattito e al voto della plenaria del Senato. Il 23 maggio scade il termine di adozione tacita della legge.

Il Presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, il mese scorso annunciava alla fine della seduta dell’Ufficio Permanente che richiederà alla plenaria il nuovo invio in commissione del progetto della legge sul perdono perché sia adottato nella forma proposta dal Governo, menzionando che questo è il punto di vista della coalizione governativa.

“Il punto di vista che esprimo, della coalizione PSD-ALDE, è richiedere alla plenaria che il progetto sia inviato nuovamente in Commissione, affinché il progetto sia adottato nella forma avanzata dal Governo. Si tratta della forma che sosteniamo e desideriamo che, da questo punto di vista, le cose siano il più chiare possibili, soprattutto dopo le turbolenze della settimana scorsa”, ha dichiarato Calin Popescu Tariceanu.

Alla domanda sul perché la coalizione desideri adottare la legge nella forma inviata dal Governo, dal momento che l’atto normativo è stato modificato in Commissione giuridica, anche con i voti di PSD e ALDE, Tariceanu ha dichiarato solo che non sostiene il punto di vista della commissione.

A sua volta, anche il leader del PSD, Liviu Dragnea, ha dichiarato che i senatori socialdemocratici della Commissione giuridica hanno complicato abbastanza la Legge sul perdono, e che l’opzione migliore sarebbe che il progetto sia adottato dal Senato nella forma proposta dal Governo, nelle condizioni in cui non il Presidente della Commissione, Serban Nicolae, decide il modo in cui si concluderà questa faccenda.

Prima del voto in plenaria, in un momento precedente dello stesso giorno, la Commissione giuridica del Senato aveva adottato a maggioranza (PSD e ALDE) il rapporto di ammissione della legge sul perdono, in base al quale sarebbero uscite di prigione, nel termine di 48 ore dall’entrata in vigore della legge, 453 persone, mentre altri 589 condannati avrebbero beneficiato di una riduzione di pena di tre anni. Le persone condannate per corruzione, abuso di ufficio o conflitto d’interesse non sarebbero state graziate.

A favore del rapporto di ammissione si sono registrati 5 voti, dei senatori PSD e UDMR, e ci sono stati 4 voti contrari, di PNL e USR, partiti che hanno anche proposto il rifiuto della legge. Il solo rappresentante dell’ALDE nella Commissione giuridica, il senatore Ionut Sibinescu, era assente e non è stato sostituito da nessuno.

“Sono convinto che lo svuotamento delle carceri sarà considerato dalla CEDO (Corte Europea per i Diritti dell’Uomo – N.d.R.) sufficiente. Non sono state identificate donne incinte come persone che rientrino in tutte queste condizioni, donne incinte che non fossero condannate per crimini graziati. Perciò, in altre parole, nessuna donna incinta, tra quelle presenti oggi nei penitenziari, beneficerà della grazia. Persone con un’età superiore ai 60 anni, nessuna”, ha dichiarato il presidente della Commissione giuridica del Senato, il socialdemocratico Serban Nicolae.

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