La commissione giuridica del Senato ha escluso dalla grazia i reati di concussione, traffico d’influenza, corruzione e acquisto d’influenza

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Questa ha chiesto fosse ripreso del voto espresso mercoledì sugli emendamenti tramite cui sono graziati i fatti summenzionati, ed ha invocato le dichiarazioni dei leader del PSD, che affermavano di non sostenere la grazia per i reati di corruzione.

“In rapporto alla circostanza di aver comunque preso e rifiutato i reati di corruzione, in merito ai quali si discuteva ieri, in rapporto anche alle dichiarazioni fatte dai leader del PSD, in particolare dal presidente del partito e dal premier, i membri della commissione appartenenti al PNL e all’USR vi propongo di tornare sul voto di ieri in merito ai reati di corruzione, per includerli nella categoria di esclusione dalla grazia. Gli argomenti riguardano la soluzione differente rispetto ai reati presenti nella legge 78/2000 e alle dichiarazioni pubbliche del PSD, senso in cui riteniamo che, da un parte, le cose debbano essere gestite in modo uniforme, e d’altra parte che sarebbe bene avere una posizione chiara e unitaria del PSD in relazione ai reati di corruzione, perché se i parlamentari PSD sono d’accordo, lo rispettiamo, e tuttavia in merito alle dichiarazioni del leader del PSD riteniamo che questa nostra proposta sia benvenuta”, ha affermato Fenechiu.

Anche il rappresentate USR, George Dirca, è stato del parere che i reati di corruzione non debbano ricevere grazia perché “producono conseguenze enormemente gravi e irrimediabili”.

“Voglio ricordarvi che i reati di corruzione hanno permesso che succedesse una tragedia, il Colectiv, i reati di corruzione permettono che sugli spazi verdi di Bucarest siano costruiti palazzi e strutture che non potranno più essere abbattuti, che ci rovineranno la vita”, ha sottolineato Dirca.

Il Presidente della Commissione giuridica, Serban Nicolae, è stato d’accordo con l’idea di sottoporre al voto la proposta PNL e USR, affermando però di non comprendere perché le dichiarazioni dei leader PSD siano addotte come argomenti.

“Non ho capito quale sia il problema con gli argomenti legati alle dichiarazioni dei leader PSD. Se di questo si tratta, significa che dovrò pregarvi di mostrare coerenza rispetto alla posizione della signora Turcan, secondo cui il PNL lotta contro la Giustizia. Ma questo fa parte del folclore specifico delle dichiarazioni per la stampa”, ha affermato Serban Nicolae.

La proposta è passata con cinque voti a favore (PNL, USR e UDMR) e quattro astensioni (PSD e ALDE).

Durante i dibattiti di giovedì, il senatore del Partito Movimento Popolare (PMP), Traian Basescu, ha sostenuto che l’abuso di ufficio è diventato “uno strumento dei procuratori per tenere sotto controllo le istituzioni politiche”.

“Da noi, il problema dell’abuso di ufficio è stato interpretato abusivamente. Guardo l’ultimo rapporto della signora capo della DNA, in cui si dice che ci sono 2.150 dossier attivi, oltre a quelli già inviati in giudizio, legati all’abuso di ufficio. Allo stesso tempo, guardo anche a cosa accade in Europa. È evidente che siamo di fronte – e l’ha dimostrato anche la CCR – a un’applicazione difettosa (…). Io dico di graziare l’abuso di ufficio, che è diventato uno strumento per tenere sotto controllo le istituzioni politiche. Le istituzioni politiche devono lavorare per il paese e non essere sotto il controllo dei procuratori”, ha affermato Basescu.

Mercoledì, i senatori giuristi avevano votato un emendamento al progetto di legge sulla grazia per alcuni reati e alcune misure educative, di privazione della libertà tramite cui sia concessa la grazia ai condannati per concussione, corruzione, traffico di influenza e acquisto di influenza. Allo stesso modo, erano graziati reati commessi dai membri dei tribunali arbitrali o in relazione a questi, e reati commessi da funzionari stranieri o in relazione a questi.

Dopo il voto iniziale della Commissione, circa 1.000 persone hanno protestato mercoledì sera di fronte al Governo, per alla decisione della Commissione Giuridica del Senato di graziare esclusivamente le persone condannate per fatti di corruzione.

Toader: Il Ministero della Giustizia non sostiene gli emendamenti al progetto di Legge sul perdono. Siamo convinti che alla fine si tratterà di una legge senza crimini di corruzione

Il Ministro Tudorel Toader giovedì ha dichiarato che il Ministero della Giustizia non appoggia gli emendamenti proposti per la legge sul perdono, in riferimento alla concessione di grazia per le persone condannate per corruzione, ed ha precisato la propria convinzione che, alla fine, sarà adottata “una legge senza crimini di corruzione”.

“Il Ministero della Giustizia non appoggia gli emendamenti proposti per il progetto di Legge sul perdono. Ora, è certo che durante lo studio legislativo appariranno, e di regola appaiono, molti elementi nuovi. Io sono convinto che alla fine avremo una legge equilibrata, una legge con limiti ridotti di pena, una legge senza fatti di corruzione, quella che il Ministero della Giustizia ha notificato inizialmente”, ha affermato Tudore Toader, prima della seduta plenaria nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Alla domanda se il Ministero della Giustizia possa ancora intervenire in questo momento, sul testo di legge che sarà votato in Parlamento, Toader ha affermato che il Ministero della Giustizia non può intervenire contro l’intento del legislatore, ma un segretario di stato parteciperà a tutti i dibattiti riguardanti la Legge sul perdono.

“E oggi è in Parlamento, sarà anche alla Commissione giuridica della Camera dei Deputati, fino alla fine del percorso legislativo”, ha precisato Toader.

Il Ministro della Giustizia ha aggiunto che il progetto di legge sulla grazia farà parte del pacchetto di misure, la cui natura risponderà alle richieste della decisione pilota pronunciata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDO).

“E teniamo presente il progetto di appello compensativo, teniamo presente la possibilità, come parte finale della pena, di modificare i limiti di libertà condizionale e introdurre la misura di sorveglianza elettronica, il bracciale elettronico. Più misure logistiche, di modernizzazione dei penitenziari, di estensione di alcuni padiglioni dei penitenziari, di costruzione di due penitenziari a Berceni e Calafat. Vi assicuro che, in brave tempo, proporremo la tabella di marcia che la CEDO ci ha chiesto tramite il progetto pilota”, ha aggiunto il Ministro della Giustizia.

I rappresentanti della Procura Generale, del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Unione Nazionale dell’Ordine degli Avvocati (UNBR), che mercoledì hanno partecipato alla seduta della Commissione giuridica del Senato, si sono opposti alla grazia dei condannati per reati di corruzione.

“Il Pubblico Ministero constata e prende atto del fatto che i reati di corruzione costituiscono ancora un problema importante a livello nazionale, nella società romena. Non abbiamo strategie nazionali di 5 anni contro il borseggio, non abbiamo una strategia di 5 anni contro i casi di infortunio per negligenza che avete graziato, però abbiamo strategia quinquennali in cui sono impegnate tutte le istituzioni dello stato romeno, con obblighi puntuali interni ed internazionali per la lotta ai crimini di corruzione. Perciò, nel piano di attività della procura e negli obiettivi del Ministero Pubblico per gli anni passati e per l’anno in corso e di certo per quelli a venire, la lotta ai crimini di corruzione diventerà una priorità poiché è stata stabilita come priorità dalle istituzioni dello stato romeno”, ha affermato Irina Kuglai, rappresentante della Procura Generale.

Il Premier Sorin Grindeanu mercoledì ha scritto su Facebook che il Governo non sostiene gli emendamenti proposti al progetto di Legge sul perdono adottati mercoledì dalla Commissione giuridica del Senato, precisando che l’Esecutivo sostiene la Legge sul perdono nella forma proposta all’inizio dal Ministero della Giustizia.

Anche il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, ha scritto su Facebook di “disapprovare categoricamente” gli emendamenti adottati mercoledì dalla Commissione giuridica del Senato, in merito alla grazia per i condannati per corruzione, e che avrà una discussione con i membri PSD della Commissione perché la forma finale del rapporto non contenga tali disposizioni.

Il Presidente della Commissione giuridica, il senatore PSD Serban Nicolae, giovedì ha dichiarato in Parlamento, in riferimento alle opinioni separate del Premier Sorin Grindeanu e del leader del PSD, Liviu Dragnea, sul tema della grazia, che il Governo non ha fornito una soluzione alternativa in merito alle condizioni dei penitenziari della Romania e che probabilmente l’Esecutivo ha già preparato i denaro per l’ammenda della CEDO.

“Il signor Dragnea ha dichiarato quello che ha dichiarato costantemente. Mi sembra naturale, non è una novità, non so perché dovrebbe essere una sorpresa. Ha detto non di essere d’accordo con la grazia per principio, ma di essere tuttavia categoricamente contrario alla grazia per i reati di corruzione (…). Si tratta di una questione di politica penale. Alcuni hanno un’opzione, altri ne propongono una diversa. Ad esempio, ho visto che il signor primo ministro non sostiene gli emendamenti ma il progetto del Governo. È un punto di vista (…). Probabilmente il Governo ha già preparato il denaro per l’ammenda della CEDO. Oltre all’appello compensativo proposto all’epoca di Florin Iordache, il Governo non ha fornito altre soluzioni alternative. Se, fino a quando il progetto di legge sul perdono sarà sul tavolo del Presidente Iohannis, il Governo riuscirà a evitare l’ammenda CEDO o riuscirà a metter insieme il denaro per l’ammenda CEDO, non ci sarà più bisogno della legge sul perdono”, ha affermato Serban Nicolae.

Tarcea: I reati di corruzione hanno un elevato livello di pericolosità sociale, non sono mai stati graziati finora

Giovedì, il Presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), Cristina Tarcea, in merito agli emendamenti al progetto di Legge sul perdono, ha affermato come i reati di corruzione abbiano un elevato livello di pericolosità sociale e come non siano mai stati graziati finora.

All’ingresso nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), le è stato chiesto degli emendamenti proposti dalla Commissione giuridica del Senato al progetto di Legge sul perdono, in merito ai quali Cristina Tarcea ha risposto di sostenere ancora il punto di vista espresso dal CSM.

“In qualità di membro del Consiglio Superiore della Magistratura, non posso che avere lo stesso punto di vista del CSM”, ha precisato Tarcea.

Il Presidente della ICCJ ha inoltre affermato come la grazia sia un’istituzione prevista dal Codice penale, che è stata di rado applicata nel tempo e, per definizione, “è stata applicata solo a reati con un pericolo sociale ridotto”.

Tarcea ha aggiunto che i reati di corruzione hanno un elevato livello di pericolosità sociale e “per tradizione, poiché facciamo riferimento alle altre leggi precedenti, non sono stati oggetti di atti normativi di amnistia o di grazia”.

Toader, sul rifiuto degli emendamenti che avrebbero permesso la grazia per corruzione: Ha prevalso il buon senso

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha dichiarato che nella decisione di respingere gli emendamenti, che avrebbero permesso la concessione della grazia ai condannati per corruzione “ha prevalso il buon senso”, affermando si tratti di “una buona notizia”.

Alla domanda, dopo la seduta plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura, se i senatori della Commissione giuridica abbiano tenuto conto del punto di vista del Ministero della Giustizia o della reazione pubblica quando hanno preso la decisione di riprendere i voti e rifiutare gli emendamenti che avrebbero concesso la grazia ai condannati per concussione o corruzione, traffico di influenza o acquisto di influenza, Tudorel Toader ha risposto: “Ha prevalso il buon senso”.

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