La CCR ha respinto la notifica alla legge che vieta ai condannati di ricoprire funzioni nel Governo. La reazione di Dragnea

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La Corte Costituzionale giovedì ha pubblicato la motivazione del rifiuto della notifica avanzata dall’Avvocato del Popolo in merito alla legge che vieta alle persone condannate penalmente di ricoprire funzioni nel Governo.

“Per l’adozione di questa soluzione, la Corte ha constatato che, in essenza, i motivi invocati nella notifica contengano tanto problemi di applicazione e interpretazione della legge da parte delle autorità pubbliche di competenza, quanto anche aspetti legali che appartengono alla sfera di competenza del Parlamento” si mostra nel comunicato della Corte Costituzionale.

Dragnea: La decisione della CCR è nata con difficoltà, ma è un bene che siano finite le speculazioni. Non aspiro alla funzione di Premier

Il presidente del PSD, Liviu Dragnea, giovedì ha commentato la decisione della CCR riguardante la Legge 90, che impedisce alle persone con condanne penali di ricoprire funzioni nel Governo, affermando che in questo modo “si mette un punto alle speculazioni” secondo cui egli punterebbe alla carica di Premier e spiegando che sosterrà il Gabinetto Grindeanu fino alla conclusione del mandato.

“È una decisione nata con grandi difficoltà, posticipata molte volte, con una maggioranza ristretta, mi è sembrato di capire (…). Dopo questa decisione della CCR, per lo meno qualcosa di buona rimane, nel senso che finiranno tutte le speculazioni. Io subito dopo l’insediamento del Governo Grindeanu ho dichiarato che la funzione di primo ministro non fosse più un’opzione per me. C’è il governo in cui ho investito con fiducia, che sostengo e che voglio sostenere fino alla fine del mandato, datogli dal Parlamento”, ha affermato Dragnea per Antena 3.

Lo stesso ha sottolineato che d’ora in avanti si aspetta che “non gli si chieda più se aspira alla carica di primo ministro”.

Il leader del PSD ha aggiunto che questo problema è risolto, “per lo meno fino a quando questa legge rimarrà in vigore”, esplicitando però che non intende avviare nessun tipo di modifica.

La storia della notifica dell’Avvocato del Popolo

Entro gli ultimi termini non si è formata una maggioranza per l’ammissione o il rifiuto della notifica e la causa è stata posticipata quattro volte.

L’ultima volta, la CCR ha discusso questo tema giovedì scorso, ma la decisione è stata posticipata perché la plenaria non raggiungeva il quorum legale per prendere una decisione.

La Corte Costituzionale ha discusso il 7 marzo, il 21 marzo, il 4 aprile e il 27 aprile la notifica fatta dall’Avvocato del Popolo alla Legge 90/2001, tramite cui si vieta alle persone con condanne penali si occupare funzioni nel Governo. La notifica è stata fatta all’inizio del mese di gennaio da Victor Ciorbea, il giorno successivo alla deposizione di giuramento del Governo Grindeanu, a Palazzo Cotroceni.

“Si è arrivati al 4 aprile, perché non si è riusciti a raggiungere un accordo. C’è bisogno di studiare di più. Sono state avanzate delle soluzioni finora, ma nessuna riuniva la maggioranza decisionale e ora ci avviciniamo a due possibilità che potranno portarci a una conclusione. Si tratta della soluzione più difficile su cui ci siamo espressi finora, perché i problemi sono soprattutto di natura politica”, ha dichiarato il Presidente della Corte, Valer Dorneanu, dopo la seduta del 21 marzo.

Il Presidente della Corte ha affermato che sono stati sollevati “moltissimi” problemi di diritto, tanto di opportunità quanto anche di amministrazione, problemi “delicati”.

“Noi non pensiamo necessariamente alla pressione mediatica, e neppure a quella politica, perché è qualcosa che esiste costantemente. Per prima cosa vogliamo essere a posto con la coscienza ed essere convinti che la soluzione data corrisponda esattamente all’interpretazione della Costituzione e all’intenzione del legislatore, nella misura in cui essa concordi con i principi della Costituzione”, ha aggiunto lo stesso.

In seguito a queste dichiarazioni, i giudici della CCR hanno chiesto a Valer Dorneanu di non rilasciare altre dichiarazioni alla stampa poiché danneggiano l’immagine della Corte Costituzionale, e che tutte le decisioni prese, saranno annunciate tramite comunicati stampa.

All’inizio del mese di marzo, le fonti della CCR hanno affermato che il caso riguardante la Legge 90/2001, che vieta ai condannati penali di essere membri del Governo, è simile all’eccezione di incostituzionalità sollevata dalla Legge sull’avvocatura, che a sua volta vieta agli avvocati condannati penalmente di professare e che è stata dichiarata costituzionale dalla CCR il 4 aprile.

Victor Ciorbea, il 5 gennaio, dichiarava per News.ro di aver inviato alla Corte Costituzionale la notifica riguardante la Legge 90/2001, che prevede come membri del Governo persone che non abbiano sofferto condanne penali e che non siano in nessuno dei casi di incompatibilità.

La Corte Costituzionale ha ricevuto notifica il merito all’articolo 2 della Legge 90/2001. Tale articolo prevede: “Possono essere membri del Governo le persone che abbiano cittadinanza romena e domicilio in Romania, che godano dell’esercizio del diritto elettorale, che non abbiamo condanne penali a loro carico e che non siano in nessuno dei casi di incompatibilità previsti all’art. 4, par. (1)”.

L’Avvocato del Popolo ha precisato come “le disposizioni all’art. 2 della Legge n. 90/2001 violino il principio dell’equilibrio dei poteri nello stato, non soddisfino le richieste costituzionali di prevedibilità e proporzionalità della legge e non permettano il riconoscimento del diritto di differenza per l’occupazione, in condizioni di uguaglianza e senza restrizioni irragionevoli di una carica che implichi l’esercizio dell’autorità dello stato”.

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