C’era una volta il paladino dell’anticorruzione

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Nel 2004 Traian Basescu riusciva a battere il rappresentante del maggior partito del paese. Adrian Nastase era stato per quattro anni un premier molto autoritario, ma il sindaco di Bucarest riuscì a vincere, grazie a una brillante pubblicità elettorale. Nastase e i socialdemocratici erano presentati come irrimediabili corrotti e Basescu come il politico che avrebbe iniziato le grandi pulizie. Eletto presidente, Basescu ha usato la Giustizia per mettere in crisi la vecchia classe politica. Così nacque la Direzione Nazionale Anticorruzione, il cui successo, col passare degli anni, sorprese tutti. Nessuno pensava che anche un ex premier come Adrian Nastase sarebbe finito in galera. Ministri, parlamentari o sindaci sono stati indagati e condannati nello stesso modo. Anche se le “mani pulite” alla romena hanno cambiato solo di poco il mondo dei partiti, una certa pulizia c’è stata realmente e molti oggi sono pronti a difendere un’istituzione che il potere cerca di addomesticare. Nel frattempo, Traian Basescu è passato dall’altra parte. Cioè ha deciso di difendere i corrotti. Alcuni dicono voglia salvare dal carcere ad ogni costo Elena Udrea, suo ex braccio destro. O forse teme per se stesso. In ogni caso, Traian Basescu non è più quello di una volta. E non è il solo ad aver tradito i suoi vecchi “ideali”. Come lui, si sono alleati con i vecchi nemici anche Victor Ciorbea, Emil Constantinescu, Varujan Vosganian o Calin Popescu-Tariceanu. In ogni caso non è il momento migliore per difendere i “diritti” dei corrotti. Centinaia di migliaia di romeni hanno protestato contro l’intenzione del governo di aiutare i corrotti e probabilmente sono pronti a farlo ancora. Traian Basescu ha sempre amato i bagni di folla. Sono già acqua passata. E anche se una volta non badava troppo alle critiche, adesso rischia di essere sommerso dai fischi.

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