La procedura di estradizione per Sebastian Ghita prosegue in linea retta

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L’ex deputato è stato scoperto in Serbia, circa 4 mesi dopo la sua sparizione

Venerdì, il Ministero della Giustizia ha annunciato di aver ricevuto i documenti trasmessi dai tribunali che hanno emesso i mandati d’arresto preventivo nel caso di Sebastian Ghita, mentre la richiesta di estradizione e i documenti allegati saranno presto inviati alle autorità serbe, una volta tradotti.

“Fino al 21 aprile 2017, il Ministero della Giustizia ha ricevuto documenti inviati dai tribunali emittenti i mandati d’arresto preventivi. Questi documenti sono analizzati ora al livello di direzione di specialità, in conformità alle disposizioni legali applicate, cui seguirà la richiesta di estradizione definitiva”, hanno dichiarato i rappresentanti del Ministero della Giustizia (MJ).

Gli stessi precisano la loro intenzione di analizzare la corrispondenza della documentazione con la Convenzione Europea d’estradizione e con le esigenze delle autorità serbe.

“Quest’esame di regolarità presuppone l’analisi della corrispondenza tra l’intera documentazione con quanto richiesto dallo strumento internazionale applicabile (la Convenzione Europea di estradizione – Parigi 13 dicembre 1957) e la legge romena incidente (Legge n. 302/2004, sulla cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale, ripubblicato, con modifiche e completamenti ulteriori), e anche con le esigenze delle autorità serbe che hanno richiesto, tra le altre cose, la traduzione dei documenti in lingua serba”, sostiene il rappresentante del MJ in un comunicato stampa.

Il Ministero menziona che, dopo la conclusione delle traduzioni, invierà in Serbia la richiesta di estradizione e i documenti correlati.

“Nel rispetto delle norme legali, dopo la realizzazione delle traduzione, composte da un numero considerevole di pagine, la richiesta di estradizione e i documenti correlati saranno trasmessi alle autorità competenti della Repubblica Serba”, concludono i rappresentanti del Ministero della Giustizia.

Il Premier Sorin Grindeanu, venerdì da Braila, ha sostenuto di aver parlato con il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, dell’estradizione di Sebastian Ghita dalla Serbia ed ha ricevuto assicurazioni che tutte le procedure si svolgono normalmente, e che l’estradizione avverrà nel momento in cui tutte le procedure saranno portate a termine.

“Comprendo si tratti di procedure normali, portate avanti dal Ministero della Giustizia e dalle autorità della Romania. Mi sono informato se tali procedure siano state avviate, se si svolgano in modo normale e naturale. Il signor Tudorel Toader mi ha assicurato che tutto avviene in conformità alle procedure in modo che l’estradizione possa essere fatta nel momento in cui tutte le procedure saranno realizzate”, ha affermato il Premier Sorin Grindeanu.

Le autorità serbe hanno annunciato il mese scorso alla Polizia Romena l’arresto di Sebastian Ghita nella Repubblica Serba, il 14 aprile, per un periodo di 18 giorni, in vista dell’estradizione. Il messaggio è stato inviato tramite il canale di cooperazione delle forze di polizia Interpol solo il 17 aprile, a causa di alcuni problemi tecnici apparsi nel sistema Interpol Belgrado, secondo la Polizia Romena.

La Polizia Romena martedì ha precisato come lo scambio di dati e d’informazioni con le autorità di Serbia e Slovacchia abbia portato all’arresto di Sebastian Ghita, e come tutte le procedure siano state coordinate dal procuratore del caso, fin dalla notte in cui l’imputato è stato arrestato a Belgrado, nel rispetto nelle norme legali per situazioni di questo tipo.

Sebastian Ghita ha un mandato di arresto preventivo emesso in contumacia, il 10 gennaio, del supremo organo giurisdizionale, nel caso in cui è giudicato per fatti di corruzione, insieme agli ex dirigenti della Procura e della Polizia di Prahova. Per l’ex deputato è stata avviata una procedura penale internazionale, tramite Interpol.

L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, il 15 aprile, ha ricevuto una notifica dall’Ufficio Interpol sull’arresto di Ghita Sebastian ed ha verificato il rispetto delle condizioni per l’estradizione dell’ex deputato.

Sebastian Ghita ha anche un mandato d’arresto preventivo a suo carico, emesso in contumacia, e in questo caso, la Corte d’Appello di Ploiesti ha constatato martedì il rispetto delle condizioni per l’estradizione dell’ex deputato, hanno dichiarato per News.ro le fonti giudiziarie.

Il Ministro della Giustizia, Tudore Toader, ha annunciato martedì che l’istituzione ha preparato la procedura di estradizione di Sebastian Ghita, ma che bisognerà aspettare che i tribunali concludano le verifiche di legalità per poter avviare le procedure di rientro nel paese, perché il mancato rispetto di queste tappe rappresenta il rischio che la procedura sia “colpita da annullamento e che ne approfittino quanti abbiano l’interesse di approfittarne”.

Sebastian Ghita è stato incriminato in due inchieste penali, quella in cui sono accusati anche i capi della Polizia e della Procura di Prahova e un’altra in cui è incriminato insieme all’ex sindaco di Ploiesti, Iulian Badescu.

Allo stesso modo, Sebastian Ghita è indagato in altre tre inchieste di corruzione: l’indagine sulla visita dell’ex premier britannico Tony Blair in Romania nel 2012; l’indagine in cui il cognato dell’ex premier Ponta, Iulian Hertanu, è accusato di frode con i fondi europei e altre infrazioni, in cui sono indagati anche l’ex capo della CJ di Prahova, Mircea Cosma, insieme al figlio, Vlad Cosma; l’indagine che riguarda i contratti di acquisizione dei programmi informatici finanziati con fondi pubblici, e con fondi europei, conclusi tra il 2007 e il 2015 da numerose società commerciali con profitto d’attività in ambito IT e l’associazione tra queste e le società commerciali Teamnet International e Asesoft International.

Sebastian Ghita, arrestato dopo quasi 4 mesi di latitanza

 

L’ex deputato Sebastian Ghita è stato arrestato nella notte del 13 aprile in Serbia, dopo quasi quattro mesi di latitanza, durante cui i tribunali romeni hanno emesso due mandati di arresto in contumacia a suo carico.

Il Ministero degli Affari Interni, Carmen Dan, ha confermato venerdì scorso il fatto che Sebastian Ghita si trovasse in quel momento presso la sede di Polizia di Belgrado, dove “le autorità serbe hanno svolto le specifiche attività”.

“Posso confermare che in questo momento Sebastian Ghita si trova presso la sede della Polizia di Belgrado, dove le autorità serbe svolgono le specifiche attività. La notte scorsa, insieme a suo fratello, sono stati fermati dalla polizia serba per un normale controllo. Il fratello ha presentato un documento d’identità vero, mentre lui ne ha presentato uno falso. Questa procedura è avvenuta in base alle informazioni fornite dalla Polizia Romena”, ha dichiarato il Ministro Carmen Dan a Romania TV.

Sebastian Ghita è stato visto l’ultima volta in Romania il 19 dicembre 2016, quando si è presentato presso l’IPJ di Prahova per firmare, all’interno della procedura di controllo giudiziario su cauzione. In seguito, è stato chiamato a presentarsi, in data 21 dicembre 2016, presso la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) di Ploiesti, nell’indagine Ponta-Blair, ma non si è presentato e presso la sede della Procura sono apparsi solo i suoi avvocati. L’ex deputato è stato cercato al suo domicilio e presso altri indirizzi che frequentava notoriamente, senza essere però trovato.

Il 27 dicembre 2016, la DNA ha richiesto ai giudici dell’Alta Corte si Cassazione e Giustizia l’arresto preventivo in contumacia di Ghita, dopo la sua partenza dalla Romania e la conseguente violazione da parte sua degli obblighi di controllo giudiziario, per l’indagine in cui è stato citato in giudizio insieme agli ex capi della Polizia e della Procura. All’inizio, i magistrati hanno respinto la richiesta della DNA, anche se il 5 gennaio la Corte Suprema ha emesso un mandato preventivo in contumacia.

In seguito, la DNA ha chiesto ai giudici l’emissione di un mandato d’arresto europeo a nome di Ghita, e di un mandato di cattura internazionale per questi, richiesta ammessa dalla Corte Suprema il 10 gennaio 2017.

Sebastian Ghita è apparso sulla lista delle persone più ricercate sul sito dell’Europol.

Sempre in quel momento, gli avvocati di Ghita dichiaravano come la sua famiglia non sapesse dove fosse l’ex deputato, sebbene i parenti non l’abbiano dato per disperso. Così, i suoceri di Ghita hanno sostenuto di fronte alle autorità di non aver avuto nulla a che fare con lui dalla metà del dicembre 2016.

Il 15 marzo 2017, il Tribunale di Prahova ha disposto l’emissione di un secondo mandato d’arresto preventivo per Ghita, all’interno di un’inchiesta in cui questi è indagato dalla DNA di Ploiesti per traffico d’influenza, riciclaggio di denaro e costituzione di un gruppo di criminalità organizzata.

Dopo la sua sparizione dal paese, su Romania TV, finanziata da Sebastian Ghita, sono state mandate in onda numerose registrazioni che lo riguardavano, in cui l’ex deputato faceva riferimento a Traian Basescu, Laura Codruta Kovesi, George Maior, Florian Caldea e altri dignitari romeni. In base a tali registrazioni, la Procura Generale ha aperto un’indagine penale.

Il Ministero della Giustizia: L’estradizione dalla Serbia si richiede in base alla Convenzione Europea di Parigi, nel 1957, e ai protocolli internazionali

L’estradizione di una persona dalla Repubblica Serba può essere richiesta in base alla Convenzione europea di estradizione, stipulata a Parigi il 13 dicembre del 1957, e ai suoi protocolli aggiunti, stipulati a Strasburgo il 15 ottobre del 1975 e il 17 marzo del 1978, ratificati dalla Romania tramite la Legge 80/1997, ha precisato il Ministero della Giustizia (MJ) il giorno dopo l’arresto di Ghita.

“La procedura d’estradizione è regolata dal Titolo II, Cap. II della Legge n. 302/2004 riguardante la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale, ripubblicata, con modifiche e completamenti ulteriori. L’estradizione di una persona dalla Repubblica della Serbia può essere richiesta in base alla Convezione europea di estradizione, stipulata a Parigi il 13 dicembre del 1957, e ai suoi protocolli aggiunti, stipulati a Strasburgo il 15 ottobre del 1975 e il 17 marzo del 1978, ratificati dalla Romania tramite la Legge 80/1997”, ha annunciato venerdì scorso il Ministero della Giustizia tramite un comunicato.

In base alle fonti citate, quella di estradizione è una procedura speciale che riguarda persone ricercate a livello internazionale e che si sono rifugiate nel territorio di un altro stato per sottrarsi all’indagine penale, al processo o all’esecuzione di una pena.

Il Ministero della Giustizia ha il potere di richiedere l’estradizione da uno stato straniero di una persone ricercata a livello internazionale, persona in merito alla quale esista la conferma della sua localizzazione in arresto (o in vista dell’estradizione) sul territorio della stato richiesto, si aggiunge nel comunicato.

“In conformità alle disposizioni all’art. 66 della Legge n. 302/2004, dal momento che la corte emittente il mandato d’arresto preventivo è informata sulla localizzazione in territorio stranieri di una persona perseguita internazionalmente o ricercata dalle autorità giudiziarie romene, l’articolo stabilisce, in una conclusione motivata, la realizzazioni delle condizioni previste dalla legge per la richiesta d’estradizione. Il Ministero della Giustizia esercita le proprie attribuzioni stabilite dalla legge dopo la ricezione della conclusione definitiva del processo, accompagnata dai documenti previsti dalla legge e dagli strumenti internazionali applicabili”, ha precisato il MJ.

Il Ministero ha poi sottolineato che la soluzione di una richiesta di estradizione avviene in conformità con le legislazioni dello stato cui si richieda.

La Polizia Romena: Lo scambio di dati e informazioni con le autorità di Serbia e Slovenia hanno portato all’arresto di Ghita; tutte le procedure sono state coordinate dal procuratore

La Polizia Romena martedì ha precisato che lo scambio di dati e d’informazioni con le autorità di Serbia e Slovenia hanno portato all’arresto di Sebastian Ghita, e che tutte le procedure sono state coordinate dal procuratore del caso fin dalla notte in cui l’ex deputato è stato fermato a Belgrado.

I poliziotti romeni hanno richiesto alle autorità slovene di verificare l’autenticità dei documenti presentati da Sebastian Ghita, mentre i dati erano trasmessi alle autorità serbe.

“In conformità alle sue competenze, la Polizia Romena ha realizzato un attivo scambio di dati ed informazioni con i colleghi di Serbia e Slovenia, che ha portato all’arresto dell’individuo in causa”, mostra la Polizia Romena.

Allo stesso modo, gli specialisti dell’Istituto Nazionale di Criminologia hanno realizzato un confronto tecnico-scientifico, i cui risultati sono stati trasmessi alle autorità serbe.

La Polizia Romena ha precisato di aver svolto tutte queste attività sotto la coordinazione del procuratore del caso e di aver rispettato le norme vigenti in situazioni del genere.

“Anche nella notte tra il 13 e il 14 aprile, i poliziotti romeni erano in contatto diretto con il procuratore del caso”, mostra ancora la fonte citata.

Carmen Dan: Le informazioni riguardo a Sebastian Ghita sono state fornite dalla parte romena

Il Ministro degli Affari Interni (MAI), Carmen Dan, martedì ha dichiarato che le informazioni riguardanti Sebastian Ghita sono state fornite dalla parte romena.

“Le informazioni sono state fornite dalla parte romena. Menziono il fatto che questi dati sono stati messi a disposizione della Polizia serba la mattina del 13 aprile. Tramite questi dati abbiamo richiesto anche sostegno, in vista della localizzazione. Nell’arco dei vari giorni c’è stato uno scambio continuo di dati e informazioni, terminatosi alle ore 23:50, quando sono stati rintracciati due uomini per le strade di Belgrado, uno con documenti romeni, mentre l’altro si è presentato come cittadino sloveno. In seguito a questo fermo di controllo, sono stati condotti presso la caserma di Belgrado e immediatamente la polizia ha avviato la procedura d’identificazione dei due. Dalle verifiche è emerso che il documento fosse falso, perché scaduto sebbene quello presentato fosse valido. Se la Polizia Romena ha ringraziato non significa che sia stato reso pubblico il percorso dell’imputato ma che la polizia ha verifica le informazioni ottenute durante l’azione di localizzazione”, ha dichiarato Carmen Dan per Digi 24.

La Polizia di Frontiera svolgerà verifiche per stabilire la modalità tramite cui Ghita ha lasciato la Romania

La Polizia di Frontiera svolgerà delle verifiche per stabilire in che modo l’ex deputato Sebastian Ghita abbia lasciato il territorio della Romania, ha dichiarato martedì per Agerpres il portavoce dell’Ispettorato Generale della Polizia di Frontiera (IGPF), Alexandra Popescu.

“La Polizia di Frontiera Romena svolgerà verifiche specifiche per stabilire la modalità con cui Sebastian Ghita ha lasciato il territorio della Romania, in base ai risultati dell’indagine svolta dalle autorità abilitate e dei dati d’interesse che emergeranno dai procedimenti d’indagine penale. Una volta portate a termine le verifiche si prenderanno le misure previste dalla legge”, ha precisato l’ufficiale IGPF.

Il Ministero degli Interni e la Polizia di Frontiera della Serbia, tra i clienti del gruppo Teamnet, fondato da Sebastian Ghita

Il Ministero degli Interni della Serbia, la Polizia di Frontiera serba e la Commissione per i Valori Immobiliari della Serbia appaiono nel portfolio dei clienti del gruppo Teamnet, compagnia con sedi in Romania, Serbia, Belgio, Repubblica Moldavia, Francia, Turchia e Croazia, secondo il site Teamnet.ro.

Negli ultimi sette anni, il gruppo Teamnet ha esteso la propria attività nel centro e nell’est dell’Europa, in Medio Oriente e in Nord Africa, e ad oggi dispone di sedi nelle città di Bucarest, Iasi, Galati, Bistrita-Nasaud, Belgrado, Bruxelles, Chisinau, Losanna, Istanbul e Zagabria, si legge sul site della compagnia.

Del portfolio clienti del gruppo Teamnet fanno parte anche tre istituzioni statali serbe: il Ministero degli Interni, la Direzione della Polizia di Frontiera appartenente al Ministero serbo degli Interni e la Commissione per i Valori Immobiliari della Repubblica della Serbia, secondo Teamnet.ro.

In base alla fonte citata, il direttore esecutivo del gruppo Teamnet sarebbe Bogdan Padiu, e la società sarebbe stata fondata da Sebastian Ghita e da egli rappresentata fino al 2012.

Nel mese di febbraio, Bogdan Padiu ha ricevuto un mandato dalla Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) di Ploiesti per essere ascoltato nell’ambito dell’indagine in cui Sebastian Ghita è indagato per traffico d’influenza, riciclaggio di denaro in forma continuata e la costituzione di un gruppo di criminalità organizzata. In seguito, Bogdan Padiu è stato trattenuto e posto sotto indagine penale.

Tutuianu: È necessario portare avanti la nostra indagine e ascoltare Ghita quando arriverà in Romania

Il Presidente della Commissione per il controllo dei Servizio Romeno d’Informazione (SRI), Adrian Tutuianu, martedì ha dichiarato che Sebastian Ghita dovrebbe essere ascoltato dalla commissione, quando sarà riportato in Romania.

“Credo si sia agito con intelligenza. Dopo un mese e qualcosa continuate a chiedermi se abbiamo chiuso il caso (in merito all’attività di alcuni quadri dell’SRI – N.d.R.) e io ho risposto di no e che riteniamo sia utile ascoltare il signor Ghita all’interno della Commissione SRI perché da lì è anche partita l’indagine. Di conseguenza, quando tutte le procedure di estradizioni saranno concluse e avremo il signor Ghita in Romania, sarà necessario portare avanti la nostra indagine, ascoltarlo, vedere quali elementi supplementari ci proporrà, e poi decidere se ascoltare anche altre persone”, ha affermato Tutuianu, presso il Palazzo del Parlamento.

Lo stesso ha aggiunto che l’inchiesta della Commissione per il controllo dell’SRI rimarrà aperta fino a quando Sebastian Ghita non sarà ascoltato.

In merito alla decisione di estradizione di Ghita, Tutuianu ha precisato non dipenda solo dallo stato romeno.

“Si tratta di un’infrazione compiuto sul territorio di uno stato terzo, la Serbia, e bisogna vedere cosa decideranno le autorità dello stato serbo in merito a quell’infrazione e quali saranno i passi legali da percorrere per ottenere l’estradizione. Noi ci affrettiamo a offrire diverse soluzioni ma tutto dipende dalla decisione dello stato.

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