Il primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, in visita ufficiale a Bucarest:

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Il miglior garante della lotta anticorruzione è il popolo romeno

Il primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, giovedì a Palazzo Victoria, dopo le discussioni avute con il premier Sorin Grindeanu e con il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha dichiarato che il miglior garante dello stato di diritto è il popolo romeno, che porterà avanti la lotta contro la corruzione anche dopo che il processo MCV si sarà concluso in Romania. L’ufficiale di Bruxelles non ha proposto una data di conclusione del monitoraggio, ed ha precisato che la direzione seguita dal governo è di piena soddisfazione delle raccomandazioni.

“La nostra lotta per lo stato di diritto e per i diritti dell’uomo non è una lotta che conduciamo per noi. Crediamo che ciascun cittadino europeo, a prescindere da dove viva, meriti uno stato di diritto”, ha dichiarato Timmermans, precisando che l’applicazione del Meccanismo di Cooperazione e Verifica negli ultimi 10 anni in Romania ha dato i suoi frutti.

Egli ha parlato anche dei cambiamenti giuridici avvenuti all’inizio dell’anno, che “hanno preoccupato” gli ufficiali di Bruxelles.

“Ci siamo preoccupati dopo qualche mese, quando abbiamo avuto l’impressione che l’intero processo si sarebbe fermato o avrebbe cambiato direzione. Abbiamo avuto incontri costruttivi con il premier Grindeanu. Sono convinto che il miglior garante della lotta anticorruzione sia il popolo romeno. C’è un forte sentimento nella società romena che questa sia una lotta corrette. La gente desidera che questa lotta continui. Sono convinto che, quando queste raccomandazioni prenderanno forma, e dopo la conclusione dell’MCV, la lotta alla corruzione sarà portata avanti nei fatti dal popolo romeno. Questa è la miglior garanzia che il processo andrà avanti anche dopo la conclusione dell’MCV (…). I romeni lo fanno non perché lo dice Bruxelles ma perché il popolo desidera che questo avvenga, per esso stesso”, ha poi dichiarato Timmermans, aggiungendo che alcune delle cose realizzate non sembravano possibili dieci anni fa.

“Adesso percorriamo gli ultimi cento metri di questa maratona”, ha puntualizzato l’ufficiale di Bruxelles.

Egli ha voluto sottolineare il fatto che sono i romeni a volere che la lotta alla corruzione continui. Allo stesso tempo, egli ha affermato si avere “piena fiducia” nel piano del Governo della Romania e nei progetti del Ministro della Giustizia.

In merito alla conclusione del monitoraggio europeo sulla giustizia, Timmermans ha affermato che non intende dare un termine, ed ha precisato che la direzione seguita dal Governo si muove verso la realizzazione delle raccomandazioni.

“Non dò mai un termine. Il programma di Governo è chiarissimo e tutto dipende dalle consultazioni pubbliche, dall’interrogazione di tutti gli implicati e dal voto del Parlamento. La direzione intrapresa dal Governo si dirige verso la realizzazione delle raccomandazioni. Il Parlamento è sovrano, ma chiederei al Parlamento di sostenere il Governo nelle sue procedure e di non scegliere un’altra strada”, ha mostrato il primo vicepresidente Timmermans.

Egli ha sottolineato che “queste sono le ultime raccomandazioni”. “Non le cambieremo, non ne aggiungeremo altre”, ha puntualizzato l’ufficiale.

“Spero che questo Governo avrà il saldo sostegno del Parlamento, per realizzare tale scopo, e il sostegno della società romena, perché una volta che lo scopo sarà raggiunto si raggiungerà un punto di non ritorno”, ha concluso Timmermans.

Grindeanu: Il mio obiettivo è concludere il MCV prima che la Romania prenda la presidenza UE

Il Primo Ministro, Sorin Grindeanu, ha dichiarato giovedì che desidera la conclusione del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) prima che la Romania prenda la presidenza UE.

“Abbiamo toccato problemi importanti, di attualità, presenti nell’agenda UE. Il mio obiettivo è portare a termine l’MCV prima che la Romania prenda la presidenza UE. È una questione di prestigio, cui tengo molto. Desidero alla fine del 2017 avere un rapporto finale positivo, che ponga un punto a questo meccanismo. Non faremo alcun passo indietro che garantisca un atto di giustizia corretto. L’economia della Romania non può crescere senza la fiducia degli investitori che i loro soldi siano protetti da un sistema giuridico efficiente. È nell’interesse dei cittadini ma anche del settore privato avere un sistema giuridico efficiente e accessibile”, ha dichiarato il Premier, Sorin Grindeanu, durante la conferenza stampa comune con il primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, che a avuto luogo giovedì presso Palazzo Victoriei.

Grindeanu ha dichiarato che questi obiettivi non sono uno scopo di per sé, per liberarsi dell’MCV, ma sono a favore dell’intera società.

“Abbiamo avuto discussioni che continueranno tra i rappresentanti del governo e il CE. Non abbiamo alcun dubbio che il Parlamento ci verrà incontro per realizzare tali obiettivi”, ha aggiunto il capo del governo.

“A prescindere da chi le chiede, le modifiche del Codice Penale saranno inviate solo dopo il dibattito pubblico”

Le modifiche al Codice Penale e di Procedura Penale, al centro del dibattito pubblico, saranno inviate in Parlamento solo dopo che questo processo di sarà concluso, “a prescindere da chi le richiede”, ha dichiarato giovedì il premier Sorin Grindeanu.

“In questo momento, sul site del Ministero della Giustizia appare questo progetto di legge, quello che mette d’accordo con le decisioni della Corte Costituzionale il Codice Penale e di Procedura Penale (…). Invieremo in Parlamento – a prescindere da chi lo chieda – questo progetto nel momento in cui il dibattito pubblico sarà terminato. Nel momento in cui si sarà concluso questo dibattito pubblico, in conformità con la legge, solo in quel momento – con eventuali aggiunte, discussioni su diversi articoli, che seguiranno al dibattito pubblico, i miglioramenti di questa prima bozza, primo progetto – lo accoglieremo al governo come progetto di legge e lo invieremo in Parlamento. Ma solo quando il processo di dibattito pubblico sarà finito”, ha dichiarato il Premier Grindeanu.

Il leader del PSD, Liviu Dragnea, giovedì ha rimproverato al Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, il grande ritardo “senza permesso” del pacchetto di leggi sulla Giustizia, ed ha mostrato come questi non potrà beneficiare di un sostegno infinito, soprattutto per l’assenza di coerenza nelle sue azioni e nel rispettare determinati termini.

Questi ha commentato con ironia anche l’annuncio del Ministro della Giustizia sul dibattito pubblico sulla Legge di modifica dei Codici penali.

“Chiederò un’udienza al Ministro della Giustizia, quando avrò l’approvazione del primo ministro, per spiegargli che ad ogni modo il Parlamento non è l’appendice del Governo. Avrò l’ardire di farlo. Ritarda senza permesso. La discussione è durata anche troppo su un argomento che non inizia mai e credo bisognerebbe occuparsi seriamente di quanto sia stato annunciato pubblicamente e realizzarlo, in un modo o nell’altro”, ha affermato Dragnea.

Dragnea: Ho detto a Timmermans che, se le richieste legate all’MCV non saranno chiare, lo considereremo uno strumento politico

Il Presidente della Camera dei Deputati, Liviu Dragnea, giovedì dopo l’incontro con il primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, ha affermato di avergli detto che le richieste CE legate al Meccanismo di Cooperazione e Verifica dovranno essere chiare, in caso contrario l’MCV potrà essere considerato “uno strumento politico”.

“Se le richieste della Commissione Europea, che la Romania dovrà realizzare, saranno di massima chiarezza, allora vorrà dire che potremo discutere realisticamente di assistere in questa vita alla conclusione dell’MCV. Se le cose non saranno chiare, potremo considerarlo uno strumento politico che non ha molto a che fare con quello che accade nella giustizia”, ha dichiarato Liviu Dragnea.

Lo stesso che affermato che le autorità di Bucarest non hanno l’intento di interrompere la lotta alla corruzione. “Anche noi continueremo a rendere più saldo lo stato di diritto e ad amministrare le regole della Romania, non le regole di alcune persone, ma gli ho detto (a Frans Timmermans – N.d.R.) che continueremo a porre in pratica nella legislazione le decisioni della Corte Costituzionale, che sono obbligatorie”, ha dichiarato Dragnea.

Il Presidente della Camera ha fatto un confronto con il problema dell’adesione della Romania allo spazio Schengen, che Dragnea ha caratterizzato come “una storia infinita”.

“Tutto quello che si è stabilito debba fare la Romania dal punto di vista tecnico, d’investimento, legislativo è stato fatto, però ogni volta ci è stato detto che non è sufficiente, che manca ancora qualcosa, senza mai scoprire con chiarezza quale sia la falla sul percorso da realizzare. Questa confusione non aiuta. Se gli ufficiali europei credono che nella situazione internazionale complicata, in Europa e nel mondo, un atteggiamento buono e corretto nei confronti della Romania non sia un bene, allora potrebbe essere un errore ma voglio dirvi che, dal mio punto di vista, è stata una discussione positiva”, ha affermato Dragnea in merito all’incontro con Timmermans.

I due ufficiali hanno discusso del regime delle immunità in Romania. “Abbiamo discusso quale sia stata la mia posizione constatata da alcuni anni in merito all’immunità parlamentare e, se arriveremo una volta o l’altra a modificare la Costituzione, o sarà eliminata l’immunità, o sarà molto più chiara. E gli ho anche detto una cosa su cui non poteva non essere d’accordo: i parlamentari votano in base alla loro coscienza”, ha dichiarato Liviu Dragnea.

Altri temi di discussione hanno riguardato l’implementazione del programma di governo del gabinetto Grindeanu e l’assorbimento di fondi europei. “Gli ho chiesto di sostenerci nell’assorbimento dei fondi europei e nell’accesso della Romania al piano d’investimento Juncker perché si tratta di un piano importante e abbiamo delle proposte che il Governo a già inviato alla Commissione Europea”, ha aggiunto Dragnea.

Tariceanu dice di aver “attratto l’attenzione” di Timmermans sugli errori del rapporto MCV

“Ho richiamato l’attenzione del signor Timmermans, in modo amichevole, su una serie di errori presenti nel rapporto di monitoraggio istituito tramite l’MCV, come sarebbe, ad esempio, la richiesta che il Parlamento motivi le sue decisioni. In nessun paese del mondo, il Parlamento motiva le proprie decisioni”, ha dichiarato giovedì il presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, dopo l’incontro con l’alto ufficiale europeo.

Il Meccanismo di Cooperazione e Verifica potrebbe essere interrotto nel 2018, però bisognerà “vedere” il rapporto che la Commissione Europea scriverà alla fine di quell’anno, ha aggiunto il Presidente del Senato.

“Di questo si è discusso anche a Bruxelles con il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, che si è impegnato ancora una volta, durante la discussione che abbiamo avuto, a compiere tutti gli sforzi necessari affinché nel periodo del suo mandato o della sua presidenza alla Commissione il meccanismo sarà concluso. Più probabilmente, l’orizzonte lo aspettiamo alla fine di quest’anno, il rapporto MCV e in base a questo probabilmente la fine del 2018 sarà l’anno in cui si concluderà il meccanismo”, ha dichiarato il Presidente del Senato, dopo le discussioni col primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans.

Il Presidente del Senato ha aggiunto di aver puntualizzato con il primo vicepresidente della CE alcuni “errori” presenti nel rapporto di monitoraggio istituito tramite il MCV.

“Ho richiamato l’attenzione del signor Timmermans, in modo amichevole, su una serie di errori presenti nel rapporto di monitoraggio istituito tramite l’MCV, come sarebbe, ad esempio, la richiesta che il Parlamento motivi le sue decisioni. In nessun paese del mondo, il Parlamento motiva le proprie decisioni. Non puoi chiedere ai membri del Senato o della Camera di motivare il voto. Solo i tribunali motivano le loro decisioni. Il signor Timmermans mi ha pregato di inviargli le osservazioni su questo rapporto, cosa che intendo fare, di richiamare la sua attenzione lì dove ci sono errori nel rapporto”, ha dichiarato ancora Tariceanu.

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