Toader: Il progetto di modifica dei codici penali è stato elaborato e sarà inviato in Parlamento. Non esiste un limite per l’abuso di servizio

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Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, mercoledì ha annunciato che il progetto di legge per la modifica del Codice penale e del Codice di procedura penale è stato elaborato e sarà inviato in Parlamento, in conformità con quanto deciso dalla Corte Costituzionale (CCR), ed ha ribadito che non imporrà un limite per l’abuso di servizio ma, “se il legislatore riterrà opportuno imporre un limite durante l’iter, avrà libertà di farlo”.

“Ho elaborato il progetto di legge per la modifica del Codice penale e del Codice di procedura penale, per accordarli alle decisioni della Corte Costituzionale. Le modifiche mirano strettamente ad accordare i codici con quanto deciso dalla Corte Costituzionale, niente di più, niente di meno”, ha affermato il Ministro della Giustizia.

Tudorel Toader ha spiegato come il progetto di legge non preveda un limite per l’abuso di servizio ma, “se il legislatore riterrà opportuno imporre un limite durante l’iter, avrà libertà di farlo”.

“Intendo avviare il progetto di legge senza un limite (per l’abuso di servizio – N.d.R.), perché nella disposizione della Corte Costituzionale non si parla di un limite, ma della natura delle norme obbligatorie. Emetterò il progetto di legge con l’approvazione del Governo e lo sottoporrò al dibattito parlamentare. Passerà dalla commissione giuridica, poi dalla plenaria delle due camere. (…) Vi prego di accettare l’idea che conosco bene il contenuto e le motivazioni della decisione della Corte Costituzionale sull’abuso di servizio, perché ero giudice della CCR, e conosco le ragioni della decisione perché ho partecipato alla sua stesura”, ha aggiunto Toader.

Il Ministro ha ripetuto come le modifiche ai codici penali siano state fatte per mettere d’accordo la legislazione, tanto con le decisioni di ammissione, quanto con le decisioni interpretative, tramite cui la Corte Costituzionale elimina il senso incostituzionale del testo di legge.

“Intendiamo portare avanti altri progetti di legge, per porre in accordo l’intera legislazione con le decisioni della Corte Costituzionale, di ammissione e rifiuto”, ha precisato Toader.

Alla domanda in merito alle dichiarazioni dell’ex Ministro della Giustizia, Florin Iordache, che non si aspetta dall’attuale direzione del Ministero della Giustizia un miglioramento della legislazione penale in vigore, dal momento che il Ministro della Giustizia interpreta “da solo” le decisioni della CCR e afferma che nell’abuso di servizio non c’è bisogno di imporre un limite, Tudorel Toader ha risposto: “Il signore riesce a vedere il futuro, io ho la possibilità di vedere il suo passato. (…) Quando il progetto arriverà in Parlamento, potrà intervenire sul testo di legge, perché noi siamo i suoi iniziatori, mentre saranno i signori a decidere”.

Il Ministro della Giustizia ha inoltre dichiarato che, così come ha mostrato anche al Parlamento Europeo, il problema non è stata l’Ordinanza d’Urgenza del Governo (OUG) 13 in sé, ma il fatto che prevedesse un limite di 200.000 lei.

“Io ho detto che non intendo prevedere nessun limite, perché nella decisione ci sono argomenti che sostengono il fatto che il limite faccia la differenza tra penale e civile. Il procuratore, il giudice in prima istanza, in appello calcola i danni. Lo stesso reato può rappresentare un pericolo sociale differente. (…) Il giudice può constatare concretamente e guardare al limite minimo e massimo nell’individualizzazione giudiziaria, in funzione delle particolarità”, ha precisato Toader.

Il Ministro ha ribadito come non si tratti da parte sua di non assumersi la responsabilità di un limite, ma del fatto che gli obiettivi della legge sono di trasporre le decisioni della Corte Costituzionale.

“Ripetendo la risposta, non ho dichiarato che è necessario esista un limite, ma che sarò io a non prevedere nessun limite. Ho dichiarato che, qualora il legislatore intenda porre un limite, potrà farlo, perché noi proponiamo e lui decide. (…) Ho dichiarato che con il progetto di legge rimarremo strettamente nel limite delle decisioni della Corte Costituzionale, non ancora trasposte nella legislazione penale”, ha aggiunto Tudorel Toader.

Alla domanda su quali modifiche siano state apportate ai codici penali tramite questo progetto di legge, Tudorel Toader ha risposto si tratta di quanto constatato dopo aver fatto l’inventario delle decisioni della CCR pronunciate e non trasposte.

Il Ministro della Giustizia ha affermato che tra le modifiche al Codice penale, c’è l’articolo 5 del Codice penale, in riferimento all’applicazione della legge penale più favorevole, l’articolo 159, paragrafo 3, riguardante la riconciliazione delle parti ma anche, quanto alla procedure penale, il chiarimento della situazione per cui una persona che sia stata arrestata, possa essere nuovamente arrestata in modo preventivo.

Sull’audit del Ministero Pubblico: Quando valuti qualcuno, puoi seguire ciò che ha fatto ma non ciò che non ha fatto, le azioni e le omissioni

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, mercoledì ha dichiarato che l’audit esterno cui vuole sia sottoposta la Procura dell’Istanza Suprema, la DNA e la DIICOT, non riguarda le soluzioni date dai procuratori nei dossier, ma l’anzianità delle cause e la loro successione, precisando come ogni valutazione segua quanto fatto, non quello che non sia stato fatto, tanto le azioni, quanto le omissioni.

“Questa valutazione dell’attività di base delle tre procure del Ministero Pubblico non si è più fatta da quasi 10 anni. Qualsiasi unità pubblica o privata, qualsiasi autorità passa, ad un certo punto, attraverso un processo di valutazione di merito e ho ritenuto che le tre procure possano e debbano essere valutate. Puoi seguire lo specifico delle loro attività, quante cause, quale sia l’anzianità delle cause, se abbiano avuto una successione, se ci siano cause cui non si è lavorato, se qualcuno sia stato assolto e quanti esattamente”, ha affermato Tudorel Toader.

Il Ministro della Giustizia ha precisato che intende seguire soprattutto l’inattività dei procuratori nell’istruire una causa.

“Abbiamo sotto gli occhi una radiografia esatta delle attività svolte. Ci saranno elementi di distinzione perché, quando intendi analizzare un’attività, quando valuti qualcuno, puoi valutare solo ciò che ha fatto, non ciò che non ha fatto. Vale a dire, hai azioni e omissioni nel senso di un’assenza di azione legale o degli obblighi legali. (…) Non ho ancora deciso chi realizzerà questo audit”, ha aggiunto Toader.

Alla domanda su quale sarà la base legale dell’audit della Procura dell’Istanza Suprema, della Direzione Nazionale Anticorruzione e della Direzione d’Investigazione dei Reati di Criminalità Organizzata e Terrorismo, il Ministro ha risposto che intende agire in base alla “legislazione della giustizia”.

“C’è un articolo, il 132, della Costituzione che spiega come i procuratori svolgano la propria attività sotto l’autorità del Ministro della Giustizia. È necessario vedere quali sono i parametri, le forme, i limiti di attribuzione di quest’autorità. Certo, nel rispetto dell’indipendenza, dell’autonomia, perché di sicuro non vai a chiedere perché sia stata presa questa decisione o quell’altra decisione”, ha detto ancora Tudorel Toader.

Il Ministro ha spiegato l’esistenza di due procedure diverse, una di confronto del Ministero Pubblico con l’architettura dello stato di diritto e l’altra di merito, che punta all’attività dell’unità della Procura, non anche alle soluzioni dei giudici nei vari casi, perché “non si può entrare per indipendenza nel merito dei procuratori”.

Il Ministro della Giustizia entro giugno proporrà una nuova legge di responsabilità per i magistrati: Non intendiamo essere troppo esigenti ma nemmeno i più permissivi dell’UE

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, mercoledì ha annunciato che entro il mese di giugno proporrà una nuova legge di responsabilità dei magistrati, che sarà elaborata prendendo in considerazione anche gli studi comparativi degli altri paesi europei, affinché i promotori di quest’atto normativo non siano i più esigenti ma nemmeno i più permissivi in materia.

Tudore Toader ha affermato che analizzerà le formule di responsabilità dei magistrati degli altri paesi dell’Unione Europea e che entro giugno proporrà al Parlamento un progetto di legge.

“Si tratterà di un pacchetto più grande, ci sono molte modifiche proposte dal Consiglio Superiore della Magistratura e dalla Procura dell’Alta Corte. Ho avviato una documentazione, rigorosa ed esatta, in merito al modo in cui nei paesi membri dell’Unione Europea sia regolamentata la responsabilità dei magistrati. Dieci giorni fa, la Commissione di Venezia ha espresso parere favorevole alla richiesta formulata dal Presidente della Corte Costituzionale della Moldova. A partire dalle nostre norme attuali, guarderemo ai pareri dei colleghi delle altre istituzioni, agli studi comparativi degli stati dell’UE, per non essere i più esigenti ma nemmeno i più permissivi, ci rapporteremo agli standard della Commissione di Venezia e vedrete che il progetto di legge sarà pronto entro giugno”, ha precisato il Ministro della Giustizia.

Tudore Toader ha aggiunto che il Ministero della Giustizia elaborerà anche altri progetti di legge per rispondere a tutte le direttive europee.

Il Ministro ha fornito l’esempio di un memorandum elaborato per mettere d’accordo alcune direttive del 2012, riguardanti la definizione di alcune norme minime di diritto, il sostegno e la protezione delle vittime della criminalità, nel caso in cui sia scaduto da molto tempo in termine di trasposizione.

“Abbiamo l’obbligo di trasporre, è necessario trovare la via legale, qualora le vittime di crimini vogliano avere il supporto del Ministero della Giustizia, del Ministero degli Affari Interni o del Ministero del Lavoro. Discuteremo al livello del Governo, troveremo qualcuno competente nella protezione delle vittime e, in base a questo, faremo un progetto di legge”, ha precisato il Ministro.

Tudorel Toader ha aggiunto che il Ministero della Giustizia lavora a un pacchetto di leggi sulla giustizia.

“Abbiamo la struttura, abbiamo il punto di vista delle autorità implicate nella procedura di elaborazione dei progetti di giustizia, aspettiamo anche la procedura del CSM, e non appena l’avremo, avvieremo il progetto di legge”, ha aggiunto il Ministro della Giustizia.

Tudorel Toader ha presentato anche altri progetto del Ministero della Giustizia, come sarebbe l’occupazione dei suoi 45 posti vacanti, ed ha sottolineato che “al più presto” saranno avviate le procedure legali per occupare tutti i posti.

“Abbiamo bisogno dei servizi di cui il Ministero della Giustizia ha dispone, i posti sono statali ma sono vuoti e cerchiamo di coprire i compiti di quei posti con il personale esistente, ma questo dev’essere cambiato”, ha dichiarato Toader.

In merito al problema del sovraffollamento delle carceri, Toader ha affermato che potranno essere proposte soluzioni a breve, medio e lungo termine.

Il Ministro ha evidenziato come diverse soluzioni siano state proposte, tra cui la grazie, la modernizzazione degli odierni penitenziari, la costruzione di nuove unità di detenzione, lo svolgimento dei giorni di detenzione nei week end, il monitoraggio dei detenuti con il bracciale elettronico, la modifica dei criteri di libertà condizionata.

“Non ho trovato una formula magica per risolvere il problema ma credo che, combinando quanto detto, sia possibile risolvere il problema dei penitenziari”, ha affermato Toader.

Il Ministro ha parlato anche dell’organizzazione, in autunno, di una conferenza internazionale tramite cui si discuta il ruolo del Ministero della Giustizia nell’architettura dello stato di diritto, cui saranno invitati i Ministri della Giustizia di tutti gli stati membri dell’Unione Europea.

Anche l’ex Ministro della Giustizia, Florin Iordache, intendeva elaborare un progetto di legge sulla responsabilità dei magistrati, invocando in suo sostegno la legge europea di responsabilità dei magistrati.

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha presentato allora un punto di vista in merito alla legge sulla responsabilità dei magistrati, e ha mostrato come questa non fosse opportuna nel momento in cui i poteri legislativo ed esecutivo non hanno una legge di responsabilità dei loro dignitari.

“L’indipendenza della giustizia rappresenta una componente essenziale dello stato di diritto, in cui i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, devono essere in permanente equilibrio. Il Consiglio sottolinea come l’attuale legislazione regolamenti la responsabilità dei magistrati da tre punti di vista: disciplinare, penale e civile. Non è necessario adottare altre disposizioni legali in merito a quest’aspetto. Un’altra norma che non trova corrispondenza in forme simili di responsabilità per i membri degli altri due poteri dello stato, quello legislativo e quello esecutivo, rappresenta di per sé uno sconvolgimento dell’equilibrio tra questi, con gravi conseguenze per il buon funzionamento della società”, affermava il presidente del CSM, Mariana Ghena.

A parere del CSM, qualsiasi iniziativa legislativa, che abbia come oggetto l’affermazione della responsabilità materiale dei magistrati in base ad altre coordinate rispetto a quelle già esistenti, oggi sarebbe inopportuna.

Il Presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, Cristina Tarcea, sosteneva di essere d’accordo con il miglioramento della legge sulla responsabilità dei magistrati solo a patto che si  proponesse anche una legge di responsabilità dei parlamentari e di responsabilità del Governo.

Il Procuratore Generale della Romania, Augustin Lazar, rileva come in questo momento la responsabilità dei magistrati sia regolamentata, tanto dalla Costituzione, quanto anche da altre leggi e che la sua modifica non sia urgente.

Il Procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, Codruta Kovesi, sosteneva non fosse necessaria una legge sulla responsabilità dei magistrati, perché esistono leggi in questo senso, che vengono applicate e adducono garanzie sufficienti affinché un magistrato che non svolga il proprio dovere possa essere sanzionato in senso disciplinare, penale o addirittura tramite la diretta responsabilità, con il patrimonio personale.

“Le disposizioni legali ora sono in concordanza con la legislazione europea, a mio parere non bisognerebbe modificarle, costituiscono garanzie sufficienti del fatto che, quanto un magistrato non fa il proprio dovere in buona fede, può essere sanzionato disciplinarmente, penalmente o anche tramite responsabilità diretta, con il patrimonio personale. Perciò, a mio parere, questa legge non ha bisogno di modifiche. Qualora apparisse un progetto di legge, sarà necessario capire in che senso saranno apportate le modifiche”, ha specificato Kovaci.

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