Il Presidente della Commissione di Venezia, Gianni Buquicchio: Le maggioranze al potere dopo le elezioni hanno la tendenza a imporre determinate opzioni alla società

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Il Presidente della Commissione di Venezia, Gianni Buquicchio, giovedì a Bucarest, ha dichiarato che le maggioranze installatesi al potere dopo le elezioni democratiche sono di certo legittime, ma hanno la tendenza a imporre determinate opzioni sociali, diverse dalle richieste sulla trasparenza e l’inclusione.

Durante una conferenza internazionale organizzata a Palazzo Cotroceni, Buquicchio ha fatto appello ai politici affinché si chiedano da dove proviene la delusione dell’elettorato nei confronti dei partiti politici.

A suo avviso, il confronto politico permanente è assai spesso sterile e assomiglia piuttosto a una lotta che a un dialogo.

“Le maggioranze installatesi al potere dopo le elezioni democratiche sono sicure della propria legittimità, ma hanno la tendenza a imporre determinate opzioni sociali, a prescindere dalle richieste di trasparenza e inclusione, cose cioè che riguardano la discussione democratica. Non sono affatto interessati alle richieste dell’Opposizione, della società civile o dei partner stranieri”, ha affermato il Presidente della Commissione di Venezia.

D’altra parte, lo stesso ha ricordato come, sebbene la maggioranza abbia una forte legittimità e disponga delle risorse necessarie per realizzare il proprio progetto politico, la democrazia non possa limitarsi alla supremazia di questa.

“La supremazia della maggioranza è limitata dalla Costituzione e da alcune leggi, il cui scopo è proteggere gli interessi di coloro che temporaneamente sono nella situazione di essere minoranza. (…) La maggioranza conduce il paese durante il proprio mandato, ma non deve sottomettere la minoranza e ha l’obbligo di rispettare chi ha perso le ultime elezioni. (…) D’altra parte, l’Opposizione ha il dovere di lavorare in modo costruttivo”, ha spiegato Gianni Buquicchio.

Ancora, egli ha sottolineato come la maggioranza non si identifichi al 100% con lo stato e non debba trasformare la visione che mira all’interesse generale, nella “sola verità che valga”.

In merito al ruolo dell’Opposizione, Buquicchio ha mostrato come essa sia un “vettore del cambiamento politico” e la richiesta per un pluralismo democratico.

Il Presidente della Commissione di Venezia, in questo contesto, ha puntualizzato come l’Opposizione debba essere forte, attiva e debba migliorare il sistema democratico.

Le dichiarazioni sono state fatte in occasione della conferenza internazionale dal tema “L’interazione tra la maggioranza politica e l’opposizione in una democrazia”, organizzata sotto il patronato dell’Amministrazione Presidenziale e del Consiglio Europeo.

Il Consiglio Europeo: Il problema dell’interazione tra opposizione e maggioranza è di attualità in Romania ma si fanno progressi

Il segretario generale aggiunto del Consiglio Europeo, Gabriella Battaini-Dragoni, giovedì a Bucarest, ha dichiarato che il problema dell’interazione tra la maggioranza e l’opposizione costituisce un argomento di attualità Romania, tenendo presente la situazione politica nel paese, sebbene sia possibile osservare progressi, dal momento che un dialogo tra le forze politiche esiste.

“Cerchiamo di essere chiari dall’inizio: la politica è politica. Nessuno dovrebbe aspettarsi che gli avversari politici diventino buoni amici. Sono all’interno di una competizione, a volte incredibilmente forte, tra individui che possono avere una visione radicalmente diversa del modo in cui si dovrebbe governare la loro società. E dovremmo apprezzare questa dinamica, che rende attenti i nostri politici, sebbene sia una competizione e non una guerra”, ha affermato Battaini-Dragoni nel suo discorso a Palazzo Cotroceni.

La stessa ha dichiarato come tutti i politici con funzioni speciali, ma anche chiunque aspiri a un simile status, abbiano una responsabilità nei confronti della società e dovrebbero cercare un modo per comprendersi, sebbene l’ufficiale europeo abbia poi sottolineato il fatto che, là dove i politici non riescono a raggiungere un’intesa, ci sarebbe bisogno di istituzioni forti, e anche di un rispetto assoluto per la supremazia del diritto e per gli standard democratici.

“Dove la politica fallisce, questi sistemi offrono una solida base di progresso. Se non funzionano, se le maggioranze politiche abusano della loro autorità per marginalizzare l’opposizione e promuovere un’agenda che mortifica una parte importante della popolazione, allora dovranno pagare, in seguito, un prezzo perché si ritroverebbero a governare società divise”, ha aggiunto la stessa.

Battaini-Dragoni ha poi offerto un consiglio alle forze d’opposizione, affermando che queste debbano “resistere alla tentazione di fare ostruzionismo tutto il tempo e in modo automatico nei confronti di quelli al potere, e piuttosto cercare una soluzione e comportarsi in modo costruttivo”, criticando però il comportamento della maggioranza quando assume l’atteggiamento del tipo “chi vince prende tutto”.

L’ufficiale europeo ha rilevato come questo tipo di problemi sia “pertinente” anche per la situazione della Romania.

“Il modo in cui la maggioranza e l’opposizione interagiscono tra loro non è un argomento sterile o accademico. Ha a che fare direttamente con la salute delle nostre democrazie, con la loro credibilità e stabilità. È un problema pertinente in questa sede, in Romania, tenendo presente la situazione politica presente, che vediamo indirizzata tramite il dialogo politico, processo che sosteniamo con forza”, ha concluso lei.

Iohannis: Non è accettabile la “dittatura della maggioranza” ma nemmeno la “dittatura dell’opposizione”. La maggioranza dev’essere cosciente che diventerà anch’essa opposizione

Il Presidente Klaus Iohannis giovedì, all’inaugurazione della Conferenza Internazionale sulle relazioni tra maggioranza e opposizione, organizzata dal Consiglio Europeo, ha dichiarato che la “dittatura” della maggioranza o dell’opposizione non è accettabile, poiché al contrario c’è bisogno di una collaborazione leale, ed ha richiamato l’attenzione sul fatto che la maggioranza debba essere cosciente che anch’essa diventerà opposizione, un giorno.

Il Presidente ha ricordato le dichiarazioni fatte di fronte all’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo lo scorso gennaio, affermando che le maggioranze non dovrebbero abusare dei loro diritti legittimi, solo perché sono una maggioranza e hanno vinto le elezioni con una percentuale consistente.

“Oltre ad assumere il potere, bisogna assumersi anche le speciali responsabilità che da esso derivano. Non posso non pensare, a proposito di responsabilità, anche alla tendenza, sempre più chiara nei processi elettorali dello spazio europeo, all’assenteismo elettorale. In un contesto del genere, la maggioranza politica, sebbene sia costruita su ampie percentuali, costringe ancor di più all’assunzione e all’esercizio della responsabilità a governare”, ha dichiarato Iohannis.

Lo stesso ha sottolineato come, in una democrazia liberale solida, basata su elezioni libere e corrette, “non è accettabile la cosiddetta «dittatura della maggioranza» e nemmeno una «dittatura della minoranza»” che, in base alla concezione del «chi vince prende tutto», colpisca il pluralismo, l’equilibrio sociale e il funzionamento della democrazia in una società basata sulla stato di diritto.

“I cittadini sono la legittima, inesauribile, fonte di democrazia. Nessun politico eletto dalla gente, perché faccia interessi della gente, può ignorare la voce dei cittadini. Quanto più maggioranza e opposizione rifiuteranno di ascoltare cosa i cittadini desiderano, anche quando scendono in strada, tanto più la rottura tra la società e la classe politica diventerà profonda. E le conseguenze sarebbero drammatiche per tutti, con effetti a lungo termine”, ha affermato il capo dello Stato.

Quest’ultimo ha chiesto anche che la maggioranza eserciti il potere con una “autoimposta moderazione” e con “tolleranza” nei  confronti degli sforzi dell’opposizione. “La maggioranza deve essere cosciente che essa stessa, a sua volta, diventerà un giorno opposizione”, ha sottolineato.

Klaus Iohannis ha ripreso l’appello lanciato a gennaio, a Strasburgo, quando dichiarava che la maggioranza non dovrebbe considerare “la normale critica” dell’opposizione come un elemento distruttivo e non dovrebbe interpretarla come non accettazione dei risultati di uno scrutinio democratico.

“Una società democratica solida richiede il rispetto del principio di cooperazione leale e costruttiva tra le istituzioni democratiche dello stato, che devono rispettarsi a vicenda. È un principio valoroso – non solo nel caso di situazioni di coabitazione politica, affatto in contraddizione con il principio, ugualmente importante, della separazione dei poteri”, ha aggiunto egli.

La Conferenza di Palazzo Cotroceni, organizzata insieme al Consiglio Europeo, rappresenterà un passo verso la stesura di un nuovo rapporto del forum sul tema del rapporto tra maggioranza e opposizione, e Klaus Iohannis ha notato come il contributo della Romania sarà “simbolico”, soprattutto in seguito alle proteste dell’ultimo periodo.

“Sarà, in ugual misura, il contributo simbolico di una Romania la cui società ha mostrato recentemente di essere matura ed europeista, di essere pronta a difendere in modo efficiente i valori dello stato di diritto e di avere «anticorpi» resistenti contro qualsiasi cosa possa colpire la sua democrazia”, ha puntualizzato lo stesso.

La Conferenza internazionale dal tema “L’interazione tra la maggioranza politica e l’opposizione in una democrazia”, organizzata insieme alla Commissione Europea per la Democrazia attraverso Diritto (Commissione di Venezia), si è svolta presso Palazzo Cotroceni tra il 6 e il 7 di aprile, sotto il patronato del Presidente della Romania e del Segretario Generale del Consiglio Europeo. L’inaugurazione della conferenza ha avuto luogo giovedì, con i discorsi sostenuti dal Presidente Klaus Iohannis, dal Segretario Generale aggiunto del Consiglio Europeo, Gabriella Battaini-Dragoni, dal presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo, Pedro Agramunt e dal Presidente della Commissione di Venezia, Gianni Buquicchio, cui hanno fatto seguito incontri separati di Iohannis con gli ufficiali stranieri.

Accanto agli ospiti stranieri, alla conferenza hanno preso parte i rappresentanti dei partiti politici parlamentari al governo e all’opposizione, i rappresentati della società civile, il corpo diplomatico estero accreditato a Bucarest, rappresentati della Corte Costituzionale e l’Avvocato del Popolo.

La conferenza è stata fissata in occasione della visita di Klaus Iohannis a Strasburgo, presso il Consiglio Europeo.

La proposta ad organizzarla è stata fatta dalla Commissione di Venezia.

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