Il Ministro della Giustizia annuncia un audit esterno per la Procura dell’istanza suprema, DNA e DIICOT

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Lunedì sera, il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader ha annunciato su Antena 3 che intende disporre un audit esterno per la Procura dell’istanza suprema, la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) e la Direzione d’Investigazione dei Reati di Criminalità Organizzata e Terrorismo (DIICOT), per un’analisi dell’attività dei procuratori.

“Quando ho fatto quella valutazione che il 132 (l’articolo 132 della Costituzione N.d.R.) mi permetteva, e ho ritenuto necessario farla perché anch’io sentivo con chiarezza si trattasse di una derapata, avevo la decisione in mano, da me sostenuta presso la Corte Costituzionale, ma non ho dimentica e non dimentico che la Legge speciale, in base alla legge speciale, la legge 303, si permette la valutazione dei procuratori e intendo disporre un audit esterno, che verifichi non solo DNA e Ministero Pubblico, ma anche la DIICOT, perché i procuratori della Romania, 2.650 procuratori, attuino, svolgano e realizzino le proprie competenze nelle strutture di base del Ministero Pubblico, procure del tribunale, corti, e il resto della DIICOT e della DNA. E allora, sarebbe ingiusto, se arrivi fino in fondo, soffermarti su alcuni e saltarne altri”, ha affermato Tudorel Toader per Antena 3.

Lo stesso ha aggiunto che intende avviare l’audit in un periodo che non ha ancora stabilito.

“Dopo una procedura legale, disporrò in qualità di ministro un audit esterno per le tre strutture del Ministero Pubblico, DNA, DIICOT e Procura dell’Alta Corte”, ha precisato Toader.

l Ministro della Giustizia, ha aggiunto che l’audit stabilirà, tra le altre cose, il numero di casi che ciascun procuratore gestisce, i termini di risoluzione, il numero di casi reclamati dalla CEDO, il numero di cittadini che si trovi ingiustamente in carcere.

“Hai il numero del dossier, problemi alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDO), e noi parliamo sempre di un termine ragionevole per la risoluzione di un caso. Bisogna osservarlo dalla segnalazione fino alla risoluzione, vedere le requisitorie, per evitare che un caso salti la fila mentre gli altri aspettano una dolce prescrizione. È possibile vedere il numero degli imputati, il numero degli arrestati, puoi vedere il numero dei nostri cittadini incarcerati ingiustamente”, ha aggiunto Tudorel Toader.

“Il Nostro sistema giudiziario fa acqua da tutte le parti”

Tudorel Toader ha inoltre dichiarato, nella stessa apparizione televisiva, come il sistema giudiziario faccia acqua da tutte le parti, poiché esistono problemi a livello legislativo, a livello istituzionale e a livello di interpretazione e applicazione della legge.

“In base alla mia esperienza di giudice e di ministro da un mese e una settimana, purtroppo, e vorrei che qualcuno mi contraddicesse, ho argomenti e posso elencarli ora, rapidamente – e potrei parlarne fino a domani – in merito al fatto che il nostro sistema giudiziario, per esprimermi in modo assai plastico, fa acqua da tutte le parti. La causa non è una sola. Abbiamo problemi di natura legislativa, abbiamo problemi di natura istituzionale, abbiamo problemi nell’interpretazione e applicazione della legge”, ha affermato Tudorel Toader.

Il Ministro della Giustizia ha spiegato come la legislazione sia eccessivamente densa e soffra, molte volte, di modifiche incoerenti tra loro.

“La nostra legislazione è troppo densa, troppo ricca – è un’inflazione legislativa, questo è –, ha perso la coerenza che si presuppone abbia avuto, sebbene io abbia seri dubbi. Perché questo? Perché hai una legge, per l’Istruzione, per la Giustizia, quella legge ha avuto una determinata filosofia al momento della sua adozione, un determinato motivo, una prospettiva, uno studio d’impatto. Durante il percorso della sua applicazione, di cinque, dieci o quindici giorni, sono apparse diverse modifiche che non si legano tra loro, incoerenti, quasi non sappiamo più da dove siamo partiti, la legge di oggi non assomiglia più alla filosofia del legislatore, quando l’ha adottata”, ha aggiunto Tudorel Toader.

Quest’ultimo ha anche parlato dell’esistenza a volte di una mole eccessiva di lavoro per i magistrati.

“Abbiamo, a volte, un carico eccessivo di casi per magistrati, giudici, procuratori di alcune procure e non c’è quell’equilibrio, quella proporzione tra il volume di lavoro necessario, atto a risolvere le cause, e il numero di dossier. Noi in Romania abbiamo circa 34, spero di non sbagliarmi, tribunali e procure con un solo giudice e un singolo procuratore”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia.

Toader ha poi evidenziato come la pratica giudiziaria non sia unitaria in Romania.

“Abbiamo una pratica giudiziaria irregolare perché la legge, così com’è, molte volte non risponde a quelle richieste di cui parla sia la nostra Costituzione, che il contesto europeo, la giurisprudenza CEDO, di essere previsibile, prevedibile, chiara”, ha aggiunto Tudorel Toader.

“Non ci sarà nessun limite per la condanna d’abuso di servizio. Sarà il giudice a decidere”

Il Ministro della Giustizia ha inoltre annunciato che proporrà al dibattito pubblico il progetto di legge tramite cui sarà definita l’infrazione di abuso di servizio in rapporto alla decisione dell’anno scorso della Corte Costituzionale, precisando che non imporrà un limite di valore, ma sarà il giudice a deliberare la pena per l’abuso di servizio dell’imputato.

“Abbiamo nello stesso progetto di legge anche la proposta di modifica dell’abuso di servizio, l’attuale 297 del Codice Penale, e non stabilirò nessun limite. Nessun limite massimo e neppure uno minimo. Ero giudice alla Corte Costituzionale, sono membro della Commissione di Venezia, ma il legislatore nazionale deve rispettare la legge fondamentale. La legge fondamentale dice che cosa costituisce abuso di fatto ufficiale e lì non ci sono riferimenti a limiti. Lascio al giudice la libertà di valutare se un fatto di abuso, con una determinata conseguenza dannosa, sia infrazione o no. Perciò, il giudice ha la libertà di valutare, tiene conto della personalità, della persona imputata, della gravità dei fatti, della circostanza che sia o meno recidiva, della modalità dei fatti. Il giudice potrà sospendere l’esecuzione della pena, potrà posticipare l’applicazione della pena, in base al protocolla potrà rinunciare all’indagine penale”, ha dichiarato lunedì per Antena 3 Tudorel Toader.

Il Ministro della Giustizia ha inoltre annunciato che invierà al Governo il progetto di legge per la modifica del Codice penale e del Codice di procedura penale, in accordo con la decisione della Corte Costituzionale, e poi la proporrà al dibattito pubblico.

“Quando si tratta di una modifica legislativa in accordo con le decisioni della Corte non hai nessun margine. Bisogna rispettare, ad litteram, seguendo i punti e le virgole, la decisione della Corte”, ha concluso Toader.

Horodniceanu, in merito all’audit di Toader: la DIICOT non è stata l’obiettivo dell’MCV, ma le faremo felicemente tutte

Il Procuratore capo della Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT), Daniel Horodniceanu, martedì ha dichiarato di non aver discusso con il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, la proposta in merito all’audit esterno del Ministero Pubblico, commentando come la DIICOT non sia stata oggetto del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) o di nessun’altra verifica finora, ma che l’istituzione accetterà la decisione del Governo.

“Per prima cosa, bisognerebbe capirne i termini, bisognerebbe chiedere al signor Ministro della Giustizia in cosa consisterà e cosa non abbiamo, sapete com’è, le faremo felicemente tutte. (…) È naturale che il Ministero Pubblico sia trattato come un’entità unica ma, d’altra parte, la DIICOT non ha costituito finora un obiettivo per l’MCV e neppure per il meccanismo di verifica attuato dal Ministero della Giustizia nel periodo seguente”, ha affermato Horodniceanu in Parlamento, presente a una seduta della Commissione di difesa del Senato.

Egli ha precisato che, se il Ministro Toader vorrà verificare interamente il Ministero Pubblico, questo presupporrà l’audizione anche della DIICOT, sebbene abbia affermato di non aver ancora discusso quest’argomento con il Ministro della Giustizia.

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