I leader PSD e ALDE hanno firmato e assunto politicamente a Sinaia il progetto di testo unico sulle retribuzioni

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Il progetto di testo unico, discusso dai rappresentati del Partito Social Democratico (PSD) e dall’Alleanza dei Liberali e Democratici (ALDE) a Sinai, durante la seconda maratona, è stato firmato giovedì sera e allo stesso tempo assunto politicamente dai leader della coalizione di governo, Liviu Dragnea e Calin Popescu Tariceanu.

“Abbiamo assunto la responsabilità politica anche del progetto di legge elaborato dal Governo e che sarà introdotto in Parlamento, in modo da non perdere altri 30 giorni fino al termine per la discussione pubblica, giacché sarebbe arrivato ugualmente in parlamento, e il nostro desiderio è che, entro la fine di questa sessione parlamentare, il testo unico sulle retribuzioni sia votato e dal primo giugno si riesca ad entrare nel nuovo sistema di retribuzione”, ha precisato il presidente del Senato, durante una conferenza stampa comune.

In base alle parole di quest’ultimo, “è impossibile che una legge soddisfi tutti quanti”.

“Ciascuna categoria socio-professionale ritiene di avere un’importanza sociale maggiore rispetto alle altre. Ma questo progetto di legge cerca per prima cosa di riparare una serie di disturbi che si sono prodotti nel tempo. (…) In secondo luogo, abbiamo un grande problema in alcuni ambiti essenziali per la società: il settore pubblico ha una funzione vitale all’interno di uno stato. Guardate che succede nella sanità dove, negli ultimi anni, il numero dei medici emigrati dalla Romania è enorme, il numero delle assistenze mediche e la qualità del servizio medico ne risentono. E questo progetto di legge cerca di portare a un altro livello di retribuzione queste categorie professionali, perché siano motivate a restare a casa, magari qualcuno addirittura tornerà. Nell’istruzione è la stessa cosa. Quindi, bisogna tener presente i sistemi essenziali, accanto alle istituzioni fondamentali dello stato”, ha spiegato il leader dell’ALDE.

Tariceanu ha affermato come il testo unico sulle retribuzioni sia “assolutamente essenziale” e ha precisato che l’ALDE è stato “d’accordo per principio”. “Siamo qui per una discussione finale. La signora Olguta Vasilescu ci ha appena fornito una presentazione assai dettagliata. (…) Non è stata affatto una discussione in contraddittorio, abbiamo un interesse comune, abbiamo l’interesse a tirar fuori una legge che sia la migliore possibile”, ha affermato.

Allo stesso modo, egli ha menzionato come, grazie all’aumento dei salari previsto nel progetto di legge non si raggiungerà un livello di retribuzione che abbia un peso sul totale del PIL, come nei paesi dell’UE.

“Abbiamo guardato con molte attenzione le cifre che alla fine conferiscono un determinato equilibrio, quale sarà il peso della retribuzione sul totale del PIL – questo è un criterio molto importante. Non raggiungeremo il livello dei paesi occidentali (…). La realtà ci mostra come in Romania il budget di retribuzione rimanga sotto la spesa degli stati EU (…). L’obiettivo finale è assicurare la convergenza reale tra l’economia dell’UE e l’economia romena”, ha rilevato il Presidente del Senato.

Il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, ha sottolineato come il progetto si legge sarà firmato dai parlamentari della coalizione di governo.

“La cosa più importante era l’esistenza della decisione politica della coalizione. Dopo che la decisione politica sarà presa e noi avremo firmato, i parlamentari della coalizione, se lo vorranno, diventeranno co-iniziatori di questa legge, che entra ora nelle procedure di dibattito e approvazione parlamentare. Ci sono state alcune correzioni, non sostanziali (…). Il calcolo proposta da noi non era adatto a quello di piazza, nel senso che noi speriamo di portare a termine le discussioni nella coalizione più rapidamente, ma si è trattato di un mio calcolo errato, in modo che nella seconda metà della giornata, all’interno del gruppo parlamentare, cui ha partecipato anche il CexN, si discuta della legge e si inizi a firmare. (…) Ho fatto calcoli seri (…), affinché la griglia finale rispetti i principi enunciati dal Ministro del Lavoro”, ha precisato Liviu Dragnea, aggiungendo che da parte dell’ALDE non ci sono state lamentele.

Il Premier Grindeanu ha menzionato come la decisione presa in merito a questo progetto di legge sia stata dettata dal termine assunto in questo senso, tramite il programma di governo.

“L’importanza di questa legge e il termine di cui ci siamo incaricati tramite il programma di governo, più esattamente, la fine del secondo trimestre, ci ha condotto alla conclusione di introdurre in Parlamento tale progetto. Perciò, i dibattiti al margine di questo progetto potranno svolgersi in Parlamento, sempre in questo periodo”, ha precisato il Premier, Sorin Grindeanu.

Dragnea: I salari di giudici e procuratori cresceranno in modo rilevante, la differenza tra i loro salari sarà del 5%

Il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, giovedì ha dichiarato durante la conferenza stampa di Sinaia come, in base al progetto di testo unico sulle retribuzioni, i salari di giudici e procuratori cresceranno “in modo rilevante” e non “tanto per dire”, e la differenza consisterà in un aumento degli introiti dei procuratori, del 5% inferiore a quelli dei giudici.

“Innanzitutto, bisogna comprendere una cosa essenziale: gli stipendi dei giudici e gli stipendi dei procuratori cresceranno in modo rilevane. Nei prossimi giorni, magari domani, sarà pubblicata la legge nel suo insieme e la vedrete. Rilevante significa che non cresceranno tanto per dire, cresceranno realmente. La precisazione riguarda il fatto che gli stipendi dei procuratori crescono un po’ di meno rispetto a quelli dei giudici, quindi si tratta di aumenti significativi per tutti i magistrati. Perciò, non esiste il problema che il salario di un altro diminuirà, procuratore o giudice”, ha precisato il leader del PSD.

Liviu Dragnea ha aggiunto che saranno riprese le discussioni sulla legge dei salari, con tutti i sindacati e le istituzioni inerenti.

“Durante l’intero periodo, dal momento in cui si disponga una legge come iniziativa parlamentare e fino al voto finale, ci saranno consultazioni assolutamente con tutte le istituzioni, saranno riprese le consultazioni già avvenute con i sindacati. Quindi, questa legge non sarà adottata domani. Io credo che le reazioni negative provengano dal fatto che sono apparse informazioni false e frammentarie”, ha concluso il leader del PSD.

Alla domanda se intenda discutere anche con i procuratori, il Presidente social democratico ha sostenuto che anche i salari dei membri del CSM saranno aumentati “in modo sostanziale”.

“Anche per i membri del CSM, l’aumento dei salari sarà sostanziale per un periodo di alcuni anni. Io sono assolutamente convinto che, nel momento in cui apparirà in pubblico il progetto di legge, non ci sarà più alcuna insoddisfazione perché anche giudici e procuratori avranno accesso alle reali informazioni e vedranno come la crescita dei loro stipendi sarà realmente positiva”, ha aggiunto Liviu Dragnea.

Tariceanu: La misura della crescita salariale è limitata perché possa essere sostenuta dal budget

Il progetto di testo unico sulle retribuzioni è stato discusso a partire dal fatto che la misura di crescita salariale per i prossimi anni, fino alla fine del 2020, sarà limitata, in modo da poter essere sostenuta dal budget, ha dichiarato giovedì sera, dopo la seduta della coalizione, il copresidente ALDE, Calin Popescu Tariceanu.

“Il progetto è stato elaborato nel Governo dal Ministero del Lavoro, ma in stretta collaborazione con il Ministero delle Finanze e con il Ministero dell’Economia. Questa misura di crescita salariale per i prossimi anni, fino alla fine dell’anno 20202, sarà limitata, in modo da poter essere sostenuta dal budget che aumenterà e che avrà alle spalle una generale crescita economica. Quindi, questo è stato il limite all’interno del quale si è discusso il progetto di legge. Non possiamo permetterci aumenti salariali ancora maggiori, che molti tra gli statali desidererebbero. Abbiamo determinati limiti”, ha dichiarato Tariceanu per Romania TV, in risposta alla domanda sulla legge, se danneggerà il budget.

Lo stesso ha aggiunto che tutti i salari saranno aumentati del 50%, determinate categorie godranno di crescite sostanziali, ma anche che gli aumenti sono previsti fino al 2020. “Le crescite del 50% non avverranno di colpo e non per tutte le categorie. Alcune categorie avranno aumenti inferiori, in modo da rientrare in un limite salariale di 32 miliardi di lei, ma nei prossimi 4 anni”, ha spiegato Tariceanu.

Il leader dell’ALDE ha menzionato come la discussione durante la seduta della Coalizione di governo in merito al testo unico sulle retribuzioni sia stata “estesa e piena di dettagli”.

Secondo quanto dichiarato da Tariceanu, la legge “offre un ragionevole orizzonte temporale in cui saranno pianificare tutte le incongruenze prodottesi negli ultimi anni in materia di salari”.

“Oggi assistiamo a situazioni assolutamente inaccettabili, in cui, all’interno di un’istituzione pubblica, alcuni dipendenti hanno salari maggiori rispetto alla direzione dell’istituzione stessa. Ci sono consiglieri di ministri o direttori generali di ministeri, con salari maggiori di quelli dei ministri. Al livello di amministrazione locale, ci sono funzionari comunali con salari maggiori di quelli del sindaco. (…) D’altra parte, sono previsti aumenti salariali molto importanti in settori principali, come la sanità”, ha affermato Tariceanu.

I nuovi salari delle autorità statali: gli indennizzi del Presidente e del Primo Ministro saranno ridotti, quelli dei parlamentari raddoppiati

Il Ministro del Lavoro, Lia Olguta Vasilescu giovedì ha annunciato le griglie salariali delle autorità statali, in conformità al nuovo testo unico di retribuzione, in base alle quali il salario maggiore della Romania sarà destinato al capo dello stato – 17.400 lei, seguito dal capo del Governi, dai capi del Parlamento e daii Presidenti dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ) e della Corte Costituzionale (CCR) – 15.950, mentre i ministri avranno un salario lordo di 14.500 dei.

“Per il Presidente della Romania, il coefficiente è di 12 (rapportato al salario minimo per l’economica – N.d.R.), ed è il salario maggiore della Romania. Dopo di che, in ordine decrescente appaiono: il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei Deputati, il Presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, il Presidente della Corte Costituzionale – 11, il Premier della Romania, sempre 11. Poi abbiamo i giudici ICCJ e CCR, al 10,5. I ministri sono al coefficiente di 10, segretari di stato – 7,4, parlamentari 8”, ha dichiarato Lia Olguta Vasilescu.

In sostanza, i salari dei maggiori dignitari della stato diminuiranno in base alla nuova legge sui salari. Ad oggi, il Presidente della Romania, il Primo Ministro e i Presidenti del Parlamento guadagnano 21.540 lei lordi al mese, mentre all’1 luglio, i Presidenti riceveranno 17.400 lei lordi al mese, mentre 15.950 lei lordi al mese saranno per i capi del Legislativo.

Il Ministro del Lavoro, Lia Olguta Valisescu, ha annunciato come il progetto di Testo Unico sulle retribuzioni non preveda il quantum dei salari per l’amministrazione pubblica locale, giacché solo la griglia che stabilisce il rapporto tra i salari è stata identificata, con la precisazione che nessun impiegato dell’amministrazione locale potrà ricevere un salario che superi gli indennizzi ricevuti dal vice sindaco.

La griglia annunciata per l’amministrazione pubblica locale parte dal salario minimo per l’economia e potrà aumentare fino a un massimo rappresentato dall’indennità del vice sindaco della località in questione.

“Si è discusso, in linea teorica, di autonomie locali e del fatto che bisognerebbe dar loro il diritto di stabilire da soli i propri salari. Di certo, non abbiamo lasciato che ciascuno calcolasse il proprio salario liberamente – per questo motivo, sono fissati al livello dell’indennità del vice sindaco – e non potranno superare determinate tappe, vale a dire tra un operaio non qualificato e il vice sindaco esiste l’intera griglia del comune”, ha spiegato il Ministro del Lavoro, Lia Olguta Vasilescu.

La stessa ha aggiunto come, in seguito alle discussioni con gli eletti locali, si sia giunti alla conclusione che i municipi nelle località più piccole potranno assicurare il pagamento dei salari ipotizzati all’inizio, poiché gli introiti coprono appena gli stipendi al livello attuale e le strutture.

“Allo stesso tempo, esistono municipi con budget enormi che, allo stesso modo, hanno richiesto di poter stabilire i salari in funzione delle proprie preferenze. Le somme dovranno essere stabilite dai consigli locali e regionali”, ha aggiunto Lia Olgura Vasilescu.

Gli aumenti salariali per l’amministrazione pubblica, in base alle nuove griglie, potranno essere realizzate a partire dal 2018.

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