Il Ministro della Giustizia ha annunciato la conclusione delle valutazioni riguardanti i capi del Pubblico Ministero e della DNA:

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Ho ritenuto non fosse opportuno avviare il meccanismo di revoca del procuratore generale e del procuratore capo della DNA

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, mercoledì durante la conferenza stampa in cui ha presentato le conclusioni delle valutazioni riguardanti il procuratore generale Augustin Lazar e il procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, ha annunciato di ritenere non opportuno l’avvio del meccanismo istituzionale di revoca dalla loro incarico.

“Valutando tutti i fattori di costituzionalità, legalità e opportunità ho ritenuto che in questo momento fosse inopportuno avviare il meccanismo istituzionale di revoca del procuratore generale e del capo della DNA”, ha annunciato Tudorel Toader.

Egli ha precisato che la valutazione dei capi delle due istituzioni sia stata fatta da lui stesso, senza alcuna pressione o ingerenza, e di non aver verificato le soluzioni del caso.

“Consideriamo opportuna la necessità di attuare un attento monitoraggio, l’obbligo di rapportarci alle attività dei procuratori DNA, DIICOT, PICCJ”

 

Toader ha sostenuto però l’opportunità di “attuare un attento monitoraggio, l’obbligo di rapportarci all’attività dei procuratori della DNA, della Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT), della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (PICCJ)”, e che tale autorità debba essere esercitata dal Ministro della Giustizia, senza ingerenze dell’attività dei procuratori di trovare soluzioni.

“Ciò che riteniamo opportuno nello spirito delle esigenze dello stato di diritto è la necessità di attuare un attento monitoraggio, l’obbligo di rapportarci all’attività che svolgono i procuratori della DNA, della DIICOT, della Procura dell’Alta Corte, un’autorità che deve esercitare il Ministro della Giustizia e, ripeto, lo eserciterò senza ingerenze nell’indipendenza del procuratore di trovare soluzioni per l’identificazione del modo in cui, in futuro, il procuratore intenda rispettare i limiti di competenza, evitare la trasformazione degli atti preventivi, di lotta ai fenomeni di criminalità, in azioni che mettano in pericolo la democrazia, che colpiscano i diritti e le libertà fondamentali. Quest’autorità sarà esercitata, questo monitoraggio sarà esercitato, ripeto, senza intaccare l’indipendenza dei procuratori, e come un meccanismo che distribuisca efficienza, coscienza, le norme dell’articolo 132, paragrafo 1 della Costituzione, di esercizio d’autorità del Ministro della Giustizia sui procuratori, in accordo perciò con l’articolo 132 della Costituzione e in accordo con l’articolo 69 della Legge 304/2004 riguardante l’organizzazione giudiziaria”, ha affermato Tudorel Toader.

Quest’ultimo ha sostenuto che il sistema giudiziario ha molti problemi da risolvere, poiché esiste una “pratica non ancora unitaria, di natura tale da violare l’uguaglianza di fronte alla legge”.

Il Ministro della Giustizia ha aggiunto che “la DNA non può funzionare se non in accordo con il rigore dello stato di diritto, e le derapate istituzionali non possono essere giustificate invocando il desiderio di combattere la corruzione”.

“Non è naturale che una parte giudicata riceva uno determinato verdetto a Constanta e un altro a Oradea. Abbiamo problemi d’inflazione legislativa. Abbiamo leggi talmente modificate e complicate che a volte è difficile anche per noi, è necessario leggere e capire se l’intenzione del legislatore è quella iniziale. Il legislatore non ha mai dato una legge d’interpretazione tramite cui emerga l’intenzione originale, e non quella di oggi. (…) Le informazioni puntuali realizzate rivelano derapate istituzionali nel senso di azioni meno esagerate da parte della DNA, derapate che hanno prodotto reazioni negative nei media e nell’opinione pubblica. Direte che la società è divisa. È certo che la società abbia vissuto quest’emozione collettiva, che abbia avuto questa preoccupazione di fronte alla procedura legislativa e al rispetto dei principi dello stato di diritto. Dalla prospettiva delle derapate, la DNA non può funzionare che in accordo con il rigore dello stato di diritto. I derapaggi istituzionali non possono essere giustificati invocando il desiderio di combattere la corruzione, perché non abbiamo una gerarchia di valore, perché in nome di un valore da difendere, non ti è permesso violare un altro valore. La Costituzione dice che l’ingerenza nella vita privata debba essere proporzionale allo scopo perseguito, non che in nome di un obiettivo generoso sia possibile violare altri valori per lo meno ugualmente protetti”, ha ancora dichiarato Tudorel Toader, durante la conferenza stampa in cui ha presentato le conclusioni delle valutazioni in merito al procuratore generale Augustin Lazar e al procuratore capo della DNA, Laura Codruta Kovesi.

La conferenza stampa in cui il Ministro della Giustizia ha presentato il rapporto di valutazione sul procuratore generale della Romania e sul procuratore capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, è durata 45 minuti, e alla fine della stessa, Toader ha annunciato che in questo momento non sarebbe opportuno revocare il procuratore generale e il procuratore capo della DNA.

“Ho realizzato la valutazione senza alcuna pressione, senza alcuna ingerenza, senza nessun suggerimento da parte di nessun estraneo al Ministero della Giustizia”

“Questa valutazione relativa al procuratore generale della Romania e al procuratore capo della DNA si è svolta nel contesto in cui il Governo ha adottato l’Ordinanza d’Urgenza di Governo (OUG) 13/2017, e la DNA ha aperto un’inchiesta sulle circostanze di adozione dell’ordinanza in questione”, ha affermato il Ministro.

Egli ha precisato di aver richiesto informazioni alla Procura Generale e alla DNA, di averle ricevute complete e in tempo e, allo stesso modo, di aver avuto incontri puntuali con i capi delle due istituzioni.

“Ho visto che si sono fatte speculazioni in merito al momento in cui i due procuratori capo si sono presentati, vi assicuro di aver realizzato questa valutazione in piena concordanza con la legge e ognuno dei due si è presentato in meno di 10 – 15 minuti dal momento in cui gliel’ho inviata”, ha affermato il Ministro della Giustizia, sostenendo come la sovrapposizione con la visita dell’ambasciatore USA sia stata una “pura coincidenza”.

Tudorel Toader ha aggiunto che la valutazione è stata fatta da lui, senza nessun tipo di pressione e ingerenza e di non aver verificato le soluzioni del caso.

“Ho realizzato la valutazione senza alcuna pressione, senza alcuna ingerenza, senza nessun suggerimento da parte di nessun estraneo al Ministero della Giustizia. Non ho verificato le soluzioni del caso, non è stato possibile. Il procuratore ha l’autorità di decidere in merito alla sorte di un’inchiesta, si sottopone al procuratore superiore in gerarchia, ma tutti svolgono la propria attività sotto l’autorità del Ministro della Giustizia, di cui nell’ultimo periodo non si è purtroppo parlato. Una cosa dev’essere chiara – la giustizia in Romania è amministrata dal giudice, l’indipendenza è garantita dalla CSM, mentre l’autorità è esercitata dal Ministro della Giustizia”, ha aggiunto il Ministro della Giustizia.

L’annuncio è stato preceduto da un incontro con il Premier Sorin Grindeanu, presso la sede del Governo.

Il Ministro della Giustizia ha iniziato la valutazione dei capi del Ministero Pubblico e della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) in seguito alla decisione della Corte Costituzionale secondo cui, nel caso dell’inchiesta riguardante l’OUG 13, sia stato violato il principio della separazione dei poteri dello stato.

Iohannis, sulle conclusioni di Tudorel Toader: L’esistenza di una cooperazione leale tra il Ministero della Giustizia e la Procura sarebbe una buona cosa

Il Presidente Klaus Iohannis, mercoledì dopo la presentazione delle considerazioni del Ministro della Giustizia in merito all’attività del Ministero Pubblico e della DNA, ha dichiarato che “sarebbe un gran bene se il Ministero della Giustizia monitorasse e cooperasse “lealmente” con la Procura, così com’è scritto anche nella Costituzione, anche se non fosse d’accordo con le attività di Laura Codruta Kovesi e di Augustin Lazar.

Alla domanda su che parere abbia in merito alla decisione del Ministro della Giustizia sul monitoraggio al livello di Ministero Pubblico e DNA, Iohannis ha affermato gli sembri “una gran bene”.

“Se leggiamo con attenzione la Costituzione e le leggi in vigore, troviamo il fatto che il Ministro Pubblico svolge la propria attività sotto gli occhi del Ministro della Giustizia, il che è una buona cosa e mi aspetto anzi che il signor ministro sostenga il Ministero Pubblico, il procuratore generale, il procuratore capo della DNA, il procuratore capo della DIICOT affinché svolgano bene i propri compiti”, ha affermato il capo dello stato.

Egli ha sostenuto che, se il Ministero dello Giustizia lavorasse fianco a fianco del Ministero Pubblico, in una “cooperazione leale”, le cose potrebbero funzionare meglio di quanto non sia avvenuto all’inizio dell’anno, quando le due istituzioni hanno avuto “posizioni divergenti” sull’OUG 13.

Alla domanda se sia perciò d’accordo con il resto della conclusioni tratte de Tudorel Toader in merito ad Augustin Lazar e Laura Codruta Kovesi, Iohannis ha negato.

“Se in Ministro della Giustizia desidera monitorare ha tutto il diritto di farlo. (…) Sono assai soddisfatto (dell’attività della DNA – N.d.R.). (…) Il Ministero Pubblico, e anche la DNA, fanno bene il proprio dovere”, ha aggiunto il presidente.

Il Ministro della Giustizia, sulla procedura di verifica del procuratore generale e del procuratore capo DNA: Ho esercitato le mie competenze legali

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, giovedì ha risposto alle critiche secondo cui avrebbe dovuto delegare un procuratore per la verifica del procuratore generale e di a quello capo della  Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), sostenendo di aver agito nei limiti della legge.

“Ieri sera non ho guardato la televisione. Vi assicuro che si tratta di procedure diverse, ed io ho esercitato a pieno le mi competenze legali ed istituzionali”, ha affermato giovedì Tudore Toader, prima della seduta plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura (CMS).

In base all’articolo 69 paragrafo 1 della Legge 304/2004 riguardante l’organizzazione giudiziaria, il Ministro della Giustizia, quando lo ritenga necessario, per sua iniziativa o su richiesta del Consiglio Superiore della Magistratura, esercita il controllo sui procuratori, tramite determinati procuratori designati dal procuratore generale della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia o, secondo il caso, dal procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), dal procuratore capo della Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e il Terrorismo (DIICOT) o dal Ministro della Giustizia.

In conformità con il paragrafo 2 dell’art 69, il controllo consta nel verificare l’efficienza manageriale, il modo in cui i procuratori svolgano le proprie funzioni di servizio e in cui si svolgano i rapporti di servizio con le persone chiamate in tribunale e con le altre implicate nei lavori di competenza delle procure. Il controllo non può mirare alle misure disposte dal procuratore nel corso dell’indagine penale e alle soluzioni adottate.

La frase chiave del rapporto di Toader è contenuta a pagina 19 e costituisce un avvertimento per Kovesi e Lazar: I risultati negativi su questo segmento del rapporto possono rimettere in discussione l’opportunità di una revoca futura

Laura Codruta Kovesi e Augustin Lazan per ora se la sono cavata con un avvertimento nella valutazione del Ministero della Giustizia, dopo il caso dell’ordinanza d’urgenza del governo (OUG) 13. Tudorel Toader richiama però l’attenzione, assai chiaramente, dei capi della DNA e della Procura Generale sul fatto che le cose non andranno come sono andate finora e che la loro revoca potrebbe intervenire in qualsiasi momento. La mancanza di una decisione del genere ora riguarda solo l’opportunità del momento.

Più esattamente, scrive Gandul, a causa di un eccesso di potere segnalato nel rapporto di Tudorel Toader nel caso DNA-OUG 13 – l’espressione usata è “ultra vires” (oltre il proprio potere, oltre la delega – N.d.R.) – il Ministro della Giustizia ha deciso di istituire un monitoraggio e l’obbligo di rapportare l’attività delle istituzioni chiave nella lotta alla corruzione. La frase chiave dell’intero rapporto è contenuta a pagina 19, l’ultima, e rappresenta un ultimatum per il capo DNA e per il capo della Procura Generale: “I risultati negativi su questo segmento del rapporto possono rimettere in discussione in futuro, in relazione ai fatti costatati, l’opportunità di revocare la guida delle istituzioni in causa o di altre misure istituzionali, in conformità con la Costituzione e con la legge”.

Il Ministro della Giustizia ha sostenuto si tratti di “un meccanismo di esercizio dell’autorità del Ministro sui procuratori” ed ha invocato in suo sostegno l’articolo 132 paragrafo 1 della Costituzione, e l’articolo 69 della legge 304/2004 riguardante l’organizzazione giudiziaria. In sostanza, in base alle norme menzionate, il Ministro della Giustizia può decidere personalmente chi si occuperà della valutazione. La verifica può essere disposta nel caso di DNA, PICCJ e DIICOT.

Tudorel Toader ha spiegato come il motivo di questa decisione sia “l’identificazione del modo in cui in futuro, tramite i suoi rappresentanti (della DNA N.d.R), essa intenda rispettare i limiti legali di competenza ed evitare di trasformare azioni anticorruzione in un pericolo per il buon funzionamento della democrazia e per il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali”.

Anche se nel rapporto di valutazione, e anche nella dichiarazione pubblica, il Ministro della Giustizia abbia invocato il grave derapaggio della DNA nel caso dell’inchiesta OUG 13, Toader ha ammesso, nero su bianco, che al momento, una revoca della direzione dell’istituzione non sarebbe opportuna. Egli ha menzionato tanto la reazione pubblica, quanto le valutazioni positive della DNA nei rapporti del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MVC). “Il Ministro della Giustizia non è obbligato a proporre la revoca dei due procuratori capo delle autorità che hanno creato conflitti giuridici di natura costituzionale. Dovrebbe comunque proporne la revoca? La risposta a questa domanda sposta l’analisi dalla sfera costituzionale e della legalità, a quella dell’opportunità. E l’apprezzamento dell’opportunità impone, senza dubbio, un’analisi del contesto, realizzata tanto in base alle informazioni presentate nella discussione dai due rappresentanti, ai documenti da essi prodotti, come anche in base all’intera documentazione riguardante l’istituzione e l’evoluzione del MVC, esistente presso il Ministero della Giustizia e del programma di Governo 2017-2020”, si legge nel documento firmato da Tudorel Toader.

Augustin Lazar: Ho preso atto delle conclusioni della valutazione presentata dal Ministro della Giustizia. Il Ministero Pubblico rispetterà con esattezza la decisione della Corte Costituzionale

Il Procuratore Generale, Augusti Lazar, mercoledì sera, ha annunciato di aver preso atto delle conclusioni della valutazione presentata dal Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, e che il Ministero Pubblico intende rispettare con esattezza la decisione della Corte Costituzionale, che ha stabilito la non competenza da parte della Procura dell’Alta Corte di Cassazione a svolgere attività d’indagine in merito alla legalità e all’opportunità di un atto normativo adottato dai legislatori.

“Il Procuratore Generale della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, il signor Augustin Lazar, ha preso atto delle conclusioni presentate oggi (mercoledì, N.d.R) dal Ministro della Giustizia, il signor Tudorel Toader”, si mostra in un messaggio postato sulla pagina di Facebook del Ministero Pubblico.

Grindeanu ammette l’esistenza di una “frattura logica” della valutazione di Toader della Giustizia

Sorin Grindeanu giovedì, durante una trasmissione televisiva, ha dichiarato possa esistere una “frattura logica” nel filo della valutazione del Ministro della Giustizia in merito all’attività del Ministero Pubblico, ammettendo che essa “ci sia realmente” ma ha precisato che il ruolo di Tudorel Toader è stato quello di ristabilire un equilibrio tra i poteri, come ha richiesto la CCR, obiettivo che è stato realizzato, scrive news.ro.

Alla domanda in merito alla valutazione di Tudorel Toader, che ha presentato i motivi delle misure penalizzanti, senza però realizzarle, il Premier ha ammesso, a Romania TV, che “sembra si tratti di una frattura logica”.

“Forse sembra una frattura logica e magari lo è nella valutazione. Voglio dirvi che questa valutazione è per il 90%, e forse anche di più, concentrata sulla decisione della CCR e sul modo in cui queste istituzioni abbiano sbagliato. (…) Nella decisione della CCR si afferma esattamente dove abbiano sbagliato”, ha spiegato.

Il Primo Ministro ha affermato come la valutazione di Tudorel Toader ci fornisca un esempio in merito agli errori della DNA e del Ministro Pubblico, così come sono stati evidenziati dalla CCR, e questo significa che il ministro ha fatto il proprio dovere.

“Il compito del Ministero della Giustizia e del Ministro è ristabilire questo equilibrio (tra i poteri – N.d.R.), ha precisato egli.

“Tudorel Toader mi ha assicurato che la discussione con l’ambasciatore USA non ha influenzato la sua valutazione della DNA”

In più, Grindeanu ha dichiarato giovedì, durante una trasmissione televisiva, di aver chiesto al Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, dell’incontro con l’ambasciatore USA, Hans Klemm, prima della presentazione pubblica delle valutazioni in merito al Ministero Pubblico e alla DNA, e ha ricevuto garanzia sul fatto che tale argomento non sia stato discusso dai due ufficiali, informa News.ro.

Alla domanda perché Tudorel Toader abbia ritardato la presentazione della valutazione, Sorin Grindeanu ha affermato che il Ministro della Giustizia si trovava a Bruxelles. Al Premier è stato poi chiesto se il ritardo non fosse in un certo modo legato all’incontro tra Toader e l’ambasciatore Hans Klemm.

“Non ha nessun legame e gliel’ho chiesto direttamente. Ho posto questa domanda al signor Ministro durante l’incontro di ieri pomeriggio (di mercoledì N.d.R.), se avesse discusso di tale valutazione ed è stato un dialogo tra il Ministro e il signor Ambasciatore. Il signor Ministro mi ha garantito di no”, ha risposto Grindeanu.

Al commento del moderatore, che non ha creduto alla risposta di Toader, il Premier ha affermato di credere nel Ministro della Giustizia.

Dragnea sulla decisione del Ministro della Giustizia di non chiedere la revoca di Lazar e Kovesi: Sono piuttosto deluso.

Il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, giovedì ha affermato di essere “piuttosto deluso” dalla decisione del Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, di non chiedere la revoca dalle loro funzioni del procuratore generale, Augustin Lazar, e del procuratore capo della DNA, Laura Codruta Kovesi.

Alla domanda se sia soddisfatto del rapporto presentato dal Ministero della Giustizia in merito alla valutazione dell’attività del Ministero Pubblico e della DNA, Liviu Dragnea ha risposto: “No. L’ho detto molte volte, in tutte le mie apparizioni pubbliche, che avrei sostenuto la decisione del ministro, in un senso o nell’altro, se fosse stata ben argomentata. Purtroppo, non ho nulla da sostenere, perché mi aspettavo argomenti che spiegassero a tutti perché è necessario mantenere in funzione il capo della Procura, opzione e risultato della valutazione, oppure perché chiederne la revoca. Purtroppo, non ho nulla da sostenere e devo riconoscere di essere piuttostodeluso”.

Alla domanda se esista la possibilità di spostare Tudorel Toader dal Ministero della Giustizia, Liviu Dragnea ha negato, e ha aggiunto che gli obiettivi importanti del Ministro devono essere le leggi sulla giustizia.

“Dal mio punto di vista, no. Si tratta di una decisione del Primo Ministro, lo vedremo più in là (…) perché fino alla fine la cosa più importante o gli obiettivi più importanti del Ministero della Giustizia sono le leggi sulla giustizia. Aspettiamo di vedere quali saranno le proposte, perché, in effetti, oltre le persone, oltre le liti o le non liti, ciò che più conta è vedere se e come dovrà essere modificata la legislazione giudiziaria affinché in futuro, ci siano sempre meno discussioni di grande tensione, com’è successo nell’ultimo periodo, negli ultimi anni, nell’ultimo anno, negli ultimi mesi, e aspettiamo di vedere quale pacchetto di leggi proporrà”, ha affermato Liviu Dragnea.

Tariceanu sulla valutazione realizzata da Toader: È cartellino giallo; un gesto di grande coraggio in un contesto sfavorevole

Il Presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, ritiene che la valutazione dei capi del Ministero Pubblico e della DNA, realizzata dal Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, rappresenti un “cartellino giallo”, e anche “un gesto di coraggio all’interno di un contesto politico «sfavorevole»” all’interno e all’esterno.

“Ho osservato lo straordinario rigore della presentazione, a freddo, ora, quando l’emotività collettiva si è spenta, il rigore nella presentazione di queste gravi violazioni della Costituzione. Per quanto ricordi, è la prima volta negli ultimi 12 o 13 anni in cui un Ministro della Giustizia intraprende una misura di tale portata, di valutazione di procuratori che, conformemente alla Costituzione, funzionano sotto l’autorità del Ministro della Giustizia. Quindi, ecco, un Ministro della Giustizia che conosce il proprio ruolo, lo comprende e se ne fa carico. Finora non c’è stato nulla di simile. (…) È molto giusto che Tudorel Toader abbia proposto una presentazione tecnica. Se avesse avuto argomenti politici, l’obiettività dell’analisi, della valutazione sarebbe stata messa in dubbio. (…) Io credo che il signor Toader, se vogliamo analizzarlo da un altro punto di vista, oltre ad essere stato il primo ad aver avuto il coraggio di diffondere una valutazione di questo tipo – nessun altro ministro in passato, nemmeno negli ultimi tempi o molto tempo fa, ha fatto una cosa simile, dare un segnale che … usiamo un termine che tutti conoscono – un cartellino giallo”, ha affermato Tariceanu su B1 TV, mercoledì.

Egli ritiene che il ministro abbia “passato la palla a Cotroceni”.

“Credo ci sia una discrepanza tra l’aspettativa pubblica di una determinata zona e la conclusione della valutazione. (…) Oggi, Tudorel Toader, il Ministro della Giustizia, ha detto cose molto chiare e trasparenti. Ma sappiamo molto bene che le nomine non le decide lui, e che non ci sarà nessun sollevamento dall’incarico. Io credo che questa volta, in un modo che dimostra una determinata abilità del signor Ministro, la palla è stata passata a Cotroceni. Il Presidente ci ha detto una cosa stupefacente in base al rapporto, che è estremamente critico nei confronti della Procura e soprattutto della DNA. Il Presidente ha sostenuto, comunque, di essere molto soddisfatto”, ha aggiunto Tariceanu.

Il Presidente del Senato sostiene che “le cose, per come le ha messe in moto il Ministro, mi ispirano fiducia”.

“Dopo anni in cui lo stato romeno ha registrato gravi derapaggi, sempre più gravi, credete si possano spostare le lancette dell’orologio sulle ore 12:00 di colpo? Io credo si tratti di segnali assai chiari, che saranno interpretati dalle ambasciate, dagli osservatori stranieri, dalla Commissione Europea, in merito al fatto che le cose non sono in ordine. Quando arriva un rapporto del genere, così rigoroso e ampio… sappiate che anche a Bruxelles si leggerà quel rapporto. Sappiate che le cose, così come le ha messe in moto il Ministro, a me ispirano soprattutto fiducia, per lo meno nell’ambito della Giustizia, nel funzionamento della Giustizia, che tornerà a ciò che significano le norme dello stato di diritto, vale a dire il rispetto del diritto e delle libertà fondamentali. (…) Io credo che il signor Toader abbia compiuto un gesto di grande coraggio rispetto a tutti i suoi predecessori, e un gesto di coraggio in un contesto politico sfavorevole, all’interno e all’esterno”, ha puntualizzato Tariceanu.

Traian Basescu: Tudore Toader, un damerino sottomesso all’interesse. Valutazione professionale, conclusioni da servo

Il Presidente del Partito Movimento Popolare (PMP), Traian Basescu, mercoledì sera, dopo il discorso del Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, in merito all’attività del procuratore generale, Augustin Lazar, e al capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, ha dichiarato come la valutazione fatta sia “professionale” ma “la conclusione sia stata da servo”.

“(…) Ho seguito anch’io il discorso del signor Ministro. Si è trattato di un discorso professionale con una conclusione da servo. Ha constatato la mancanza di funzionalità della DNA, la grave violazione della Costituzione e poi dice non sia opportuno prendere misure contro chi ha violato la Costituzione. Da oggi, lo stato romeno lavora in base all’opportunità e non alla Costituzione. Questa è la mia conclusione. Perciò, è un vero peccato che Tudorel Toader sia preparato, perché rimane un servo”, ha dichiarato Traian Basescu per B1 TV.

Traian Basescu ha sostenuto che “un ministro incapace e una maggioranza parlamentare incapace” hanno reso la Costituzione relativa.

(…) Il dramma che vive la Romania è quello della relativizzazione della Costituzione: non è obbligatoria per tutti. (…) Provo grandissima delusione: un libricino, la Costituzione della Romania, che ho difeso per dieci anni, oggi è compromessa da un ministro incapace e da una maggioranza parlamentare incapace”, ha aggiunto Traian Basescu.

Il Presidente del PMP ha affermato che “il sistema, con o senza Coldea o Kovesi, impone il proprio punto di vista”.

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