Il Bilancio 2016 del Servizio Romeno d’Informazione:

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Eduard Hellvig: È il momento di un ampio dibattito per un pacchetto moderno di leggi per la sicurezza nazionale

“È importante che tutte le attività dell’SRI s’inquadrino strettamente nei limiti costituzionali e della legge”

Il direttore del Servizio Romeno d’Informazione (SRI), Eduard Hellvig, mercoledì alla fine del bilancio dell’istituzione per l’anno 2016, ha dichiarato che l’SRI protegge e promuove la sicurezza nazionale della Romania sulla base di un legge principale dell’anno 1991, motivo per cui è arrivato il momento di un ampio dibattito pubblico per un pacchetto moderno di leggi in questo senso. Egli ha poi affermato la necessità di un partenariato “onesto” tra l’SRI e tutte le altre istituzioni dello stato, quanto anche l’importanza per l’intera società che tutte le attività dell’SRI siano inquadrate nei limiti costituzionali e della legge, perché siano stabiliti i confini all’interno dei quali l’istituzione possa operare. Al bilancio dell’SRI ha partecipato anche il Presidente Klaus Iohannis, che ha chiesto al Servizio “equilibrio ed equidistanza incondizionati e una collaborazione più profonda con la società civile”.

È importante che tutte le attività SRI si inquadrino strettamente dei limiti costituzionale e della legge”

Hellvig ha affermato di sostenere la democrazia, motivo per cui è importante per l’intera società che tutte le attività dell’SRI si inquadrino “strettamente” nei limiti costituzionali e delle legge, per stabilire i confini all’interno dei quali l’istituzione possa operare.

“Il nostro rapporto è la precisa radiografia di un anno difficile, carico di preoccupazioni, ma che la Romania ha attraversato bene. La strategia SRI per il 2016 è stata quella di tenere lontano dai confini del paese qualsiasi minaccia rivolta alla sicurezza nazionale. Sono state prese misure di scoraggiamento di qualsiasi azione illecita in ambiti come: la sicurezza cibernetica, il controspionaggio, l’estremismo e la criminalità organizzata. Ad esempio, sono state prese approssimativamente 6000 misure d’interdizione o divieto ad entrare in Romania”, ha affermato Eduard Hellvig.

Lo stesso ha aggiunto che “per sostenere la decisione nello stato, l’SRI ha avuto la costanza di informare i beneficiari legali e di migliorare visibilmente la comunicazione con questi, fatto sostenuto da una crescita significativa delle reazioni positive ricevute da decisori”.

“Nel 2016 sono state svolte centinaio di attività di cooperazione internazionale e sono stati gestiti in comune operazioni e progetti di partenariato. Questo pone il Servizio Romeno d’Informazione in una posizione importante a livello internazionale”, ha concluso.

Hellvig ha assicurato che la modernizzazione e il consolidamento dell’SRI non si fermeranno.

“Siamo entrati in una nuova fase. Durante il mio mandato intendo ottimizzare le risolse di questo servizio, gestirle in modo efficiente e responsabile e questo processo, una volta iniziato, vi garantisco che sarà irreversibile. La nostra modernizzazione e il nostro consolidamento non si fermeranno. Abbiamo ufficiali di massimo livello e abili manager che condurranno a buon fine quest’operazione accettata”, ha sottolineato il direttore del Servizio.

Egli ha sostenuto che nel 2017, l’SRI desideri “ritrovare il proprio posto naturale all’interno di una società democratica, quello di fornire informazioni ai decisori dello stato, di avvertire dei rischi in tempo, di essere promotore dell’interesse nazionale della sicurezza”:

Eduard Hellvig ha poi aggiunto che tutte le attività dell’SRI debbano inquadrarsi nei limiti della Costituzione e della legge.

“Sostengo la democrazia perché la Romania può progredire solo tramite questi valori. È importante per l’intera società che tutte le attività dell’SRI si inquadrino strettamente nei limiti della Costituzione e della legge, per stabilire in modo chiaro i confini all’interno dei quali la nostra istituzione sia chiamata ad operare”, ha precisato il direttore dell’SRI.

Egli ha ribadito come il Servizio voglia modernizzare “soprattutto il partenariato che ha con le istituzioni dello stato”.

“Lavoreremo per un modello più trasparente di controllo e per una relazione più aperta con il Parlamento e con la società civile. Saremo un partner onesto di tutte le istituzioni per il perfezionamento della legislazione e per dare un esempio efficiente e professionista. È necessario allineare in modo permanente il ruolo e le missioni dell’SRI alle regole del gioco democratico. I primi passi sono già stati fatti, le cose andranno avanti”, ha concluso lo stesso.

Hellvig ha aggiunto che l’SRI ha molto da fare, dal momento che “il futuro porta con sé numerose minacce”.

“Purtroppo, anche nel 2017 e negli anni a venire, i servizi d’informazione saranno coinvolti in confronti diretti la cui durezza non ci è ancora data sapere. Il mondo in cui viviamo si confronta con problemi importanti, e la nostra analisi è che il grado d’incertezza globale non ha raggiunto ancora il suo apice. È necessario essere vigili insieme, in patria e con i partner esterni, di fronte ai pericoli che provengono da terrorismo, spionaggio, traffico illegale, attacchi cibernetici o forme di aggressioni ibride e aggressioni informazionali. Dico «insieme» perché questa parola sarà di grande importanza nello sviluppo delle capacità della sicurezza in Romania”, ha affermato il direttore dell’SRI.

Egli ha dichiarato che lo slogan dell’SRI per quest’anno sarà “partenariato al servizio dei cittadini”.

“I nostri ufficiali si faranno avanti molto più spesso nella società per spiegare alla gente e alle istituzioni il modo in cui dovranno essere generate le misure di protezione dei dati e dei patrimoni, come proteggere le infrastrutture connesse, come metterle al riparo dai tentativi d’illecita influenza. Il nostro principale alleato è il cittadino. E un cittadino educato è un alleato potente!” ha concluso Eduard Hellvig.

“È il momento di un partenariato onesto tra l’SRI e le istituzioni dello stato; solo così la Romania rimarrà fuori pericolo”

Allo stesso tempo, durante la seduta di bilancio dell’istituzione, il direttore dell’SRI ha sottolineato sia giunto il momento di un partenariato “onesto” tra l’SRI e tutte le istituzioni dello stato, poiché solo in squadra la Romania potrà essere tenuta fuori dai pericoli tanto interni quanto esterni al paese.

“È il momento di un partenariato onesto tra l’SRI e tutte le istituzioni dello stato, perché credo che solo in squadra potremo tenere la Romania lontana dai pericoli interni, come anche da quelli provenienti dall’esterno. Proprio per questo, desidero oggi ringraziare innanzitutto i cittadini della Romania che, con diverse formule e comportamenti, ciascuno a suo modo, e prima di tutto rispettando la legge, hanno contribuito a proteggere la sicurezza nazionale della Romania”, ha precisato il direttore dell’SRI.

Quest’ultimo ha voluto ringraziare i partner interni ed esterni della Romania per il sostegno offerto all’SRI nell’anno 2016.

“Intendo dar loro garanzia di un partenariato costruttivo, aperto e responsabile anche nel futuro. E a voi, rappresentanti dei mass-media, assicuro ugualmente onesta e trasparenza istituzionale, ma non dimenticate che l’SRI rimane un servizio segreto”, ha concluso Eduard Hellvig.

“È il momento di un ampio dibattito per un pacchetto moderno di leggi di sicurezza nazionale”

In occasione della presentazione del bilancio per l’anno 2016, il capo dell’SRI ha tenuto a sottolineare che il Servizio da lui condotto protegge e promuove la sicurezza nazionale della Romania sulla base di una legge principale del 1991, motivo per cui sembra sia arrivato il momento di un ampio dibattito pubblico per un pacchetto moderno di leggi in questo senso.

“L’ho già dichiarato pubblicamente e lo ripeterò ogni qualvolta ce ne sarà bisogno. La società, tramite i suoi meccanismi deve assicurare ai servizi d’informazione gli strumenti legali necessari a funzionare. Noi lavoriamo solo in base al mandato che riceviamo dai decidenti. Non perdiamo, per favore, di vista che nel 2017 l’SRI è chiamato a proteggere e a promuovere la sicurezza nazionale della Romania sulla base di una legge principale del 1991. Da allora sono passati 26 anni, in cui la realtà è radicalmente cambiata. Vi ricordiamo solo cosa significava internet allora rispetto ad oggi”, ha affermato Eduard Hellvig.

Il direttore dell’SRI ha sostenuto sia giunto il momento di un ampio dibattito pubblico per un pacchetto moderno di leggi per la sicurezza nazionale.

“Dal mio punto di vista, è il momento di un ampio dibattito pubblico per un moderno pacchetto di leggi per la sicurezza nazionale. Minimamente intrusivo, con garanzia di costituzionalità per i cittadini, con motivi etici. Ma adatto a ciò che viviamo oggi! La legge deve proteggere i diritti e le libertà dei cittadini ma anche offrire un quadro che permetta allo stato di assicurare tali diritti e libertà. Senza abusi, sul modello occidentale, trasparente, corretto”, ha aggiunto Eduard Hellvig.

Iohannis: Ho chiesto all’SRI equilibrio ed equidistanza incondizionati e una collaborazione più profonda con la società civile”

Presente alla seduta di bilancio dell’SRI, il Presidente Klaus Iohannis ha dichiarato di aver chiesto al Servizio “equilibrio ed equidistanza incondizionati” nello svolgimento delle loro attività, come anche una collaborazione più profonda con la società civile.

Il Presidente ha precisato di aver sottolineato l’importante ruolo che il Servizio Romeno d’Informazione ha avuto nel mantenere la condizione di sicurezza nazionale e di aver espresso fiducia nella capacità dell’SRI di proteggerci dai rischi attuali e futuri.

“In qualità di essenziale pilastro del sistema di sicurezza nazionale, l’attività del Servizio, svolta in base a standard simili a quelli di stati con stabili sistemi democratici, gode del rispetto dei partner, dei beneficiari e della società. Ho apprezzato i risultati ottenuto l’anno scorso dall’SRI nelle sue principali missioni come anche gli importanti contributi del Servizio nel sostenere decisioni strategiche, nella lotta alle aggressioni cibernetiche, contro la criminalità organizzata e nella prevenzione delle minacce terroristiche. La Romania e i romeni sono rimasti in una zona di sicurezza , risultata dagli sforzi costanti e dall’efficienza delle azioni preventive dell’SRI, che ha collaborato intensamente tanto in senso interistituzionale, quanto anche con i partner esteri”, ha continuato Iohannis.

Il capo dello stato ha apprezzato la preoccupazione dell’istituzione nel realizzare un partenariato con i cittadini, fruitori diretti della stabilità e della sicurezza.

Klaus Iohannis ha salutato positivamente la preoccupazione del Servizio Romeno d’Informazione per lo sviluppo, “con buoni risultati” delle capacità tecniche e operazionali necessarie alla gestione delle provocazioni in ambito informazionale.

Il Presidente ha rimarcato come l’SRI abbia mantenuto anche nel 2016 la reputazione di partner di fiducia con l’esterno, contribuendo in modo attivo e consistente a sostenere gli interessi nazionali di politica estera.

“Mi aspetto anche in futuro per lo meno un contributo allo stesso livello, nel fornire le conoscenze necessarie e nel sostenere decisioni che riguardino la promozione degli interessi della Romania. Ho chiesto all’SRI equilibrio ed equidistanza incondizionati nello svolgimento delle sue attività, come anche una collaborazione più profonda con la società civile, con il cittadino, la cui sicurezza esso è chiamato a proteggere”, ha precisato Klaus Iohannis.

A suo parere, la crescita del grado di conoscenza e la possibilità di anticipare le tendenze d’evoluzione delle minacce asimmetriche o di tipo ibrido, sono attualmente assolute necessità, aspetto che ha sottolineato durante la seduta di bilancio.

“Ho approfittato allo stesso tempo di quest’occasione per ribadire la necessità di mettere a disposizione delle istituzioni statali romene, implicitamente dell’SRI, gli strumenti, anche legislativi, adatti alle realtà interne ed internazionali, necessari ad assicurare la sicurezza nazionale, e che offrano un quadro adeguato allo svolgimento dell’attività di intelligence. Tali strumenti continuano a lasciarsi attendere, sebbene le evoluzioni regionali ed internazionali impongano flessibilità e mobilità d’azione accentuate”, ha affermato il presidente.

In chiusura, Iohannis ha espresso il proprio apprezzamento per gli sforzi continui del Servizio nel consolidare la capacità di gestire le provocazioni alla sicurezza nazionale ed euroatlantica.

“Mi congratulo con l’SRI per i risultati ottenuti, successi che rimangono spesso privi di riconoscimento, come poi, in effetti, è anche normale che succeda all’interno di un servizio segreto d’informazione”, ha aggiunto il capo dello stato.

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