Caso “Gala Bute”: Elena Udrea, condannata a sei anni di reclusione

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Ex ministro obbligato a restituire 8,1 milioni di lei all’ANT e 900.000 euro a due testimoni. La corte ha confiscato un milione di lei

Martedì, la Corte Suprema, nella sentenza di condanna a sei anni di reclusione, ha obbligato Elena Udrea a restituire 8,1 milioni di lei all’Autorità Nazionale per il Turismo (ANT), come anche 900.000 euro ai due testimoni. Allo stesso tempo, la corte ha disposto la confisca di una somma approssimativa di circa un milione di lei per l’ex ministro per lo Sviluppo e il Turismo.

“Obbliga l’imputato Udrea Elena Gabriela a versare la somma di 8.116.800 lei come risarcimento in favore della parte civile, l’Autorità Nazionale per il Turismo. In conformità all’art. 254, par. 3 del Codice penale del 1969, confisca in favore dello stato, dall’imputata Udrea Elena Gabriela, le somme di 695.367 lei e 296.076 lei. In base all’art. 255, par. 3 e par. 5 del Codice penale del 1969, si obbliga l’imputata Udrea Elena Gabriela a restituire l’equivalente in lei, al tasso BNR alla data del pagamento, della somma di 300.000 euro in favore del testimone Gardean Adrian”, si legge nella decisione della corte.

Allo stesso tempo, Udrea dovrà pagare le spese legali di 20.000 lei, come anche Radu Obreja. Gli altri imputati, tranne Ion Ariton, saranno obbligati a pagare 15.000 lei di spese legali.

Martedì, la Corte Suprema, all’interno del caso “Gala Bute”, ha condannato l’ex ministro per lo Sviluppo Regionale, Elena Udrea, a sei anni di reclusione con esecuzione per tangenti e abuso di servizio, indagata per tentato utilizzo di dichiarazioni false o incomplete.

La decisione non è definitiva e potrà essere contestata presso il Collegio dei cinque giudici dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia.

Udrea è stata condannata a cinque anni di reclusione per aver accettato tangenti, a quattro anni per un altro fatto di corruzione, a sei anni per una terza infrazione di corruzione e a sei anni per abuso di servizio. I giudici dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, dopo l’unione delle pene, hanno disposto che Udrea sconti sei anni di reclusione.

La corte ha inoltre stabilito l’assoluzione di Elena Udrea per il tentato uso di dichiarazioni false o incomplete.

Rudel Obreja, ex presidente della Federazione Romena di Box, è stato condannato a cinque anni di reclusione per evasione fiscale. La corte ha constatato come l’azione coincidesse con quella per cui Obreja era stato condannato dal Tribunale di Bucarest, ha unito così le pene ed ha disposto che Obreja sconti cinque anni di reclusione. Allo stesso tempo, la corte ha disposto la confisca di una somma parti a  3.000.000 lei a danno di Rudel Obreja.

Gheorghe Nastasia, ex segretario degenerale del Ministero per lo Sviluppo Regionale e il Turismo, ha ricevuto una pena di quattro anni di carcere con sospensione.

Ana Maria Topoliceanu, ex direttore della Compagnia Nazionale d’Investimento, è stata condannata a tre anni di reclusione con sospensione per aver preso tangenti.

L’ex ministro dell’Economia, Ion Ariston, è stato indagato.

L’ex consigliere di Elena Udrea, Stefan Lungu, ha ricevuto la pena di un anno e sei mesi di reclusione con sospensione.

L’ex assistente personale di Elena Udrea, Tudor Breazu, è stato condannato a tre anni di reclusione con esecuzione, per complicità in tangenti.

La corte ha disposto la condanna anche dell’imprenditore Dragos Botoroaga, a due anni e sei mesi di reclusione con sospensione.

Il caso “Gala Bute” è arrivato alla Corte Suprema nell’aprile del 2015, per fatti che riguardano l’accettazione o il pagamento di tangenti, abuso di servizio, complicità nell’accettazione di tangenti, evasione fiscale e riciclaggio di denaro.

Nella requisitoria, gli inquirenti hanno mostrano come il 24 luglio 2011 sia stato siglato un contratto di servizi, attribuito tramite negoziazione e senza la pubblicazione di un annuncio di partecipazione, tra il Ministero per lo Sviluppo Regionale e il Turismo (MDRT) e SC Europlus Computers SRL, azienda di Rudel Obreja, prestatrice di servizi di promozione della Romania all’interno degli eventi svoltisi in occasione dell’organizzazione del Gala Internazionale di Box professionista da parte della Federazione Romena di Box.

In base a questo contratto, in data 1 febbraio 2012, il Ministero per lo Sviluppo Regionale e il Turismo ha realizzato il pagamento di servizi di promozione, nel valore di 8.116.800 lei.

“I fondi pubblici sono stati utilizzati in una modalità vietata dalla legge, vale a dire per il finanziamento di un evento sportivo da parte di una società commerciale, e la somma versata in base al contratto costituisce nella sua integrità un pregiudizio prodotto al patrimonio del ministero. Tramite la stipulazione del contratto si è voluto in realtà assicurare i fondi necessari all’organizzazione del gala di box menzionato, mentre l’acquisizione di servizi di pubblicità ha rappresentato solo una giustificazione formale, perché non è esistito un reale bisogno del ministero, con l’unico scopo di dare un’apparenza di legalità al contratto. Di più, il contratto è stato attribuito con la violazione delle procedure legali di pubblica acquisizione e sono stati acquisiti servizi che non appaiono nelle categorie di spese eleggibili per i programmi di finanziamento europeo”, secondo i procuratori.

Gli inquirenti hanno sostenuto come Elena Udrea abbia dato il contributo più importante alla realizzazione dei fatti e al prodursi del loro risultato, poiché lei avrebbe preso la decisione di organizzare il gala dopo alcune discussioni informali con Rudel Ogreja, avrebbe determinato l’adozione degli atti normativi che hanno creato il contesto di finanziamento dell’evento, avrebbe chiesto ripetutamente ai funzionari sottoposti di incontrate Obreja per identificare soluzioni nel caso di stipulazione del contratto ed ha partecipato in modo diretto alla definizione del budget che sarebbe stato assegnato in seguito dal MDRT, al di fuori del regolamentare ambito delle procedure di acquisizione pubblica.

Elena Udrea: La sentenza del caso Gala Bute è un abuso, una pagliacciata; tutto le somme citate nel caso sono imputate a me

L’ex deputato Elena Udrea, la sera in cui la Corte Suprema ha emesso il verdetto in merito al caso Gala Bute, ha dichiarato per Romania TV che non si tratta di un’ingiustizia ma di un abuso e di una “pagliacciata”, e che le somme che le vengono imputate in questo caso rappresentano tutte le somme menzionate nel dossier Gala Bute, vale a dire il controvalore dell’attività di promozione della Romania per questo incontro.

“Io non dico si tratti una sentenza ingiusta, la sentenza è un abuso. Credo che, senza questa pagliacciata che dura da due anni, chiamata processo “Gala Bute”, avremmo potuto avere la stessa sentenza, con le stesse condanne già dal febbraio 2015. Sono stati ascoltati per due anni 67 testimoni, e nessuno dei testimoni mi ha accusato di nulla, al contrario, tutti hanno contraddetto le dichiarazioni dei due denunciatori, Topoliceanu e  Anastasia” ha precisato Elena Udrea.

L’ex ministro ha aggiunto che i colpevoli del caso che hanno testimoniato contro di lei, hanno ricevuto condanne con sospensione, mentre gli altri con esecuzione.

“Nonostante questo, è stata pronunciata questa sentenza che mi dimostra come quattro settimane non siano servite affatto a leggere il caso, non siano servite affatto a leggere le mie conclusioni scritte, composte da più di 70 pagine. Quattro settimane probabilmente sono state utili a sistemare questo puzzle di persone incolpate e punite, come sistemi le spie, come dar loro condanne con sospensione. Tutti coloro che hanno rilasciato dichiarazioni contro di me, hanno ricevuto condanne con sospensione e pene ridicole, chi non è stato d’accordo a rilasciare dichiarazioni contro di me, ha ricevuto condanne con esecuzione”, ha concluso la stessa.

Udrea ha sostenuto che “le somme di denaro che le sono imputate in questa inchiesta, sono tutte le somme citate del dossier Gala Buze, il controvalore dell’attività di promozione della Romania nell’incontro Gala Bute.

“Il Signor Bute non ha preso nemmeno un soldo in quell’incontro, ha boxato inutilmente? L’avversario di Bute non ha guadagnato nemmeno un soldo? L’intera somma, tutto il controvalore dell’attività di promozione della Romania, del marchio della Romania all’interno del gala di box”, ha concluso Elena Udrea.

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