Protocollo SRI, SIE, MApN, MAI, MJ, SSP e STS, attivo da 13 anni, firmato durante il mandato di Iliescu

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Nel pieno dello scandalo legato all’esistenza di protocolli stipulati da diverse istituzioni con i servizi segreti, alcune già denunciate dal Servizio Romeno d’Informazione (SRI), emergono documenti ancora attivi. È il caso del protocollo di cooperazione riguardante l’attività d’informazione per la sicurezza nazionale, stipulato del 2004.

“Il protocollo generale di cooperazione riguardante l’attività d’informazione per la sicurezza nazionale” è stato siglato in data 27 ottobre 2004, su iniziativa del Consiglio Supremo per la Difesa del Paese (CSAT), i cui firmatari sono i servizi e i ministeri implicati. In quel momento, il presidente della Romania era Ion Iliescu. Il documento è citato anche nel rapporto d’attività del Servizio Romeno d’Informazione (SRI) per l’anno 2014.

“Le istituzioni firmatarie del Protocollo generale di cooperazione riguardante le attività d’informazione per la sicurezza nazionale (SRI, SIE, MApN, MAI, MJ, SPP, STS e ORNISS) hanno rispettato i principi di legalità, coordinamento unitario, competenze materiali, segretizzazione di mezzi e metodi specifici utilizzati per ottenere i dati e le informazioni e la proprietà intellettuale sulle informazione che costituiscono l’oggetto della cooperazione. Sono stati coperti, tramite azioni specifiche, tutti gli ambiti regolamentati dal Protocollo, e l’SRI ha agito in modo prioritario per adempiere ai suoi specifici compiti. Le attività di cooperazione si sono basate, in modo preponderante, sul controbilanciamento di alcune azioni di corruzione e frode, con vettori provenienti dalle file dei funzionari dell’amministrazione pubblica locale o centrale e di altre istituzioni dello stato, come anche sulla gestione dei rischi generati dalle attività criminali di alcuni gruppi di criminalità organizzata con connessioni transfrontaliere. Sono stati resi più efficienti gli strumenti di comunicazione e collaborazione diretta con gli altri partner, e sono state stabilite procedure/approcci operativi nella trasmissione delle informazioni d’interesse interistituzionale. Allo stesso modo, in base alla tendenza di decentralizzazione, è cresciuta la consistenza e la qualità delle collaborazioni “orizzontali” con le strutture territoriali delle istituzioni – parti firmatarie del Protocollo, con risultati notevoli sulla rilevanza delle segnalazioni trasmesse a livello regionale”, si mostra nel rapporto SRI per l’anno 2014.

Nell’ultimo periodo si è discusso delle squadre miste inquirenti-ufficiali, cosa negata dalle istituzioni in causa. D’altra parte, nel rapporto d’attività dell’SRI per l’anno 2014, l’istituzione parla dell’esistenza di gruppi operativi formati da esperti delle istituzioni firmatarie.

“Tra le modalità di cooperazione, centrale è stato lo scambio di dati ed informazioni, realizzato in conformità alle norme legali e nel rispetto dei termini di comunicazione dei dati richiesti dalle istituzioni partner. Allo stesso modo, sono stati costituiti gruppi operativi o di coordinazione comuni, composti da esperti delle parti firmatarie, per l’esecuzione di missioni complesse e per l’utilizzo in comune delle autorizzazioni d’intercettazioni delle comunicazioni dei vettori, il che ha potenziato la documentazione qualificata delle attività criminali”, spiega l’SRI nel rapporto pubblicato sul site.

La cooperazione è stata realizzata tramite: lo svolgimento, su richiesta di alcune delle parti firmatarie, di verifiche nelle basi di dati operativi, anche all’interno di relazioni di cooperazione esterna; l’accesso online alle basi di dati; la partecipazione alle attività comunemente svolte nel paese; l’elaborazione in comune di alcune valutazioni/informazioni e proposte destinate al Consiglio Supremo di Difesa del Paese; lo svolgimento di indagini informative e attività di sorveglianza operativa; il conferimento di assistenza logistica, tecnica e organizzativa per l’adempimento di missioni specifiche; lo scambio di esperienze e specialisti e sostegno reciproco nel processo di formazione e perfezionamento della preparazione professionale del personale, si spiega nel rapporto SRI.

Secondo la fonte citata, “le principali attività di cooperazione sono state realizzate nella relazione con il Ministero Pubblico, il Ministero degli Interni (MAI), il Ministero per la Difesa Nazionale (MApN), il Servizio d’Informazione Esterno (SIE), il Servizio di Protezione e Custodia (SPP) e il Ministero della Giustizia”. Nel rapporto, l’SRI ha spiegato come abbia funzionato la collaborazione con ciascuna delle principali istituzioni firmatarie del protocollo.

“Il partenariato con il Ministero Pubblico ha funzionato anche nel 2014 su parametri ottimali, fatto riflesso dalla dinamica dei risultati, tanto dalla prospettiva di conoscenza, prevenzione e lotta alle minacce riguardanti la sicurezza nazionale, quanto anche dal punto di vista degli effetti sul piano dell’istruzione penale. La cooperazione con il MAI ha mantenuto una tendenza ascendente dal punto di vista della qualità registrata.

Negli anni precedenti, e nel 2014 è stata riscontrata, diversamente dai periodi anteriori, una crescita anche del volume d’attività della cooperazione. La collaborazione si è concretizzata tramite la reciproca disponibilità nella realizzazione di scambi d’informazione sebbene, allo stesso tempo, siano stati registrati progressi in merito alla riduzione della burocrazia e all’operatività delle procedure. La collaborazione con l’MApN, in aumento tanto dal punto di vista della qualità, che da quello numerico, si è messa in evidenza tramite il livello elevato di consistenza e complessità delle attività svolte. Quanto alla relazione con il SIE, lo scambio d’informazioni è diventato più dinamico, e si è registrata una crescita approssimativa del 32%, in confronto al 2013. In merito alla collaborazione con l’SPP, si è constatata una diminuzione del volume d’attività riguardante la protezione dei dignitari, il numero di controlli antiterrorismo e gli interventi pirotecnici”, si mostra nel rapporto d’attività dell’SRI per l’anno 2014.

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