L’FMI stima che l’applicazione di tutte le misure promesse dal PSD in campagna elettorale potrebbe costare al budget il 5,5% del PIL fino al 2020

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Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) stima che l’impatto sul budget di tutte le misure promesse dal Partito Social Democratico (PSD) prima delle elezioni ammonterebbe al 5,5% del prodotto interno lordo (PIL) della Romania, ha dichiarato venerdì il capo della delegazione FMI in Romania, Reza Baqir, durante la conferenza stampa di fine missione.

“Vogliamo mostrarvi alcuni calcoli, calcoli illustrativi che mostrano l’impatto sul deficit budgetario, qualora fossero adottate le misure annunciate prima delle elezioni. Se tutte le misure del programma di governo saranno adottate, accanto alla legge dei salari unici, e qui mi riferisco alle misure che riguardano la riduzione dei contributi sociali, la riduzione della quota IVA, i dividendi delle aziende di stato e l’IVA zero sugli immobili, l’impatto nel periodo 2017-2020 potrebbe essere un costo supplementare del 5,5% del PIL”, ha dichiarato Baqir.

Il 27 gennaio, il Governo ha approvato un Memorandum tramite cui le compagnie controllate dallo stato e dalle regioni autonome saranno obbligate ad allocare dividenti minimo del 90% del profitto netto realizzato l’anno precedente.

Il denaro però dovrebbe arrivare al Fondo Sovrano di Investimenti che il Governo intende istituire il mese prossimo.

La misura ha come effetto, da una parte, la riduzione degli incassi del budget di stato, tramite il trasferimento dei dividendi, che finora alimentavano il budget, in un nuovo fondo, e d’altra parte l’eliminazione di alcune spese dal budget.

Ad ogni modo, il rappresentante FMI ha precisato che gli eventuali effetti positivi delle misure sull’economia non sono state prese in considerazione, poiché la stima esatta degli effetti è impossibile.

“Vorrei precisare che tali stime non prendono in considerazione gli effetti del secondo ciclo, tramite cui comprendo che, in un certo modo, la tranquillità fiscale e gli stimoli per l’attività economica cresceranno la dimensione dell’economia, perciò cresceranno anche le entrate del budget. Il motivo per cui non abbiamo introdotto gli effetti del secondo ciclo è che non è possibile fare una stima corretta degli stessi, se non allora quando conosceremo l’intero pacchetto”, ha spiegato Baqir.

Il capo della delegazione FMI ha avvertito che la Romania non ha più spazio budgetario per altre riduzioni d’imposte e tasse.

Iohannis, dopo le discussioni con l’FMI: Mi hanno presentato alcune preoccupazioni ben motivate. Spero che in Governo ne tenga conto.

Il presidente Klaus Iohannis venerdì ha dichiarato che la delegazione FMI, durante l’incontro di giovedì, gli ha presentato una serie di “preoccupazioni ben motivate” conseguenti alla missione di valutazione e ha espresso la speranza che l’Esecutivo ne tenga conto.

“Riconosco che le discussioni hanno avuto toni piuttosto cupi e la delegazione FMI mi ha presentato alcune preoccupazioni ben motivate. Loro sono alla fine della missione di valutazione e mi hanno detto di aver trasmesso lo stesso messaggio anche al premier e la ministro delle Finanza. Io spero vivamente che terranno conto di tali questioni”, ha dichiarato.

Il presidente ha affermato che maggiori dettagli dovrebbero fornirli i rappresentanti del Governo e quelli dell’FMI.

Il presidente Klaus Iohannis giovedì ha ricevuto a Palazzo Cotroceni la delegazione dell’FMI e il capo della delegazione del Fondo in Romania, Reza Baqir, ha mostrato la necessità di portare avanti la lotta anticorruzione, come anche una politica economica sana, che consolidi la crescita economica degli ultimi anni, nel contesto in cui l’attuale quadro fiscale-budgetario presenta “una serie di rischi e di vulnerabilità”.

Secondo un comunicato dell’Amministrazione Presidenziale, l’incontro ha avuto lo scopo di presentare le principali conclusioni della missione periodica di valutazione, in virtù dello statuto della Romania come paese membro del Fondo Monetario Internazionale.

I temi toccati sono basati sulla recente evoluzione economica della Romania. Il capo della delegazione FMI ha sottolineato la necessità di politiche economiche sane, che consolidino la crescita economica romena degli ultimi anni, soprattutto nel contesto in cui l’attuale quadro fiscale-budgetario presenti una serie di rischi e vulnerabilità.

Durante l’incontro, è stata presentata la necessità di ripensare il trend delle politiche economiche degli ultimi anni, della politica e delle misure imposte per stimolare realmente i consumi, verso politiche di sostegno degli investitori e delle strutture produttive dell’economia romena.

In questo senso, i rappresentanti dell’FMI hanno mostrato come la Romania abbia bisogno di aumentare le prestazioni nell’assorbimento dei fondi europei e migliorare in modo significativo le entrate da parte dell’ANAF, ma anche di assicurare prevedibilità e sostegno nel portare avanti la lotta contro la corruzione.

Il presidente della Romania ha menzionato l’importanza della crescita della fiducia nei confronti dell’economia romena, tramite politiche pubbliche credibili, efficienza e trasparenza delle spesa pubblica, ma anche attraverso un ambito competitivo per l’ambiente degli affari.

Alla fine dell’incontro, è stato riaffermato il desiderio di portare avanti una buona collaborazione tra la Romania e il Fondo Monetario Internazionale, in modo che l’ambiente economico generale sia stabile e favorevole alla crescita della prosperità.

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