Iohannis e Grindeanu negano l’esistenza di un patto di coabitazione

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Il presidente Klaus Iohannis venerdì ha confutato l’esistenza di un patto di coabitazione con il premier Sorin Grindeanu, quando gli è stato chiesto dai giornalisti di commentare la dichiarazione di Victor Ponta, che avrebbe affermato che “anche adesso c’è una coabitazione” tra il presidente e il primo ministro.

“Quell’ex premier ha un talento speciale nel mettere in discussioni questioni che non esistono. Non esiste nessun patto di coabitazione”, ha sottolineato Iohannis.

E “posso dirvi che non esisterà mai”, ha continuato il presidente, precisando di non aver “assolutamente alcun bisogno” di fare “un patto o un accordo scritto con il PSD”.

Il giorno prima, anche il premier Sorin Grindeanu aveva negato l’esistenza di un patto di coabitazione con il presidente Klaus Iohannis, ed ha precisato che un documento del genere non esiste, poiché non c’è bisogno di un pezzo di carta perché ciascuno conosca le attribuzioni istituzionali di cui dispone.

“Un «patto di coabitazione» è solo un pezzo di carta. Se ce ne fosse ancora bisogno, ce l’ha dimostrato in modo assoluto l’esperienza di un periodo in cui è realmente esistito un patto del genere, tra Governo e Presidenza. La sua esistenza non ha protetto la Romania dagli scandali permanenti, il primo a cui penso e quello in riferimento alla persona che dovrebbe rappresentarci al Consiglio Europeo. Perciò, non esiste e non esisterà un patto di coabitazione tra me e il presidente Iohannis”, ha scritto Sorin Grindeanu su Facebook.

Egli ha precisato però che avrà una collaborazione “corretta” con il presidente Iohannis.

“Non abbiamo bisogno di un pezzo di carta per sapere le attribuzioni costituzionali di cui disponiamo e cosa debbano fare le istituzioni che rappresentiamo. Questo non significa che non avremo una collaborazione corretta con l’Amministrazione Presidenziale sui temi d’interesse maggiore per la Romania, così come succede ora con la questione dell’Europa con due velocità. Ed è normale che sia così. Perché se noi, qui a casa, non avessimo un punto di vista comune, che pretese potremmo avere di essere ascoltati a Bruxelles?!”, ha concluso il premier Sorin Grindeanu.

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