Il Ministro per i Romeni in Tutto il Mondo, Andreea Pastarnac, sulla situazione delle romene abusate in Italia: C’è bisogno di maggiore informazione per prevenire casi come questi

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Il ministro per i Romeni in Tutto il Mondo, Andreea Pastarnac, ha parlato con i rappresentanti delle autorità locali della città italiana di Catania in merito alla situazione delle romene che lavorano nella zona e che sono sottoposte ad abusi dai datori di lavoro, ed ha annunciato che è necessaria maggiore informazione per prevenire casi del genere, secondo Mediafax.

“Il dialogo portato con il Prefetto Silvana Riccio si è concentrato sull’intensificazione del processo di cooperazione bilaterale al livello delle autorità con attribuzioni in materia giudiziaria, delle politiche sociali e delle pari opportunità dei cittadini europei e dell’informazione corretta in merito al sistema dei diritti e delle libertà specifiche del mercato di forza lavoro della Repubblica Italiana. Un aspetto concretamente presente nell’attenzione di entrambe le delegazioni è stata la valutazione del fenomeno degli “intermediari” (i caporali), persone che s’interpongono in modo fraudolento tra il datore di lavoro ed il lavoratore, dell’estensione delle campagne d’informazione dei cittadini romeni presenti sul territorio italiano, perché diventino noti i rischi dello sfruttamento del lavoro, degli abusi e del traffico di persone”, si spiega nel comunicato del Ministero per i Romeni in Tutto il Mondo.

Andreea Pastarnac ha discusso con il Prefetto Silvia Riccio, ed entrambe le parti sono state d’accordo sulla necessità di un piano concreto d’azione riguardante l’intervento delle autorità specializzate romene e italiane per controllare l’evoluzione dei casi indagati.

“I dignitari ritengono che le associazioni romene costituitesi in Italia possano avere un ruolo importante nell’offrire un sostegno concreto alle persone che siano in difficoltà. Quest’implicazione attiva dovrà generare al livello delle autorità di Bucarest l’identificazione di un meccanismo ottimale di legittimazione e riconoscimento come anche dei contributi ufficiali del politici assunti dallo stato romeno in quest’ambito. L’informazione corretta ed opportuna in merito alla legislazione in materia di assistenza e protezione da parte delle autorità romene ed italiane, potrebbe contribuire in modo attivo a limitare le cause di abusi nei confronti dei cittadini romeni”, si precisa ancora nel comunicato.

D’altra parte, i rappresentanti delle associazioni romene in Italia richiamano l’attenzione sul fatto che gli ufficiali romeni dovrebbero prendere misure all’interno delle frontiere del paese per prevenire gli abusi nella Diaspora.

“Per prima cosa, un cambiamento della politica applicata in materia di tutela e rispetto dei diritti dei suoi cittadini, ma anche in materia di rispetto degli obblighi che questi hanno. In secondo luogo, se si desidera realmente combattere il fenomeno, sarebbe necessario rivedere le condizioni legali in cui i cittadini romeni possono lasciare il territorio nazionale e spostarsi all’estero, e soprattutto le condizioni imposte dalla legge rispetto agli obblighi che questi hanno nel caso di una permanenza continuata sul territorio di un altro stato. In questo momento, la Romania è colpevole di favorire la clandestinità dei suoi cittadini nella spazio europeo, di favorire il lavoro nero all’estero e tacitamente di favorire la violazione dei diritti dei suoi cittadini e di non garantire la loro sicurezza, al di fuori dei confini del paese! Così com’è colpevole di esiliare i cittadini romeni al di fuori dei confini del paese!”, ha dichiarato Leontin Cojocea, presidente del Centro per Assistenza e Servizi dei Cittadini Romeni in Italia, per Mediafax.

Il ministro per i romeni in tutto il mondo ha concordato con le autorità italiane un piano di misure per i lavoratori che siano in situazioni di vulnerabilità.

Il ministro per i romeni in tutto il mondo, Andreea Pastarnac, ha avuto una serie d’incontri con rappresentati dell’autorità centrale e locale italiana, capi dei sindacati e dell’ambiente associativo romeno e italiano, dopo le quali hanno concordato un piano concreto di misure che comprendano l’istituzione nel minor tempo possibile di un centro di sostegno ed assistenza per le vittime del traffico di persone, spiega Agerpres.

L’Ufficiale romeno presente a Ragusa, in Italia, per una valutazione della situazione dei romeni al lavoro.

Secondo un comunicato del Governo trasmesso venerdì, hanno avuto luogo incontri con il prefetto di Ragusa, Maria Cornelia Librizzi, con i rappresentanti delle autorità locali della zona, del Ministero degli Interni, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, delle autorità della sanità pubblica, capi di sindacati e dell’ambiente associativo romeno e italiano, attivo nel sostenere i romeni che siano in situazioni di difficoltà. Allo stesso modo, ha avuto luogo un incontro con il sindaco della città di Ragusa, Federico Piccitto, e con i membri del consiglio locale.

“La Delegazione si è recata nelle zone di lavoro agricolo, nelle aziende agricole e nelle serre, per discutere in loco con i lavoratori romeni. Le autorità locali di Ragusa hanno segnalato il gran numero di lavoratori romeni privi di documenti legali, che vivono e lavorano in condizioni difficili, isolati, senza possibilità di comunicare e allo stesso tempo esposti a diverse forme di sfruttamento e abuso”, precisa la fonte citata.

Nel comunicato si specifica come, secondo l’amministrazione della regione Sicilia, sebbene i romeni rappresentino “un terzo” del numero totale di lavoratori stranieri, questi si trovino in una situazione di “vulnerabilità significativa”.

“Per venire in sostegno dei cittadini romeni, la parte italiana e quella romena sono cadute d’accordo su un piano concreto di misure che comprendano l’istituzione nel minor tempo possibile di un centro per il sostegno e l’assistenza delle vittime del traffico di persone, come anche per chi sia esposto al rischio di essere sottoposto a questo tipo di traffico. Allo stesso modo, saranno rese operative unità mobili in grado di offrire assistenza sul terreno, servizi di consulenza, informazioni adeguate a ciascun caso, come anche assistenza medica”, secondo la medesima fonte.

Nel contesto, secondo il comunicato, la parte italiana ha ripetuto come, dal 2013, esista un comitato misto regionale, omologato come progetto pilota, che si rivolge ai lavoratori stranieri.

“Una delle proposte formulate per la risoluzione ottimale delle situazioni a rischio in materia di sfruttamento delle persone è stata raddoppiare la capacità di questo progetto, tramite la creazione di un comitato misto bilaterale, all’interno del quale siano rappresentati gli specialisti romeni dei ministeri competenti”, si aggiunge nel comunicato.

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