Gli abiti nuovi dell’imperatore

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Le ultime decisioni della Corte Costituzionale ci hanno ricordato che si tratta di un’istituzione politica. Questa volta però i suoi giudici si sono mostrati più che mai rappresentanti dell’attuale potere. Aiutandolo a screditare il suo principale avversario, la Direzione Nazionale Anticorruzione. Il suo attuale presidente è stato capo della Camera dei Deputati al tempo del premier Adrian Nastase, quando era dominata, come oggi, dai socialdemocratici. Non bisogna scordare la strategia politica dell’ex premier: politicizzare il più possibile tutta la società. Ogni istituzione dello stato dev’essere controllata tramite un capo nominato dal partito. L’autonomia delle istituzioni dev’essere ridotta al minimo. Anche gli altri partiti apprezzano questa filosofia politica, sebbene i socialdemocratici restino in questo senso i più efficienti. Quello in cui invece riescono meno è conquistare una maggiore onorabilità. Lo stesso Nastase aveva cercato, con l’aiuto del ministro Vasile Dancu, esperto in marketing politico, di trasformare un partito post comunista in uno simile ai prodotti della socialdemocrazia occidentale. L’eccesso di corruzione ha rovinato però questo piano ambizioso. Per sembrare meno settario, il partito cerca di convincere ex avversari politici a stargli vicino. Non è difficile con uomini che oggi sono dei pensionati politici come Victor Ciorbea o Emil Constantinescu. Quelli che vent’anni fa sconfissero per la prima volta il partito di Ion Iliescu, oggi non sono più che dei figuranti di lusso. Adesso il partito, da pochi mesi al governo, ha problemi di credibilità prima del previsto. Più di tutti il suo leader Liviu Dragnea. E proprio per questo cerca da un po’ di tempo di mostrarsi più “democratico” che altri leader del partito. Se Serban Nicolae gioca la parte del poliziotto cattivo, il capo del suo partito sceglie quella del poliziotto buono. Ma “gli abiti nuovi dell’imperatore” non riusciranno a convincere troppa gente.

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