Dichiarazione di riaffermazione del prestigio del Parlamento, adottata dalla plenaria riunita della Camera dei deputati e del Senato

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I senatori e i deputati hanno adottato mercoledì, nella riunione comune delle due Camere, una dichiarazione che sottolinea che il Legislativo s’impegna con fermezza a servire esclusivamente la nazione che rappresenta l’opinione strutturata e legale della società, espressa in modo legittimo e con esclusività dal Parlamento.

Il progetto di dichiarazione, adottato con 203 voti a favore e 94 voti contro, è stato proposto dal presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, e i gruppi parlamentari hanno avuto a disposizione circa tre settimane per formulare punti di vista.

La dichiarazione – in cui sono criticati il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il Pubblico Ministero e il presidente della Romania, dopo la decisione della Corte Costituzionale della Romania (CCR) sull’ordinanza d’urgenza del governo (OUG) 13 – è stata proposta alla direzione del Parlamento da Calin Popescu Tariceanu.

Il progetto di dichiarazione precisa “la posizione del Senato nell’architettura costituzionale dello stato”, e occorre che l’opinione pubblica capisca che il Parlamento è “l’unica autorità legislativa della Romania e altre ingerenze nella sua attività non possono essere accettate”.

“Il Parlamento della Romania saluta i chiarimenti portati dalla CCR con la sua decisione dell’8 febbraio 2017. Qualificando come infondate le notifiche del CSM e del presidente della Romania, la Corte spiega, da una parte, come il Parlamento possa delegare il Governo tramite una legge speciale di abilitazione della competenza di emettere ordinanze, e d’altra parte che l’esecutivo «non ha l’obbligo costituzionale o legale di chiedere l’avviso del CSM nella materia in cui ha legiferato, e il CSM non ha la competenza legale di emettere un tale avviso»”, si mostra nella dichiarazione proposta da Tariceanu e adottata dalla plenaria riunita della Camera dei Deputati e del Senato.

Il documento sottolinea che, “in condizioni normali”, tali chiarimenti non sarebbero stati necessari, ma le attuali condizioni metterebbero fine “alle azioni concertate di sabotaggio” del Parlamento.

“Il Parlamento della Romania considera che la recente decisione della Corte metta fine una volta per tutte alle azioni concertate di sabotaggio del ruolo e del prestigio del Parlamento come istituzione centrale della democrazia e come organo rappresentativo supremo della nostra nazione. Il Parlamento non accetterà in futuro di essere ridotto alla condizione di spettatore delle decisioni politiche che si prendono secondo criteri non trasparenti, da persone che non hanno guadagnato tramite voto il diritto di decidere, e da agenzie dello stato condotte a loro volta da persone designate per assolvere certe responsabilità senza carattere politico, di natura giudiziaria o legate alla sfera della sicurezza nazionale”, si mostra nel documento.

Calin Popescu Tariceanu ha lanciato anche una critica al presidente che, tramite elezione diretta, “ha dato l’impressione sbagliata di essere il primo rappresentante della nazione, come fosse un presidente assoluto dei romeni, più legittimo e più rappresentativo del Parlamento”.

“Nessuno in alcuna materia può arrogarsi il diritto di usurpare l’autorità legislativa del Parlamento. (…) Il Parlamento della Romania qualifica come incostituzionali e inaccettabili i giudizi che sia il Presidente della Romania, sia il CSM, sia rappresentanti del Pubblico Ministero formulino su certe decisioni e attività del Governo”, si legge nel documento, in riferimento alle dispute generate dall’adozione dell’OUG 13/2017.

Tariceanu: Il presidente e il CSM hanno attaccato fianco a fianco un atto costituzionale perfettamente legittimo adottato dal Governo

Mercoledì, il presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, nella plenaria del Parlamento, ha lanciato un duro attacco contro il presidente Iohannis e contro il CSM, istituzioni che ha accusato di aver attaccato “fianco a fianco” l’OUG 13, “un atto costituzionale perfettamente legittimo”.

“Il CSM desidera essere indipendente nell’architettura istituzionale, ma il CSM sembra desiderare quest’indipendenza solo in rapporto al Parlamento perché osserviamo che, quando l’attuale presidente si è rivolto al CSM, subito, fianco a fianco, hanno presentato le contestazioni che conoscete presso la CCR contro un atto costituzionale perfettamente legittimo, com’è stato precisato dalla CCR, e che il Governo aveva adottato”, ha dichiarato Tariceanu durante i dibattiti sulla dichiarazione di affermazione del ruolo e del prestigio del Parlamento.

Il capo dello stato ha voluto sottolineare come l’unica istituzione a rappresentare il popolo sia proprio il Parlamento, mentre il presidente è solo il rappresentante dello stato. “Non posso non fare un’osservazione: voglio sia chiaro a tutti che il presidente rappresenta lo stato ma non è il capo dello stato. Quest’istituzione non funziona secondo la norma della marina o dell’esercito: il comando è mio. Non va bene”, ha dichiarato il capo del Senato.

Tariceanu ha accusato inoltre il presidente Iohannis di aver scatenato una guerra politica negli ultimi due mesi, occorrendo l’intervento della CCR “per mettere le cose in ordine”.

“Senza dubbio in questo periodo c’è stata un’ingerenza maggiore del CSM nell’attività del potere esecutivo e un’ingerenza delle istituzioni di forza contro l’attività del Governo e del Parlamento. Abbiamo attraversato un periodo di crisi di circa due mesi in cui il presidente ha scatenato una guerra politica, alimentando gli scontenti di una parte della popolazione e cercando di capovolgere il risultato delle elezioni”, ha aggiunto Tariceanu.

Basescu: Chi vi ha fatto, cari deputati, sottomettere il Parlamento ai procuratori?

Il senatore del Partito Movimento Popolare (PMP) Traian Basescu ha espresso il proprio disaccordo mercoledì, nella plenaria riunita delle due Camere, con il progetto di dichiarazione del Parlamento che è stato proposto per adozione dal presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu.

“Considero sia un’iniziativa sbagliata. È come se volessimo votare alcuni obblighi e diritti costituzionali precisati molto chiaramente nella Costituzione della Romania. A cosa ci serve una dichiarazione per assolvere le nostre responsabilità?”, ha detto Traian Basescu.

Secondo lui, nella dichiarazione si cerca “di eliminare dal gioco politico” il Presidente della Romania. L’ex capo dello stato ha sottolineato che al di là del Parlamento, ci sono anche altri elementi della società che rappresentano il popolo romeno o parti del popolo romeno. “Ci sono quelli che scendono in strada, ci sono le ONG, c’è il Presidente della Romania. È vero, il Parlamento è l’organo supremo, perché fa le leggi”, ha sottolineato Traian Basescu.

L’ex presidente ha affermato esistano problemi comportamentali dei parlamentari, che questi cercano di nascondere dietro una dichiarazione, che considera non ispirata. Inoltre, ha affermato Basescu, “le esagerazioni” del documento non vanno bene, perché renderanno i parlamentari stessi criticabili.

“Chi vi ha spinto, cari deputati, ad andare dal procuratore generale per chiedergli se potevate riassumere i salariati del mandato precedente nei gabinetti parlamentari. Chi vi ha fatto sottomettere il Parlamento ai procuratori? Chi vi ha spinto, cari parlamentari, ad andare al CSM a chiedere se potevate dare un’amnistia per tre anni, per cinque anni e loro vi hanno detto: no, tre, e poi da lì nelle Commissioni giuridiche, col cappello in mano a dire: sì, facciamo tre, quando la Costituzione vi dice che siete voi quelli che legiferano. Chi vi fa inchinare ad altre istituzioni che siano il Parlamento? Se volete autorità, comportatevi in quanto tale”, ha affermato il senatore Traian Basescu.

Egli ha proposto che, se c’è veramente il bisogno di una tale dichiarazione, allora questa dovrà essere rivista molto seriamente, perché il PMP voterà contro il testo attuale.

Predoiu: Il Parlamento  si è nascosto dietro l’angolo dopo il malestro con l’Ordinanza 13

Mercoledì, nella plenaria riunita delle due Camere, il deputato PNL Catalin Predoiu ha criticato il progetto di dichiarazione del Parlamento, proposto per l’adozione dal presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu.

“La strada per l’inferno è lastricata spesso di buone intenzioni. Il progetto di dichiarazione rientra perfettamente in questa infelice ipotesi. Il Parlamento è in effetti un’istituzione centrale della democrazia e sarebbe assurdo pensare una democrazia senza un parlamento libero. In questa prospettiva siamo completamente d’accordo che il Parlamento debba consolidare il suo ruolo, la credibilità e il prestigio. (…) Il problema è che il progetto di dichiarazione non serve a questo. È vero, il progetto è stato modificato dopo alcune osservazioni formulate dal PNL, inviate in una lettere al presidente del Senato   , e apprezziamo questa disponibilità. (…) Ma il progetto rimane criticabile”, ha affermato Catalin Predoiu.

Il parlamentare liberale ha argomentato come questo progetto di dichiarazione “si allontani” dalle disposizioni costituzionali sul rapporto tra i poteri dello stato.

“Il progetto si allontana dallo spirito e dalla lettera della Costituzione per quanto riguarda il rapporto tra i poteri dello stato. Ciò che si vede subito in questo progetto è l’intolleranza nei confronti di un altro potere dello stato, la Giustizia, e la lotta per la supremazia con l’Istituzione Presidenziale. I poteri dello stato non possono coesistere che in uguaglianza di rapporti di cooperazione. Ogni volta che in uno stato un potere ha preteso e imposto la supremazia nei confronti degli altri poteri, lo stato non ha più funzionato correttamente. (…)

Questo progetto non respira cooperazione, ma autoritarismo e intolleranza, non respira moderazione, ma è impregnato di eccessi”, ha detto Predoiu.

Il deputato PNL ha ricordato il comportamento del Parlamento all’adozione dell’Ordinanza 13 da parte del Governo.

“Sottolineate il primato del Parlamento. E allora perché il Parlamento, un mese fa, si è nascosto dietro l’angolo e ha lasciato il Governo a sfilare con il malestro dell’Ordinanza 13 in società?”, ha chiesto Predoiu nella plenaria riunita.

Egli ha poi sottolineato come il PNL abbracci l’ideale di un Parlamento professionista e credibile, ma respinga questa dichiarazione perché scredita a volte l’istituzione parlamentare.

“Il progetto di dichiarazione invoca un obiettivo legittimo: il consolidamento del Parlamento. Purtroppo, troppe cose scritte in questa dichiarazione minano questo obiettivo. L’eccesso è il più grande nemico del potere e invitiamo coloro che hanno redatto questa dichiarazione a non promuoverla”, ha affermato Catalin Predoiu.

Il senatore Vlad Alexandrescu, USR: Una negazione dell’ordine costituzionale

Il senatore USR, Vlad Alexandrescu, ha criticato mercoledì la dichiarazione che riafferma il ruolo e il prestigio del Parlamento, che ha qualificato come una negazione dell’ordine costituzionale, sostenendo che sua adozione provocherebbe conseguenze serie sul futuro dello stato romeno.

Il senatore USR ha smontato, durante il suo intervento, le critiche rivolte al presidente della Romania che avrebbe “minato il ruolo e il prestigio del Parlamento”, intervenendo nella delega legislativa che quest’ultimo aveva dato al Governo, che avrebbe commesso “un abuso di diritto, volendo bloccare un processo politico democratico”, “usurpando in modo illegale e abusivo il diritto esclusivo del Parlamento di chiedere conto al Governo della sua attività”.

“Utilizzando una prerogativa costituzionale, il presidente della Romania ha deciso di giovare un ruolo in questa questione seria già dal 18 gennaio, partecipando alla riunione di Governo e formulando l’invito affinché questo sottoponesse prima di tutto ad un’ampia discussione il testo della futura OUG 13, visto che una modifica del Codice penale e del Codice di procedura penale dev’essere discussa ampiamente dalla società prima di essere trasformata in un atto normativo. Egli ha invitato il Parlamento a inviare, in seguito a questa consultazione, il testo risultato come progetto di legge in Parlamento. Tramite questa azione, il Presidente ha impedito l’adozione dell’UG 13 alla data del 18 gennaio e ha difeso il diritto del parlamento di legiferare in materia di Codice penale e procedura penale”, ha dichiarato Vlad Alexandrescu.

Egli ha affermato che il presidente Iohannis non ha fatto altro che utilizzare le sue prerogative costituzionali anche quando ha notificato alla Corte Costituzionale sll’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra Governo, da una parte, e Parlamento e Consiglio Superiore della Magistratura, d’altra parte.

“Il presidente non ha minato quindi il ruolo e il prestigio del Parlamento, ma l’ha difeso, perché ha chiesto alla Corte Costituzionale di constatare che il Governo avesse esercitato in modo abusivo la sua competenza di legiferare, usurpando la competenza del Parlamento in materia di legislativa, in un ambito estremamente sensibile”, ha aggiunto Alexandrescu.

Il senatore USR ha annunciato che il partito di cui fa parte voterà contro la dichiarazione proposta da Calin Popescu Tariceanu.

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