La dimissione di Laura Codruta Kovesi richiesta con insistenza dopo la decisione della CCR sull’esistenza di un conflitto giuridico tra la DNA e il Governo nel caso dell’OUG 13

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La decisione della Corte Costituzionale della Romania (CCR) sull’esistenza di un conflitto giuridico tra la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) e il Governo nel caso dell’ordinanza d’urgenza del governo (OUG) 13 mostra l’esistenza di “un derapage”, ha dichiarato martedì per RFI, l’europarlamentare ALDE, Norica Nicolai, dichiarando come necessarie le dimissioni d’onore del capo procuratore della DNA, Laura Codruta Kovesi.

“(La decisione della CCR – ndr) è la prima di questi anni che consacra molto chiaramente la separazione dei poteri dello stato come principio, constatando che una parte, una componente di fatto del potere giuridico, dato che il procuratore non è un potere giuridico ma ausiliario, infranga questo principio, immischiandosi nell’attività del potere esecutivo e implicitamente in quello legislativo. È una soluzione giusta dal punto di vista costituzionale”, ha dichiarato l’europarlamentare ALDE Norica Nicolai, per RFI.

Norica Nicolai ha dichiarato necessarie le dimissioni d’onore del capo procuratore della DNA, Laura Codruta Kovesi.

“Io dico che da ieri, certe autorità devono cominciare a fare pulizia nel loro giardino. Il fatto che i procuratori e non l’Ufficio Generale della Procura abbiano superato i poteri loro conferiti dalla Costituzione, dimostra che ci troviamo di fronte a un fenomeno pericoloso, un fenomeno di derapata. Questo richiede al di là di tutto le dimissioni d’onore, perché questa è la soluzione nel momento in cui , per varie ragioni, superi i tuoi poteri  (…). Tra tutti coloro che hanno accettato di fare questo, io mi riferisco specialmente alla signora Kovesi”, ha affermato Norica Nicolai.

L’europarlamentare ha poi spiegato la necessità di un consolidamento per le istituzioni democratiche.

“(…) Sia la DNA un attore politico o no, occorre una risposta a questa domanda, e bisognerebbe cominciare a lavorare in favore del consolidamento delle istituzioni democratiche”, ha affermato Norica Nicolai.

 

Tariceanu: Il rifiuto del capo della DNA di dimettersi dopo la decisione della CCR, mostra la corruzione del potere

Calin Popescu Tariceanu, presidente del Senato, ha scritto su Facebook che ogni capo di istituzione che abbia infranto un principio fondamentale della democrazia, come la separazione dei poteri dello stato, si sarebbe dimesso dopo la decisione della CCR di lunedì, ma il rifiuto del capo della DNA di dimettersi mostra “la corruzione del potere”.

“In ogni stato di diritto, una decisione come quella della CCR, sarebbe stata seguita dalle dimissioni del capo dell’istituzione che ha infranto un principio fondamentale della democrazia: la separazione dei poteri dello stato. Il rifiuto di dimettersi è un’altra prova di ciò che chiamerei, corruzione del potere. L’ho detto e lo ripeto: il potere assoluto corrompe di certo. Purtroppo, la DNA ha agito con la logica delle istituzioni oppressive dello stato comunista, convinte di avere tutto il potere e che nessuno possa ostacolarle. Quella della CCR è una decisione storica e credo che fermi il tentativo di alcune istituzioni non democratiche di prendere tutto il potere in Romania”, ha scritto Calin Popescu Tariceanu sulla sua pagina di Facebook.

Il secondo uomo dello stato fa riferimento anche al caso del procuratore Negulescu, dimessosi dalla magistratura dopo la comparsa delle registrazioni con lui e la moglie di un arrestato, cui offriva dettagli su un dossier penale.

“L’opinione pubblica ha scoperto nelle ultime settimane informazioni compromettenti su procuratori che si sono comportati in modo indegno per la loro carica: hanno agito abusivamente, con la logica di chi crede di avere il potere assoluto. Inoltre, sono comparse informazioni legate a protocolli tra SRI e DNA che superano di molto il quadro legale del rapporto tra le due istituzioni. Dal piccolo al grande, da casi individuali a modalità d’azione istituzionale, si vede come il cancro della corruzione del potere rischia di avvolgere l’intero sistema. Quindi, la pulizia non può essere più rinviata”, precisa Calin Popescu Tariceanu.

“La decisione della CCR deve riportare in primo piano anche la violazione dei diritti e delle libertà dei cittadini. La decisione non è, effettivamente, relativa a questi diritti, ma la loro violazione è un effetto indesiderato dell’ubriacatura di potere. Spero che i miei sforzi, accanto a quelli dei rappresentanti delle associazioni di magistrati e a una serie di voci della società civile, saranno fruttuosi. Nella Romania di oggi, i diritti e le libertà dei cittadini sono violati, i telefoni dei cittadini sono ascoltati senza mandato, persone innocenti sono braccate dalla giustizia che dovrebbe far giustizia, e la Romania perde centinaia di milioni di euro presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDO). Queste cose devono cambiare e io continuerò ad agire per cambiarle”, ha scritto Tariceanu.

 

“Ci stiamo muovendo verso una repubblica di procuratori”

Ancora, il presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, ha dichiarato presso una rete televisiva, che la Direzione Nazionale Anticorruzione “vuole istituire un controllo sull’Esecutivo” e che la Romania si sta muovendo verso la “repubblica dei procuratori”.

“Ciò che accade oggi in Romania, non è una lite tra due gruppi, tra chi desidera continuare la lotta contro la corruzione e chi, presumibilmente, si oppone. Si tratta di qualcosa di molto più grave, si tratta di una battaglia per il potere tra istituzioni illegittime e istituzioni non democratiche, che hanno accaparrato il potere negli ultimi anni e quelle democratiche, Parlamento, Governo, che rappresentano l’opzione e il voto dei cittadini. La DNA vuole istituire un controllo sull’Esecutivo. Ho scoperto di non aver sbagliato quando dicevo che ci stiamo muovendo verso una repubblica di procuratori”, ha dichiarato Calin Popescu Tariceanu per Romania TV.

Il capo del Senato ha precisato inoltre che la decisione di lunedì della Corte Costituzionale “riporta le cose nel loro corso naturale e legittimo”.

“È molto grave se si accontenta solo di tornare alla normalità. Dovremo aspettare di conoscere le motivazioni della decisione della Corte, che dovrà definire molto bene l’azione di quanti facciano parte delle strutture d’indagine penale. Penso non ci sia paese europeo in cui si assista a tali azioni dei procuratori nei confronti del Governo”, ha affermato Tariceanu.

 

Turcan: Chiedere la dimissione del capo della DNA è un atto irresponsabile, che mostra l’ossessione a sabotare l’atto di giustizia

Il presidente supplente del PNL, Raluca Turcan, critica le richieste sulla dimissione del capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, arrivate da PSD-ALDE, richieste che qualifica come un atto irresponsabile, che mostra l’ossessione a sabotare l’atto di giustizia.

“Noto come alcuni leader PSD e ALDE si affrettino a utilizzare in scopo politico la decisione di ieri della Corte Costituzionale, nella loro guerra con la DNA. Non chiedono altro che la dimissione del capo della Direzione Nazionale Anticorruzione. È un atto irresponsabile, che mostra l’ossessione trasparente di questo gruppo di partiti per un’agenda nascosta all’elettorato; sabotare l’atto di giustizia”, ha scritto Raluca Turcan martedì su Facebook.

La stessa porta l’esempio di Victor Ponta che, come primo ministro, ha partecipato a una riunione del Consiglio Europeo, sebbene la Corte Costituzionale ritenesse quest’atto un conflitto giuridico tra Governo e Presidenza, e nessuno del PSD ha chiesto allora la dimissione del capo dell’Esecutivo.

“Inoltre, ricordo a quelli di ALDE la decisione CCR 261/2015 relativa al caso Dan Sova, quando si è constatato un conflitto costituzionale tra il Senato, condotto da Calin Popescu Tariceanu, e l’Ufficio Generale della Procura. Allora Tariceanu ha fatto di tutto per proteggere Dan Sova, e la CCR ha sanzionato quest’atteggiamento. Non ricordo che il signor Tariceanu si fosse sanzionato con le dimissioni. In conclusione, raccomando ai signori di PSD e ALDE di fare uno sforzo per abbandonare la costante preoccupazione di essere al di sopra della legge e di occuparsi seriamente e con responsabilità del governo. Cioè, di rispettare il voto ricevuto, nei limiti del mandato richiesto ai romeni in campagna elettorale”, ha scritto Turcan.

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