La CCR ha ammesso un conflitto giuridico tra DNA e Governo sul tema dell’OUG 13

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Lunedì scorso, la Corte Costituzionale della Romania (CCR) ha discusso in merito a un possibile conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Governo e la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), proposta trasmessa tre settimane fa dal presidente del Senato. Nella richiesta di analisi, Calin Popescu Tariceanu ha considerato che, provvedendo a indagare l’opportunità e le circostanze dell’elaborazione del progetto dell’atto normativo”, “i rappresentanti del Ministero Pubblico hanno usurpato alcune delle competenze del Governo, tramite il Ministero della Giustizia, fatto che ha portato all’apparizione del presente conflitto giuridico di natura costituzionale nel senso delle decisioni della CCR”.

Di conseguenza, i giudici della CCR hanno deciso l’esistenza di un conflitto giuridico tra la Direzione Nazionale Anticorruzione e il Governo, per quanto riguarda l’indagine da parte della DNA sul modo in cui è stata elaborata l’Ordinanza di Urgenza 13.

 

Il presidente della CCR Valer Dorneanu: Mediante l’indagine della DNA relativa all’OUG 13 è stata dirottata l’attività del Governo e le relazioni tra i poteri giudiziario, esecutivo e legislativo

Il presidente della CCR, Valer Dorneanu, ha dichiarato che la DNA ha superato i propri poteri nell’indagine sull’OUG 13 e che non avrebbe dovuto verificare la legalità e l’opportunità dell’ordinanza, ma avrebbe dovuto fermarsi solo agli aspetti penali.

“Ha verificato la legalità, l’opportunità dell’ordinanza d’urgenza. Cioè, se fossero soddisfatte le condizioni che avrebbero permesso al Governo di emettere un’ordinanza d’urgenza, lo stato di urgenza che non poteva essere evitato se non mediante questo atto, ha cercato di motivare l’ordinanza (…). Tutta questa confusione non sarebbe accaduta se ci fosse stata una collaborazione leale tra le autorità. Questo significa che gli stessi avvisi potevano essere chiesti sotto forma di consultazioni”, ha dichiarato Dorneanu, dopo che la CCR ha stabilito l’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Ministero Pubblico, tramite la DNA, e il Governo, sull’indagine dei procuratori sull’OUG 13.

Alla domanda se l’indagine continuerà, senza che i procuratori possano indagare la legalità o l’opportunità dell’atto, ma solo gli aspetti penali, Valer Dorneanu ha risposto in modo affermativo.

“Esattamente, che attiri solo la responsabilità concreta, penale, non quella ipotetica presa da ciò che ha detto l’autore della richiesta di analisi(verso DNA – ndr). (…) Il procuratore avrebbe dovuto vedere, analizzando quella richiesta, se ci siano o no impedimenti che ostacolino l’avvio dell’indagine penale. (…) Egli avrebbe potuto constatare che la verifica di ciò che hanno denunciato i due autori, l’opportunità dell’ordinanza d’urgenza, fosse stata adottata con lo scopo proteggere qualcuno o di favoreggiare qualcuno, sono questioni che rientrano nella competenza d’indagine della Procura, o no. Ora, queste sono legate all’attività legislativa”, ha spiegato Valer Dorneanu.

Egli ha precisato che in futuro, tutti gli atti penali dovranno tener conto della decisione della CCR.

“Ciò che ha fatto la Procura finora è stata sua responsabilità, ma d’ora in poi tale responsabilità sarà anche della DIICOT (…), tutti gli atti dell’indagine penale devono essere svolti in modo che non siano infrante le prerogative della Corte Costituzionale, del Parlamento e del Governo”, ha dichiarato il presidente CCR.

Egli ha aggiunto che non la DNA doveva valutare l’opportunità dell’ordinanza.

“Quindi, è stato infranto il diritto del Governo di valutare l’opportunità della legiferazione (…). Nell’ordinanza che avviava l’indagine penale e in altre dichiarazioni, la Procura considerava l’ordinanza non necessaria, non era necessario cioè adeguare il contenuto di alcuni testi del Codice penale e del Codice di procedura penale, dichiarati incostituzionali. (…) Che non era necessario farlo mediante l’ordinanza di urgenza. Ora, questo è responsabilità del Governo, risultata dall’articolo 102 della Costituzione”, ha spiegato Dorneanu.

Lunedì, dopo la riunione della CCR su questo tema, Valer Dorneanu ha dichiarato che tramite l’indagine della DNA sull’OUG 13, è stata danneggiata l’attività del Governo.

“Consideriamo sia stata danneggiata l’attività del Governo e le relazioni che devono esistere tra le tre autorità – giudiziaria, esecutiva e legislativa”, ha sostenuto il presidente della CCR, menzionando che la decisione dei giudici è stata presa con “una maggioranza significativa”.

“In sostanza, la DNA ha iniziato a verificare in che misura siano state raggiunte le condizioni di approvazione di un’ordinanza d’urgenza, in che misura siano state raggiunte le condizioni straordinarie, in che misura quello stato non poteva essere risolto in un altro modo, se l’urgenza sia stata motivata o no. Ha verificato inoltre l’avvenuta ricezione di tutti gli avvisi, del Consiglio Legislativo e del CSM, cose che vanno al di là dell’autorità della DNA. Queste verifiche sono svolte dalla Corte Costituzionale, durante il controllo di costituzionalità. E d’altra parte, tutto questo poteva essere fatto durante il processo legislativo. L’ordinanza era inviata al parlamento, che poteva approvarla, modificarla, rifiutarla e questo sarebbe successo in quest’intervallo. Alla luce di tutto questo, riteniamo sia stata danneggiata l’attività del Governo e le relazioni tra le tre autorità – giudiziaria, esecutiva e legislativa”, ha spiegato Dorneanu.

 

Tariceanu, dopo la decisione della CCR sull’indagine relativa all’OUG 13: Ciò che ha fatto la DNA può essere visto come abuso di potere, cioè corruzione

Dopo la decisione della Corte Costituzionale, secondo cui l’indagine della DNA sull’adozione dell’OUG 13/2017 può essere considerata abuso di potere, il presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, ha dichiarato a sua volta, si tratti di una forma di corruzione, e la Corte Costituzionale ha constatato la grave violazione della separazione dei poteri dello stato in questo caso.

“Ciò che ha fatto la DNA può essere considerato un abuso di potere e voglio dire senza alcun dubbio che l’abuso di potere significa corruzione – la corruzione del potere. L’istituzione chiamata a combattere la corruzione è essa stessa un’istituzione che soffre della corruzione del potere (…). La DNA cerca di imporsi come un super potere dello stato, cosa molto grave”, ha dichiarato Calin Popescu Tariceanu commentando la decisione tramite cui la Corte Costituzionale ha constatato l’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra la DNA e il Governo in riferimento all’indagine sull’OUG 13.

Il presidente del Senato ha salutato la decisione della CCR, che a suo parere riporta le cose nella normalità e gli conferma la presa di posizione precedente, legata all’interferenza di alcune istituzioni del sistema giudiziario in zone che superano i loro poteri.

“Sono contento che i miei interventi sui rapporti tra i poteri dello stato, interventi fatti in modo ripetuto, sembrino essere corretti (…) L’opinione secondo cui non desidererei una giustizia funzionante, che vorrei indebolire la giustizia, si dimostra completamente falsa”, ha dichiarato Tariceanu.

Lo stesso ha aggiunto che il trasferimento del dossier sull’OUG 13 dalla DNA alla Procura Generale è un segno che gli inquirenti anticorruzione avevano la possibilità di un verdetto sfavorevole da parte della CCR.

“È una mossa tattica destinata probabilmente a rimuovere la vergogna che potrebbe gravare sulla DNA a seguito della decisione della Corte”, ha affermato il copresidente ALDE. La Corte Costituzionale ha ammesso lunedì l’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Ministero Pubblico e il Governo, sull’indagine relativa all’OUG 13. La richiesta di analisi in questo senso, è stato fatto dal presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu.

 

Lazar, sul dossier dell’OUG 13: Non valutiamo la legalità degli atti di un altro potere, indaghiamo fatti penali e persone concrete

Il procuratore generale della Romania ha dichiarato che l’Ufficio della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (PICCJ) continuerà l’indagine nel caso dell’OUG 13, per fatti penali e persone concrete su cui è stato notificato.

“Ho visto la decisione della Corte Costituzionale: ovviamente è obbligatoria per tutti ma riguardo i motivi, noi continueremo l’indagine. Senza dubbio il Pubblico Ministero è interpellato sugli aspetti penali dei problemi, su fatti penali concreti e su persone concrete. Quindi, il Pubblico Ministero non farà valutazioni sulla legalità, sull’opportunità degli atti di un altro potere, ma strettamente sugli aspetti penali di competenza del Pubblico Ministero”, ha affermato Augustin Lazar martedì, un giorno dopo la decisione della CCR, prima della riunione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) che ha avuto in programma anche la proposta di sua indagine disciplinare, per il modo in cui ha elaborato il dossier sull’OUG 13 ma anche per le dichiarazioni fatte nello spazio pubblico al riguardo.

Il procuratore generale dell’Ufficio della Procura presso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha precisato che l’indagine sull’OUG 13 continuerà poiché il procuratore è obbligato, secondo l’articolo 5 del Codice di procedura penale, a scoprire la verità su persone, fatti e circostanze in cui siano stati commessi i fatti notificati.

Alla domanda se gli inquirenti chiederanno l’avviso del Parlamento per indagare penalmente l’ex ministro della Giustizia, Florin Iordanche, il procuratore generale ha risposto: “Si vedrà cosa farà il procuratore assegnato al caso”.

 

Il CSM non avvierà un’indagine disciplinare sul procuratore Augustin Lazar, nel dossier sull’elaborazione dell’OUG 13: È stato un test per l’indipendenza dei magistrati

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha deciso martedì che non avvierà un’indagine disciplinare a carico del procuratore generale, Augustin Lazar, per le dichiarazioni fatte nel caso dell’Ordinanza 13.

“Non sapevo neanch’io di quanta fiducia godo”, ha dichiarato Augustin Lazar, all’uscita dal CSM.

“È stato un test per l’indipendenza dei magistrati. È stato un test buono per vedere se un membro del CSM può dire cosa pensa”, ha aggiunto il procuratore generale.

In precedenza, all’interno della plenaria del CSM, il procuratore generale Augustin Lazar aveva affermato di aver trovato aspetti esclusivamente penali nel dossier sull’emissione dell’OUG 13. Inoltre, lo stesso aveva precisato che non dovrebbe essere bloccata un’indagine in corso.

“In riferimento all’indagine penale della DNA, vorrei precisare che ho visto il dossier e sono stati indagati esclusivamente aspetti penali (…). Vedremo le motivazioni della decisione della CCR e le rispetteremo senza alcun dubbio, ma vi posso assicurare di aver visto il dossier, gli aspetti di natura concreti che sono stati indagati lì e le persone concrete che avrebbero commesso questi fatti. (…) Non dovremmo bloccare un’indagine penale in corso facendo commenti e prendendo altre misure rispetto a quelle da prendere. Si potrebbe interpretare anche in questo senso, vale a dire l’intimidazione dei procuratori che hanno avviato un’indagine penale per fatti concreti. Fatti concreti, vi dico di aver visto il dossier (…)”, ha ribadito Augustin Lazar.

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