La riforma della sinistra

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Oggi c’è una sola sinistra in Romania: un grande partito che ha stravinto le recenti elezioni. Al tempo dell’ex premier, Adrian Nastase era riuscito a inghiottire tutti gli altri piccoli partiti che si dichiaravano di sinistra. Il suo principale rivale, d’origine comune nel partito creato da Ion Iliescu, dopo la vittoria del leader Traian Basescu, che diventò presidente dello stato, scelse il campo della destra. Ma anche i socialdemocratici non sono rimasti troppo a sinistra nelle loro scelte di governo. Oggi il panorama è cambiato. Per conquistare in fretta il sostegno popolare, il governo ha già fatto tanti regali a diverse categorie sociali. Ma proprio così, con tanti soldi nelle tasche della gente, il futuro diventa più incerto. Intanto il partito ha scelto di rimandare ogni riforma. Liviu Dragnea è più forte di Matteo Renzi tra i suoi compagni. Il leader romeno non ha paura di un nuovo partito creato da dissidenti. Anche perché i socialdemocratici hanno appena conquistato il potere e nessuno vuole rinunciarci scegliendo un’opposizione che durerà almeno quattro anni. Il solo ad aver avuto il coraggio di chiedere un cambiamento di rotta politica, il sindaco di Iasi, Mihai Chirica, ha già perduto la carica di vicepresidente del partito. Anche l’ex premier Victor Ponta è diventato critico e ha “minacciato” di radunare i suoi sostenitori, ma Dragnea non ha aspettato e ha già nominato due ex ministri nel nuovo governo. Vasile Dancu, l’ex vicepremier, ha chiamato “maggioranza ottusa” quella dei socialdemocratici di oggi, cercando di convincerli a rinunciare all’attuale arroganza del governo contro le centinaia di migliaia di protestatari, “minoranza disperata” che può cambiare i rapporti di forza. Oltre i socialdemocratici, esistono solo giovani intellettuali di estrema sinistra. Alcuni aspettano la “rivoluzione”, altri sono vicini all’Unione Salvate la Romania, ma non si sa ancora se il partito, al di là degli orientamenti ideologici dei suoi membri, sarà disposto a puntare su una più chiara identità di sinistra. La riforma della sinistra è ancora lontana.

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