Klaus Iohannis, sul bilancio della DNA: “Continuare la lotta anticorruzione è un requisito essenziale se vogliamo avere uno stato di diritto”

0
425

Il presidente Klaus Iohannis ha partecipato giovedì alla riunione di bilancio sull’attività della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) per il 2016, accanto al ministro ad interim della Giustizia, Ana Birchall, al procuratore generale, Augustin Lazar, al presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), Mariana Ghena e al presidente della Corte Suprema.

Il Capo dello Stato ha affermato come l’anno si sia aperto con una grande provocazione alla lotta anticorruzione, sottolineando quanto essa rappresenti un requisito necessarioallo stato di diritto.

Il presidente ha menzionato che “l’infelice OUG 13 è stata abrogata”, la spada di Damocle sembra essere stata rimossa “per ora” e ha inoltre sostenuto l’idea di avere dibattiti estesi sulla modificazione della legislazione nel settore della giustizia.

Il presidente ha cominciato il suo discorso complimentandosi la DNA per il bilancio sull’anno 2016.

Lo stesso ha mostrato come, negli ultimi 15 anni, non solo la capacità dello stato di affrontare le provocazioni legate alla corruzione sia cresciuta ma, cosa estremamente importante, anche quanto la mentalità a livello della società sia cambiata, come ha dimostrato all’inizio di quest’anno la reazione dei cittadini, che non tollerano più la corruzione.

“Questa gente aspetta che la vita pubblica abbia nel suo centro il rispetto della legge e l’integrità”, ha sottolineato il presidente.

“È accaduta una cosa straordinaria: i principi astratti sono diventati preoccupazioni concrete per i cittadini, e quando tali principi sono stati messi realmente in pericolo, c’è stata una reazione inedita. (…) L’inizio di quest’anno ci ha visti in un contesto in cui la lotta anticorruzione è stata realmente messa alla prova, e l’incredibile indignazione e mobilitazione dei cittadini e le reazioni dei partner esterni sono stati segni chiari (…) Continuare la lotta anticorruzione è un requisito essenziale se vogliamo avere uno stato moderno”, ha affermato Klaus Iohannis.

Il capo dello stato ha avvertito che “l’irreversibilità della lotta anticorruzione non è garantita”.

Iohannis ha poi affermato come le misure legislative che indeboliscono il dominio d’applicazione della lotta anticorruzione, l’ingerenza degli attori politici nell’atto di giustizia, le campagne media contro certi magistrati siano solo alcuni dei fattori in grado di colpire profondamente il percorso su cui si trova la Romania.

Il presidente ha affermato la necessità di modificare la legislazione, ma solo dopo un ampio dibattito.

Kovesi: Oltre 870 persone con condanne definitive nel  2016

Dal canto suo, il capo procuratore della DNA, Laura Codruta Kovesi, durante la riunione di bilancio della DNA sul 2016, ha dichiarato che oltre 870 persone, tra cui un europarlamentare, sette deputati, un senatore, un ministro, cinque presidenti di consigli regionali e 28 sindaci, inviate in giudizio dalla DNA ,hanno ricevuto condanne definitive.

Kovesi ha precisato che la percentuale delle assoluzioni si è mantenuta come negli anni precedenti al 10% del totale dei mandati in giudizio, e ha specificato la preoccupazione della DNA nel migliorare gli standard di qualità.

Kovesi ha affermato che i procuratori della DNA hanno partecipato a circa 15.000 audizioni nei procedimenti giudiziari.

“Ci preoccupano le decisioni delle istanze di giudizio che evitano soluzioni diverse nel caso di problemi di diritto simili. L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia è rimasta il punto di riferimento della giurisprudenza nella nostra attività”, ha precisato il capo procuratore della DNA.

La stessa ha aggiunto che le istanze di giudizio hanno dato condanne definitive a più di 870 imputati mandati in giudizio dalla DNA, tra cui un europarlamentare, sette deputati, un senatore, un ministro, cinque presidenti di consigli regionali e 28 sindaci.

“Le sentenze pronunciate dalle istanze hanno confermato gli sforzi efficienti dei procuratori della DNA”; ha menzionato Kovesi.

La stessa ha aggiunto che “la percentuale di assoluzioni si è mantenuta simile agli anni precedenti, al 10% del totale delle persone mandate in giudizio”, e ha sottolineato la preoccupazione della DNA  per “migliorare ancora gli standard di qualità”.

“Inoltre, le ragioni più spesso incontrate nelle assoluzioni nei casi portati a termine dalla DNA sono legate all’applicazione della legge penale più favorevole, dall’applicazione di alcune decisioni della Corte Costituzionale o dalla valutazione delle prove nel corso del processo. Questa percentuale del 10% è al di sotto della media europea e mostra quanto la giustizia in Romania sia funzionale, e il senso del processo penale sia scoprire sempre la verità”, ha aggiunto Kovesi.

Quest’ultima ha annunciato che nel 2016 sono stati inviati in giudizio oltre 1.270 imputati per reati di corruzione a livello alto e medio, tra cui tre ministri, sei senatori, 11 deputati, 47 sindaci, 16 magistrati e 21 direttori di compagnie nazionali.

“Nessun criminale deve sentirsi al sicuro,  a prescindere da dove abbia nascosto il denaro”

La DNA ha sequestrato due proprietà in Francia, per oltre 3,5 milioni di euro, due immobili in Spagna e ha bloccato conti a Cipro, in Germania e Svizzera, ha dichiarato il capo procuratore, Laura Codruta Kovesi.

La stessa ha precisato come il recupero dei prodotti dei reati abbia costituito una componente importante nell’anno 2016, quando sono state prese misure assicuratorie di 667 milioni di euro.

“Recuperare i prodotti dei reati è stata una componente importante del 2016. Sono state prese misure assicurative di 667 milioni di euro, una crescita sostanziale del 72% rispetto all’anno precedente”, ha dichiarato Kovesi.

Lei ha sottolineato che molte volte, nei casi preparati dalla DNA sono implicate persone che ottengono profitti immensi, che acquistano beni in altri paesi o aprono conti bancari in altre giurisdizioni.

“Nessun criminale deve sentirsi al sicuro, a prescindere dal dove abbia nascosto i soldi”, ha affermato il capo della DNA.

Laura Codruta Kovesi ha affermato che la DNA ha inviato oltre 80 richieste di commissioni rogatorie internazionali per l’amministrazione di prove o per l’identificazione di beni.

“In questo modo, siamo riusciti a sequestrare due proprietà in Francia di oltre 3,5 milioni di euro, mentre in Spagna, abbiamo posto il sequestro su due immobili di oltre 500.000 euro. Abbiamo chiesto di bloccare conti a Cipro, in Svizzera e Germania”, ha precisato il capo procuratore DNA.

Il capo procuratore della DNA, Laura Kovesi, ha aggiunto che identificare la frode e la corruzione negli acquisti pubblici abbia rappresentato un ambito prioritario nel 2016, precisando come i procuratori della DNA abbiano identificato casi di acquistati a prezzi sottovalutati, con percentuali tra il 50% e l’800%.

Per l’infrastruttura o le costruzioni, lo stato paga spesso il doppio del prezzo dell’effettivo lavoro, ha spiegato Kovesi.

“Le tipologie identificate nelle nostre indagini provano l’esistenza di vulnerabilità maggiori nel sistema di appalti pubblici. L’aggiudicazione degli appalti o i pagamenti afferenti ai contratti sono condizionati spesso dal ricevimento di somme di denaro. Sono realizzati a volte capitolati d’oneri per favorire certe aziende. A volte si fanno pagamenti per lavori non eseguiti oppure lo stato paga un prezzo più alto per alcuni prodotti o servizi. Si acquistano spesso prodotti inutili o attrezzature che non possono essere installate e utilizzate. Si investe in lavori la cui esecuzione non può essere verificata e quantificata”, ha affermato Kovesi durante la riunione di bilancio della DNA.

La stessa ha aggiunto che, anche se i danni sono chiari, i procuratori provano puntualmente che non si tratta di semplici errori, ma di abusi che di solito nascondono una tangente o un indebito vantaggio.

“Fino a quando la pianificazione degli appalti non sarà trasparente, il budget sarà utilizzato per acquisti sopravalutati e pagamenti per lavori non eseguiti. E tutto questo avviene infrangendo la legge secondaria, il che ha lasciato la società indifesa di fronte a tali pratiche dopo la decisione della Corte Costituzionale dell’anno scorso”, ha dichiarato Kovesi.

Il capo procuratore della DNA ha menzionato come i procuratori della DNA abbiano identificato casi in cui siano stati acquistati prodotti a prezzi sopravalutati con percentuali tra 50% e 800%.

“È mai possibile che qualcuno sbagli un prezzo d’acquisto dell’800% ?” ha chiesto Kovesi.

Quest’ultima ha poi affermato che, per l’infrastruttura o le costruzioni, lo stato paga assai spesso il doppio del prezzo del lavoro.

“Nel caso degli immobili restituiti illegalmente, il prezzo pagato in più dallo stato è stato anche 10 volte più alto rispetto al prezzo reale. Qui si parla dell’opportunità di una decisione”, ha aggiunto Kovesi.

Il capo procuratore della DNA ha poi affermato che, nel settore della salute, lo stato ha pagato per le attrezzature mediche prezzi più alti del 50% o 60% rispetto al prezzo reale.

“Ci sono situazioni in cui certe unità sanitarie stipulano contratti solo con alcuni distributori di medicinali. Il carattere specializzato di tali acquisti, finora, ha reso difficile le verifiche effettuate nel settore ma le cose stanno cambiando. Questo specifico della corruzione nella sanità ha determinato che le percentuali dei contratti richiesti come tangenti fosse più maggiore che in altri settori, cosa che abbiamo scoperto man mano, prestato maggior attenzione a quest’ambito. La percentuale delle provvigioni illegali identificate dai procuratori della DNA è tra 10%  e 20%  del valore dei contratti nel settore della sanità”, ha dichiarato il capo procuratore della DNA.

Birchall, al bilancio DNA: Il numero delle persone assolte è cresciuto in modo significativo nel 2016 rispetto al 2015, da 35 a 74

Il numero delle persone inviate in giudizio dalla DNA e sono assolte dalle istanze è cresciuto in modo significativo nel 2016, rispetto al 2015, da 35 a 74, ha dichiarato il ministro ad interim della Giustizia, Ana Birchall, al bilancio DNA, dichiarandosi convinta che le cause di questa crescita saranno identificate, e le misure correttive lindividuate.

“In qualità di membro del Governo della Romania, desidero ribadire la determinazione dell’attuale esecutivo a continuare la lotta anticorruzione, come premessa essenziale per consolidare lo stato di diritto. È importante offrire alle istituzioni del sistema giudiziario le basi e le risorse necessarie per raggiungere i loro obiettivi, ma i nostri sforzi devono essere concentrati in uguale misura anche sulla protezione dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo”, ha affermato Ana Birchall.

Il ministro ad interim della Giustizia ha notato come nel 2016 siano stati mandati in giudizio anche 114 persone giuridiche, e che la cifra delle assoluzioni sia cresciuta rispetto al 2015.

“Notiamo il fatto che tra gli imputati inviati in giudizio nell’anno 2016, 114 sono persone giuridiche, cosa che riflette una preoccupazione dei procuratori anticorruzione a utilizzare i nuovi strumenti del diritto penale come, ad esempio, la responsabilità penale della persona giuridica. Secondo lo stesso rapporto, constatiamo che il numero delle persone assolte è cresciuto nel 2016 in modo significativo rispetto al 2015. Da 35 nel 2015 a 74 nel 2016. Siamo convinti che saranno identificate le cause di questa crescita, e individuate le misure per correggere la situazione”, ha aggiunto Birchall.

La stessa ha sottolineato come il recupero integrale del pregiudizio nei casi di corruzione debba restare una priorità.

“Nel rapporto presentato non è specificato se tutti i beni, che siano stati oggetto delle misure di indisponibilità, siano stati identificati e localizzati affinché, in futuro, sia possibile recuperare tali somme, dopo la conclusione del processo penale. Il recupero integrale del pregiudizio deve restare una priorità”, ha dichiarato il ministro ad interim della Giustizia.

Birchall ha poi aggiunto che il Ministero della Giustizia ha sostenuto e continua a sostenere la DNA per l’adozione dello schema sul personale, mediante l’incremento significativo di posti.

“Oggi ho una buona notizia: in questi giorni ho richiesto l’accettazione della vostra richiesta, avvenuta già all’inizio del 2016, motivata dal bisogno di incrementare il personale, tenendo conto della necessità di assicurare il supporto tecnico per l’investigazione dei casi di competenza della DNA, a seguito dell’adozione dell’OUG 6/2016 relativa, tra l’altro, alle misure di sorveglianza tecnica”, ha concluso Ana Birchall.

NO COMMENTS