La DIICOT ha presentato il proprio bilancio per l’attività nel 2016

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Il Presidente Klaus Iohannis si è complimentato con l’istituzione per la reazione legata all’ordinanza di modifica dei codici penali.

Giovedì, il Presidente Klaus Iohannis, in merito al bilancio della Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT), ha trasmesso il proprio apprezzamento per la prontezza con cui l’istituzione ha reagito pubblicamente di fronte all’ordinanza di modifica dei Codici Penali.

“Le recenti iniziative dell’Esecutivo in merito alla modifica della legislazione penale avrebbero avuto dirette conseguenze non solo nel diminuire l’intensità della lotta anticorruzione, ma anche ripercussioni gravi sulle specifiche competenze della DIICOT. Ho apprezzato la prontezza con cui la vostra istituzione ha reagito pubblicamente, segnalando come l’adozione di un atto normativo del genere avrebbe aumentato il rischio di apparizione di condizioni favorevoli alle infrazioni”, ha sostenuto Iohannis durante il suo discorso.

Il Presidente ha fatto riferimento anche al ruolo della DIICOT nello sviluppo economico del paese.

“Il ruolo della Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo è essenziale al livello della società e, allo stesso tempo, di estrema difficoltà, poiché vi confrontate con le forme più dure e violente di criminalità. Uno stato non può avere un’economia forte quando la criminalità organizzata è diffusa. La forza finanziaria di un gruppo malavitoso o la criminalità informatica danneggiano profondamente la sicurezza dello stato e l’economia della Romania, poiché hanno un impatto forte anche sugli introiti del budget dello stato”, ha aggiunto Iohannis, esprimendosi a proposito delle modifiche alla legislazione in procinto di essere realizzate e che riguardano l’attività della DIICOT.

“Questi obiettivi non possono essere raggiunti senza che esista, per prima cosa, una legislazione coerente. Sono contento di constatare che le modifiche legislative realizzate del 2016 abbiano avuto l’effettivo risultato di consolidare la capacità di funzionamento dell’istituzione. Questa è una prova del fatto che le istituzioni che assicurano la lotta contro la criminalità diventano efficienti quando le leggi sono fatte con intelligenza, in buonafede e con l’intento di rafforzare lo stato di diritto, e non di indebolirlo. Per investire nei servizi pubblici necessari alla società, da una parte, combattere e smantellare le reti criminali che operano contro le leggi e, dall’altra parte, per recuperare i pregiudizi creati. È più che necessaria una collaborazione tra il Ministero Pubblico in genere e l’Agenzia Nazionale di Amministrazione dei Beni Indisponibili per portare a compimento l’atto di giustizia”, ha dichiarato ancora il presidente Klaus Iohannis.

All’evento hanno partecipato il ministro ad interim della Giustizia, Ana Birchall, il procuratore generale della Romania, Augustin Lazar, e il procuratore capo della DNA, Laura Codruta Kovesi.

Birchall: Lo Stato deve di recuperare ogni soldo rubato

Il ministro della Giustizia, Ana Birchall, dopo il bilancio DIICOT, ha dichiarato che rendere più efficiente il recupero dei pregiudizi è una cosa “normale”, considerando che “lo stato deve recuperare ogni soldo che sia stato rubato”.

Credo che una maggior efficienza dal punto di vista del recupero dei pregiudizi sia una cosa del tutto normale perché, fino alla fine, lo stato deve recuperare ogni soldo che gli è stato rubato. Il recupero dei pregiudizi è importante e non è un argomento attuale solo ora, ma è stato menzionato anche nei rapporti del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) ed è un motivo di preoccupazione anche per noi, ha dichiarato Birchall.

Il ministro ha precisato come la principale preoccupazione in questo periodo sia “assicurare il buon funzionamento amministrativo del ministero della Giustizia”.

“In questo periodo, desidero svolgere un buon lavoro e assicurare un buon funzionamento amministrativo all’attività del ministero. Ieri ho firmato moltissimi documenti, necessari all’attività del Governo, alle sedute del Governo che hanno avuto luogo oggi alle 11:00, perché non è possibile bloccare l’attività degli altri ministeri o l’attività del Governo in azione. Moltissimi atti normativi sono stati sottoposti all’approvazione anche del ministero della Giustizia e questo è un mio impegno. Il mio compito è assicurare l’amministrazione di un buon funzionamento del ministero. Così come ho detto moltissime volte, e lo ripeto anche oggi, avere una giustizia che funzioni in Romania è una priorità per qualsiasi governo ed è una priorità per il nostro governo. Funzionare dal punto di vista dell’indipendenza e della professionalità in materia di giustizia, ma anche nella difesa dei diritti fondamentali dell’uomo. Il cittadino romeno dev’essere al centro di questo impegno. Una giustizia indipendente e professionista e la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo sono due cose che vanno di pari passo”, ha dichiarato Birchall.

Horodniceanu: Non dobbiamo avere complessi nel parlare dei servizi di raccolta delle informazioni

Il procuratore capo della DIICOT, Daniel Horodniceanu, giovedì ha dichiarato che gli inquirenti non possono portare a buon fine la lotta contro la criminalità organizzata senza i servizi d’informazione, mostrando come non ci sia bisogno di avere “complessi” o “emozioni” nel parlare della cooperazione tra queste istituzioni.

“La cooperazione interistituzionale è la più importante. Non possiamo portare a buon fine l’attività che la legge ci impone di avere. E io credo non si possa portare a buon fine l’attività di lotta contro la criminalità organizzata senza le strutture specifiche di raccolta e gestione delle informazioni. Perché da un buon prodotto d’intelligence può in seguito scaturire un’ottima inchiesta penale. Allo stesso modo, in merito all’analisi nazionale di rischi e minacce, l’attività dell’intelligence è di straordinaria importanza perché tale analisi possa creare strategie nazionali di lotta alla criminalità organizzata. Non bisogna avere complessi nel parlare dei servizi di raccolta delle informazioni, non bisogna emozionarsi. Bisogna solo avere un’ottima sorveglianza a posteriori di ciò che significano le informazioni trasmesse da parte dei servizi d’informazione alle strutture del Ministero Pubblico, ha affermato Horodniceanu, in occasione della presentazione del rapporto annuale d’attività della DIICOT.

 

Rapporto DIICOT: Nel 2016 si evidenzia un’evoluzione ascendente nel fenomeno dell’auto-radicalizzazione

I procuratori della Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT), nel rapporto d’attività redatto per l’anno scorso, sostengono che nel 2016 si evidenzia un’evoluzione ascendente del fenomeno dell’auto-radicalizzazione, vale a dire di persone provenienti da spazi con problematiche legate al terrorismo o anche di romeni convertitisi a una forma di fede jihadista.

Nell’anno 2016 il numero di cause registrate dinanzi alla DIICOT è cresciuto del 16,76%, vale a dire 15.334 dossier nuovi. Allo stesso modo, anche il numero dei dossier risolti è cresciuto circa del 12,53%, con 13.168 indagini penali concluse. D’altra parte, il numero delle persone indagate è diminuito rispetto al 2015, con 15.279 persone interessate dalle indagini della DIICOT, 11,64% in meno.

L’anno scorso, sono state incriminate 3.866 persone, 0,67% in meno dell’anno scorso. Gli inquirenti DIICOT sostengono sia diminuito anche il numero di persone indagate nei dossier DIICOT, e si tratterebbe di 69 persone. Nel 2015 ci sono stati 121 imputati assolti definitivamente. Sei cause sono state rimborsate definitivamente, una metà in meno rispetto all’anno 2015.

In merito ai dossier di terrorismo e contro la sicurezza dello stato, sono state concluse 36 cause su 141, e in un solo caso c’è stata incriminazione, con due imputati in arresto preventivo.

“Il fenomeno di auto-radicalizzazione delle persone presenti sul territorio nazionale ha registrato un’evoluzione ascendente nel 2016, e tra queste appaiono individui provenienti da spazi con problemi di terrorismo, quanto anche cittadini romeni convertitisi a una forma di fede jihadista”, si mostra, tra le altre, nel rapporto DIICOT.

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