Intervista di fine mandato all’Ambasciatore d’Italia Diego Brasioli: “Nel corso dei quattro anni trascorsi in questo Paese, ho visto progressivamente rafforzare i legami tra i nostri due Paese”

0
1406

“L’intensità delle visite bilaterali è emblema, a mio avviso, di come l’Italia consideri la Romania un partner strategico e viceversa”

 

Sig. Ambasciatore, al termine del suo mandato in Romania, potrebbe tracciare un bilancio dei quattro anni da Lei trascorsi a capo dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest? Cosa ritiene sia cambiato maggiormente nel corso degli ultimi anni in questo Paese? Quali sono, a suo avviso, i principali risultati da Lei conseguiti?

 

Non posso che tracciare un bilancio oltremodo positivo del mio mandato quale Ambasciatore d’Italia in Romania. Ho trovato nella Romania un Paese molto interessante e con delle forti potenzialità e nei romeni degli interlocutori sempre attenti e disponibili. Ho sempre visto accogliere con entusiasmo le iniziative avviate dall’Ambasciata, con un approccio positivo e costruttivo.

Ritengo che questo Paese sia molto cambiato negli ultimi anni. La Romania ha visto accresciuto il suo ruolo internazionale, oltre che europeo, grazie anche ai forti progressi economici registrati e ad un tasso di crescita tra i più alti d’Europa. La Romania ha in particolare rafforzato il suo ruolo di destinatario d’investimenti esteri e di capitali internazionali. Importanti progressi sono poi stati compiuti sul piano sociale, penso ad esempio alla lotta alla corruzione, alla disuguaglianza sociale o al fenomeno dell’infanzia disagiata.

Quanto ai principali risultati conseguiti, posso dire di lasciare il Paese in un momento ottimo per le relazioni bilaterali ma anche con riguardo alle sinergie esistenti in ambito europeo e internazionale. Sono poi molto fiero di come l’Ambasciata, da me diretta, abbia fatto fronte ad importanti appuntamenti quali ad esempio, solo per citarne alcuni, la Presidenza di turno italiana dell’Unione Europea nel 2014 o la partecipazione della Romania all’Esposizione Universale a Milano. In entrambe le circostanze, l’Ambasciata d’Italia ha coordinato una serie di eventi istituzionali, promozionali e culturali, il cui successo è stato notevole, anche grazie all’ottima collaborazione istaurata con le istituzioni romene.

In conclusione, posso solo dire che tornerò in Italia con un ricordo molto piacevole della Romania e degli anni trascorsi in questo Paese.

 

Come definirebbe, allo stato attuale, le relazioni bilaterali tra Italia e Romania? Come si è evoluta negli ultimi 4 anni la collaborazione economica, culturale e sociale tra i nostri due Paesi? C’è qualcosa di cui è particolarmente fiero e soddisfatto?

 

In questo momento le relazioni tra Italia e Romania sono eccellenti. Nel corso dei quattro anni trascorsi in questo Paese, ho visto progressivamente rafforzare i legami tra i nostri due Paese. I legami storici e le comuni origini latine, anche grazie alla numerosa comunità romena in Italia e italiana in Romania, hanno, infatti, alimentato nel corso degli anni una naturale simpatia che ha facilitato non poco il livello delle relazioni, non sole politiche ma anche sociali.

Quanto alla collaborazione politica, l’intensità delle visite bilaterali è emblema, a mio avviso, di come l’Italia consideri la Romania un partner strategico e viceversa. Negli ultimi anni, abbiamo avuto in visita in Romania le massime autorità istituzionali italiane e tutti i protagonisti della vita politica, a partire dal Presidente della Repubblica Mattarella nel giugno scorso, i Presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, l’ex Premier Matteo Renzi, i Ministri degli esteri Mogherini e Gentiloni, Sottosegretari ecc. Non sono poi mancate visite in Italia di protagonisti della politica romena, da ultimo l’allora Ministro degli Esteri Comanescu nel novembre scorso.

Per ciò che attiene alla collaborazione culturale, le già citate comuni radici latine fanno sì che i rapporti culturali fra Italia e Romania siano intensi come in pochi altri casi. In Romania sono presenti la Scuola italiana paritaria “Aldo Moro” e sezioni bilingui che insegnano la lingua e la cultura italiana a molti giovani romeni. La cooperazione universitaria non è meno attiva e si distingue per i numerosi progetti di collaborazione iniziati negli ultimi anni fra atenei italiani e romeni, anche nell’ambito della partecipazione ai programmi comunitari Socrates-Erasmus. Una delle cose che mi ha colpito maggiormente della Romania è stata proprio constatare quanto l’italiano sia diffuso e studiato in questo Paese e quanto interesse ci sia per l’Italia e por il prodotto culturale italiano. Nel settore culturale, sono state tantissime le iniziative e gli eventi di alto livello organizzati dall’Ambasciata, di concerto con l’Istituto Italiano di Cultura. Ricordo ad esempio i tradizionali appuntamenti del concerto di Natale e del Concerto per la Festa Nazionale ma anche seminari, conferenze, presentazione di libri, organizzazione di mostre ecc.

Non sono poi mancate le iniziative di promozione del Made in Italy, tanto sul piano economico che culturale, come il Festival Italiano, con un ricco calendario di eventi volti a mostrare l’eccellenza del nostro Paese, la settimana della lingua italiana e la settimana della cucina italiana, inaugurata lo scorso novembre e i forum economici, l’ultimo dei quali organizzato in occasione della visita del Presidente Mattarella del 14 giugno scorso.

Tuttavia, uno dei settori di cui vado sicuramente più fiero è quello sociale. In Romania si registra da anni una forte presenza di ONG e associazioni italiane attive nel sostegno alle fasce più disagiate della popolazione romena, in primo luogo i bambini. Si tratta di realtà a volte poco conosciute ma che danno un contributo immediato e concreto al rafforzamento del tessuto sociale tra i due Paesi. L’Ambasciata, seppur nel suo piccolo, è stata molto attiva in questi anni nella promozione di attività di raccolta fondi a favore delle ONG, sia laiche che cristiane che operano in Romania.

 

Con 13,64 miliardi di euro di interscambio commerciale e oltre 21mila imprese italiane registrate e attive in Romania, l’Italia si presenta come un partner economico essenziale per questo paese. Tanti sono i settori economici nei quali si registra una forte presenza dell’imprenditoria italiana. In che modo l’Ambasciata da lei diretta ha agito a sostegno delle imprese italiane e qual è, secondo lei, il valore aggiunto che un’Istituzione come l’Ambasciata può assicurare ad un imprenditore che per la prima volta si affaccia nel mercato romeno?

 

Negli ultimi vent’anni il mondo imprenditoriale italiano ha investito molto in Romania e lo ha fatto con continuità, anche in anni difficili per il Paese come, ad esempio, quelli della crisi economica, credendo nella Romania e nelle sue opportunità di sviluppo. Quello che mi preme sottolineare è infatti proprio la natura costante e protratta nel tempo dell’impegno dell’imprenditoria italiana in Romania. Le aziende italiane sono giunte nel Paese e hanno qui aperto importanti stabilimenti che danno ora lavoro a migliaia di romeni. Non si è dunque trattato, salvo in pochi casi, di investimenti a breve termine, legati ai vantaggi economici garantiti dal basso costo del lavoro locale, ma di un vero e proprio processo di internazionalizzazione dal quale ha tratto vantaggio tanto il nostro sistema imprenditoriale che si è notevolmente rafforzato, quanto l’economia romena che ha certamente acquistato molto in termini di crescita e impiego.

Tutti gli indicatori economici ci vedono da anni nei primi posti per presenza e investimenti. Oltre al valore dell’interscambio che ha raggiunto la cifra record di oltre 13 miliardi di euro, l’aspetto a mio avviso più significativo è il dato relativo alla nostra presenza (oltre 21 mila aziende registrate ed attive) e anche l’eterogeneità dei settori di investimento. Sono presenti oggi in Romania i più grandi gruppi italiani quali Ansaldo, Pirelli, Astaldi, Enel, Tenaris, le grandi banche come Unicredit, VenetoBanca, Intesa SanPaolo, ma anche tante PMI.

L’Italia si conferma così al secondo posto (dopo la Germania) sia nella graduatoria dei paesi fornitori, sia in quella dei mercati di destinazione dell’export romeno.

Il costante aumento dell’interscambio commerciale rispecchia in particolare la solida presenza di aziende italiane sul territorio romeno. L’Italia è infatti il primo Paese in Romania per numero di imprese presenti.

A sostegno delle imprese italiane c’è poi un “Sistema Italia” integrato e molto efficiente, composto oltre che  dall’Ambasciata, dall’Istituto per il Commercio Estero, dalla Camera di Commercio Italiana per la Romania, Confindustria Romania e la Sace. L’Ambasciata svolge pertanto un’importante ruolo di coordinamento delle attività di tutti questi attori, facendo in modo che il sostegno alle imprese italiane sia quanto più pervasivo ed efficiente.

 

Quale pensa sia oggi il ruolo della Romania in Europa? Qual è la percezione dell’Unione Europea  e delle Istituzioni europee in Romania? Alla luce di tale aspetto, come crede si evolverà in futuro la relazione tra la Romania e l’Unione Europea?

 

La Romania è senza dubbio un Paese importante per l’Unione Europea, non solo per la sua posizione geostrategica, per la sua rilevanza politica e per il fatto che in Parlamento non siano presenti forze “anti-europee” ma anche per il peso economico che questo Paese sta progressivamente acquisendo.  Non ho alcun dubbio, pertanto, che nei prossimi anni si assisterà ad un rafforzamento del ruolo della Romania in Europa. Si tratta del resto di un processo che è già in atto e che troverà una nuova, fondamentale spinta nella prima Presidenza della Romania dell’Unione Europea nel primo semestre del 2019. Si tratterà di un appuntamento fondamentale che sono sicuro il Paese affronterà in maniera appropriata, traendone il maggior vantaggio possibile in termini di visibilità in ambito europeo.

Vorrei anche sottolineare il forte legame che unisce l’Italia e la Romania in ambito europeo. I due paesi condividono la medesima visione su molti dossier europei. L’Italia sostiene poi da anni la Romania nella richiesta di adesione allo Spazio Schengen, non mancando di sottolineare in tutte le occasioni utili, anche e soprattutto in sede europea, i progressi compiuti dal Paese in tale ambito e l’adempimento da parte della Romania di tutte le condizioni tecniche richieste.

NO COMMENTS