Il capo di tutti i capi

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Passati i giorni della grande contestazione, si parla già della sinistra dopo Dragnea. Ma si tratta più di una speranza, perché nessuno sembra capace in questo momento di rimpiazzarlo al vertice del partito. Il solo leader socialdemocratico che ha avuto il coraggio di criticarlo rischia adesso di essere espulso. E se questo accadrà, sarà solo per via del debole sostegno ricevuto all’interno di un partito più obbediente che mai all’autorità del suo grande capo. Ma nel più importante partito romeno le cose non sono andate sempre così. Accanto al presidente c’erano altri leader forti capaci di iniziative personali importanti, per non parlare dei tanti baroni locali che non potevano essere ignorati. Anche l’autoritario Adrian Nastase non aveva solo subordinati senza personalità, ma compagni di partito che contavano per l’opinione pubblica. Oggi i nomi degli altri leader socialdemocratici sono quasi sconosciuti. Pochi sapevano chi fosse Sorin Grindeanu qualche mesa fa. Si è parlato in questi giorni di certi scontri tra il premier e il suo capo di partito. Ma finora niente prova una cosa simile. Le dimissioni del ministro della Giustizia erano inevitabili ed è difficile credere che Liviu Dragnea avrebbe voluto mantenerlo in carica dopo tutto quello che era successo nelle ultime settimane. Anche se volesse imporre certe sue opinioni non gradite all’altro, a Sorin Grindeanu manca una posizione forte nel partito. È ancora più debole di Mihai Chirica, il sindaco ribelle di Iasi. Anche se non è personalmente indagato, un grande scandalo di corruzione al Comune di Timisoara, dove Grindeanu è stato vicesindaco, rischia di ridurre ancora di più la sua credibilità politica. Tutto questo dimostra che Liviu Dragnea è oggi il capo di tutti i capi nel suo partito. La sola in grado fermare la sua carriera politica nei prossimi anni è la Giustizia. Perciò la guerra dei politici contro il potere dei giudici non è finita di certo.

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