La Corte Costituzionale ha respinto l’interpello dell’Avvocato del Popolo riguardo l’OUG 13. Il motivo: l’ordinanza è stata già abrogata

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La Corte Costituzionale della Romania (CCR) ha respinto giovedì, con la maggioranza di voti e ritenendolo inammissibile, l’interpello dell’Avvocato del Popolo sull’ordinanza d’urgenza (OUG) n. 13/2017 che modificava i Codici penali.

“Abbiamo ricevuto notifica dall’Avvocato del Popolo riguardo la costituzionalità dell’OUG 13. In casi del genere, noi verifichiamo in primo luogo la legalità della notifica e in secondo luogo verifichiamo l’ammissibilità della richiesta. Verificando la legalità della notifica, abbiamo constatato che l’Avvocato del Popolo aveva diritto a interpellarci riferendosi ad un’ordinanza in vigore. Per quanto riguarda l’ammissibilità della richiesta, secondo l’art. 29 della nostra legge di organizzazione, noi verifichiamo la costituzionalità delle leggi e delle ordinanze in vigore. (…) L’ordinanza 13 è stata abrogata, ed è stata abrogata dopo l’interpello dell’Avvocato del Popolo e, da questo punto di vista, noi non possiamo constatare l’ammissibilità della notifica se l’ordinanza ha rispettato le condizioni straordinarie di opportunità, né sul fondo né sulla modalità estrinseca di controllo. In queste condizioni, con maggioranza di voti, abbiamo preso la decisione di respingere l’interpello, come inammissibile. Abbiamo detto che “è diventato inammissibile”, perché l’abrogazione è intervenuta dopo essere stati interpellati”, ha affermato il presidente CCR, Valer Dorneanu.

Lo stesso ha aggiunto che la CCR si è pronunciata spesso sulle obiezioni di incostituzionalità sollevate duranti i processi dalle parti, e in alcuni casi la Corte può continuare a indagare anche gli atti abrogati quando hanno prodotto effetti giuridici.

“In riferimento all’interpello dell’Avvocato del Popolo, abbiamo casi respinti come inammissibili o diventati inammissibile proprio perché analizziamo in astratto, come diciamo noi, l’ordinanza e non entriamo nel suo contenuto. Non facciamo la stessa analisi nel caso delle eccezioni sollevate in processi in cui teniamo conto anche la presenza delle parti e degli effetti prodotti nei confronti delle parti nel processo. (…) Né l’intervento del procuratore (…), né la verifica che abbiamo fatto hanno svelato elementi che fossero già applicati, che avessero già prodotto effetti giuridici. Se dovesse accadere una cosa simile saranno applicati i rimedi previsti dalla Costituzione e dalla nostra legge di organizzazione”, ha aggiunto Dorneanu.

Alla domanda sulle eventuali conseguenze della rifiuto dell’OUG 14, Dorneanu ha precisato che la CCR non giudica una causa a partire da supposizioni.

“Sia dalla difesa dell’Avvocato del Popolo che del procuratore abbiamo dedotto che dovremo pronunciarci sulla costituzionalità perché potrebbe succedere che l’ordinanza 14, che ha abrogato l’ordinanza 13, sia a sua volta abrogata e allora non so quali saranno le conseguenze. Noi non giudichiamo un caso a partire da supposizioni e possibilità, nel momento in cui qualcuno attaccherà l’ordinanza 14 allora l’istituzione competente stabilirà tutte le possibili conseguenze, legate agli effetti dell’Ordinanza. Le correlazioni saranno fatte allora, non adesso. (…) L’Ordinanza 13 non esiste più nell’attivo della legislazione”, ha spiegato Dorneanu.

PICCJ: L’abrogazione ha avuto come conseguenza il ripristino del quadro costituzionale in cui esercita le sue attribuzioni il sistema giudiziario

In un comunicato stampa trasmesso giovedì, la Procura presso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (PICCJ) precisa che l’abrogazione dell’Ordinanza di urgenza n. 13/2017 ha avuto come conseguenza il ripristino del quadro costituzionale in cui esercita le sue attribuzioni il sistema giudiziario.

“La decisione della Corte Costituzionale di respingere come inammissibile l’eccezione conferma che l’Ordinanza n. 13/2017 non ha prodotto alcun effetto.

In questo contesto, consideriamo che il ruolo costituzionale del Ministero Pubblico di rappresentare gli interessi generali della società, di difendere l’ordine di diritto e di diritti e le libertà fondamentali dei cittadini possa essere realizzato pienamente”, si mostra nel comunicato PICCJ.

Valer Dorneanu, presidente della CCR: Il Parlamento e il Governo devono risolvere le situazioni tramite comunicazione leale; non spetta alla Corte Costituzionale

Il presidente della CCR, Valer Dorneanu, ha dichiarato inoltre che il Parlamento e il Governo devono stabilire tramite “cooperazione leale, non comunicazioni difettose” la modalità per risolvere i problemi concernenti l’OUG 13, affermando che non “spetta” alla CCR stabilire la modalità di regolamentazione.

“Le conseguenze che potrebbero presentarsi in futuro nella risoluzione dei problemi concernenti l’OUG, l’adeguatezza delle nostre decisioni, la modifica di alcuni testi del Codice penale, tutti questi sono problemi dell’Esecutivo e del Parlamento. Loro dovranno stabilire insieme, sulla base di una cooperazione leale e non su comunicazioni difettose, la modalità adeguata per risolvere queste situazioni che sono concreti”, ha dichiarato il presidente della CCR, Valer Dorneanu, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato l’inammissibilità della richiesta dell’Avvocato del Popolo relativo alla OUG 13/2017.

“Non spetta” alla CCR stabilire che modalità debba essere scelta, ha aggiunto Dorneanu.

“In primo luogo, reale è la necessità che il Parlamento e il governo adegui la legislazione alle nostre decisioni. Non spetta a noi stabilire adesso, o in futuro, che modalità dovranno scegliere”, ha sostenuto Dorneanu.

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