Valer Dorneanu, presidente della CCR sugli richieste relativamente alla giustizia: “Speriamo di pronunciarci prima del 10 febbraio”

0
202

Il presidente Iohannis ha interpellato la CCR in merito al conflitto istituzionale* L’Avvocato del Popolo ha interpellato la CCR in merito all’ordinanza che modifica i Codici penali* Il ministro della Giustizia: “Non siamo pessimisti”

La Corte Costituzionale della Romania è stata chiamata a fare luce sul più spinoso argomento del momento.

Il presidente Klaus Iohannis ha interpellato giovedì la Corte Costituzionale della Romania su un conflitto istituzionale tra il governo, le istituzioni di giustizia e il Parlamento, dopo che l’Esecutivo ha adottato l’ordinanza che modifica i Codici penali.

Anche l’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, ha sollevato presso la CCR l’eccezione di incostituzionalità per l’OUG 13 che modifica i Codici penali.

Il presidente della Corte Costituzionale della Romania (CCR), Valer Dorneanu, ha dichiarato sabato di sperare che potrà pronunciarsi entro 10 febbraio sull’ordinanza di modifica dei Codici Penali.

“Per il consulto sul conflitto di competenza, siamo in tempo. Riceveremo, certamente, fino a martedì, i punti di vista delle due parti e, fra qualche giorno, ci pronunceremo anche sul fondo. La situazione sarà la stessa anche per l’eccezione di incostituzionalità invocata dall’Avvocato del Popolo. Anche lì abbiamo dato un termine breve per i punti di vista: martedì. Abbiamo lasciato al Parlamento la giornata di lunedì, quando si riunirà l’Ufficio Permanente, per potersi pronunciare e quando avremo anche questi punti di vista stabiliremo un termine. Speriamo di pronunciarci prima del 10 febbraio”, ha dichiarato il presidente della Corte Costituzionale, Dorneanu, dopo la seduta delle commissioni del Budget-Finanze del Parlamento.

L’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, ritiene che il documento sia incostituzionale. “La decisione è adesso nelle mani dei magistrati, che lavoreranno contro il tempo. Hanno solo 8 giorni fino all’entrata in vigore dell’ordinanza. Nel caso in cui ritardassero, anche di un minuto, le misure si applicheranno a tutti gli indagati in quel momento, come anche a chi è stato mandato in giudizio”, ha dichiarato a sua volta Ciorbea, venerdì.

L’Avvocato del Popolo ha detto di aver constatato il fatto che non sono state raggiunte le condizioni relative all’esistenza dell’urgenza e del caso eccezionale che permeta l’adozione di una tale Ordinanza di Urgenza da parte del Governo.

“Ho constatato il fatto che non sono stati raggiunti i requisiti relativi all’esistenza dell’urgenza e del caso eccezionale che permetta l’adozione di una tale OUG. Il governo menziona nella Nota di fondamento la necessità di implementare una direttiva europea, ma il termine è l’1 aprile 2018, quindi abbastanza lontano, quindi non si giustifica l’OUG”, ha dichiarato Ciorbea.

Inoltre Ciorbea ha affermato che l’Avvocato del Popolo ha “in modo indiscutibile qualità processuale attiva per sollevare l’eccezione di incostituzionalità”.

Victor Ciorbea ha dimostrato che l’OUG include anche un elemento di imprevedibilità, di incertezza che è contrario ai requisiti in materia, legato al reato di abuso d’ufficio:

“Per quanto riguarda l’abuso d’ufficio, è vero che abbiamo la ben nota decisione della CCR e che tramite l’OUG si è tenuto conto dei requisiti formulati dalla decisione della CCR, ma nell’OUG si utilizza, si aggiunge, si menziona, si rinvia anche alla lesione dei diritti di una persona fisica o giuridica.

Il legislatore non definisce nel contenuto cosa significhi tale lesione grave, quindi appare anche un elemento d’imprevedibilità, d’incertezza che è contrario ai requisiti in materia”, ha mostrato Ciorbea.

 

La sintesi delle dichiarazioni dell’Avvocato del Popolo:

– Ho ricevuto dal procuratore generale una lettera in cui mi chiede di tener conto di alcuni aspetti di incostituzionalità. Ho tenuto conto anche di questo documento.

– Ho allegato il documento all’eccezione stessa. Come avete potuto dedurre da quanto ho menzionato, ho deciso di sollevare l’eccezione di incostituzionalità. Questa sarà inviata fra qualche minuto alla Corte Costituzionale.

– Mi dispiace di non essere riuscito a ignorare le richieste, pressioni, suppliche di alcuni di voi e mercoledì mattina vi ho dato una risposta, prima di essere nel possesso della Gazzetta Ufficiale e prima di aver verificato se ci fossero precedenti in materia.

Comunque, ringrazio il signor presidente per il chiarimento fatto in riferimento all’esistenza di quel precedente. Verificando anche le disposizioni dell’ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ho constatato che abbiamo, nella nostra opinione, indiscutibilmente, la qualità processuale attiva per sollevare l’eccezione di incostituzionalità.

Una parte dell’ordinanza è entrata in vigore proprio nella notte di mercoledì, e l’altra parte entrerà in vigore fra 10 giorni, ma esiste quel precedente che si conferma, l’ho verificato ed è reale.

In riferimento alle critiche di incostituzionalità, menzionerò solo alcune di esse. Ho notato una prima critica riguardo elementi non propri dell’ordinanza di urgenza e mi riferisco al non adempimento dei requisiti relativi all’esistenza dell’urgenza e del caso eccezionale che permetta l’adozione di una tale ordinanza di urgenza.

 

Il presidente Klaus Iohannis ha discusso mercoledì con l’Avvocato del Popolo

Victor Ciorbea ha annunciato mercoledì, dopo l’incontro con il capo dello stato, che analizzerà gli argomenti del presidente Klaus Iohannis relativi alla possibilità di attaccare presso la CCR l’OUG che modifica i Codici penali, affermando che una decisione in questo caso sarà presa nel più breve tempo possibile.

“Il signor presidente ha menzionato una decisione del 2013 della CCR, perché i testi legali sono quelli menzionati stamattina. Analizzeremo con la massima serietà gli argomenti presentati dal signor presidente e cercheremo di prendere una decisione nel più breve tempo possibile. (…)

Se leggiamo la legge, la legge dice così, che se ci saranno decisioni della CCR esenti da questa disposizione legale le analizzeremo e vedremo cosa si può fare”, ha spiegato Ciorbea, dopo l’incontro con il presidente Klaus Iohannis.

Il presidente Klaus Iohannis ha dichiarato mercoledì che l’Avvocato del Popolo può interpellare la CCR riguardo l’OUG di modifica dei Codici penali, mostrando che esiste un precedente del 2013, con un caso d’attacco di atto normativo del genere.

“So che è stato detto stamattina, in questa zona, che l’Avvocato del Popolo non può intervenire perché certi articoli non entrano ancora in vigore. Insieme ai giornalisti dell’Amministrazione Presidenziale ho cercato dei documenti e li ho trovati. Esiste un precedente dell’ottobre 2013, quando l’Avvocato del Popolo di allora ha attaccato un’OUG per insolvenza, il 9 ottobre, anche se questa sarebbe entrata in vigore il 25 ottobre, e la CCR a quel tempo aveva deciso che la richiesta fosse giusta.

Quindi si può, senza alcun problema e grazie a questo precedente, attaccare quest’Ordinanza di Urgenza”, ha dichiarato Iohannis, dopo l’incontro con l’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea.

Il capo dello stato ha mostrato di aver messo i dati alla disposizione dell’Avvocato del Popolo, che a sua volta, ha spiegato il presidente, ha promesso che analizzerà con “celerità” la situazione.

“La mia speranza è che entro domani o dopodomani prenderà la decisione giusta e interpellerà la CCR”, ha aggiunto Iohannis.

 

Il Ministro della Giustizia: Aspetto e rispetto la decisione della CCR

Subito dopo l’annuncio dell’Avvocato del Popolo, il Ministro della Giustizia, Florin Iordache, ha dichiarato che rispetterà la decisione della Corte Costituzionale relativa alla consultazione sull’ordinanza di modifica dei Codici penali. Presente venerdì nella riunione delle commissioni giuridiche del Parlamento, dov’è stato discusso il budget del Ministero della Giustizia, a Florin Iordache è stato chiesto dai giornalisti se intenda muoversi in direzione del MG nel caso di una decisione sfavorevole da parte della Corte Costituzionale.

“Non siamo così pessimisti. Aspetto  e rispetto la decisione della Corte Costituzionale. (…) la decisione è obbligatoria, la rispetteremo anche noi”, ha risposto Iordache, che è andato via senza rispondere ad altre domande.

NO COMMENTS