Il Governo ha abrogato l’OUG che modifica i codici penali e la declassificazione degli stenogrammi, le proteste continuano. Romania, più polarizzata che mai

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Sabato, il Governo Grindeanu ha ceduto sotto la pressione di una vasta contestazione popolare e ha annunciato che abrogherà l’ordinanza d’urgenza che modifica il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale, che ha provocato ampi movimenti di strada negli ultimi giorni a Bucarest, in molte città del paese e anche all’interno della diaspora.

Così, domenica, i membri dell’Esecutivo hanno approvato il progetto dell’ordinanza di urgenza tramite la quale si abroga l’OUG 13/2017 che modificava il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale.

È stato approvato anche il memorandum che declassifica gli stenogrammi delle riunioni di Governo durante le quali sono stati modificati i codici negli anni 2016 e 2017. L’approvazione del memorandum permetterà di rendere pubblici gli stenogrammi della riunione del 18 maggio 2016 quando il governo Ciolos aveva modificato i due codici e della riunione in cui il governo Grindeanu ha fatto la stessa cosa il 31 gennaio.

“Oggi, durante la riunione di Governo è stato approvato il progetto di Ordinanza d’Urgenza per l’abrogazione dell’Ordinanza di Urgenza del Governo n. 13/2017 per modificare e completare la Legge n. 286/2009 relativa al Codice penale e la Legge n. 135/2010 relativa al Codice di procedura penale, e per modificare la Legge n. 135/2010 relativa al Codice di procedura penale.

Inoltre, durante la stessa riunione è stato approvato il Memorandum sull’Approvazione della declassificazione degli stenogrammi contenenti i dibattiti delle riunioni del Governo svolti alla data di 18/05/2015 (estratto) e alla data di 31/01/2017 (integrale)”, si mostra in un comunicato stampa del governo.

L’Esecutivo spera di placare la rabbia di centinaia di migliaia di romeni che hanno manifestato ogni giorno per chiedere l’abrogazione del testo adottato martedì scorso senza l’approvazione del parlamento.

I protestatari, molti dei quali hanno chiesto anche la dimissione del governo installatosi appena un mese fa, ed elezioni anticipate, hanno promesso di restare in piazza e di continuare le manifestazioni. Sabato, oltre 300.000 persone, secondo la stampa, sono scese in strada in oltre 70 città dell’intero paese per la quinta sera consecutiva, e domenica sera, malgrado l’adozione di un’ordinanza di urgenza che abroga l’ordinanza contestata dalla strada adottata martedì, sono scesi in strada di nuovo decine di migliaia di protestatari, chiedendo la dimissione del Governo Grindeanu.

Domenica, “si terrà in regime di urgenza una riunione di governo per abrogare quest’ordinanza, ha annunciato sabato il premier Grindeanu, affermando che non desidera “dividere la Romania” con questa riforma penale che mirava a ridurre in modo significativo le pene per abuso di potere e a fissare una soglia minima del pregiudizio di 200.000 lei (44.000 euro).

Il presidente di centro destra Klaus Iohannis, in aperto conflitto con il partito al governo e con il governo, ha salutato sabato tramite il suo portavoce, Madalina Dobrovolschi, la decisione dell’Esecutivo di abrogare l’ordinanza che ha determinato i romeni a scendere in strada, chiamandola “un passo importante verso la normalizzazione”.

Precedentemente, nel corso della giornata di sabato, il presidente del Partito Sociale Democratico (PSD), Liviu Dragnea aveva ammesso la necessità di trovare una soluzione per la crisi.

Il premier ha riaffermato che la motivazione del governo è stata quella di aggiustare il Codice Penale in conformità con la Costituzione. Inoltre, l’esecutivo ha sostenuto che desidera decongestionare le carceri.

Allo stesso tempo, ha annunciato il Premier Grindeanu, un nuovo progetto di legge sarà steso e inviato al parlamento, dopo discussioni con l’opposizione. L’iniziativa legislativa non introdurrà il massimale di 200.000 lei pregiudizio nei casi di abuso di potere, ha precisato Sorin Grindeanu.

Grida di giubilo tra la folla presente a Bucarest in Piazza Victoriei, di fronte alla sede del governo, epicentro della contestazione popolare contro l’ordinanza che modificava la legislazione penale, hanno salutato l’annuncio di sabato del premier sull’abrogazione.

La novità della giornata di domenica è stata che, in parallelo alla manifestazione in Piazza Victoriei dei detrattori del Governo, per la prima volta sono scesi in strada i sostenitori del Partito Socialdemocratico e del governo Grindeanu.

Senza essere una manifestazione organizzata, alcune migliaia di sostenitori del partito al governo, si sono riuniti di fronte al Palazzo Cotroceni, gridando slogan contro il Presidente Iohannis, cui hanno chiesto le dimissioni, accusandolo di aver istigato la popolazione, di aver infranto le competenze costituzionali e di aver ignorato le prerogative di mediatore, considerandolo il principale colpevole della discordia che esiste nel paese.

 

L’Ordinanza di urgenza che abroga l’OUG 13/2017 relativa alla modifica dei codici penali, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato domenica il testo dell’ordinanza d’urgenza che abroga l’OUG 13/2017 relativo alla modifica dei codici penali. Nel preambolo dell’ordinanza, è invocata, tra i motivi dell’abrogazione, la reazione della popolazione che ha manifestato in strada.

Nel documento che è stato pubblicato proprio la domenica dopo la riunione d’urgenza del Governo Grindeanu, nella Gazzetta Ufficiale è invocata la pressione della società civile, delle istituzioni del sistema giudiziario e anche del presidente Klaus Iohannis.

E le disposizioni dell’Ordinanza abrogata si ritroveranno in un progetto di legge che il Governo invierà in parlamento, per essere discusso e approvato.

La riunione straordinaria di governo è cominciato alle ore 14.00. il Premier Grindeanu non ha permesso alla stampa di partecipare per alcuni minuti alle discussioni, come accade di solito. E la decisione, annunciata già da sabato sera, è stata di adottare un’Ordinanza che abroghi quella adottata martedì sera e che ha spinto migliaia di romeni a scendere in strada.

Subito, l’Ordinanza 14 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, ed è già entrata in vigore.

L’ordinanza è stata abrogata “tenendo conto che ci sono state moltissime reazioni, non solo riguardo il fondo dell’atto normativo, ma anche riguardo la modalità di adozione, constatando il fatto che l’atto normativo menzionato ha suscitato un reale interesse tra i cittadini della Romania, che hanno deciso di implicarsi attivamente non solo partecipando al dibattito pubblico nel periodo che ha preceduto l’adozione, ma anche sostenendo le idee all’interno di una manifestazione pubblica, osservando che la forte reazione dei cittadini romeni ha riguardato specialmente l’insufficiente dibattito sulle soluzioni di interesse per l’intera comunità, chiedendo un più ampio dibattito all’interno del Parlamento”.

In seguito, è evocato il rischio di una forte divisione sociale tramite l’adozione dell’OUG 13/2017.

“Constatando che sullo sfondo delle tensioni create (…) esiste un pericolo reale che la società si divida, nel contesto generale di dissenso, osservando che le tensioni possano essere eliminate tramite l’abrogazione espressa e immediata di questi testi (…) Il Governo adotta la seguente ordinanza di urgenza”, si mostra nel preambolo del documento che contiene due articoli.

Nella nuova ordinanza si ritorna alle disposizioni del Codice di Procedura Penale prima delle modifiche tanto criticate.

Una di queste è stata dichiarata incostituzionale l’anno scorso dalla CCR, ma gli specialisti dicono che il rispettivo articolo non si riferisce all’abuso d’ufficio.

D’altra parte, i governanti non rinunciano all’idea di modificare il codice penale e vogliono inviare un progetto di legge in Parlamento. Nel legislativo dovrà oltrepassare i dibattiti nelle commissioni e in plenaria e, alla fine, il presidente Klaus Iohannis si potrà opporre alla promulgazione di una tale legge che potrebbe indebolire la lotta anticorruzione.

L’ordinanza di abrogazione viene con più disposizioni.

In primo luogo, l’articolo I prevede l’abrogazione dell’OUG 13 relativa ai codici penali nella sua interezza.

Tuttavia, visto che l’OUG 13 contiene disposizioni che entravano in vigore con l’emissione (come quella relativa alla denuncia), ma anche alcune che entravano in vigore solo dopo 10 giorni (come quella relativa all’abuso d’ufficio e alla depenalizzazione della negligenza sul posto di lavoro), sono stati necessari chiarimenti supplementari.

Così, tramite l’articolo I, che abrogava l’OUG 13, sono eliminate le disposizioni sul massimale di 200.000 lei nel caso dell’abuso d’ufficio e quelle relative alla depenalizzazione della negligenza sul posto di lavoro – misure che non sono entrate ancora in vigore – ma dovevano essere eliminate anche le modifiche comparse già nella legge, come quella relativa alla denuncia.

L’articolo II dell’OUG di abrogazione contiene quindi disposizioni espresse sull’abrogazione delle modifiche sul tema della denuncia, eliminando quel termine di massimo 6 mesi per la validità di una denuncia.

Il Governo ha aggiunto tuttavia due nuove disposizioni, che si riferiscono alla conformità con alcune decisioni della CCR. Così, si stabilisce che la misura del controllo giudiziario può essere prorogata in tappe successive di massimo 60 giorni, richiedendo nuove decisioni dei giudici per rimandi supplementari. Si stabilisce, inoltre, che l’azione civile, nel caso di assoluzione o di interruzione del procedimento penale, resta insoluta dall’istanza.

Le informazioni sono state rese pubbliche domenica sul site del Governo.

Grindeanu chiede al Ministero della Giustizia di organizzare dibattiti pubblici con tutti i partiti e la società civile sul tema dell’ordinanza abrogata domenica

Il primo ministro Sorin Grindeanu ha chiesto che nel prossimo periodo il Ministero della Giustizia promuova d’urgenza dibattiti pubblici con tutti i partiti politici e con la società civile sull’ordinanza abrogata domenica.

“Allo stesso tempo, il premier ha chiesto al ministero competente di percorrere tutte le tappe per avere un progetto di legge che possa mettere d’accordo le decisioni della Corte Costituzionale, le Direttive europee, il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale, al fine di essere discusso in Parlamento.” – si mostra nel comunicato stampa del Governo.

Tramite l’approvazione di un memorandum sono stati resi pubblici anche gli stenogrammi della riunione del 18 maggio 2016, quando il governo Ciolos ha modificato, sempre tramite ordinanza di urgenza, i due Codici Penali, e della riunione in cui il governo Grindeanu ha fatto la stessa cosa, il 31 gennaio.

Per quanto riguarda Florin Iordache, fonti governative hanno dichiarato che il premier Sorin Grindeanu ha chiesto al ministro della Giustizia, Florin Iordache, di fare una valutazione della sua attività e del ministero che conduce dall’inizio del mandato.

 

Il premier Sorin Grindeanu: “Non mi dimetto. La modalità tramite cui un governo può essere rovesciato è la mozione di censura”

Il premier Sorin Grindeanu ha dichiarato domenica sera che la modalità tramite cui il Governo può essere rovesciato è la mozione di censura, specificando che l’altra modalità, rappresentata dalle sue dimissioni, non è possibile, perché non prende in considerazione un tale gesto.

“La modalità tramite cui un governo può essere rovesciato è la mozione di censura, perché l’altra, delle mie dimissioni, non si può – perché non mi dimetto”, ha affermato Grindeanu presso Antena 3, domenica sera, in un intervento telefonico.

Il premier ha sostenuto che in questo momento “la Romania è divisa in due” e di aver fatto appello alla tranquillità perché “abbiamo vinto le elezioni, noi PSD insieme ad ALDE, e abbiamo ricevuto un mandato da parte dei cittadini”.

Grindeanu ha affermato di aver deciso, tramite l’abrogazione dell’OUG sulla Giustizia, di fare “il primo passo per alleggerire la situazione”.

“Abbiamo analizzato tutti questi giorni gli argomenti pro ordinanza, che sono stati moltissimi, argomenti  ancora in gran parte sostenuti, e ciò che ha detto “l’altra parte”, che si tratti di avversari politici, di istituzioni o, molto importante questi giorni, della reazione che ho visto contro questa ordinanza. Abbiamo ritenuto opportuno fare il primo passo per alleggerire questa situazione e l’abbiamo fatto”, ha concluso Grindeanu.

 

Reazioni all’abrogazione dell’ordinanza

Raluca Turcan, presidente supplente del PNL: L’emozione, temperata solo se si danno garanzie; il PNL sostiene la mozione e il rovescio del Governo”

Il presidente supplente del PNL, Raluca Turcan, ha dichiarato domenica, nel contesto dell’abrogazione dell’OUG 13, che “l’emozione sociale” può essere temperata solo se si danno garanzie che tali sviamenti non si ripeteranno, affermando che il PNL sostiene la mozione di censura e la caduta del Governo.

“È una situazione di emozione sociale e dev’essere trattata democraticamente e con ragione. Il fatto che il Governo abbia abrogato l’ordinanza significa che ha riconosciuto di aver sbagliato. Questa cosa è molto chiara. Ma spostare l’attenzione dal Governo al Parlamento, dove PSD-ALDE hanno la maggioranza, non risolve il problema di fondo”, ha affermato Raluca Turcan.

Quest’ultima ha sostenuto che “L’emozione” della strada può essere temperata solo se Dragnea, Grindeanu e Tariceanu danno garanzie di aver capito il messaggio della strada.

“Affinché quest’emozione sia temperata, c’è bisogno di garanzie da parte dei signori Dragnea, Grindeanu e Tariceanu, che hanno capito il messaggio della strada, che non adotteranno misure per salvare i protetti politici, che non prenderanno misure che possano indebolire la Giustizia. La gente aspetta garanzie che tali deviazioni (…) no si ripeteranno più”, ha sottolineato Turcan

La stessa ha spiegato che, di fronte all’arroganza della coalizione PSD-ALDE, il PNL crede si debbano utilizzare mezzi democratici e istituzionali come: “la mozione di censura e il rovescio del Governo; un dibattito reale in Parlamento e l’accordo dei due Codici con le decisioni della CCR”.

 

Nicusor Dan dice che non parteciperà alle consultazioni annunciate da Sorin Grindeanu

Il presidente dell’Unione Salvate la Romania (USR), Nicusor Dan, ha chiesto domenica non solo l’abrogazione dell’OUG 13 ma anche il ritiro della legge sull’amnistia, annunciando che l’USR non parteciperà alle consultazioni annunciate dal premier Sorin Grindeanu, il cui scopo è l’accordo tra legislazione penale con le decisioni della CCR.

“Il signor Grindeanu credo che viva in un’altra realtà quando dice che i votanti di PSD sostengono ciò che ha fatto il Governo”, ha dichiarato il leader USR. Egli ha criticato il premier che non ha “riconosciuto l’immenso errore e ha trasferito la responsabilità al ministro della Giustizia”.

Inoltre, Dan ha denunciato il fatto che il capo del Governo “ha continuato a mentire, affermando che i progetti sorgono dalle decisioni della CCR”. “Queste hanno pochissimo a che fare con ciò che si è fatto tramite i due atti normativi”, ha argomentato Nicusor Dan.

Lo stesso ha annunciato che non parteciperà alle consultazioni annunciate dal premier sulla modifica dei Codici, considerando che Grindeanu “non ha capito assolutamente niente” di ciò che centinaia di migliaia di romeni hanno chiesto in strada.

“Non sono stato contattato e il premier Grindeanu non ha la legittimità di condurre tali discussioni. In primo luogo, ha proposto due testi di atti normativi profondamente immorali e incostituzionali. In secondo luogo, legiferare è competenza del Parlamento e non del primo ministro. Chiediamo l’abrogazione dell’OUG 13 e chiediamo il ritiro del progetto di legge sull’amnistia dal dibattito in Parlamento. Entrambi i progetti sono fondamentalmente viziati e partono dai bisogni di un gruppo di persone corrotte, non dai bisogni della società”, ha sottolineato il deputato.

Egli ha annunciato che se il Governo non invia la richiesta di ritiro del progetto di legge sull’amnistia in Parlamento, lunedì alle ore 10 durante la riunione dell’Ufficio Permanente del Senato USR chiederà che l’atto normativo sia respinto in regime d’urgenza dal Parlamento la settimana prossima.

Il presidente USR ha concluso affermando che mettere d’accordo le leggi con le decisioni della CCR deve cominciare “da zero, dal testo della CCR e non da questi testi profondamente viziati”.

Sabato sera, dopo l’annuncio del premier sull’abrogazione dell’ordinanza d’urgenza che modificava i Codici penali, Nicusor Dan ha dichiarato che la decisione dell’Esecutivo rappresenta “una vittoria immensa della strada”.

“È una vittoria immensa della strada, di cui tutti i politici terranno conto d’ora in poi. Rispetto per tutti coloro che sono scesi in strada nelle città della Romania e all’estero. La pressione deve continuare almeno fino al diniego in regime d’urgenza del progetto di legge sull’amnistia, che il Governo ha deposto in Parlamento. Grindeanu ha mentito anche stasera, quando ha dichiarato che il progetto dell’ordinanza d’urgenza ha voluto mettere d’accordo le decisioni della Corte Costituzionale con la Legge”, ha scritto Nicusor Dan su Facebook.

Egli ha sostenuto che il premier Sorin Grindeanu deve “solo abrogare l’OUG e andar via”. Con una sfrontatezza smisurata, Grindeanu si è offerto di discutere con i rappresentanti dei partiti la modifica del Codice penale, partendo dall’attuale testo dell’OUG, meno il massimale di 200.00 lei. Non si pone il problema che Grindeanu conduca le discussioni su quest’argomento e tanto meno che il dibattito parta dall’attuale testo. Grindeanu deve solo abrogare l’OUG e andar via”, ha scritto Nicusor Dan.

 

Borza (ALDE): Le proteste non hanno più senso; faccio un appello alla ragionevolezza, al senso civico e alla responsabilità

Il deputato ALDE Remus Borza ritiene che continuare le proteste non ha più senso, nelle condizioni in cui il Governo Grindeanu ha deciso l’abrogazione dell’ordinanza che modificava i Codici penali, e ha fatto un appello alla ragionevolezza, al senso civico e alla responsabilità.

“Vedete quali sono le nuove rivendicazioni della piazza: “Abbasso il governo!”, “Elezioni anticipate!” e, alla fine, “Il mio Governo!”. Ebbene, questo stato di instabilità prolungato sarà fatale per la Romania. E questo lo devono capire tutti: giovane, vecchi, statali o privati”, ha dichiarato Borza domenica, in Parlamento.

A suo avviso, “In qualsiasi democrazia si applica la regola della maggioranza”.

“Anche in America, vedete ogni giorno un milione di cittadini americani (protestatari – ndr). Pensate che abbiano scomposto un pelo delle sopracciglia o dei capelli folti del presidente? Lui va avanti con decisioni molto più controverse che l’ordinanza di Grindeanu”, ha affermato il deputato ALDE.

Lo steso ha sostenuto che queste proteste “da oggi in poi non hanno più senso”.

“Faccio un appello alla ragionevolezza, al senso civico e alla responsabilità. Queste proteste, da oggi in poi, non hanno più senso. E allora, ovviamente, mi fa credere che c’è un altro scenario, un’altra missione e che loro, queste persone, che per la gran parte sono in buona fede, sono solo massa di manovra. Quindi, finché le proteste continueranno, il rischio è una guerra civile. E dobbiamo capire tutti, 200.000, 300.000, 500.000 romeni in strada non significano l’intero popolo romeno. A dicembre otto milioni di romeni hanno votato. Questa maggioranza PSD-ALDE ha alle spalle cinque milioni di voti”, ha affermato il deputato ALDE.

Secondo Borza, anche i simpatizzanti e i membri della maggioranza PSD-ALDE “ribollono” in strada, perché loro hanno realizzato che si tratti di “una manipolazione molto grossolana ed evidente”, prendendo in considerazione “una contromanifestazione”.

“La mia opinione personale: dovremo avere una contromanifestazione in tutto il paese. Mostrare a tutti che esiste un’altra manifestazione. Anche se è una maggioranza silenziosa. E, ovviamente, non vorrei fosse durante la sera, perché i due gruppi non si incontrino. A mezzogiorno, un’ora, solo per dare il segnale che questa minoranza non può cambiare le regole di una democrazia”, ha affermato il deputato.

Rispondendo ad alcune domande della stampa, Remus Borza ha dichiarato inoltre che il Governo Ponta “ha avuto molta decenza e molto buon senso ritirandosi per una colpa che non gli poteva essere imputata”, sostenendo che “questo governo (ndr – il Governo Grindeanu) non si trova nella situazione di dover andar via dopo neanche tre settimane, nelle condizioni in cui ha messo in pratica gli impegni elettorali”.

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