Grindeanu, lettera ai leader della Commissione Europea: La lotta contro la corruzione è una delle priorità del Governo

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Mercoledì, il premier Sorin Gtrindeanu ha inviato una lettera al presidente della Commissione Europea, Claude Juncker, e al primo vicepresidente del foro, Frans Timmermans, in cui spiega le ragioni che stanno alla base dell’ordinanza d’Urgenza del Governo (OUG) che modifica i Codici penali e del progetto sull’amnistia, assicurando che il suo Esecutivo sostiene la lotta anticorruzione.

“Ho preso atto della dichiarazione comune fatta oggi sulla lotta contro la corruzione in Romania. Desidero, dall’inizio, sottolineare che la lotta contro la corruzione è una delle priorità del Governo che conduco e sono totalmente d’accorso con la vostra valutazione rispetto al rapporto della Commissione di Cooperazione e Verifica che rappresenta sia per l’Unione Europea che per noi un tema di massimo interesse”, si mostra nella lettera.

Il premier sostiene che invierà alla Commissione Europea i testi dei progetti adottati dal Governo.

“Desidero assicurarvi la mia disponibilità a continuare il dialogo con lei, anche a Bruxelles, e reitero l’impegno fermo di tutte le istituzioni e degli organi decisionali della Romania nel portare avanti la lotta contro la corruzione. In questi sforzi contiamo sul sostegno e sull’appoggio della Commissione Europea, ma anche su una valutazione equilibrata e corretta da parte sua, che tenga conto del quadro costituzionale nazionale e della sostanza concreta delle disposizioni legislative, non solo delle reazioni dello spazio pubblico e mediatico”, afferma il premier.

Il capo dell’Esecutivo spiega ai leader della Commissione Europea le ragioni che stanno alla base delle decisioni prese. Egli sostiene che, per quanto riguarda l’amnistia, esiste già una procedura della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDO) che si riferisce ad una decisione pilota riguardante il sovraffollamento nelle carceri romene e le condizioni precarie di detenzione, “situazione che può determinare penalità significative per la Romania”, di circa 80 milioni di euro all’anno.

“Sottolineo il fatto che entrambi i progetti legislativi entreranno in procedura di dibattito parlamentare usuale, assicurando così il completamento di tutte le tappe previste dalla Costituzione della Romania”, dice il premier, riguardo l’amnistia.

Per quanto riguarda l’adozione dell’OUG che modifica i Codici penali, Grindeanu invoca le disposizioni costituzionali che obbligano i legislatori a modificare testi dichiarati dalla CCR contrari alle Leggi fondamentali. Egli ricorda la decisione della Corte, secondo cui l’abuso d’ufficio è costituzionale solo tramite il sintagma “consegue in modo difettoso” al contenuto del Codice penale e si capisce “consegue in violazione della legge”.

Egli spiega ai leader della Commissione Europea le motivazioni della Corte Costituzionale della Romania (CCR), anche dalla prospettiva del massimale del 200.000 lei nel caso d’incriminazione dell’abuso d’ufficio, sostenendo si trattasse di una raccomandazione della Corte, che tali disposizioni fossero adottate.

“(La CCR – ndr) ha constatato che il legislatore non ha regolamentato una soglia del danno, né l’intensità del danno, il che determina la corte costituzionale a concludere che, a prescindere dal valore del danno o dall’intensità del danno risultato a seguito dell’atto, quest’ultimo, se sono compresi anche gli altri elementi costitutivi, può essere un reato di abuso d’ufficio. La definizione del massimale a 200.000 lei non è stata fatta in modo arbitrario, ma a partire dalle disposizioni dell’art. 183 del Codice penale che definiscono la nozione di conseguenze particolarmente gravi di un reato, dove ritroviamo una somma di 2 milioni di lei”, spiega il premier.

Grindeanu invoca anche le decisioni della Commissione di Venezia e la giurisprudenza CEDO.

“Fissando un massimale di 200.000 lei, la responsabilità non è rimossa, ma continuerà ad essere una responsabilità amministrativa e disciplinare e il pregiudizio sarà recuperato integralmente,  in conformità anche con le raccomandazioni delle istituzioni europee”, sostiene egli.

Il primo ministro afferma che la mancanza di coerenza tra una decisione costituzionale e le disposizioni dichiarate non costituzionali potrebbe portare ad un vuoto legislativo, e ad un’interpretazione e applicazione non unitaria di queste disposizioni.

“L’abuso d’ufficio non è stato eliminato dalla legislazione ma si è voluto sostituire il sintagma “consegue in modo difettoso” dell’art. 246 del Codice penale del 1969 e dell’art. 297, comma 1 del nuovo Codice Penale, con il sintagma “consegue in violazione della legge”, in conformità con le decisioni obbligatorie della Corte Costituzionale”, afferma egli.

Grindeanu sostiene che questi sono i principali elementi che hanno determinato la necessità di un’Ordinanza di Urgenza, che sarà inviata in Parlamento per essere discussa, approvata, modificata o respinta.

“Aspettiamo con interesse il suo parere sui testi, il ministro della giustizia resterà a sua disposizione per tutti i chiarimenti necessari e si sposterà anche a Bruxelles se necessario. Inoltre, il ministro degli affari esteri, che sarà a Bruxelles in occasione del Consiglio degli Affari Esteri, sarà onorato di discutere con lei questo tema, se i suoi impegni lo permetteranno”, conclude il premier.

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