Dibattito nel Parlamento Europeo sulla situazione della Romania. Timmermans: “Faccio appello al Governo perché rivaluti ciò che ha fatto”

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Il dibattito sulle misure adottate dal governo Grindeanu nell’ambito della giustizia si è spostato a Bruxelles, dopo che anche il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha espresso mercoledì la sua preoccupazione per la situazione della Romania.

Il Parlamento Europeo ha organizzato giovedì alle ore 10.00, a Bruxelles, un dibattito sul tema della giustizia e dello stato di diritto in Romania, all’interno della mini sessione plenaria, in cui è stata presa in considerazione la situazione della democrazia, dello stato di diritto e della giustizia in Romania, in seguito alle richieste giunte dal gruppo PPE, tramite la voce del leader Manfred Weber.

La Commissione Europea ha chiesto al Governo della Romania di rivalutare l’ordinanza d’urgenza sulla modifica del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale e il progetto di legge sul perdono, considerando “preoccupante” ciò che è accaduto negli ultimi giorni.

“Negli ultimi 28 anni, in un modo o nell’altro, abbiamo seguito le evoluzioni della Romania. Se vediamo i progressi raggiunti in questo periodo, non possiamo che essere impressionato dalla forza di volontà del popolo romeno per diventare una democrazia europea funzionale”, ha dichiarato giovedì il primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, in un dibattito nella plenaria del Parlamento Europeo riunitosi a Bruxelles.

Egli ha dichiarato che i progressi della Romania sono evidenziati nel rapporto sulla giustizia del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV), pubblicato la settimana scorsa dalla Commissione Europea.

“Abbiamo valutato i progressi degli ultimi 10 anni. Le evoluzioni sono state sempre spettacolari. La Romania si trova all’ultima tappa di quest’evoluzione verso il consolidamento dello stato di diritto, all’ultima tappa prima che questo processo diventi irreversibile”, ha dichiarato Timmermans, secondo la traduzione in lingua romena assicurata dal Parlamento Europeo.

Il primo vicepresidente CE considera tuttavia “preoccupante ciò che abbiamo visto negli ultimi giorni”, tramite l’adozione dell’ordinanza d’urgenza che modifica il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale, e tramite il progetto di legge sull’amnistia.

Lo stesso ha sottolineato quanto questi siano “elementi negativi” nella lotta contro la corruzione e un “passo indietro rispetto agli ultimi 10 anni”.

“Faccio appello al governo, perché rivaluti ciò che ha fatto”, ha dichiarato Timmermans, in un dibattito nella plenaria del Parlamento Europeo sul tema della situazione della Romania, organizzato su richiesta della delegazione romena del Partito Popolare Europeo (PPE).

“La Romania merita politici e governi che sostengano la lotta contro la corruzione”, ha sottolineato egli.

Timmermans ha considerato inoltre che tramite le misure prese dall’esecutivo di Bucarest potrebbero essere lesi anche i fondi europei stanziati per la Romania.

Lo stesso ha chiesto al Governo della Romania “di non voltare le spalle all’evoluzione” degli ultimi anni, di non fare “passi nella direzione opposta” e di continuare sulla strada della lotta contro la corruzione, “anche se è doloroso”.

“I romeni meritano di vivere in una società senza corruzione”, ha aggiunto il primo vicepresidente CE.

Durante lo stesso dibattito, l’eurodeputato spagnolo Esteban González Pons, vicepresidente del Gruppo PPE del Parlamento Europeo, si è dichiarato “preoccupato dalle azioni del governo romeno” che, a suo parere, limitano la lotta contro la corruzione e potrebbero “distruggere tutto quello che è stato fatto in quest’ambito”.

“Far parte della UE non significa solo ricevere fondi europei. Bisogna rispettare una serie di valori. Nessuno è al di sopra della legge, la giustizia dev’essere equa e i colpevoli devono essere puniti”, ha fatto notare.

“Il governo ha la maggioranza parlamentare, ma non significa che può fare tutto quello che vuole, in modo arbitrario (…) Non puoi governare come se avessi dei cittadini di prima mano e di seconda mano, alcuni che rispettano la legge e altri che la eludono”, ha aggiunto Esteban González Pons.

“Il governo romeno volta le spalle a lunghi anni di lotta contro la corruzione e ha un comportamento abusivo. Il governo ha tempo per tornare sui propri passi, e noi, il Parlamento Europeo, chiediamo che torni sui propri passi”, ha aggiunto.

Dal canto suo, Josef Weidenholzer, vicepresidente del Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D), ha dichiarato che il gruppo di cui fa parte invierà una delegazione per valutare ciò che accade in Romania.

Lo stesso ha precisato che occorre un’analisi profonda riguardo il modo in cui sono imposte le sanzioni, l’importanza della prevenzione e l’attività dei servizi segreti, “che non dovrebbero avere alcun ruolo in questa lotta” contro la corruzione.

Weidenholzer ha dichiarato inoltre che la situazione della Romania “sarà discussa ampiamente” all’interno della Commissione per le libertà civili, giustizia e affari interni 8LIBE) del PE. “Desideriamo tutti che la situazione della Romania migliori”, ha aggiunto.

Una serie di parlanti hanno presola la parola, tra cui gli europarlamentari romeni Monica Macovei e Norica Nicolai, e l’italiana Barbara Spinelli (Gruppo Confederale della Sinistra Unita Europea/Sinistra Verde Nordica).

A Monica Macovei è stato chiesto delle indagini penali contro i funzionari, se questo sia un esempio perfetto di abuso dalla lotta anticorruzione. Quest’ultima ha sostenuto la necessità di indagare i delinquenti.

Norica Nicolai, Gruppo dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa, nel suo discorso ha affermato che nessuno non può mettere in discussione la vocazione europea del popolo romeno e che assistiamo a un tentativo di rovesciare il governo della Romania: “La battaglia contro la corruzione non significa giustizia selettiva!”

Barbara Spinelli, Gruppo Confederale della Sinistra Unita Europea/Sinistra Verde Nordica: “Sono solidale con la lotta del popolo romeno e con la reazione del presidente Iohannis. Sono italiana e so cosa vuole dire una giornata di lutto. È una vergogna il modo in cui sono state adottate le ordinanze d’urgenza. È un modo di agire che accade abbastanza spesso in Europa. Le proteste dei cittadini e della stampa ci ricordano che anche le associazioni dei cittadini e della stampa sono poteri dello stato. Si adottano decreti per permettere a politici corrotti di sfuggire alla carcere”.

Judith Sargentini, Gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea: “Le proteste degli ultimi giorni in Romania mostrano che i romeni prendono molto seriamente la democrazia. La corruzione è l’inizio della putrefazione del sistema”.

Roberta Metsola, Gruppo del Partito Popolare Europeo (Cristiano Democratico): “Gli sforzi intrapresi dalla Romania hanno registrato un recesso. La lotta contro la corruzione deve diventare importante. Romeni, siamo con voi!”

Maria Grapini ha messo in dubbio il fatto che i membri del Parlamento Europeo fossero informati correttamente sulla situazione della Romania.

Esteban Gonzalez Pons, europarlamentare del Gruppo del Partito Popolare Europeo (Cristiano Democratico), considera che “la posta in gioco del dibattito sia l’effetto di queste ordinanze”. Egli ha aggiunto che per far parte dell’Unione Europea, bisogna riconoscere una serie di valori, e “la giustizia dev’essere equidistante”.

“Il governo romeno volta le spalle a lunghi anni di lotta contro la corruzione e ha un comportamento abusivo. Chiediamo in modo ufficiale al Governo di tornare sui propri passi. Quando sbagli devi ammetterlo”.

 

Mircea Diaconu: La Romania dev’essere lasciata libera di trovare la sua strada da sola

L’europarlamentare Mircea Diaconu ha attirato l’attenzione sul fatto che il voto popolare non è rispettato. Inoltre, ha aggiunto che la Romania debba essere lasciata libera di trovare la sua strada da sola.

“Perché la discussione sia completa c’era bisogno anche un delinquente della Romania, vale a dire, me. Sono stato indagato mentre ero senatore e Ministro della Cultura. Sono stato indagato per due anni. Ogni visita presso la procura era annuncia alla stampa. Si cercava di distruggermi pubblicamente. Dopo due anni, il procuratore che mi indagava mi ha detto: “Signor Diaconu, non ho trovato alcun pregiudizio, ma la mando in giudizio”. Credo che abbia anche sorriso in modo cinico, come una sorta di vittoria personale. Mi ha mandato in giudizio chiedendo due anni di prigione con esecuzione. Sono stato assolto dopo altri due anni. Non voglio parlare dei miei anni di calvario e di quanto io abbia perso e di quanto sia invecchiato. In Romania c’è un enorme problema, ma non dove lo vedono alcuni di voi, ma nel fatto che il voto popolare è modificato, rapito e buttato nella spazzatura tramite altri mezzi che quelli democratici. Lasciate che la Romania trovi la sua strada da sola, ha tutte le istituzioni a portata di mano! In Romania c’è democrazia”, ha affermato l’europarlamentare.

In seguito, Mircea Diaconu ha trasmesso: “Ho preso la parola nella plenaria del Parlamento Europeo come indipendente, non rappresento alcun partito e alcun gruppo di interessi politici.

Ho voluto sottolineare che la Romania è uno stato democratico e come tale ha tutti i mezzi per risolvere la crisi attuale. E in una democrazia è normale che governino coloro che hanno ottenuto la maggioranza in elezioni, e normale che la gente esprima dello scontento ed è normale che quelli al potere ci ascoltino e ci rappresentino tutti.

Ma quello che mi ha sconvolto di più è stata una sorta di minaccia da parte del Commissario Timmermans sulla Romania. Rifiuto categoricamente qualsiasi intervento sul paese. Per quello ho chiesto di lasciare la Romania in pace, perché trovi la sua strada da sola. Solo se sono nostre, le soluzioni possono essere durevoli e costruttive”.

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