Il direttore SRI, Eduard Hellvig, udienza maratona di 7 ore nella Commissione di Controllo Parlamentare

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Tutti gli aspetti che implicano l’SRI, discussi pubblicamente, sono stati affrontati ma alcune questioni aspettano ancora una risposta

 

C’è l’interesse per destabilizzare e demonizzare l’SRI. Ho chiesto pubblicamente il sostegno del Parlamento per adottare nuove leggi sulla sicurezza

Il direttore del Servizio Romeno d’Informazioni, Eduard Hellvig, ha dichiarato mercoledì, dopo la sua udienza maratona di oltre 7 ore alla Commissione Parlamentare di Controllo dell’SRI, che le ultime discussioni dello spazio pubblico mostrano l’interesse a “destabilizzare” e “demonizzare” l’SRI.

“Dico a tutti che l’SRI ha strumenti validi per difendersi e per difendere i cittadini romeni”, ha affermato Hellvig in Parlamento, dopo più di sette ore di udienze, aggiungendo che un SRI debole significherebbe una Romania indifesa di fronte alle minacce.

Lo stesso ha accusato il fatto che tali attacchi si basino sul fatto che il servizio non può rispondere.

Il direttore SRI ha negato qualsiasi implicazione in politica o nelle manifestazioni, affermando che in una democrazia reale è essenziale che i servizi segreti non siano onnipresenti e onnipotenti.

“L’SRI non ha e non avrà agenti coperti in politica e giustizia”, ha sostenuto Hellvig, precisando che anche gli agenti SRI hanno accordato agli organi penali solo assistenza tecnica di specialità e che non hanno svolto attività d’indagine penale.

“Ho la speranza che queste cose si fermeranno”, ha concluso il direttore SRI.

Prima  che le udienze cominciassero, Hellvig, che si è presentato con quattro borse di documenti da mettere a disposizione dei membri della Commissione, ha dichiarato: “Sono venuto in Parlamento con la massima disponibilità per rispondere a tutte le domande della Commissione. Per me è un’opportunità. Ho speranza in un nuovo inizio della relazione tra Parlamento e SRI e sono convinto che dopo quest’udienza avremo risposte a molte delle domande che sono state poste nello spazio pubblico”.

Lo stesso ha poi precisato che in commissione siano arrivati anche documenti archiviati che saranno messi a disposizione della Commissione per chiarire aspetti discussi a livello pubblico.

La settimana scorsa, direzione SRI è stata invitata dalla nuova Commissione di controllo dell’SRI a discutere sul tema del budget dell’istituzione per l’anno 2017 e sul tema del passaggio in riserva del generale Florian Coldea, ex primo vice del direttore SRI.

Rispondendo a una domanda dei giornalisti, Hellvig ha dichiarato sia ovvio il fatto che il Servizio non abbia avuto alcuna implicazione nelle proteste della scorsa domenica, che riguardavano la modifica della legislazione penale tramite due progetti di Ordinanza di Urgenza (OUG), dal governo Grindeanu.

“Ovviamente non ha avuto alcuna implicazione. Discuteremo in commissione anche queste cose. Sono assolutamente convinto che chiariremo questi aspetti che sono stati discussi a livello pubblico”.

“Per me, come direttore di quest’istituzione importante dello stato romeno, è fondamentale la relazione con il Parlamento. Sono stato parlamentare, capisco il ruolo del Parlamento in democrazia e ho tutta la disponibilità per avere una relazione più che stretta, corretta e onesta con la Commissione di controllo”, ha affermato Hellvig.

 

“ Ho chiesto pubblicamente il sostegno del Parlamento per adottare nuove leggi sulla sicurezza”

“Ho chiesto pubblicamente il sostegno del Parlamento per adottare il nuovo pacchetto di leggi sulla sicurezza nazionale dato che il quadro normativo non può, nella sua forma attuale, coprire le lacune legislative nella lotta contro le grandi provocazioni alla sicurezza con cui purtroppo ci confrontiamo oggi”, ha affermato.

A sua volta, il presidente della Commissione SRI, Adrian Tutuianu, ha ribadito la necessità di questo sforzo.

“Chiunque sia venuto alla direzione della commissione, ha notato come un nuovo pacchetto di leggi sulla sicurezza nazionale sia necessario. Purtroppo tutti hanno annuito e nessuno è riuscito a fare niente. La realizzazione di questo pacchetto di leggi non implica solo la commissione di controllo parlamentare ma anche il CSAT, implica il presidente della Romania, il Governo, il Servizio Romeno di Informazioni. Per quanto riguarda me e i miei colleghi, ci siamo espressi molto apertamente sull’utilità di modificare le regolamentazioni ufficiali e di aggiornarle. Vi faccio notare che la legge di funzionamento dell’SRI o la legge sulla sicurezza nazionale sono state adottate negli anni ’90, mentre la decisione in base alla quale noi funzioniamo, come anche la commissione di controllo parlamentare, sono state adottate nel 1993, quindi 25 o 26 anni fa, e anche il quadro normativo è superato. Io credo ci debba essere una priorità per noi e credo che in questo modo realizzeremmo almeno una parte della missione che abbiamo come commissione di controllo parlamentare”, ha spiegato Tutuianu.

Lo stesso ha insistito su un controllo efficiente ed effettivo dell’SRI.

“Il controllo dev’essere permanente, concreto, reale, effettivo e dobbiamo assicurare, tramite la commissione parlamentare, il Parlamento, la società in genere, che l’SRI è sottoposto a controllo democratico. Ci preoccupa che l’SRI abbia tutti i mezzi necessari per adempiere a tutti i doveri”, ha concluso.

Il presidente Klaus Iohannis ha attirato l’attenzione recentemente sul bisogno di migliorare 12 leggi dell’ambito della sicurezza nazionale, la metà delle quali è legate ai servizi segreti.

 

Adrian Tutuianu: Il budget SRI 2017, ridotto del 10%; abbiamo convenuto che copre il minimo necessario

”Io credo che un budget debba rispondere a due requisiti: da una parte assicurare le risorse necessarie al funzionamento dell’istituzione. In secondo luogo, un budget deve tenere conto anche delle risorse a disposizione del paese in un certo momento, perché certo i bisogni sono molti. La cifra che abbiamo oggi, comunicata dal ministero delle Finanze, è stata rivista in questi giorni, e il budget dell’SRI sarà inferiore del 9,4% – 10% rispetto al budget in esecuzione dell’anno scorso”, ha detto Tutuianu.

Quest’ultimo ha precisato che, anche se le richieste dell’SRI siano state maggiori, visto che sono stati chiesti fondi per le attività operative, pensioni e stipendi, si è convenuto che questo budget copra il minimo necessario di funzionamento.

A sua volta, il direttore SRI, Eduard Hellvig, ha precisato di aver spiegato alla commissione la costituzione del budget richiesto dal Servizio.

“So, sono consapevole che ci sia nel dibattito pubblico una percezione relativa al budget dell’SRI. Sono, come voi, attento a ogni cosa riguardi il denaro pubblico. Ho posto l’accento sulle seguenti coordinate: amplificazione delle minacce legate al terrorismo, controspionaggio, crimine organizzata e aggressioni cibernetiche. Tutto questo ha generato una richiesta o, meglio, un sovraccarico per il Servizio, con impatto diretto sul budget dell’istituzione”, ha sottolineato il direttore SRI.

Secondo lui, la qualità di membri OTAN di cui facciamo parte, ci obbliga a partecipare della sicurezza collettiva e consuma una somma significativa del budget SRI.

“L’SRI, insieme alle altre istituzioni di intelligence della Romania – SIE e la Direzione di Informazioni Militari – è il secondo contributore sul segmento di analisi presso OTAN, dopo gli Stati Uniti. È uno sforzo che facciamo ogni giorno, in modo che gli organi decisionali dell’OTAN possano prendere decisioni informate in base agli interessi strategici dello stato romeno”, ha aggiunto Hellvig.

Lo stesso ha affermato che gran parte del budget SRI è utilizzato per pensioni e stipendi.

“Vi devo dire: ciò che fanno altri servizi con tecnologia avanzata ed estremamente costosa, l’SRI lo fa con i dipendenti. Questo presuppone costi e questo, purtroppo per la sicurezza nazionale, presuppone uno sforzo su misura del budget”, ha menzionato Hellvig.

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