Commissione Europea nel Rapporto MCV: La tendenza positiva della Romania a lottare contro la corruzione si mantiene

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La rimozione dell’MCV dipende dalla velocità con cui saranno applicate le misure rimanenti

La Commissione Europea ha pubblicato mercoledì scorso, a Bruxelles, il più recente rapporto elaborato all’interno del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) per la Romania, in cui l’esecutivo comunitario fa un bilancio delle misure intraprese dal nostro paese per la riforma del sistema giudiziario e la lotta contro la corruzione, delle attuazioni, delle provocazioni non superate ancora e delle azioni che sono ancora necessarie per chiudere il monitoraggio all’interno dell’MCV, secondo un comunicato stampa dell’esecutivo europeo.

Il documento rileva che i rapporti relativi all’MCV elaborati nel 2014, 2015 e 2016 hanno evidenziato una tendenza positiva, un bilancio che indicavano progressi importanti e un aumento del carattere irreversibile della riforma, tendenza confermata nel rapporto del 2017, in cui si registra ancora un bilancio solido delle istituzioni giudiziarie e un impulso impresso dai governi successivi per consolidare le misure di prevenzione della corruzione.

Un’analisi retrospettiva dei 10 anni dall’istituzione dell’MCV mostra che, malgrado certi periodi in cui le riforme hanno rallentato il loro ritmo e sono state messe in dubbio, la Romania ha registrato progressi maggiori verso il raggiungimento degli obiettivi di riferimento dell’MCV. Inoltre, la Commissione Europea considera che non si dovrebbe stabilire un legame tra MCV e altri ambiti del diritto UE.

Il prossimo rapporto elaborato all’interno dell’MCV sarà presentato alla fine dell’anno in corso.

“Nei 10 anni passati da quando la Romania è membro dell’Unione Europea e da quando ha intrapreso le riforme MCV, si è assistito a progressi maggiori. La tendenza positiva constatata negli ultimi tre anni di lotta alla corruzione e di difesa dell’indipendenza del sistema giudiziario è continuata anche nell’ultimo anno. La dinamica creata finora permette di orientare ancora gli sforzi verso le principali misure che dovranno essere prese per raggiungere gli obiettivi dell’MCV e, di conseguenza, per concludere questo processo importante durante il mandato dell’attuale Commissione, in conformità con l’obiettivo stabilito dal presidente (Jean-Claude) Juncker. La velocità di questo processo dipende dalla rapidità con lcui le autorità romene attueranno, in modo irreversibile, le misure rimanenti, in modo da non mettere in dubbio i progressi registrati finora. Spero vedremo nel 2017 la celerità, la determinazione e le garanzie interne necessarie per portare a buon fine le riforme e per assicurare l’irreversibilità dei risultati”, ha dichiarato il primo vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, in riferimento al rapporto MCV pubblicato mercoledì.

 

Reazioni:

Il Procuratore Generale Augustin Lazar: Il rapporto MCV mette in evidenza i progressi nella lotta contro la criminalità

Il procuratore generale della Romania ha dichiarato che il rapporto MCV mette in evidenza “i progressi notevoli ottenuti dalle istituzioni romene grazie alla lotta anticorruzione e contro la criminalità in genere”, sostenendo che l’adozione dell’OUG sulla giustizia porterebbe ad una riconsiderazione degli apprezzamenti positivi.

“Il rapporto MCV mette in evidenza il fatto che le autorità dello stato romeno hanno ottenuto risultati buoni e molto buoni, che ci sono progressi notevoli ottenuti dalle istituzioni romene nella lotta anticorruzione e contro la criminalità in genere. Ho notato alcuni elementi che vanno segnalati come progetti di atti normativi che, se saranno adottati, porterebbero ad una riconsiderazione degli apprezzamenti positivi fatti finora. Non si tratta solo di corruzione, ma anche di altri tipi di criminalità simile alla corruzione. Si tratta di infrazioni di ufficio molto vicine alla corruzione, come il conflitto d’interessi, e che si troverebbero in una situazione molto delicata qualora il testo fosse modificato. Se vogliamo allineare alle norme costituzionali il testo del conflitto d’interessi, cambiamo il sintagma di rapporti commerciali con rapporti tra professionisti, ma non dovremmo cambiare il testo della legge per renderlo non funzionale”, ha dichiarato Augustin Lazar.

La reazione della DNA: Constatiamo un “bilancio impressionante” per quanto riguarda la risoluzione dei casi di corruzione a livello medio e alto. Attiriamo l’attenzione sugli attacchi contro il sistema giudiziario

La Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha precisato che il rapporto della Commissione Europea all’interno del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) contiene una valutazione globale dei dieci anni di riforme in Giustizia.

In un comunicato stampa, la DNA ha precisato che il rapporto constata un “bilancio impressionante” per la risoluzione dei casi di corruzione a livello medio e alto e raccomanda alle istituzioni giudiziarie di portare avanti gli sforzi compiuti in questo senso.

Allo stesso tempo, il rapporto attira l’attenzione sugli attacchi forti contro i magistrati e contro il sistema giudiziario da parte dei mass media e dei politici, qualificandoli come “una seria minaccia all’irreversibilità della lotta anticorruzione” e nota che, nel 2016, gli attacchi contro la Direzione Nazionale Anticorruzione sono diventati molto intensi.

Secondo la fonte citata, un’altra preoccupazione è legata alle modifiche legislative, “destinate in modo chiaro a indebolire o a ridurre l’ambito di applicazione delle infrazioni di corruzione, con riferimento ai due progetti di ordinanza d’urgenza presentati per la consultazione dal Governo il 18 gennaio, e che <<potrebbero danneggiare il quadro giuridico relativo alla corruzione e i risultati contro la corruzione>>”.

Il presidente UNJR: Questo rapporto non dice nulla sull’interferenza dell’SRI in Giustizia

Il presidente dell’Unione Nazionale dei Giudici della Romania (UNJR), Dana Girbovan, ha sostenuto, a RFI, che il rapporto MCV è incompleto.

Non si impone tuttavia la sua rimozione, ma il rapporto della Commissione Europea deve diventare veramente comprensivo sulla giustizia, considera la giudice.

“Abbiamo aspettato con interesse questo rapporto. Anche nelle discussioni con esperti MCV abbiamo sottolineato la stessa cosa e cioè che il rapporto è incompleto, perché omette una parte importante dei problemi della giustizia e fa un’analisi piuttosto superficiale del sistema giudiziario (…). Ad esempio, l’anno scorso è stato votato un memorandum in cui è stata fatta una radiografia dei problemi del sistema giudiziario e delle soluzioni proposte dai giudici. È stato un memorandum votato da oltre l’80% delle istanze della Romania (…). Per me è stato sorprendente vedere che questo memorandum non è neanche ricordato all’interno del MCV, tanto più che il memorandum faceva riferimento proprio all’MCV”, ha menzionato il magistrato.

Il capo UNJR precisa che il rapporto MCV non dice nulla sull’interferenza dell’SRI nell’atto di giustizia:

“Nel rapporto si parla dell’indipendenza della giustizia, ma anche qui è vista solo attraverso gli attacchi che i politici rivolgono alla giustizia. Certo che è un elemento importante, ma altrettanto importante e molto noto nello spazio pubblico è il problema dell’interferenza dell’SRI nell’atto di giustizia (…). Questi problemi non chiariti rappresentano anch’essi minacce all’indipendenza della giustizia e avrebbero meritato almeno di essere ricordate in un rapporto che deve riflettere tutti i problemi del sistema giudiziario”.

D’altra parte, Girbovan considera che le Ordinanze sul perdono e la modificazione del Codice Penale debbano essere discusse in Parlamento.

“La cosa più saggia sarebbe stata che questi progetti fossero inviati, sin dall’inizio e sotto la forma di progetti di legge, in Parlamento. Credo che in generale il Governo debba rinunciare a utilizzare queste Ordinanze di Urgenza in modo eccessivo e soprattutto nell’ambito delle leggi ordinarie. Adesso, in questo momento, è necessario che le rispettive Ordinanze siano discusse in Parlamento, e che siano presi in considerazione tutti in commenti su tali progetti di legge. È necessario un dibattito razionale”, ha dichiarato la presidente UNJR.

Il presidente Iohannis: Il Governo Ciolos ha contribuito in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi imposti dalla Commissione Europea

Il presidente Klaus Iohannis ha salutato, mercoledì, il fatto che il rapporto MCV riconosce i progressi registrati dalla Romania nella lotta contro la corruzione. Allo stesso tempo, ha precisato che il rapporto conferma quanto il Governo Ciolos “abbia contribuito in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi MCV e abbia avuto un apporto decisivo per questo rapporto favorevole”.

“Klaus Iohannis saluta il fatto che il rapporto riconosce i progressi registrati dalla Romania all’interno del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) relativo al consolidamento del sistema giudiziario e la lotta contro la corruzione, documento che è stato adottato, oggi, dalla Commissione Europea”, precisa l’Amministrazione Presidenziale, in un comunicato stampa.

Secondo il presidente, il rapporto conferma che il Governo installato nel 2015 “ha contribuito in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi MCV e ha avuto un apporto decisivo per questo rapporto favorevole”.

“Il rapporto MCV conferma che la Romania ha mantenuto un percorso sostenibile per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi del meccanismo, e per la prima volta è menzionata la modalità di realizzazione del meccanismo. Quindi, la Commissione Europea ha emesso 12 raccomandazioni, e il loro raggiungimento condurrà alla conclusione del MCV”, ha continuato il capo dello stato.

Allo stesso tempo Klaus Iohannis sottolinea che, per la prima volta, la Commissione Europea giudica all’interno del rapporto inadeguata la correlazione tra MCV e le decisioni in altri ambiti (come i fondi strutturali europei, l’adesione allo Spazio Schengen).

“Il capo dello stato apprezza il fatto che il rapporto segnali progressi sostanziali nell’attività delle principali istituzioni di lotta contro la corruzione. Inoltre, il Presidente della Romania mette in guardia  sulle preoccupazioni formulate nel rapporto riguardo il fatto che i due progetti di Ordinanza di Urgenza messe in discussione pubblica dal Governo il 18 gennaio a.c. possano influenzare il quadro legale per la lotta contro la corruzione. La conclusione dell’MCV dipende anche dall’evitare sviluppi negativi che metterebbero in dubbio i progressi ottenuti finora dalla Romania. Il Governo della Romania e l’attuale maggioranza parlamentare devono capire che solo sostenendo ancora gli sforzi per il consolidamento delle riforme nell’ambito della giustizia e della lotta contro la corruzione, contribuiranno al consolidamento dello stato di diritto e alla rimozione dell’MCV”, precisa il comunicato dell’Amministrazione Presidenziale.

Calin Popescu Tariceanu: Proporrò che la Romania non cooperi più all’interno dell’MCV 

Dopo la pubblicazione del rapporto MCV, il presidente del Senato e copresidente ALDE, Calin Popescu Tariceanu, ha affermato mercoledì che proporrà al ministro Sorin Grindeanu che la Romania cessi qualsiasi forma di collaborazione all’interno del MCV, a causa del suo carattere discriminatorio.

“Il rapporto MCV mostra progressi irreversibili nella lotta anticorruzione. Proporrò, in una discussione con il premier Sorin Grindeanu e Liviu Dragnea, che la Romania trasmetta alla Commissione Europea che non vuole più cooperare all’interno dell’MCV, perché discriminatorio”, ha dichiarato il presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu.

L’ex Premier Dacian Ciolos: I nemici della Romania sono all’interno del paese 

L‘ex primo ministro Dacian Ciolos ha salutato il rapporto MCV pubblicato mercoledì dalla Commissione Europea e ha sottolineato che le riforme nella Giustizia “non sono realizzate per compiacere la Commissione Europea o altri stati”.

Ma l’ex premier dice che “un gruppo di politici” vuole minare l’indipendenza della Giustizia e dello stato di diritto. Ciolos ha precisato inoltre di aver ricevuto assicurazioni che si rinuncerà all’MCV presto.

“La Romania cerca da molti anni di mostrare di essere in grado di assicurarsi l’indipendenza della Giustizia e lo stato di diritto e quando, finalmente, questa cosa accade, un gruppo di politici cerca di minare questa realizzazione.

L’anno scorso abbiamo fatto passi avanti decisivi per consolidare i progressi in Giustizia e per preparare l’assunzione istituzionale di questo processo, e la direzione giusta è sottolineata dal rapporto MCV.

Inoltre, nel 2016 abbiamo fatto anche sforzi diplomatici sostenuti per spiegare i progressi raggiunti e abbiamo anche ricevuto assicurazioni che la rinuncia a questo meccanismo di monitoraggio sulla Giustizia si avvicina.

Le riforme in Giustizia non sono realizzate per compiacere la Commissione Europea o altri stato, ma affinché la Romania assicuri per se stessa, senza un monitoraggio esterno, una giustizia che funzioni indipendentemente e in modo efficiente, al servizio dei cittadini, per consolidare la democrazia e lo sviluppo economico del paese. Una giustizia che si trovi al di fuori di certi interessi di gruppo e impossibile da intimidire da politici che sono temporaneamente al potere”, ha scritto su Facebook Dacian Ciolos.

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