L’SRI ha concluso l’indagine interna nel caso Coldea, il generale è stato assolto e rimesso in servizio

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Il primo vice del Direttore dell’SRI ha chiesto di essere congedato invocando la dignità e l’onore militare

 

Il Servizio Romeno di Informazioni (SRI) martedì è tornato a dare nuovi chiarimenti nel caso di Florian Coldea. In seguito all’indagine interna, Coldea non è stato trovato colpevole ed è stato rimesso in servizio sebbene lo stesso abbia chiesto di essere congedato per non danneggiare l’immagine dell’istituzione, annuncia l’SRI in un comunicato stampa.

L’SRI ha annunciato che le verifiche, avviate in seguito alle rivelazioni fatte da Sebastian Ghita e alle immagini pubblicate dallo stesso, sono state portate a termine ed è stato redatto un rapporto che chiarifica tutti gli aspetti veicolati nello spazio pubblico relativi all’attività di Florian Coldea, “ma anche altri aspetti legati alle attività di alcuni ufficiali del servizio che sono stati veicolati nello spazio pubblico”.

“Menzioniamo che è stata svolta un’indagine complessa, minuziosa, relativa a tutte le affermazioni riportate dai mass-media dell’ultimo periodo, e che sono stati analizzati gli aspetti mirati. Le persone interrogate hanno offerto tutto il sostegno, hanno presentato i documenti necessari e hanno risposto pienamente a tutte le domande. Nella conclusione del rapporto, presentato in una seduta dell’Ufficio Esecutivo dell’SRI, la commissione speciale ha precisato che dall’attività del signor Coldea, sottoposta alla verifica, non sono risultati elementi che costituiscano violazioni della legge o delle norme interne in vigore. Dopo la presentazione del rapporto, l’Ufficio Esecutivo ha deciso la reintegrazione in servizio del signor generale-tenente Florian Coldea. Durante la stessa seduta, il Primo vice del Direttore ha richiesto al Direttore dell’SRI, il signor Eduard Hellvig, di essere sollevato dalla carica e di essere messo a disposizione dell’istituzione, dopo circa 12 anni di attività. Il primo vice del Direttore ha invocato motivi legati alla dignità e all’onore militare e al rischio di danneggiare gravemente l’attività dell’istituzione”, trasmette SRI.

In seguito, il direttore dell’SRI ha chiesto al presidente della Romania di mettere Florian Coldea in congedo, le sue attribuzioni sono state assunte da Eduard Hellvig.

La decisione di ritirarsi arriva dopo la settimana scorsa, quando l’SRI aveva annunciato che Florian Coldea l’avvio di un’indagine relativa alla sua persona, e l’aveva sospeso dalla carica di primo vice del direttore SRI durante tale inchiesta. Coldea ricopriva questa carica da 12 anni.

Il senatore UDMR, Attila Verestoy, ha dichiarato martedì, in riferimento al caso Coldea, che la sua sospensione e il congedo, tramite decreto del presidente Iohannis, richiede l’implicazione della Commissione SRI, per fare luce sugli aspetti che abbiano “sconvolto” il sistema di sicurezza.

“Purtroppo, la situazione richiede realmente l’implicazione della Commissione SRI per fare luce sugli aspetti reali che hanno sconvolto un po’ il nostro sistema di sicurezza”, ha dichiarato Verestoy, membro della Commissione di controllo dell’SRI.

Il presidente Iohannis ha firmato i decreti per la liberazione dal servizio e la messa in riserva del generale Coldea

Il presidente Klaus Iohannis ha annunciato martedì di aver firmato i decreti relativi alla liberazione dal servizio e alla messa in riserva del generale SRI Florian Coldea.

“Ho appena firmato i due decreti che riguardano Florian Coldea. La liberazione dal servizio e la sua messa in riserva”, ha affermato Iohannis in una dichiarazione sostenuto presso Palazzo Cotroceni.

Egli ha sottolineato come questo caso abbia acceso il dibattito sui servizi segreti negli ultimi giorni, aspetto considerato positivo dal capo dello stato.

Florian Coldea, un generale controverso. In 12 anni, accuse di ricatto alla CCR e d’intervento nella Giustizia: In assenza delle costrizioni dello stato e dell’uniforma militare, avrò in futuro la libertà di parlare

Florian Coldea (45 anni) è stato nominato primo vice del direttore dell’SRI nell’anno 2005, poco dopo il recupero dei giornalisti romeni rapiti in Irak. Coldea è stato uno dei coordinatori l’operazione, insieme alla squadra del Servizio d’Informazioni Estere (SIE). Il presidente che l’aveva nominato in servizio, Traian Basescu, sosteneva che quell’operazione avesse attirato la sua attenzione. Prima, Coldea aveva assunto cariche di direzione presso la Brigata Antiterroristica.

A due anni dalla nomina, nel 2007, alla sospensione dal servizio del presidente Traian Basescu, Mircea Geoana ha reso pubbliche due note informative sulla situazione di tre giudici della Corte Costituzionale della Romania. Presidente del PSD all’epoca, Geoana ha accusato Florian Coldea di voler ricattare i magistrati per una sentenza a favore di Traian Basescu. Prima delle accuse, nello spazio pubblico sono comparse informazioni secondo cui i giudici della CCR sarebbero ricattabili, e l’SRI deteneva informazioni in questo senso. Il contenuto delle note presentate da Geoana è stato rivelato dalla stampa, trattandosi di una risposta del CNSAS sulle connessioni tra la Securitate e i giudici. In seguito, la commissione parlamentare ha svolto un’indagine durante la quale Coldea è stato sospeso dal servizio. Le conclusioni sono state che l’SRI non ha effettuato operazioni di polizia politica, e Coldea è stato rimesso in servizio dopo qualche mese.

Dopo la fine del secondo mandato a Cotroceni, Basescu è diventato un acuto contestatore di Florian Coldea e di Codruta Kovesi, denunciando interventi dei servizi segreti nella Giustizia, dopo l’arresto di Alina Bica ed Elena Udrea, nelle inchieste aperte dalla Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA).

Nel 2015, Elena Udrea denunciava che dietro le inchieste in cui era indagata, c’era Florian Coldea, accusando anche il capo della DNA di aprire indagini su ordine dei servizi segreti. Udrea ha anche denunciato Coldea alla DNA, sostenendo che il suo ex marito, Dorin Cocos, le avrebbe detto di portato 500.000 euro a Sebastian Ghita su richiesta di Florian Coldea, per finanziare la sua televisione. L’indagine è stato archiviata.

In seguito, Alina Bica e Traian Basescu si sono riuniti a Elena Udrea, criticando Coldea e accusandolo di intervenire nelle attività della giustizia.

Alla fine del 2016, l’ex capo della DIICOT, Alina Bica, ha dichiarato che alla fine del 2013 il vice del Servizio Romeno di Informazioni, Florian Coldea, era interessato al dossier Tender, attirando la sua attenzione sul fatto che Ovidiu Tender fosse una pedina importante e mostrandole una nota su chi fosse questo personaggio.

“Ha detto che quest’uomo rappresentava certe cose e non potevamo liberarcene. A un certo punto ha detto che come già nel 2005, continuo a non capire cosa sia l’interesse nazionale e che le cose andranno male per me”, dichiarava Alina Bica.

Florian Coldea è stato menzionato anche nello scandalo delle tesi di dottorato plagiate, poiché il coordinatore della sua relazione era stato Gabriel Oprea, rimasto senza titolo di dottore dopo una decisione del CNATDCU.

Lo scandalo più recente è quello in cui Sebastian Ghita accusa Coldea di essersi implicato in nomine politiche e nella Giustizia, pubblicando fotografie e registrazioni video in cui comparirebbero i due e le loro famiglie, precisando di aver avuto un rapporto di amicizia. In seguito a tali rivelazioni, Florian Coldea è stato messo sotto indagine dai suoi colleghi dell’SRI, e sospeso dal servizio fino alla fine delle indagini.

Nell’anno 2008, a Florian Coldea è stato conferito il grado di generale di brigata. Nel 2012 è stato avanzato al grado di generale maggiore e nell’anno 2014 al grado di generale-tenente. Prima della nomina alla carica di primo vice del direttore dell’SRI, ha assunto varie cariche di direzione all’interno dell’Ispettorato per la Prevenzione e la Lotta contro il Terrorismo del Servizio Romeno di Informazioni.

L’ex primo vice dell’SRI Florian Coldea, le prime dichiarazioni dopo la messa in riserva

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L’ex primo vice del Servizio Romeno di Informazioni, il generale tenente in riserva, Florian Coldea, ha risposto mercoledì, in una dichiarazione esclusiva per Agerpres, alle accuse mosse nell’ultimo periodo contro di lui e ha voluto chiarire certi aspetti legati alla sua attività nel Servizio e all’indagine interna che l’ha riguardato.

“Un nuovo inizio offre sempre l’occasione di rivolgere ringraziamenti e di riflettere sui passi fatti, tanto più che quest’anno compio 25 anni di servizio, di cui 22 in qualità di ufficiale del Servizio Romeno di Informazioni e circa 12 anni come primo vice del Direttore SRI.

Ho servito il mio paese e l’istituzione nel modo più devoto possibile e guardo con orgoglio indietro a tutte le missioni compiute, a centinaia di operazioni di successo, al progresso notevole, alla riforma, alla trasformazione, modernizzazione e ottimizzazione dell’istituzione, alle persone che mi hanno formato professionalmente e a coloro cui ho insegnato che non esiste un ideale più alto e professione più nobile che quella di agente di intelligence”, afferma Coldea nella dichiarazione rilasciata a Agerpres.

“Nell’ultimo periodo sono stato evocato e invocato eccessivamente nello spazio pubblico. Allegazioni diffamatori, accuse gravi e speculazioni varie che includevano il mio nome hanno invaso i canali media, ed è cresciuto uno scandalo di grandi proporzioni che ha colpito sia la mia immagine quanto, soprattutto, l’attività dell’istituzione.

Secondo le procedure standard in istituzioni di intelligence, è stata avviata un’indagine interna già dalla comparsa delle prime allegazioni. È importante per l’opinione pubblica precisare che il Servizio ha sviluppato meccanismi di verifica adeguati, in modo che nessuno dell’SRI, a prescindere dalla carica o dal grado, possa trascurare le procedure d’indagine interna quando compaiono tali accuse. Nessuno!”, dichiarava l’ex vice del Direttore SRI.

Egli ha precisato come l’indagine svolta sia stata complessa, rigorosa, completa, relativa alle affermazioni accusatorie diffuse fino al momento della trasmissione di questo comunicato. “Ho percorso con tutta la disponibilità le tappe di quest’indagine. Ho offerto tutto il supporto, ho presentato tutti i documenti necessari e i testimoni rilevanti, ho risposto pienamente a tutte le domande, mi sono sottoposto a tutte le verifiche. I risultato dell’indagine hanno indicato, senza equivoco, il fatto che ho rispettato la legge e le norme deontologiche specifiche, in tutte le circostanze analizzate”.

“Sono ritornato alla carica di primo vice del direttore dell’SRI e sono onorato di poter ribadire che, nel corso della mia intera carriera, sono stato un conseguente promotore della legge, dei valori che definiscono la nostra attività: la professionalità e la buona fede. Ho servito il mio paese con dignità e patriottismo. L’onore di un militare con ideali molto più alti che i benefici meschini non può essere macchiato con “realtà confezionate” ed elementi fuori contesto”, ha dichiarato Florian Coldea.

“A chi si sia precipitato a credere o ad amplificare non-verità flagranti diffuse in passato o più recentemente, fino alla data di 18 gennaio 2017, ripeto di aver capito che la posta in gioco è molto più grande e più importante che la compromissione della mia attività. Mi riservo il diritto di offrire risposte e chiarimenti adeguati, ed elementi fattuali rilevanti su questi aspetti e molto di più, a un certo punto.

Al di là del mio nome, che l’indagine interna e la verità hanno riabilitato, considero che questa serie di attacchi e accuse diffamatori rischino di danneggiare gravemente lo spirito dell’istituzione e, implicitamente, il suo buon funzionamento. Per considerazione e rispetto nei confronti dell’intera attività passata, del rendimento registrato, dello statuto consolidato e di ciò che oggi l’SRI rappresenta nella comunità euroatlantica di intelligence, del lavoro e gli sforzi dei miei colleghi, non ho potuto lasciare che questa situazione continuasse”, ha precisato l’ex primo vice del Direttore dell’SRI.

Lo stesso precisa di aver richiesto al Direttore dell’istituzione di essere sollevato dalla carica di primo vice e di essere messo a disposizione del Servizio e dei bisogni dell’istituzione.

“Andare in riserva non modifica in nulla la mia determinazione di continuare a servire lo stato romeno, di contribuire dal mio futuro ruolo alla preservazione di tutto ciò che siamo riusciti a costruire negli ultimi 12 ani. Ai miei critici, le cui affermazioni ho considerato spesso costruttive, comunico che, in assenza delle costrizioni dello stato e dell’uniforme militare, avrò in futuro la libertà di parlare, di esprimermi pubblicamente, in base alla competenza professionale acquistata e con la buona fede che mi ha sempre guidato. Scelgo di farlo per contribuire allo sviluppo della cultura di sicurezza, tanto necessaria per la Romania e i suoi cittadini nel contesto delle evoluzioni dell’ambiente di sicurezza, delle trasformazioni e del moltiplicarsi delle minacce ibride, della realtà legislativa e dei condizionamenti tecnologici rilevanti a livello dell’intera società”, ha affermato Coldea.

Alla fine del mandato, comunico ai cittadini della Romania che è stato un onore per me servire il paese e i suoi interessi di sicurezza, nella più alta carica che può avere un ufficiale romeno di informazioni, che è stato un privilegio poter contribuire all’adempimento della più significativa missione strategica: durante il mio mandato, la Romania è stata un paese sicuro, stabile ed è stata difesa con successo dai rischi e dalle minacce di sicurezza con cui si è confrontata in modo permanente. Servo la Patria! Così ci aiuti Dio!”, affermava Coldea nella dichiarazione per Agerpres.

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