La donna romena e i suoi due bambini salvati dall’hotel inghiottito da una valanga in Italia, potrebbero essere dimessi dall’ospedale lunedì

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La donna romena e i suoi due bambini salvati dall’hotel inghiottito da una valanga in Italia, potrebbero essere dimessi dall’ospedale lunedì, hanno annunciato domenica le fonti mediche italiane.

Sabato, il Ministero romeno degli Affari Esteri (MAE) ha pubblicato un comunicato tramite cui informa che le autorità italiane hanno confermato di aver identificato anche il terzo cittadino romeno minorenne.

“Quest’ultimo è in vita ed è ora affidato alle cure mediche dell’ospedale di Pescara. I rappresentanti dell’unità medica hanno confermato che le condizioni di salute dei tre cittadini romeni sono buone e che questi sono assolutamente fuori pericolo”, ha precisato il comunicato stampa del MAE.

Venerdì, in un altro comunicato, il MAE informava “due persone di cittadinanza romena, un adulto e un minore, segnalate come disperse in seguito alla valanga che ha colpito la località di Farindola, nella regione dell’Abruzzo, sono state identificate e sono in vita”.

In questo modo, dopo circa 50 ore di ricerche contro il tempo, la donna romena Adriana Vranceanu e i suoi figli sono stati tratti in salvo tra le rovine dell’hotel, distrutto dalla valanga.

Sono stati acclamati con momenti di vera allegra, quando i superstiti sono stati tirati fuori dalla struttura sotterrata nella neve. Tuttavia, ancora 23 persone sono date per disperse.

Ludovica, la figlia di sei anni di Adriana e suo fratello, due anni più grande, sono due dei quattro bambini salvati finora dall’hotel sommerso dalla neve, dopo la valanga di mercoledì. La donna romena insieme ai suoi figli è ora all’ospedale di Pescare, dove sono ricoverati i superstiti. Tra questi, un paziente con le braccia fratturate ha subito un intervento chirurgico.

Il medico: “Le condizioni del paziente operato sabato mattina sono abbastanza buone, ed i suoi parametri vitali sono monitorati. Gli altri pazienti stanno molto bene. Lunedì, ad eccezione del paziente operato, parleremo della possibilità di dimetterli”.

Nel frattempo, a far visita ai superstiti Quintino Marcella, proprietario di un ristorante, il primo ad aver dato l’allarme dopo che l’hotel Rigopiano è stato investito dalla valanga. Lo stesso aveva ricevuto una telefonata dal suo cuoco, Gianpiero Parete, nientemeno che il marito di Adriana. Questi non era in hotel quando la neve l’ha coperto. Era andato fino all’auto a cercare della pasta.

Quintino Marcella: “Fisicamente, sembra stiano bene. Credo però che dentro ci sia molta amarezza. Non è possibile non ti rimangano dei segni quando ti succede una cosa del genere. Sono rimasti in una camera al freddo e al buio, senza aver niente da mangiare e da bere.”

Come hanno spiegato i soccorritori, i superstiti hanno trovato un riparo sotto un pezzo del tetto distrutto, e la neve intorno a loro ha creato una specie d’iglù, che li ha protetti. In secondo luogo, sono riusciti ad accendere un fuoco con alcuni resti e sono riusciti a riscaldarsi. Il fumo ha indicato ai pompieri il posto in cui si trovavano.

Il medico: “Indossavano abiti pesanti, tute da sci che li hanno tenuti al caldo. Non hanno avuto contatto diretto con la neve. Questo ha determinato l’assenza di un’acuta ipotermia.

Domenica sera, la protezione civile italiana ha presentato l’ultimo bilancio delle operazioni di ricerca e salvataggio. “Ci sono 11 superstiti, tra cui due bambini trovati nell’auto di fronte all’hotel e cinque persone decedute. Altre 23 persone sono date per disperse. Le operazioni sono molto complicate a causa del posto in cui dobbiamo intervenire, il cui equilibrio è precario. Per questo, non possiamo utilizzate attrezzature ed equipaggiamenti pesanti.

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