I progetti di ordinanza d’urgenza relativi al perdono e alla modificazione del Codice Penale provocano controversie accese

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Migliaia di persone sono uscite in strada per chiedere al Governo di non adottare le ordinanze

I progetti di ordinanza d’urgenza (OUG) relativi alla modifica del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale, e l’ordinanza relativa al perdono sottoposti al dibattito pubblico, hanno provocato reazioni accese e controversie a livello della società.

Il progetto del Governo relativo al perdono ha spinto la gente in strada. Migliaia di persone hanno protestato la settimana scorsa a Bucarest in Piazza dell’Università, ma ci sono state manifestazioni anche a Cluj, Brasov e Timisoara, Iasi e Sibiu, e all’estero. I protestatari, organizzati sulle reti social, hanno chiesto al Governo di non adottare l’ordinanza di modifica del Codice Penale e hanno spronato la DNA a non rinunciare alla lotta contro la corruzione.

L’abbozzo della OUG relativa alla modifica del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale prevede la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio sotto 200.000 lei, affinché il reato sia investigato solo a seguito di una denuncia. Inoltre, la denuncia si può fare solo entro sei mesi dai fatti e la negligenza d’ufficio è stata abrogata.

L’ordinanza relativa al perdono prevede tra l’altro il perdono totale delle punizioni con carcere fino a cinque anni, il dimezzamento della pena per i detenuti che hanno 60 anni, per le donne incinta e per quelli che hanno in cura bambini di massimo 5 anni.

Iohannis: Ci sono due elefanti nella camera e nessuno ne parla: L’ordinanza di perdono e quella per modificare i codici penali

Mercoledì scorso, il Presidente Iohannis è apparso all’improvviso a Palazzo Victoria durante la riunione di Governo in cui, secondo le fonti politiche, stavano per essere adottati il perdono e la depenalizzazione di alcuni reati, anche se il Premier Grindeanu ha negato che i due argomenti fossero all’ordine del giorno dell’Esecutivo, precisando che l’agenda del giorno era dominata dalla decisione sulla costruzione del budget per il 2017.

Iohannis ha annunciato all’inizio della riunione che il premier Grindeanu gli ha promesso che l’Ordinanza di perdono e quella per la modifica dei codici penali non sarebbero stati adottati quel giorno. Iohannis ha aggiunto che queste ordinanze devono essere discusse pubblicamente prima di tutto.

“Abbiamo una prima oggi. È la prima volta in cui partecipo ad una riunione del Governo. Ho deciso stamattina di fare una visita al signor primo ministro. Abbiamo avuto una discussione molto applicata, molto seria e con conclusioni consensuali, dopo di che il primo ministro mi ha invitato a partecipare e a presiedere questa riunione di Governo. Permettetemi di dire che sono molto contento del modo in cui fatte tutti il vostro dovere e per me non è solo un piacere ma anche un onore essere qui con voi. Per quanto riguarda le conclusioni della discussione di prima con il signor primo ministro, preferirei lasciare a lui la possibilità di dettagliare queste cose”, ha affermato Iohannis.

“Ci sono due elefanti nella sala e nessuno ne parla: L’ordinanza di perdono e quella per modificare i codici penali. Ovviamente stamattina ne ho parlato anche con il premier, e lui mi ha detto che la discussione aveva avuto luogo con certi colleghi del governo. Ha aggiunto che non saranno aggiunto all’ordine del giorno in modo supplementare. Sottolineo e spero di avere l’approvazione del premier, si è impegnato affinché tali questioni non siano introdotte da un giorno all’altro in alcuna riunione di governo.

Che avvengano in trasparenza, che siano sottoposte a tutte le entità previste dalla legge, CSM, organizzazioni professionali, organizzazioni dei giudici e, certamente, all’opinione pubblica.

È obbligatorio discutere queste questioni. Il signor premier aveva analizzato queste questioni e così è stato possibile arrivare ad un consenso. Desideriamo entrambi consolidare lo stato di diritto”, ha dichiarato il capo dello stato prima dell’inizio della riunione di governo.

CSM: Gli avvisi per i progetti dell’OUG saranno dati entro 27 gennaio. Il termine, prorogato di 4 giorni

Un giorno dopo l’invio dei progetti di Ordinanze di Governo per il perdono e per la modificazione e il completamento del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale a consultazioni, e perché siano accolti dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), entro il 23 gennaio, la direzione di CSM ha proposto al Ministero della Giustizia che il termine sia prorogato fino al 27 gennaio, e il ministero è stato d’accordo con il termine proposto dal consiglio.

“Il Consiglio Superiore della Magistratura analizzerà, entro la data di 27 gennaio 2017, la richiesta del Ministero della Giustizia di avvisare il Progetto di Ordinanza d’Urgenza del Governo per modifica e completamento del Codice Penale, Codice di Procedura Penale e del Progetto di Ordinanza d’Urgenza per il perdono di alcuni reati, comunicati al Consiglio ieri, 18 gennaio. I progetti degli atti normativi menzionati sono stati comunicati per essere analizzati e per consultare tutte le istanze e le procure della Romania, e le associazioni professionali dei magistrati”, si mostra in un comunicato postato giovedì scorso sul sito del CSM.

Florin Iordache, ministro della Giustizia: Il perdono non è fatto per una persona. È una soluzione alternativa

Sullo sfondo delle accese polemiche relative all’opportunità dei due progetti di ordinanze, il Ministro della Giustizia, Florin Iordache, ha dichiarato giovedì mattina, presso la sede del ministero, che l’ordinanza di urgenza relativa al perdono non è fatta per una persona ma cerca di porre rimedio a una situazione “che persiste da molto tempo in Romania”, facendo riferimento al sovraffollamento nelle carcere.

“In primo luogo, per chi è adesso in carcere. Non è fatta (l’OUG relativa al perdono – ndr) per una persona. È un sistema di cui ho constatato il non funziona. È una soluzione alternativa. Si costruiranno ancora penitenziari ma questo richiede tempo. E cerchiamo di rimediare a una situazione che persiste da molto tempo in Romania”, ha dichiarato il ministro della Giustizia.

Il chiarimento arriva nel contesto in cui i capi delle procure e delle istanze hanno dichiarato che le ordinanze relative al perdono e per modificare i codici sono fatti con “dedica”.

Mercoledì sera, Iordache aveva dichiarato presso una rete TV: “Dal nostro punto di vista, è una prerogativa legale del Governo poter fare questo. Per mancanza informazione, credo io, le gente è uscita in strada a manifestare”, ha dichiarato Florin Iordache presso Antena 3. Alla domanda in merito alle reazioni negative nei confronti di questo argomento, Iordache ha dichiarato che forse si tratta anche di “disinformazione” per quanto riguarda il contenuto del progetto relativo al perdono.

“Aspettiamo anche i punti di vista contrari, non tutti devono essere d’accordo. Ho constatato però che ci sono certe anomalie e disfunzioni e per questo cerchiamo di correggerle. Ci sono molte questioni che devono essere modificate nel prossimo periodo”, ha aggiunto il dignitario.

Il ministro della Giustizia ha spiegato inoltre che il perdono è stato applicato anche negli anni 1998 e 2001, e nella Romania di oggi ci sono di 19.000 posti di detenzione e 28.000 detenuti.

Alla domanda se il presidente PSD, Liviu Dragnea, potrà essere uno dei beneficiari del progetto sul perdono, Iordache ha risposto: “Assolutamente no. Nel suo caso è sospesa l’esecuzione. Le leggi e le ordinanze non si fanno per certe persone. Noi discutiamo sui fatti. Se guardate con attenzione a quanto è previsto, vedrete che non ne beneficerà”.

DNA:  La modificazione della legislazione in regime d’urgenza è ingiustificata

La Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha trasmesso al ministro della Giustizia, Florin Iordache, un punto di vista relativo ai progetti di ordinanza per il perdono e per la modifica dei Codici penali, in cui mostra che la modifica del quadro legislativo in regime d’urgenza e in assenza di analisi obiettive è “ingiustificata”.

“La DNA ha trasmesso al ministro della Giustizia il punto un vista argomentato, relativo ai progetti per modificare e completare il Codice penale e il Codice di procedura penale, e per il perdono di alcuni reati, tramite due ordinanze di urgenza del Governo. La Direzione Nazionale Anticorruzione considera che la modifica del quadro legislativo in regime d’urgenza e in assenza di analisi obiettive che attestino un bisogno sociale imperioso sia ingiustificata”, si legge in un comunicato rilasciato per la stampa venerdì dalla DNA.

Iohannis: Le OUG relative al perdono e alla modificazione dei Codici sono inaccettabili. Il Governo le ritiri

I progetti di Ordinanze d’Urgenza relativi al perdono e alla modificazione dei Codici penali non sono pertinenti, sono inaccettabili e sembrano essere stati fatti con la dedica, dicono le voci più competenti della Giustizia”, ha scritto venerdì su Facebook il presidente Klaus Iohannis.

Iohannis ha affermato che “ci sono argomenti a sufficienza per spingere il Governo a ritirare queste Ordinanze d’Urgenza”.

“La Procura Generale, DNA, l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, DIICOT, le associazioni dei magistrati e le organizzazioni della società civile si sono espressi fermamente contro la modifica del quadro legislativo relativo a corruzione, abuso d’ufficio e integrità, in regime d’urgenza, senza analisi obiettivi e in condizioni di totale opacità. Ci sono argomenti a sufficienza per spingere il Governo a ritirare queste Ordinanze d’Urgenza”, si legge nel post di venerdì, sulla pagina di Facebook del presidente Iohannis.

Dopo la richiesta del presidente, il ministro della Giustizia, Florin Iordache, ha dichiarato venerdì, per gandul.info, che i progetti di ordinanza d’urgenza relativi al perdono e alla modificazione dei Codici Penali non saranno ritirati, solo perché il presidente Iohannis lo aveva chiesto al Governo.

“Io mi assumo la responsabilità dei progetti fatti e li porto avanti. Cosa deciderà il Governo? non so cosa deciderà. Io ho assunto la responsabilità dei progetti. I due progetti che ho proposto al ministero, il ministero ci ha lavorato su e li ha completati. Io, ministro della Giustizia, non li ritiro. Cosa farà il Governo? non so cosa farà il Governo. Il premier non è nel paese e non so quale sarà la decisione del Governo”, ha dichiarato Florin Iordache, suggerendo di attendere il ritorno da Washington del capo dell’Esecutivo, lì per partecipare alla cerimonia d’investitura del presidente Donald Trump.

Tariceanu, sull’opportunità del progetto di OUG relativo al perdono: “I condannati sono tuttavia uomini”

Mercoledì, il presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, alla domanda se gli sembri opportuno un progetto di PUG relativo al perdono, ha spiegato che anche i condannati sono uomini e oggi si trovano in carcere e scontano una pena ma sono, alla fine, uomini.

“Ritengo che, alla fine, anche i condannati che oggi sono in carcere e scontano una pena sono uomini. E non possiamo calpestare la dignità di questi. Credo che anche i condannati abbiano diritto al rispetto della dignità e della loro immagine”, ha affermato Tariceanu.

Lo stesso ha aggiunto che l’istituzione del perdono non è stata inventata dall’attuale governo o dall’attuale ministro della Giustizia e che funziona da “tempi antichi”.

“Sappiate che anche nell’antichità funzionava il perdono. Anche nel periodo comunista ci sono stati momenti i cui è stato concesso il perdono. Anche dopo il 1990, nella nuova democrazia della Romania. Non credo che dovremmo guardare con tanto odio e con tanta intransigenza una cosa che a me sembra debba essere discussa con calma”, ha dichiarato Tariceanu.

Mozione semplice contro il Ministro della Giustizia, iniziata dall’USR

L’Unione Salvate la Romania (USR)  ha annunciato giovedì che avvierà una mozione semplice contro il ministro Florin Iordache, per le ordinanze relative al perdono e all’amnistia.

“L’USR intende attuare una mozione semplice contro il ministro della Giustizia Florin Iordache. Inoltre, l’USR presenterà un memorandum al Ministero della Giustizia, al Consiglio Superiore della Magistratura e alla Procura Generale dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizi in cui mostrerà perché i progetti delle due ordinanze d’urgenza mirano a soddisfare gli interessi di certe persone che detengono o che abbiano detenuto cariche pubbliche, e non gli interessi della società, che ha bisogno di limitare il fenomeno della corruzione. L’USR considera inaccettabile la promozione da parte del Ministero della Giustizia dei due progetti di ordinanze d’urgenza che legiferano in ambiti fondamentali per lo stato di diritto e considera che il Ministero della Giustizia ha fallito nel tentativo di giustificare l’urgenza della regolamentazione inclusa nei due progetti”, ha precisato l’USR in un comunicato.

Per iniziare una mozione semplice c’è bisogno delle firme di almeno 50 deputati o di un quarto del numero dei senatori (136), che l’USR non ha da sola. La mozione di censura può essere iniziata da almeno un quarto del numero totale dei deputati e senatori (465), e i liberali hanno solo 99 eletti.

Dopo la distribuzione dei mandati per la Camera dei Deputati, il PSD ha ricevuto 154 mandati, l’UDMR-21, l’ALDE- 20, il PNL-69, l’USR- 30, il PMP-18. Un numero di 17 mandati sono stati attribuiti alle minoranze. Dopo la distribuzione dei mandati per il Senato, il PSD ha ricevuto 67 mandati, ALDE-9, UDMR-9, mentre il PNL- 30, l’USR-13 e il PMP-8.

Raluca Turcan: il PNL prende in considerazione la presentazione di una mozione di censura dopo i progetti relativi alla giustizia

Anche i Liberali prendono in considerazione la presentazione di una mozione di censura, ha annunciato giovedì anche il presidente supplente del PNL, Raluca Turcam, affermando che le ordinanze del PSD nell’ambito della giustizia sono “attentati al progetto europeo della Romania”.

“Il PNL prende in considerazione la presentazione di una mozione di censura. Ci troviamo d’avanti a un violento assalto della maggioranza parlamentare contro l’idea di legge. Le ordinanze del PSD sono attentati al progetto europeo della Romania. Danneggiano il sogno dei romeni di avere un paese europeo in cui non esistono due categorie di cittadini, dove non è tollerato il furto politico”, ha affermato Raluca Turcan.

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