Donald di Teleorman

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Liviu Dragnea ha incontrato Donald Trump. A una festa. Un incontro (piuttosto casuale) abbastanza caro. “Per un pugno di dollari2 (grandissimo), il nuovo presidente americano ha partecipato a dei simili eventi. Un milione di dollari solo per essere nella stessa stanza con “The Donald” non è un privilegio per molti. Il presidente dei socialdemocratici romeni non poteva perdere una simile opportunità. Ha pagato il partito tutto, anche se inizialmente sembrava dovesse farlo lo stato. Ma nel prossimo futuro distinguere tra lo stato e il partito sarà più difficile. Proprio perché le leggi cambieranno. O almeno questo è il desiderio di chi oggi ha di nuovo il potere. Ma perché Liviu Dragnea ha voluto così fortemente inviare a casa una sua foto con il presidente americano tra tanta altra gente? Perché Donald Trump è un modello per molti leader attuali e futuri. Per lui conta meno la legge che la fortuna. Come Ronald Reagan prima di lui, Trump dice a tutti: “arricchitevi!” Anche se sa che solo pochi riusciranno a farlo e spesso a prezzo dell’impoverimento di molti altri. Per lui libertà è prima di tutto la libertà di arricchirsi senza badare troppo all’onestà. La filosofia di vita del presidente della Camera dei Deputati romena non è molto diversa. Diverso è un po’ il modo di diventare ricco. Nel caso romeno lo stato conta di più. Perché il problema da noi non è limitare il potere dello stato – riducendo le tasse, per esempio –, ma di trasformarlo in un affare privato. Un affare di partito. Proprio questo vogliono i socialdemocratici e i loro alleati: ridurre le pene per chi ha lavorato per il partito (o per se stesso) senza badare agli interessi dello stato – cioè di tutti noi. Come Donald Trump, Liviu Dragnea potrebbe infischiarsene delle tante proteste pubbliche che seguiranno e sfidare una parte della popolazione. Ma dalla sua parte c’è già un’altra parte della popolazione, che ha ricevuto aumenti salariali e di pensioni o altre forme di aiuti sociali. “Un’elemosina” per potersi mettere al  riparo del braccio finora troppo lungo della Giustizia.

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