Paraskevi Michou, segretario generale della Commissione Europea: l’MCV non sarà rimosso nel 2017. Dipende dal lavoro del Parlamento e del Governo”.

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Il vice segretario generale della Commissione Europea, Paraskevi Michou, ha dichiarato giovedì a Bucarest che il Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) non sarà rimosso quest’anno e che il rapporto sul 2016 mostra che sono stati fatti progressi ma anche passi indietro.

“Quest’anno non sarà rimosso (il Meccanismo di Cooperazione e Verifica – ndr). Noi presenteremo il rapporto MCV per l’anno 2016 e abbiamo stabilito di cooperare per la tappa seguente, l’anno prossimo”, ha dichiarato il vice segretario generale della Commissione in Parlamento, quando gli è stato chiesto se MCV sarà rimosso quest’anno.

Lei ha detto di aver chiesto ai parlamentari di portare avanti i progressi avviati e di agire nella direzione del completamento dell’MCV, ma questo dipende dal Governo e dal Parlamento, istituzioni che possono “velocizzare i processi” e “andare nella giusta direzione”.

“Sono venuto a conoscere il nuovo Governo, il Parlamento. Siamo nella fase di completamento del rapporto MCV. Sono venuta per trasmettere il messaggio che il rapporto sarà finalizzato assai probabilmente questo mese. Sono qui per dire che i progressi fatti devono essere portati avanti. Quest’anno guardiamo agli ultimi 10 anni, alle cose buone e cattive che sono accadute. Il progresso c’è ma dobbiamo vedere se continuerà e ho chiesto ai rappresentanti (parlamentari – ndr) di lavorare insieme, ma ciò che la Commissione e il presidente Juncker vogliono vedere è uno sforzo nella direzione del completamento dell’MCV, che tuttavia dipende dal Governo della Romania e da questo bellissimo Parlamento eletto in modo democratico, uno sforzo per una maggior velocità, per andare nella giusta direzione, che non è reversibile, che va solo avanti, non indietro”, ha aggiunto Paraskevi Michou.

I prossimi passi dipendono dagli sforzi che il Parlamento e il Governo faranno per rispettare i criteri previsti dal MCV.

“I prossimi passi dipendono da ciò che ho detto. Sono venuta qui a comunicare il fatto che desideriamo una cooperazione stretta per arrivare alla fine, ma questo dipende dal lavoro del Parlamento, del Governo, dall’adempimento di tutti i criteri in una maniera sostenibile affinché i progressi non siano reversibili. Abbiamo stabilito che lavoreremo insieme per raggiungere a questo obiettivo”, ha insistito Paraskevi Michou.

Lei ha precisato che il rapporto MCV, in corso di completamento, mostra che sono stati fatti dei progressi ma anche passi indietro.

“Non (sarà un rapporto completamente positivo – ndr). Quando dico che sono stati fatti dei progressi negli ultimi 10 anni, dico che ho visto istituzioni che si sono consolidate, strutture cioè già incorporate nel sistema. Abbiamo visto in ogni caso anche passi indietro ed è ciò che vogliamo evitare in futuro. Non vi posso dire come sarà il rapporto perché non è finito, ma quando guardo agli ultimi 10 anni in certi campi sono stati fatti grandi progressi mentre in altri, accanto ai progressi, ci sono stati anche passi indietro e cerchiamo di offrire la possibilità e gli strumenti per realizzare solo progressi buoni”, ha sottolineato Paraskevi Michou, alla domanda se il rapporto MCV sarà eminentemente positivo.

All’incontro presso il Palazzo del Parlamento hanno preso parte i capi delle Commissioni Giuridiche della Camera dei Deputati e del Senato, Eugen Nicolicea e Serban Nicolae, ma anche Rovana Plumb, vicepresidente della Camera dei Deputati.

D’altra parte, sempre giovedì, il ministro della Giustizia, Florin Iordache, ha dichiarato che la Romania presenta tutte le condizioni perché il Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) sia concluso.

“Ho mostrato che la Romania, in partenariato con la Commissione, ha consolidato le istituzioni importanti e dal nostro punto di vista, finché tutte queste condizioni saranno garantite, con gli argomenti che presenteremo nel prossimo periodo, sosterremo che questo meccanismo, inizialmente molto utile per la Romania, per consolidare le istituzioni e per una legislazione coerente, è stato compiuto. Nelle condizioni in cui tutti questi obiettivi sono stati raggiunti negli ultimi 10 anni, li abbiamo raggiunti, la Romania presenta in questo momento tutte le condizioni favorevoli perché il meccanismo quest’anno possa essere concluso”, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Florin Iordache, alla fine dell’incontro con il vice segretario generale della Commissione Europea, Paraskevi Michou.

Alla domanda sulle dichiarazioni rilasciate lunedì dal procuratore generale della Romania, Augustin Lazar, in base alle quali il monitoraggio dovrebbe essere concluso per i magistrati ma continuato per i politici, Florin Iordache ha risposto di non voler commentare tali dichiarazioni.

 

Cosa dice il procuratore generale della Romania sulla rimozione dell’MCV

Il procuratore generale della Romania, Augustin Lazar, ha dichiarato che il meccanismo di cooperazione e verifica non è più necessario per i magistrati ma i politici devono essere ancora monitorati.

“Non è necessaria alcuna legge sul perdono e sull’amnistia perché noi dobbiamo combattere la criminalità, noi abbiamo come priorità la lotta alla corruzione, il recupero dei beni acquisiti dagli infrattori, il prodotto del reato e altre questioni del genere, legate all’azione penale e per cui gli inquirenti sono pagati”, ha dichiarato lunedì il procuratore generale della Romania, Augustin Lazar, dopo l’incontro del Ministro della Giustizia con i capi delle procure.

Alla domanda se il Codice Penale dovrebbe essere adattato, il procuratore generale ha dichiarato che ci sono alcuni elementi che dovrebbero essere chiariti.

“C’è stata una discussione sul fatto che una certa legislazione necessita alcuni elementi di chiarimento. Per esempio, il testo di legge sul conflitto di interesse. Il testo di legge è stato dichiarato non costituzionale in riferimento a una certa questione, ai rapporti commerciali. Io sono d’accordo che quella questione dei rapporti commerciali debba essere chiarita, ma è una questione molto ridotta e può essere chiarita con facilità. Del resto, il testo di legge è molto buono, è ispirato alla legislazione francese e, se leggerete lo studio comparativo che abbiamo fatto, vedrete che c’è una sintesi di pratica giudiziaria che negli ultimi anni ha chiarito la giurisprudenza in materia. Come soggetti attivi dell’infrazione possiamo osservare consiglieri locali, sindaci, consiglieri comunali, parlamentari ecc. e in che situazioni si potrebbe realizzarsi il conflitto di interessi. La legislazione è chiara da questo punto di vista e la giurisprudenza è chiara. Questo testo è molto buono”, ha precisato Augustin Lazar, e ha aggiunto che i politici dovrebbero essere monitorati.

“Per quanto riguarda la rimozione dell’MCV vorrei dirvi che il monitoraggio dei magistrati potrebbe non  essere più necessario, ma è di certo necessario un monitoraggio dei politici. È una questione di volontà politica. Sapete voi perché. I magistrati fanno il loro dovere mentre probabilmente ci sono certe persone che vorrebbero solo attuare la loro agenda e che non avrebbero bisogno di qualcosa che li ostacoli, come il meccanismo MCV”, ha aggiunto il procuratore generale della Romania.

Augustin Lazar ha detto inoltre che le priorità del Ministero Pubblico restano ancora la lotta alla corruzione e contro il conflitto di interessi e i fatti che hanno influenza sulle risorse del budget nazionale, come il recupero dei pregiudizi o il riciclaggio del denaro.

Il Meccanismo di Cooperazione e Verifica è stato istituito nel 2006 e monitora i progressi della Romania e della Bulgaria nella lotta alla corruzione e nella riforma del sistema giudiziario.

Sofia e Bucarest hanno accettato l’MCV alla metà degli anni 2000, come una condizione prima per la loro adesione all’UE,  l’1 gennaio 2007.

Secondo i rapporti MCV, presentati annulmente dalla Commissione Europea, la Romania ha registrati negli ultimi anni risultati migliori che la Bulgaria.

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