Lo scandalo “buco nel budget di 10 miliardi di lei”: Governo Ciolos, indagato dalle commissioni del budget-finanze

0
404

Il Governo Ciolos sarà indagato dalle commissioni del budget-finanze della Camera dei Deputati e del Senato per il modo in cui il Ministero delle Finanze ha realizzato l’ultima rettifica budgetaria nel 2016. I parlamentari hanno deciso che queste commissioni avranno 30 giorni a disposizione per realizzare un rapporto relativo all’ordinanza d’urgenza sulla rettifica del budget di stato per il 2016 e 15 gironi per il rapporto relativo all’Ordinanza d’Urgenza (OUG) per la rettifica del budget delle assicurazioni sociali per il 2016.

Lo scopo delle commissioni è quello di stabilire “le condizioni in cui siano state realizzate le rettifiche dei budget di stato, i mezzi dell’indagine, l’udienza di tutte le persone implicate che possano fornire informazioni e chiarimenti su questo tema”, ha precisato il segretario della Camera dei Deputati, Marcel Ciolacu, secondo News.ro.

Marcel Ciolacu ha aggiunto che l’oggetto dell’indagine è rivolgere le seguenti domande alle commissioni del budget: “in che modo in cui si sono costituiti i redditi per poter effettuare una rettifica positiva; quali sono le istituzioni dello stato che hanno fatto previsioni su questi redditi e qual’è stato il livello proposto dei redditi da ciascuna istituzione; in che misura sono stati realizzati i redditi totali del budget generale consolidato alla data del 31/12/2016; com’è stato stimato il reddito totale del budget consolidato al momento della costituzione del budget per l’anno 2016; come è stato stimato il reddito totale del budget generale consolidato il 6 agosto alla prima rettificazione”.

La creazione di queste commissioni ha luogo pochi giorni dopo la precisazione fatta dal presidente del Partito Socialdemocratico (PSD), Liviu Dragnea, in merito al fatto che avrebbe chiesto l’indagine dell’ex governo. Il leader del PSD ha affermato che la rettifica positiva del budget del mese di novembre sarebbe stata fatta in base a calcoli sbagliati. E che, alla fine dell’anno 2016, le entrate al budget non sono maggiori di 3 miliardi di lei, come ha stimato il Governo Ciolos, ma sotto i 10 miliardi, fino a 14 miliardi di lei.

“La stima è stata fatta sulla carta, sulla base di alcuni impegni scritti da parte di certi organi decisionali, che i redditi in Romania alla fine dell’anno 2016 sarebbero cresciuti di circa tre miliardi. Motivo per cui hanno fatto una rettifica positiva. Questo accadeva il 23 novembre. Il 31 dicembre ci mostra che i redditi sono inferiori ai 10 miliardi. Questo è completamente illegale. Chi ha mentito riguardo questi dati, cosa che non è mai successa in Romania, dovrà pagare”, ha dichiarato Dragnea a una rete televisiva.

Lo stesso ha nominato ha fatto i nomi di cinque persone, che dovrebbero dare spiegazioni: per primo, il ministro delle Finanze, poi il ministro dei Fondi Europei, il capo dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione Fiscale (ANAF) e il presidente del Consiglio Fiscale.

 

Dragnea: Cosa si sarebbe potuto fare con 10 miliardi, persi per strada dai tecnocrati

Il presidente del Partito Socialdemocratico (PSD), Liviu Dragnea, ha precisato mercoledì, su Facebook, che l’impatto totale delle misure che il Governo Grindeanu intenderà prendere nel prossimo futuro è di 2,65 miliardi lei, e si interroga retoricamente su cosa si sarebbe potuto fare con 10 i miliardi di lei, “persi per strada dai tecnocrati”.

“Questa è la risposta a tutti gli attacchi dell’ultimo periodo: le misure adottate dal nostro governo, di tutti i romeni! Ciascuna misura, i suoi beneficiari, l’impatto budgetario e il momento in cui entrano in vigore. E tutte sono state promesse fatte in campagna elettorale, che ecco, le abbiamo mantenute. L’impatto totale e di 2,65 miliardi di lei”, ha scritto Liviu Dragnea su Facebook.

“Fate i calcoli da soli… cosa si sarebbe potuto fare con 10 miliardi di lei, persi per strada dai tecnocrati”, ha concluso Liviu Dragnea nel suo messaggio su Facebook.

Le misure adottate dal Governo Grindeanu la settimana scorsa e che entreranno in vigore l’1 febbraio sono: la crescita del salario minimo a 1.450lei, la crescita del 20% dei salari dell’amministrazione pubblica locale, la crescita del 50% dei salari degli attori e degli artisti, la deduzione dell’imposta sul reddito negli abbonamenti medici (400 euro/anno), l’eliminazione del massimale del pagamento CASS e CAS, l’eliminazione del pagamento CASS per i pensionati, l’eliminazione dell’imposta sul reddito per le pensioni più basse del 2.000 lei.

Secondo il leader del PSD, l’1 luglio entrerà in vigore l’aumento delle pensione a 1.000 lei, e dall’1 marzo la pensione minima sarà aumentata a 520 lei.

Anche gli studenti beneficeranno, a partire dall’1 febbraio, di trasporti ferroviari gratuiti e della crescita dell’assegno per il fondo di borse da 83 a 201 lei al mese.

Allo stesso tempo, l’imposta del 1% della cifra d’affari per le micro imprese, con redditi inferiori a 500.000 entrerà in vigore nell’intervallo 1 marzo – 1 luglio, mentre l’imposta zero per la trasferta della proprietà, con un valore minimo di 450.000, e il 3% per la differenza che supera questa somma si applicherà dall’1 marzo.

Liviu Dragnea ha annunciato inoltre che, dall’1 febbraio, entreranno in vigore anche le seguenti misure: l’eliminazione dell’imposta sul profitto per i primi 10 anni, per le imprese con attività d’innovazione e ricerca-sviluppo; l’eliminazione del pagamento CASS per i redditi supplementari proventi d’interessi, dividendi; la crescita dei redditi mensili per gli assistenti delle persone con handicap a 1.450 lei, la crescita dell’indennizzo mensile minimo per il congedo di maternità da 1.062 lei a 1.232 lei; la crescita dell’incentivo da 531 lei a 616 lei.

L’Ordinanza d’Urgenza tramite cui il Governo Grindeanu ha aumentato alcuni redditi del personale dello stato, tra cui anche l’aumento del 20% dei salari dell’amministrazione, avrà un impatto budgetario di 5,1 miliardi di lei nel 2017, secondo il progetto dell’OUG pubblicato dal Ministero delle Finanze.

 

Viorel Stefan, ministro delle Finanze sui soldi che mancano nel budget: Occorre un audit della Corte dei Conti

Il ministro delle Finanze, Viorel Stefan, ha dichiarato martedì che i 10 miliardi di lei che mancano nel budget dello stato sono generati da proiezioni budgetarie “propagandistiche” e le commissioni di specialità e la Corte dei Conti verificheranno la legalità e l’opportunità delle due rettifiche del budget.

“Rispetto alla proiezione iniziale aggiornata tramite le due rettifiche del budget, quella di agosto e quella di novembre, dopo l’esecuzione si constata che 10 miliardi di lei nel capitolo redditi non sono stati realizzati. La questione è molto seria, ma d’altra parte ha un carattere tecnico, per quello credo che, all’interno delle commissioni di specialità, contemporaneamente alla decisione sulle due ordinanze di rettifica budgetaria nel corso dell’anno 2016, e nelle condizioni in cui le commissioni di specialità possano beneficiare anche dell’aiuto della Corte dei Conti, occorra un audit della Corte dei Conti per verificare la legalità e l’opportunità in cui si siano svolte queste rettifiche”, ha dichiarato il ministro delle Finanze, Viorel Stefan, presente nella riunione della Commissione del budget-finanze della Camera dei Deputati.

Alla domanda se le rettifiche del budget fatte dal Governo Ciolos abbiano una “tinta penale”, Viorel Serban ha affermato che aspetta l’audit della Corte dei Conti , ma “certamente” le rettifiche sollevano un punto interrogativo sulla professionalità del governo Ciolos.

“Non voglio rischiare di dare una risposta prima della decisione della Corte dei Conti sulla legalità, ma certamente solleva un punto interrogativo sulla professionalità e sul carattere tecnocratico in cui si è governato nel 2016. Avrei piuttosto la tentazione di dire che si è trattato di un comportamento propagandistico. Quando hai una proiezione evidente che ti mostra un calo dei redditi, fare rettifiche positive è difficile da spiegare, se non per interessi propagandistici nella prospettiva della campagna elettorale”, ha dichiarato il ministro delle Finanze.

La mancanza dei soldi nel budget non rende inapplicabile il programma del PSD, ha tuttavia precisato il ministro delle finanze.

“No, certamente troveremo delle soluzioni per rispettare esattamente il programma di governo. Per noi non si tratta di impegni. Tutto ciò che è previsto dal programma di governo rappresenta norma legale per noi. Certamente ci inquadreremo nel deficit del 3%”, ha risposto Viorel Stefan, alla domanda se la mancanza dei fondi possa rendere inapplicabile il programma del PSD.

Il ministro delle Finanze ha spiegato che la mancanza di 10 miliardi di lei è tuttavia un problema che riguarda le evoluzioni nel 2017, compresa la proiezione del budget e le evoluzioni per quest’anno.

“Sarebbe stato auspicabile che il 2016 fosse stato un anno in cui riscuotere più fondi europei. Il grande fallimento è riconducibile al mancato assorbimento dei fondi europei”, ha precisato Stefan.

 

Dacian Ciolos: La creazione della commissione di indagine, azione populista. Non si possono far passare soldi da un anno all’altro

L’ex premier Dacian Ciolos ha dichiarato mercoledì che la creazione della commissione d’indagine sul budget è un’azione populista di chi ha fatto promesse in campagna e adesso si chiede come potrà mantenerle, spiegando il fatto che il deficit è stato sotto il 3%, e la prognosi è quella lasciata da Victor Ponta.

Ci sono aspetti legati alla tecnica del budget, che non sono spiegati, si specula su certe cose, lasciando passare messaggi sbagliati, a beneficio di chi ha fatto promesse in campagna elettorale e probabilmente adesso si chiede come potrà mantenerle e allora, rispetto a quello che è stato fatto anche nel corso del 2016, è più semplice dare la colpa ai tecnocrati”, ha commentato Ciolos presso RFI sull’intenzione di PSD-ALDE.

A suo parere, l’avvio dell’indagine parlamentare “fa parte della stessa categoria populista”. Se chi ha creato questa commissione avesse voluto davvero sapere come stanno le cose, sarebbe stato semplice: bastava chiederlo al Ministero delle Finanze, dove si trovano tutti questi dati e tutti questi elementi che ci aiutano a capire l’argomento in questione. Si tratta di questioni legate alla tecnica del budget, non c’è alcuna novità in ciò che è accaduto quest’anno nel budget e proprio per questo spero che, se si desidera un’analisi, questa si faccia sugli ultimi 10 anni, per vedere come stanno le cose negli ultimi dieci anni tra i redditi previsti e i redditi realizzati, tra redditi e spese, su certe categorie di redditi e spese, affinché le cose siano chiare”, ha argomentato l’ex capo del Governo.

Questi ha precisato che “non si possono far passare soldi da un anno all’altro, come lasciano intendere alcuni”.

“Anche se ci fossero stati risparmi l’anno scorso, non sarebbero potuti passare nel budget di quest’anno, perché il budget ha una caratteristica, per legge è un budget annuale. In secondo luogo, se n’è parlato all’inizio, e vedo che adesso non si elabora più quest’idea, credo che le cose siano state chiarite, in merito al “buco” lasciato nel budget. Non poteva esserci nessun buco o mancanza di soldi, senza che  si riflettesse nel deficit del budget. Noi abbiamo stabilito, abbiamo previsto all’inizio un deficit del budget sotto il 3%, 2,8% è stata la nostra meta e il deficit realizzato è stato del 2,6%, quindi non solo che non è stato lasciato alcun buco nel budget, ma proprio il deficit è stato al di sotto di quello previsto, nelle condizioni in cui alla fine dell’anno, come accade in generale con i budget, sono stati fatti molti pagamenti, compresi pagamenti restanti per la restituzione dell’IVA dell’anno scorso, che non abbiamo lasciato per quest’anno, come accade a volte, da un anno all’altro, proprio per facilitare la creazione del budget di quest’anno”, ha spiegato l’ex premier.

Alla domanda se abbia fatto una previsione sbagliata delle entrate, Dacian Ciolos ha negato, spiegando come la stima sia stata presa dal “progetto di budget lasciato e dalle analisi e dai calcoli fatti dal Ministero delle Finanze ai tempi del Governo Ponta”.

“Qui non è il primo ministro a decide quanto stimiamo il budget ma i calcoli, le analisi e previsioni che realizzano le istituzioni con questa responsabilità all’interno del Ministero delle Finanze o subordinate al Ministero delle Finanze. Ci sono state stime maggiori per i fondi europei, ma non potevamo pagare di più per i fondi europei di quanto abbiamo pagato, visto che non ci sono stati progetti preparati. Quindi che noi pagassimo progetti europei dal budget e poi recuperassimo i soldi dalla Commissione Europea, che facessimo cioè una spesa, da una parte, pagando le fatture per i fondi europei per poi recuperare i soldi per quella spesa dal CE e metterli così nella categoria delle entrate, per compensare la spesa fatta. Qui, vedete, le cose sono legate, le entrate legate alle spese, ma questo avrebbe significato per noi avere già progetti preparati nel 2014, 2015, che potessero essere implementati nel 2016 e che ci avrebbero permesso di fare questi pagamenti. Questo non è successa. L’anno scorso abbiamo pagato con i fondi europei oltre sette miliardi di euro, e non quanto sono stati stimati”, è stata la spiegazione di Ciolos.

Quest’ultimo ha evitato di puntualizzare se andrà alle udienze della commissione parlamentare d’indagine. “Io credo che per la commissione parlamentare d’indagine sia importante avere le informazioni di cui ha bisogno. Ho visto lì una lista di domande, a tutte quelle domande il Ministero delle Finanze può rispondere, perché tutti quelli elementi sono pubblici (…) Non ci sono decisioni prese in modo indipendente dal primo ministro, ma queste arrivano da certe istituzioni e credo che le istituzioni in questione debbano fornire i rispettivi chiarimenti. Si tratta delle commissioni del budget-finanze del Parlamento e credo che chi abbia avuto o abbia ancora responsabilità per il budget-finanze, possa dare tutte le spiegazioni”, ha specificato Ciolos.

Alla richeista di esprimere più chiaramente se intenda partecipare alle udienze della commissione, nel caso in cui sarà invitato, l’ex premier ha detto: “Non lo so, si vedrà allora, ma come vi ho detto, voglio essere certo che, per quanto riguarda il Governo che ho condotto, la commissione riceva tutte le informazioni di cui avrà bisogno”.

 

Il presidente Iohannis: “Nessuno è andato via con i soldi. Sarebbe meglio andarci piano con queste indagini del Parlamento”

Sarebbe meglio andarci piano con queste indagini del Parlamento, ha dichiarato mercoledì il presidente Klaus Iohannis, rispetto ai 10 miliardi di lei che PSD e ALDE dicono mancanti nel budget.

“Ho discusso brevemente la questione, per ragioni che non conosco si è veicolata la sintagma di buco, di cui non si parla neanche”, ha spiegato Iohannis, alla domanda sui 10 miliardi di lei mancanti di cui ha parlato Liviu Dragnea.

“Si tratta di una somma che semplicemente non è stata realizzata nella categoria entrate, che dovrà essere spiegata da altri, non da me, da chi ha governato, ma certamente nessuno è andato a casa con i soldi. E in questa tappa è importante che si lavori molto molto seriamente per il budget del 2017. Io ho offerto sostegno a livello di esperto per questa questione”, ha sottolineato il capo dello stato.

Alla domanda su come veda la commissione d’indagine che si costituirà, Iohannis ha risposto: “Credo che sarebbe meglio andarci piano con queste indagini da parte del Parlamento. Sarebbe meglio ch’egli esperti in tali questioni facciano un’analisi molto seria, per evitare attacchi politici”.

NO COMMENTS