L’avvocato del diavolo

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Victor Ciorbea

Di solito, si parla poco dell’Avvocato del popolo nel nostro paese. Il principale motivo sono i suoi risultati piuttosto modesti. Si parla, invece, di tanto in tanto, di corruzione, dello spirito di quest’istituzione democratica di origine svedese. Una corruzione che parte dal clientelismo politico, che determina la nomina dell’Avvocato del popolo. Victor Ciorbea, per esempio, è stato eletto con i voti dei socialdemocratici, anche se i liberali, che erano i suoi colleghi di partito, si sono opposti. E così Ciorbea ha servito finora più di una volta i suoi veri padroni. Il suo ruolo istituzionale è difendere il cittadino dagli abusi delle istituzioni nei suoi confronti. Adesso vuole “difendere” il politico che ha stravinto le  recenti elezioni, ma che non può essere premier perché ha già subito una condanna penale. Victor Ciorbea lo appoggia contestando la legge. Sarà la Corte Costituzionale a decidere, ma in pochi mesi la legge potrà essere cambiata facilmente dalla nuova maggioranza parlamentare. Il gesto di Ciorbea è piuttosto simbolico, e cerca di mettere in dubbio le virtù democratiche di questa legge, che ha fatto un po’ di pulizia nel mondo dei politici, altrimenti impossibili da fermare. Nel frattempo le misure populiste del governo daranno i loro frutti: l’opposizione sarà sempre più debole e le sue voci critiche conteranno sempre meno. Almeno per un tempo. Ma con i ministri proposti da Liviu Dragnea, gli scandali non tarderanno. E poiché premier è un altro, ad un certo punto il successore di Sorin Grindeanu potrà diventare proprio il presidente dei socialdemocratici. Così come Victor Ciorbea è stato per un poco più di un anno un premier debole, incapace di opporsi al vero padrone del momento, il presidente Emil Constantinescu, un simile ruolo spetta anche a Grindeanu, semplice esecutore delle direttive di Dragnea. Soltanto il presidente Klaus Iohannis potrebbe rendere più complicata l’ascesa di quest’ultimo. Diventando il vero leader dell’opposizione. E la gente potrebbe, in gran numero, tornare in strada per protestare.

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